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CHIESA - SULLA DIFFUSIONE DI TESTI DI PRESUNTE RIVELAZIONI PRIVATE.

Link: https://nostrasignoradianguera.blogspot.com/2017/05/sulla-diffusione-di-testi-di-presunte.html

SULLA DIFFUSIONE DI TESTI DI PRESUNTE RIVELAZIONI PRIVATE.

Link: http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_19961129_ryden-comunicato_it.html

Comunicato Stampadella Congregazione per la Dottrina della Fede *

29 novembre 1996

II. In merito poi alla diffusione di testi di presunte rivelazioni private, la Congregazione precisa:

1) Non è assolutamente valida l’interpretazione data da alcuni di una Decisione approvata da Paolo VI il 14 ottobre 1966 e promulgata il 15 novembre dello stesso anno, in virtù della quale potrebbero essere liberamente diffusi nella Chiesa scritti e messaggi provenienti da presunte rivelazioni. Dette decisione si riferiva in realtà all’“Abolizione dell’Indice dei libri Proibiti”, e stabiliva che – tolte le censure relative – rimaneva tuttavia l’obbligo di non diffondere e leggere quegli scritti che mettono in pericolo la fede e i costumi.

2) Si richiama però che per la diffusione di testi di presunte rivelazioni private, rimane valida la norma del Codice vigente, can. 823 § 1, che dà diritto ai Pastori di “esigere che vengano sottoposti al proprio giudizio prima della pubblicazione gli scritti dei fedeli che toccano la fede o i costumi”.

3) Le presunte rivelazioni soprannaturali e gli scritti che le riguardano sono in prima istanza soggetti al giudizio del Vescovo diocesano e, in casi particolari, a quello della Conferenza episcopale e della Congregazione per la Dottrina della Fede.


venerdì 25 novembre 2016

ABORTO - MADONNA DI ANGUERA - MESSAGGI N. 8 DEL 5/12/87 Cari figli miei, piango per i peccati di ognuno di voi. Piango anche a causa dei delitti commessi dalle madri che abortiscono i propri bambini. Questo è un grande peccato. Un bambino che non ha chiesto di nascere viene ucciso dalla sua stessa madre: è una cosa terribile. L’aborto è un delitto. Figli miei, questo mi rende molto triste. Figli miei, la mia vita ha uno scopo molto speciale: prepararvi affinché siate salvi. QUESTO È CIÒ CHE DESIDERO: LA SALVEZZA DELLE VOSTRE ANIME. Rimanete nella pace. Messaggio di Anguera n. 160 – 11 aprile 1989 Cari figli, desidero parlarvi ancora dell’aborto, questo terribile crimine commesso da così tante persone e persino legalizzato in molti paesi. Perfino nazioni di antica tradizione cristiana sono giunti al punto di legittimare l’assassinio di bambini ancora nel grembo delle loro madri. Questa è una delle cause principali della mancanza di pace nel mondo. Pregate molto perché questa ingiustizia non venga più commessa. Continuate, continuate, continuate a pregare. 159 – 8 aprile 1989 159 – 8 aprile 1989 Cari figli, se vivete abitualmente in peccato mortale, voi siete spiritualmente morti. E se giungete al termine della vostra vita in questo stato, vi attende la morte eterna all’inferno. IN QUESTO MONDO, CHE È DIVENUTO PEGGIORE DEI TEMPI DEL DILUVIO UNIVERSALE, CORRETE IL RISCHIO DI ESSERE ETERNAMENTE PERDUTI. In effetti, quante anime precipitano all’inferno tutti i giorni perché non accettano l’invito, che ho fatto in molte regioni del mondo, a ritornare alla strada che conduce a Dio seguendo il sentiero della preghiera, della penitenza e della conversione interiore. Soprattutto i mali di ordine spirituale possono pregiudicare la vita soprannaturale delle vostre anime. Il peccato si è diffuso come il peggiore e il più pericoloso dei flagelli, spargendo ovunque malattia e morte in molte anime. Fate attenzione. L’ INFERNO ESISTE. E’ ETERNO. E oggi molti corrono il rischio di precipitare all’inferno perché hanno preso questa malattia mortale. Pregate e fate penitenza per le anime. Molte anime stanno soffrendo perché non c’è nessuno che preghi per loro. Continuate, continuate, continuate a pregare. 3.858 - 10 agosto 2013 VALORIZZATE LA VITA E NON RESTATE IN SILENZIO DAVANTI A CAMPAGNE INGANNATRICI CONTRO LA VITA E CONTRO LA SANTITA’ DEL MATRIMONIO. I POTENTI DI QUESTO MONDO CREANO LEGGI PER OFFENDERE IL CREATORE. LE LEGGI CONTRO LA VITA MIRANO A TOGLIERE IL SIGNORE DALLA SOCIETA’ E RENDERE GLI UOMINI SCHIAVI DEL DEMONIO, SIATE DI DIO. DIFENDETE QUELLO CHE E’ DEL SIGNORE. IL VOSTRO SILENZIO RAFFORZA I NEMICI DI DIO. DITE SI’ ALLA VITA. DITE NO ALL’ UCCISIONE DEGLI INNOCENTI. TUTTO IL MALE CHE FATE CONTRO I PICCOLI DI DIO VI PORTERA’ ALLA PERDIZIONE ETERNA. Il mio Signore ha bisogno della vostra voce: siate docili e lasciate che il Signore parli. ABORTO, MIFEPRISTONE (RU 486), PILLOLA ANTICONCEZIONALE, PILLOLA DEL GIORNO DOPO, DOLORE FETALE, PROTOMENTALE, PSICOLOGIA PERINATALE, ABORTO-CITAZIONI, STORIA DELL’ ABORTO, ABORTO E RELIGIONI, ABORTO E CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA, DIBATTITO SULL’ ABORTO, SINDROME POST ABORTO.




Ap 12:4 la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato.

CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA
L'aborto
2270 La vita umana deve essere rispettata e protetta in modo assoluto fin dal momento del concepimento. Dal primo istante della sua esistenza, l'essere umano deve vedersi riconosciuti i diritti della persona, tra i quali il diritto inviolabile di ogni essere innocente alla vita [Cf Congregazione per la Dottrina della Fede, Istr. Donum vitae, I, 1].
Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato ( Ger 1,5 ) [Cf Gb 10,8-12; Sal 22,10-11 ].
Non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nel segreto, intessuto nelle profondità della terra ( Sal 139,15 ).
2271 Fin dal primo secolo la Chiesa ha dichiarato la malizia morale di ogni aborto provocato. Questo insegnamento non è mutato. Rimane invariabile. L'aborto diretto, cioè voluto come un fine o come un mezzo, è gravemente contrario alla legge morale:
Non uccidere il bimbo con l'aborto, e non sopprimerlo dopo la nascita [Didaché, 2, 2; cf Lettera di Barnaba, 19, 5; Lettera a Diogneto, 5, 5; Tertulliano, Apologeticus, 9]. Dio, padrone della vita, ha affidato agli uomini l'altissima missione di proteggere la vita, missione che deve essere adempiuta in modo umano. Perciò la vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura; e l'aborto come l'infanticidio sono abominevoli delitti [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 51].
2272 La cooperazione formale a un aborto costituisce una colpa grave. La Chiesa sanziona con una pena canonica di scomunica questo delitto contro la vita umana. “Chi procura l'aborto, ottenendo l'effetto, incorre nella scomunica latae sententiae” [Codice di Diritto Canonico, 1398] “per il fatto stesso d'aver commesso il delitto” [Codice di Diritto Canonico, 1398] e alle condizioni previste dal Diritto [Cf ibid., 1323-1324]. La Chiesa non intende in tal modo restringere il campo della misericordia. Essa mette in evidenza la gravità del crimine commesso, il danno irreparabile causato all'innocente ucciso, ai suoi genitori e a tutta la società.
2273 Il diritto inalienabile alla vita di ogni individuo umano innocente rappresenta un elemento costitutivo della società civile e della sua legislazione:
“I diritti inalienabili della persona dovranno essere riconosciuti e rispettati da parte della società civile e dell'autorità politica; tali diritti dell'uomo non dipendono né dai singoli individui, né dai genitori e neppure rappresentano una concessione della società e dello Stato: appartengono alla natura umana e sono inerenti alla persona in forza dell'atto creativo da cui ha preso origine. Tra questi diritti fondamentali bisogna, a questo proposito, ricordare. . . il diritto alla vita e all'integrità fisica di ogni essere umano dal concepimento alla morte” [Congregazione per la Dottrina della Fede, Istr. Donum vitae, III].
“Nel momento in cui una legge positiva priva una categoria di esseri umani della protezione che la legislazione civile deve loro accordare, lo Stato viene a negare l'uguaglianza di tutti davanti alla legge. Quando lo Stato non pone la sua forza al servizio dei diritti di ciascun cittadino, e in particolare di chi è più debole, vengono minati i fondamenti stessi di uno Stato di diritto. . . Come conseguenza del rispetto e della protezione che vanno accordati al nascituro, a partire dal momento del suo concepimento, la legge dovrà prevedere appropriate sanzioni penali per ogni deliberata violazione dei suoi diritti” [Congregazione per la Dottrina della Fede, Istr. Donum vitae, III].
2274 L'embrione, poiché fin dal concepimento deve essere trattato come una persona, dovrà essere difeso nella sua integrità, curato e guarito, per quanto è possibile, come ogni altro essere umano.
La diagnosi prenatale è moralmente lecita, se “rispetta la vita e l'integrità dell'embrione e del feto umano ed è orientata alla sua salvaguardia o alla sua guarigione individuale. . . Ma essa è gravemente in contrasto con la legge morale quando contempla l'eventualità, in dipendenza dai risultati, di provocare un aborto: una diagnosi. . . non deve equivalere a una sentenza di morte” [Congregazione per la Dottrina della Fede, Istr. Donum vitae, III].
2275 “Si devono ritenere leciti gli interventi sull'embrione umano a patto che rispettino la vita e l'integrità dell'embrione, non comportino per lui rischi sproporzionati, ma siano finalizzati alla sua guarigione, al miglioramento delle sue condizioni di salute o alla sua sopravvivenza individuale” [Congregazione per la Dottrina della Fede, Istr. Donum vitae, III].
“E' immorale produrre embrioni umani destinati a essere sfruttati come "materiale biologico" disponibile” [Congregazione per la Dottrina della Fede, Istr. Donum vitae, III].
“Alcuni tentativi d' intervento sul patrimonio cromosomico o genetico non sono terapeutici, ma mirano alla produzione di esseri umani selezionati secondo il sesso o altre qualità prestabilite. Queste manipolazioni sono contrarie alla dignità personale dell'essere umano, alla sua integrità e alla sua identità” unica, irrepetibile [Congregazione per la Dottrina della Fede, Istr. Donum vitae, III].

2322 Fin dal concepimento il bambino ha diritto alla vita. L'aborto diretto, cioè voluto come un fine o come un mezzo, è una pratica “vergognosa” , [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 27] gravemente contraria alla legge morale. La Chiesa condanna con una pena canonica di scomunica questo delitto contro la vita umana.
2323 Dal momento che deve essere trattato come una persona fin dal concepimento, l'embrione deve essere difeso nella sua integrità, curato e guarito come ogni altro essere umano.

Papa Francesco: aborto bimbi malati, come nazisti ma con i guanti bianchi


'Per avere una vita tranquilla si fa fuori un innocente'


Aborto legale 40 anni fa, gli interventi scesi per la prima volta sotto i 60 mila l'anno - LO SPECIALE


Le ragazze vi ricorrono di meno, l'istruzione pesa sulle scelte



Siamo quasi in 7 miliardi. Avremmo dovuto essere in 9
Ogni anno nel mondo si praticano 42 milioni di aborti volontari, circa una gravidanza su cinque finisce in aborto. Al ritmo di 40 milioni di aborti l’anno, impiegheremmo solamente 25 anni per eliminare un miliardo di persone. Dato che il businesss dell’aborto è iniziato attorno agli anni 1960, ciò significa che a tutt’oggi abbiamo più o meno eliminato circa due miliardi di esseri umani non ancora nati. Riflettiamoci sopra...
Siamo quasi in 7 miliardi. Avremmo dovuto essere in 9

OMS: NEL MONDO 56 MILIONI DI ABORTI OGNI ANNO


 IL GENOCIDIO CENSURATO - ABORTO: UN MILIARDO DI VITTIME INNOCENTI

Aborto, da reato a dovere sociale il cammino è compiuto
Link: http://www.lanuovabq.it/it/articoli-aborto-da-reato-a-dovere-sociale-il-cammino-e-compiuto-19592.htm

Il cammino di emancipazione del fenomeno aborto si è pressoché concluso almeno in Occidente. Da reato a condotta tollerata e dunque depenalizzata. Poi ammessa in alcune circostanze eccezionali (stupro) e quindi atto neutro (ognuno lo consideri come vuole). Da ultimo diritto ed ora dovere sociale proprio perché è un bene giuridico. Guai quindi a criticarlo e a non praticarlo se uno è medico.

La scelta del Papa. Aborto e perdono: sei punti per capire

FRANCESCO
a quanti leggeranno questa Lettera Apostolica
misericordia e pace


Fonte: http://w2.vatican.va/content/francesco/it/apost_letters/documents/papa-francesco-lettera-ap_20161120_misericordia-et-misera.html


Milano. Scritta pro aborto sulla chiesa, la reazione del parroco vola sui social


Fonte: https://www.avvenire.it/attualita/pagine/scritta-aborto-san-michele-santa-rita-lettera-parroco-facebook


Pornodipendenza: uscirne si può. Ecco come

«SE GUARDI LA PORNOGRAFIA – si sentì dire un giorno Morra in un seminario a Nashville – STAI BEVENDO DALLO STESSO POZZO DELL' ABORTO»


Papa Francesco non celebrerà la messa di Pasqua per i politici. L'anno scorso li sferzò, questa volta li ignora proprio

Il Pontefice all'Associazione Medici Cattolici

Papa Francesco: "Aborto, eutanasia e fecondazione sono falsa compassione"

"La compassione evangelica è invece quella che accompagna nel momento del bisogno, quella del Buon Samaritano", ha detto Bergoglio spiegando che "l'obiezione di coscienza è atto di fedeltà al Vangelo"

fonte: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Papa-Francesco-Aborto-eutanasia-e-fecondazione-sono-falsa-compassione-3c93a466-305f-4232-83c2-17ccf14f1957.html

DATI CHOC

Oms: in un anno 44 milioni 
di aborti nel mondo
19 gennaio 2012

2/1/2015 FRANCIA - REATO DI INTRALCIO ALL' ABORTO Regala un Paio di Scarpette da Neonato ad una Donna Incinta e Viene Condannato Penalmente! Xavier Dor, 84 anni, dovrà pagare una multa di 10.000 euro, rischiava anche un mese di galera. 



Aborto: statistiche e problematiche recenti

1 miliardo di aborti negli ultimi 20 anni. 


Post aborto: depressione e suicidio (nuove ricerche scientifiche)

Link diretto: http://www.notizieprovita.it/notizie-dal-mondo/post-aborto-depressione-e-suicidio-nuove-ricerche-scientifiche/



Am 5:18 Guai a coloro che attendono il giorno del Signore!
Che sarà per voi il giorno del Signore?
Sarà tenebre e non luce.
Mt 9:13 Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».
Mt 12:7 Se aveste compreso che cosa significa: Misericordia io voglio e non sacrificio, non avreste condannato individui senza colpa.
Lc 10:25 Un dottore della legge si alzò per metterlo alla prova: «Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?». 26 Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Che cosa vi leggi?». 27 Costui rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso»




Sal 115:5 Buono e giusto è il Signore,
il nostro Dio è misericordioso.
Lc 18:19 Gesù gli rispose: «Perché mi dici buono? Nessuno è buono, se non uno solo, Dio.
Ef 4:6 Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti.
Mt 7:2 perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati.
Lc 6:37 Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato
1G 1:8 Se diciamo che siamo senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi.
1P 2:9 Ma voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere meravigliose di lui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua ammirabile luce;
Mt 25:41 Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli.
Mt 25:34 Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo
1G 1:8 Se diciamo che siamo senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi.
Sal 49:23 Chi offre il sacrificio di lode, questi mi onora,
a chi cammina per la retta via
mostrerò la salvezza di Dio.
Eb 13:15 Per mezzo di lui dunque offriamo continuamente un sacrificio di lode a Dio, cioè il frutto di labbra che confessano il suo nome.
2Cor 3:18 E noi tutti, a viso scoperto, riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagine, di gloria in gloria, secondo l'azione dello Spirito del Signore.
Mt 5:48 Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.
Gal 5:24 Ora quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la loro carne con le sue passioni e i suoi desideri. 25 Se pertanto viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito.
Mt 25:31 Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. 32 E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, 33 e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. 34 Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. 35 Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, 36 nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. 37 Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? 38 Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? 39 E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? 40 Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me. 41 Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. 42 Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; 43 ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. 44 Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? 45 Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me. 46 E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna». Nel giorno dell' ira del Signore il Cristiano che invocherà il Suo Nome sarà salvato.

LEGARE E SCIOGLIERE - IL PAPA SUCCESSORE DI PIETRO
Mt 16:13 Essendo giunto Gesù nella regione di Cesarèa di Filippo, chiese ai suoi discepoli: «La gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». 14 Risposero: «Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». 15 Disse loro: «Voi chi dite che io sia?». 16 Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». 17 E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. 18 E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. 19 A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». 20 Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.

LEGARE E SCIOGLIERE - LA CHIESA COMUNITA' DEI CRISTIANI (SALVATI DAL GIOGO DELLA LEGGE DEL PECCATO E DALLA TIRANNIA DEL DIAVOLO/FARAONE)
Mt 18:15 Se il tuo fratello commette una colpa, va' e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; 16 se non ti ascolterà, prendi con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. 17 Se poi non ascolterà neppure costoro, dillo all'assemblea; e se non ascolterà neanche l'assemblea, sia per te come un pagano e un pubblicano. 18 In verità vi dico: tutto quello che legherete sopra la terra sarà legato anche in cielo e tutto quello che scioglierete sopra la terra sarà sciolto anche in cielo.
19 In verità vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà. 20 Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro».


I DIECI GIUSTI E LA CITTA' DI SODOMA
Gen 18:22 Quegli uomini partirono di lì e andarono verso Sòdoma, mentre Abramo stava ancora davanti al Signore. 23 Allora Abramo gli si avvicinò e gli disse: «Davvero sterminerai il giusto con l'empio? 24 Forse vi sono cinquanta giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere? E non perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano? 25 Lungi da te il far morire il giusto con l'empio, così che il giusto sia trattato come l'empio; lungi da te! Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia?». 26 Rispose il Signore: «Se a Sòdoma troverò cinquanta giusti nell'ambito della città, per riguardo a loro perdonerò a tutta la città».
27 Abramo riprese e disse: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere... 28 Forse ai cinquanta giusti ne mancheranno cinque; per questi cinque distruggerai tutta la città?». Rispose: «Non la distruggerò, se ve ne trovo quarantacinque». 29 Abramo riprese ancora a parlargli e disse: «Forse là se ne troveranno quaranta». Rispose: «Non lo farò, per riguardo a quei quaranta». 30 Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora: forse là se ne troveranno trenta». Rispose: «Non lo farò, se ve ne troverò trenta». 31 Riprese: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore! Forse là se ne troveranno venti». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei venti». 32 Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora una volta sola; forse là se ne troveranno dieci». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei dieci». 33 Poi il Signore, come ebbe finito di parlare con Abramo, se ne andò e Abramo ritornò alla sua abitazione.


IL FARISEO E IL PUBBLICANO
Lc 18:9 Disse ancora questa parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e disprezzavano gli altri: 10 «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l'altro pubblicano. 11 Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. 12 Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo. 13 Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore. 14 Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell'altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato».

IL SAMARITANO E IL MIO PROSSIMO
Lc 10:25 Un dottore della legge si alzò per metterlo alla prova: «Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?». 26 Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Che cosa vi leggi?». 27 Costui rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso». 28 E Gesù: «Hai risposto bene; fa' questo e vivrai».
29 Ma quegli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è il mio prossimo?». 30 Gesù riprese:
«Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. 31 Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall'altra parte. 32 Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. 33 Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione. 34 Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. 35 Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all'albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno. 36 Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?». 37 Quegli rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va' e anche tu fa' lo stesso».


I DUE LADRONI CROCIFISSI CON CRISTO
Lc 23:39 Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!». 40 Ma l'altro lo rimproverava: «Neanche tu hai timore di Dio e sei dannato alla stessa pena? 41 Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male». 42 E aggiunse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». 43 Gli rispose: «In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso».

SALVATI E CONDANNATI
Rm 10:12 Poiché non c'è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che l'invocano. 13 Infatti: Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato.
Mc 16:16 Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato.
Gv 10:9 Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
Fili 2:9 Per questo Dio l'ha esaltato
e gli ha dato il nome
che è al di sopra di ogni altro nome;
10 perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra;
11 e ogni lingua proclami
che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.

Eso 23:26 Non vi sarà nel tuo paese donna che abortisca o che sia sterile. Ti farò giungere al numero completo dei tuoi giorni.

Matteo, capitolo 7, versetto12 
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti.

 Mt 16:15 Disse loro: «Voi chi dite che io sia?». 16 Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». 17 E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. 18 E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. 19 A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». 20 Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.







COMMENTO
Dio è infinita Misericordia e infinita Giustizia. Siamo nel tempo della Grande Misericordia prima del tempo della Grande Giustizia descritta nel libro dell' Apocalisse di San Giovanni. In palio c'è per ogni persona nessuna esclusa, la vita eterna! (Paradiso per il quale siamo stati creati), o la morte eterna! (Inferno creato per il Demonio e i suoi angeli).
Noi saremo giudicati con lo stesso metro di misura con il quale giudichiamo gli altri. Nessuno è buono, se non uno solo, Dio che opera in tutti. Se diciamo di essere senza peccato inganniamo noi stessi. Non disprezzare gli altri in cuor tuo ritenendoci giusto, ricorda cosa disse Gesù del pubblicano! Tu cristiano praticante che leggi ricordati!: appartieni alla stirpe eletta, al sacerdozio regale, alla nazione santa dei cristiani peccatori ma salvati e sempre bisognosi di conversione fino all' ultimo respiro di vita, per essere trasformati di gloria in gloria, nell' immagine di Cristo per mezzo dello Spirito Santo per essere perfetti come il Padre nei cieli. Non giudicare i tuoi fratelli ma intercedi presso il Padre, offrendoti come sacrificio di lode senza mormorare sui tuoi fratelli in Cristo. Non giudicare da fariseo il pubblicano, ma opera come il buon samaritano. Ricordati dei due ladroni sulla croce; non cedere alla tentazione di chiedere a Cristo di salvarti dalle sofferenze del mondo ma accetta le conseguenze delle tue colpe commesse: sarai crocifisso con Cristo nelle tue passioni carnali per un tempo e Risorgerai con Lui in Paradiso per l' Eternità.
Massimiliano Bruno

 


8 - 5 dicembre 1987



Cari figli miei, piango per i peccati di ognuno di voi. Piango anche a causa dei delitti commessi dalle madri che abortiscono i propri bambini. Questo è un grande peccato. Un bambino che non ha chiesto di nascere viene ucciso dalla sua stessa madre: è una cosa terribile. L’aborto è un delitto. Figli miei, questo mi rende molto triste. Figli miei, la mia vita ha uno scopo molto speciale: prepararvi affinché siate salvi. Questo è ciò che desidero: la salvezza delle vostre anime. Rimanete nella pace.


159 – 8 aprile 1989
Cari figli, se vivete abitualmente in peccato mortale, voi siete spiritualmente morti. E se giungete al termine della vostra vita in questo stato, vi attende la morte eterna all’inferno. In questo mondo, che è divenuto peggiore dei tempi del diluvio universale, correte il rischio di essere eternamente perduti. In effetti, quante anime precipitano all’inferno tutti i giorni perché non accettano l’invito, che ho fatto in molte regioni del mondo, a ritornare alla strada che conduce a Dio seguendo il sentiero della preghiera, della penitenza e della conversione interiore. Soprattutto i mali di ordine spirituale possono pregiudicare la vita soprannaturale delle vostre anime. Il peccato si è diffuso come il peggiore e il più pericoloso dei flagelli, spargendo ovunque malattia e morte in molte anime. Fate attenzione. L’ INFERNO ESISTE. E’ ETERNO. E oggi molti corrono il rischio di precipitare all’inferno perché hanno preso questa malattia mortale. Pregate e fate penitenza per le anime. Molte anime stanno soffrendo perché non c’è nessuno che preghi per loro. Continuate, continuate, continuate a pregare. Pregate per i sacerdoti. Pregate per le vocazioni al sacerdozio. Pregate per le anime in purgatorio. Pregate per il Santo Padre. Pregate che satana non riesca a distruggere i miei progetti. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.



Messaggio di Anguera n. 160 – 11 aprile 1989
Cari figli, desidero parlarvi ancora dell’aborto, questo terribile crimine commesso da così tante persone e persino legalizzato in molti paesi. Perfino nazioni di antica tradizione cristiana sono giunti al punto di legittimare l’assassinio di bambini ancora nel grembo delle loro madri. Questa è una delle cause principali della mancanza di pace nel mondo. Pregate molto perché questa ingiustizia non venga più commessa. Continuate, continuate, continuate a pregare. Pregate per voi stessi. Pregate per i sacerdoti. Pregate per le anime in purgatorio. Pregate per il Santo Padre. Pregate che tutti i miei progetti si realizzino. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.



3.858 - 10 agosto 2013


Cari figli, mettete Dio nelle vostre vite e nelle vostre decisioni. Inginocchiatevi in preghiera e supplicate lo Spirito Santo che vi illumini. Non dimenticate: prima e al di sopra di tutto la volontà di Dio. Calmate i vostri cuori, perché Dio vi parlerà. Vivete nei tempi difficili e i miei poveri figli camminano come ciechi alla guida di altri ciechi. Voi appartenete al Signore. VALORIZZATE LA VITA E NON RESTATE IN SILENZIO DAVANTI A CAMPAGNE INGANNATRICI CONTRO LA VITA E CONTRO LA SANTITA’ DEL MATRIMONIO. Siate esempio di fede e di coraggio per gli altri. Dio ha bisogno del vostro sì. Non tiratevi indietro. Ecco il tempo opportuno per il vostro ritorno al Dio della salvezza e della pace.  I POTENTI DI QUESTO MONDO CREANO LEGGI PER OFFENDERE IL CREATORE. LE LEGGI CONTRO LA VITA MIRANO A TOGLIERE IL SIGNORE DALLA SOCIETA’ E RENDERE GLI UOMINI SCHIAVI DEL DEMONIO, SIATE DI DIO. DIFENDETE QUELLO CHE E’ DEL SIGNORE. IL VOSTRO SILENZIO RAFFORZA I NEMICI DI DIO. DITE SI’ ALLA VITA. DITE NO ALL’ UCCISIONE DEGLI INNOCENTI. TUTTO IL MALE CHE FATE CONTRO I PICCOLI DI DIO VI PORTERA’ ALLA PERDIZIONE ETERNA. Il mio Signore ha bisogno della vostra voce: siate docili e lasciate che il Signore parli. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace. 


3.126 - 24/02/2009

IL LEVIATANO (FUSIONE TRA STATO potere politico- legislativo e giudiziario E CHIESA potere religioso) I POLITICI UNICI INTERPRETI AUTORIZZATI DELLA PAROLA DIVINA.Msg 3.126 del 24/2/2009
Cari figli, vi invito ad assumere il vostro vero ruolo di cristiani e ad abbracciare, in questa Quaresima, la grazia che il mio Gesù desidera concedervi. Siate docili. Non restate con le mani in mano. Pregate e fate penitenza. Avvicinatevi al confessionale e ricevete la grazia del mio Signore. Io sono venuta dal cielo per condurvi al cielo. Date il meglio di voi nella missione che il Signore vi ha affidato e sarete ricompensati generosamente. VIVETE NEL TEMPO DELLE GRANDI TRIBOLAZIONI spirituali, che già vi ho annunciato. Pregate per la ChiesaLA GRANDE SOFFERENZA DELLA CHIESA VERRÀ PER MEZZO DEL POTERE POLITICO. SARANNO CREATE LEGGI PER IMPEDIRE L’AZIONE DELLA CHIESAIN MOLTI LUOGHI I TEMPLI SARANNO DISTRUTTI E I CRISTIANI PIANGERANNO E SI LAMENTERANNO. Soffro per ciò che vi attende. Non allontanatevi dalla verità. Il Signore è con voi. Coraggio. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.



Mappa che sintetizza le posizioni della legislazione sull'aborto nel mondo
██ Legale su richiesta
██ Legale per stupro, protezione della vita della madre, salute, salute mentale, anomalie del feto, fattori socio-economici
██ Legale per stupro, protezione della vita della madre, salute, salute mentale, anomalie del feto
██ Legale per stupro, protezione della vita della madre, salute, salute mentale
██ Legale per protezione della vita della madre, salute, salute mentale
██ Illegale senza eccezioni
██ Legislazione variabile per regioni
██ Nessuna informazione




Cosa dice la bibbia a proposito dell’ aborto?

Eso 23:26 Non vi sarà nel tuo paese donna che abortisca o che sia sterile. Ti farò giungere al numero completo dei tuoi giorni.
Lc 1:37 nulla è impossibile a Dio». 38 Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei.
39 In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. 40 Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. 41 Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo 42 ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! 43 A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? 44 Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo.

Ger 1:4 Mi fu rivolta la parola del Signore:
5 «Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo,
prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato;
ti ho stabilito profeta delle nazioni».

Giob 10:7 pur sapendo ch'io non sono colpevole
e che nessuno mi può liberare dalla tua mano?
8 Le tue mani mi hanno plasmato e mi hanno fatto
integro in ogni parte; vorresti ora distruggermi?
9 Ricordati che come argilla mi hai plasmato
e in polvere mi farai tornare.

Mt 5:21 Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. 22 Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.


"Non giudicate, o anche voi sarete giudicati. Per allo stesso modo voi giudicare gli altri, sarete giudicati, e con la misura che si usa, sarà misurato a voi. (NIV, Matteo 7:1-2)


I cristiani hanno la responsabilità di correggere materia di illeciti tra di loro ( Matteo 18:15-17 ), ma questo dovrebbe sempre essere fatto in modo equo e con compassione. Non siamo mai a prendere su di noi il compito di giudizio che appartiene solo a Dio ( Ebrei 10:30 , Romani 14:10-13 , 1 Corinti 04:05 ).
Come cristiani, dobbiamo ricordare che siamo tutti peccatori agli occhi di Dio ( Romani 3:23 ), e che Dio ama tutti i Suoi figli, anche quelli che credono diversamente da noi ( Matteo 5:43-48 ). Non possiamo permetterci di lasciare i nostri sentimenti forti in materia di aborto ciechi noi al  comandamento di Gesù 'a "Ama il prossimo tuo come te stesso" ( Matteo 22:36-39 ).

Dottrina della Chiesa Cattolica:
2270. La vita umana deve essere rispettata e protetta in modo assoluto dal momento del concepimento. Dal primo istante della sua esistenza, l'essere umano deve vedersi riconosciuti i diritti di una persona - tra i quali il diritto inviolabile di ogni essere innocente alla vita. 

2271.
 Fin dal primo secolo la Chiesa ha dichiarato la malizia morale di ogni aborto provocato. Questo insegnamento non è cambiato e rimane immutabile. L'aborto diretto, cioè a dire, l'aborto voluto come un fine o un mezzo, è gravemente contrario alla legge morale. 

Dal Catechismo della Chiesa Cattolica, (c) 1994, Stati Uniti Conferenza cattolica, Inc., http://www.nccbuscc.org


Legislazioni sull'aborto



Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
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L'aborto è l'interruzione prematura di una gravidanza. Questa può avvenire per cause naturali (aborto spontaneo) o essere provocata artificialmente (aborto provocato o interruzione volontaria della gravidanza)
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Definizioni 
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In Italia, si definiva, in passato, come aborto un'interruzione della gravidanza avvenuta entro il 180º giorno dal concepimento. Attualmente tale indicazione in medicina è superata[1], e si preferisce indicare con tale termine l'interruzione della gravidanza in cui il feto (potenzialmente) vitale (in utero) non abbia raggiunto un peso minimo di 500 grammi all'atto dell'espulsione o estrazione dal corpo della donna,[2] oppure, se il peso non è conosciuto, che non abbia raggiunto la 22ª settimana di gestazione o in alternativa l'altezza di 25 cm.[3] Si parla invece di parto prematuro o nascita pretermine nel caso di un parto che si verifichi prima della 37ª settimana di gestazione compiuta.
In medicina si ritrovano molte sottodefinizioni legate all'aborto:
A seconda dei fattori 
§  Aborto spontaneo se avviene per cause naturali
§  Aborto provocato (interruzione volontaria della gravidanza, compresi sia i casi tutelati dalla legge che l'aborto clandestino)[3]
A seconda delle modalità con cui si manifesta 
§  Aborto completo, quando viene espulso completamente il bambino
§  Aborto incompleto, se parte di esso (solitamente la placenta) viene trattenuto nella cavità uterina;[4]
§  Aborto interno o ritenuto, il prodotto muore senza che vi sia espulsione, (considerato tale entro 24 ore dalla morte del prodotto)[3]
Il quadro clinico si suddivide in:
§  Minaccia di aborto
§  Aborto inevitabile, diagnosticato quando le algie pelviche e le emorragie avvengono con dilatazione della cervice uterina[5]
§  Aborto in atto
Forme specifiche che vengono studiate in letteratura:
§  Aborto settico[6]
§  Aborto ricorrente o abituale
A seconda dell'età gestazionale in cui si manifesta 
§  Aborto embrionale, (entro le prime sette settimane)
§  Aborto fetale, dall'ottava settimana
§  Aborto tardivo, dopo le 21 settimane di gestazione,[7]
Epidemiologia 
Dati generali 
Non è possibile fornire dati certi sulla frequenza degli aborti, perché molti casi (sia di aborto naturale che provocato) non vengono segnalati.[8] L'80% degli aborti avviene nelle prime dodici settimane[2].
Aborto spontaneo 
L'aborto spontaneo è molto più frequente di quanto comunemente si ritenga: i più recenti studi indicano che circa un terzo delle gravidanze termina con un aborto spontaneo. In particolare, Lohstroh, Overstreet, e Stewart hanno rilevato che la somma degli aborti spontanei precoci, che avvengono prima della sesta settimana dall'ultima mestruazione, e degli aborti spontanei successivi alla sesta settimana, fornisce una percentuale totale di aborti spontanei del 35,5% su 100 fecondazioni rilevate.[9] Altre ricerche confermano il fatto che il livello percentuale di abortività spontanea delle gravidanze, rilevate mediante i livelli ematici di hCG (gonadotropina corionica umana, ormone prodotto in gravidanza), oscilla tra il 31% e il 35,5%.[10]. Il periodo a maggior rischio è il primo trimestre. Si parla di probabilità, di stima epidemiologica, visto che molte interruzioni spontanee di gravidanza passano inosservate, senza che assumano una dignità clinica.
L'aborto ripetuto (due casi di aborto) interessa il 3% delle coppie che cercano di avere figli. L'1% delle coppie ha avuto almeno tre casi di aborto consecutivi (aborto ricorrente).[1]
Nel 12% dei casi clinicamente riconosciuti la madre ha meno di 20 anni, nel 26% più di quaranta.[2]
Secondo dati Istat del 1999 e 2005, in Italia il numero degli aborti spontanei registrati negli istituti di cura ogni 1000 nati vivi è cresciuto dagli 89,2 del 1982 ai 128,09 del 2005. Sempre secondo questi dati riferiti degli aborti spontanei del 1999:
§  il 36,7% è avvenuto fino alla 8ª settimana di amenorrea
§  il 32,4% è avvenuto tra la 9ª e la 10ª settimana.
§  il 17,2% è avvenuto tra la 11ª e la 12ª settimana.
§  il 5,4% è avvenuto tra la 13ª e la 15ª settimana.
§  il 3,9% è avvenuto tra la 16ª e la 20ª settimana.
§  l' 1,7% è avvenuto tra la 21ª e la 25ª settimana.
§  il restante 2,7% in un periodo non precisato.
Aborto provocato 
A livello mondiale, globalmente sono stati stimati 46 milioni di casi di IVG nel 1995, con andamento leggermente in diminuzione nella decade successiva, fino ad arrivare a 42 milioni di episodi (nel2003).[11] L'incidenza nei vari paesi varia, per questioni religiose, morali e legali: ad esempio in Iran, sono stati riscontrati 7,5 aborti per ogni 1.000 donne sposate (età 15-49).[12]
Aborto spontaneo 
L'aborto spontaneo è l'interruzione di una gravidanza avvenuta in modo naturale, non causata da un intervento esterno.
Sintomi e diagnosi 
La sintomatologia tipica dell'aborto spontaneo prevede perdite ematiche e contrazioni uterine. Tale sintomatologia tuttavia, piuttosto diffusa, raramente indica necessariamente un aborto: i sintomi sono in realtà poco specifici.
La gravidanza può anche interrompersi in maniera del tutto asintomatica: in tal caso si parla, più propriamente, di aborto interno. L'embrione rimane nell'utero con la cervice perfettamente chiusa, anche se ormai non c'è più battito cardiaco. Di solito questo accade entro la dodicesima settimana ed è possibile accertare la situazione attraverso un controllo ecografico.
Della stessa categoria fa parte la gravidanza anembrionica, più conosciuta col nome di "uovo chiaro": in questo caso c'è la presenza della camera gestazionale ben impiantata nell'utero, ma non è presente l'embrione né, spesso, il sacco vitellino.
La diagnosi si basa, oltre che sui sintomi evidenti, sull'ecografia e sugli esami di laboratorio (test di gravidanza e dosaggio della betaHCG plasmatica).
Cause 
Le cause di un aborto nel primo trimestre di gravidanza sono diverse dalle cause di aborto nel secondo trimestre di gravidanza. Nei due casi sono molte e varie, spesso difficilmente riconoscibili, principalmente dovute ad aberrazioni cromosomiche del prodotto del concepimento (embrione o feto), secondariamente a problemi della gestante, tra i quali:
§  utero anomalo (utero setto, bicorne, con presenza di fibroma...)
§  patologie endocrine e immunitarie
§  età materna a rischio (sotto i 20 anni e sopra i 35)
Frequentemente si tratta di un episodio sporadico e non ripetuto nella stessa donna. Talvolta può presentarsi l'eventualità di più aborti così precoci da essere scambiati come normale flusso mestruale.
Terapia 
In passato la terapia più diffusa per l'aborto spontaneo era la dilatazione cervicale e lo svuotamento strumentale dell'utero, per prevenire infezioni che avrebbero potuto causare la sterilità o la morte della donna. L'aborto era spesso diagnosticato quando era già presente una forte emorragia o c'erano evidenti sintomi nella donna. La diagnosi in genere era "sanguinamento vaginale anomalo".
Dagli anni '90 del secolo scorso, con l'avvento delle ecografie intrauterine e gli studi sull'ormone β-hCG, è possibile diagnosticare la morte del feto prima che si verifichi l'espulsione naturale.
L'approccio terapeutico per l'aborto ritenuto è di due tipi: attesa dell'espulsione spontanea del prodotto del concepimento oppure sua rimozione attraverso curettage chirurgico (raschiamento) oisterosuzione.
Attualmente la terapia più accreditata è l'attesa sotto controllo medico, e in paesi come l'Olanda, il Canada, il Regno Unito, è la strategia più applicata. Infatti l'aborto spontaneo spesso si risolve naturalmente con l'espulsione del materiale fetale e questo tipo di approccio, oltre a permettere di studiare l'evoluzione della patologia in modo più completo, evita i rischi connessi con la tecnica di svuotamento che potrebbe causare traumi all'utero con possibili complicazioni per le gravidanze future.
In genere comunque si rispetta la scelta della donna che può voler aspettare che la natura faccia il suo corso o ridurre i tempi affidandosi al chirurgo.
Altre terapie accreditate sono di tipo farmacologico, come l'uso delle prostaglandine e gli anti-progestinici, in tecniche analoghe all'interruzione volontaria di gravidanza. Questi farmaci favoriscono l'esplusione spontanea del materiale fetale, nel caso di aborto spontaneo, già spento.
Spesso il prodotto del concepimento (embrione o feto) espulso precocemente viene controllato istologicamente per una differenziazione da altro materiale. In caso di aborti multipli il controllo istologico prevederà anche una mappa cromosomica.
Aborto nel secondo trimestre (parto pretermine) 
Abbiamo due casi dell'aborto in fase avanzata:
§  il feto è ancora vivo
§  il feto è morto.
Nel primo caso si ha una dilatazione della cervice senza contrazioni, che causa un parto indolore, e quindi l'espulsione del feto, che muore per immaturità.
Nel secondo caso si avrà un travaglio, ed un parto tradizionale, spesso accompagnato da emorragie.
Effetti psicologici 
La donna che ha subito un aborto può aver bisogno di sostegno psicologico che aiuti a gestire il dolore della perdita. A qualsiasi epoca della gestazione avvenga, un aborto spontaneo può esseretraumatico e può essere vissuto come un lutto. Talvolta la donna può provare un vero e proprio rifiuto dell'idea di avere altre gravidanze e, se già psicologicamente predisposta, può cadere in seristati depressivi, ai quali è possibile rimediare mediante terapie psicologiche o psichiatriche. Può rivelarsi in ogni caso utile il sostegno alla donna da parte delle reti sociali e familiari in questa fase, anche per ottenere una maggiore partecipazione della stessa nei confronti delle terapie.
Interruzione volontaria di gravidanza 
L'Interruzione volontaria di gravidanza (IVG) o aborto provocato consiste nell'interruzione dello sviluppo dell'embrione o del feto e nella sua rimozione dall'utero della gestante. Può essere provocato per via chirurgica o chimica.
La pratica dell'aborto volontario viene svolta in buona parte del mondo, a discrezione della donna nei primi mesi della gestazione. Può essere motivata da ragioni di ordine medico, come la presenza di gravi malformazioni al feto, di pericolo per la salute della madre, nel caso in cui il feto sia frutto di una violenza carnale ai danni della madre o per altri motivi indipendenti dalla condizione di salute della madre o del feto: come la condizione economica, familiare o sociale.
In alcuni paesi si pratica il cosiddetto "aborto selettivo" riguardanti embrioni e feti di sesso femminile[13][14]
Approfondimenti 
§  Legislazione
Per approfondire, vedi la voce Legislazioni sull'aborto.
§  Dibattito etico
Per approfondire, vedi la voce Dibattito sull'aborto.
§  L'aborto nella storia
Per approfondire, vedi la voce Storia dell'aborto.
Metodologie dell'aborto provocato 
Svuotamento strumentale 
È la metodologia maggiormente diffusa. Avviene in anestesia parziale della durata dell'intervento (circa 5 minuti). Consiste nello svuotamento dell'utero attraverso l'aspirazione strumentale dell'embrione o del feto.
A seconda del periodo di gestazione viene effettuato con metodologie diverse:
Isterosuzione
Utilizzata solo entro le prime otto settimane di gestazione. Consiste nell'aspirazione dell'embrione e dell'endometrio attraverso una canula introdotta nell'utero senza la necessità di dilatazioni dellacervice.
Dilatazione e revisione della cavità uterina (D&R)
Dall'ottava alla dodicesima settimana di gestazione, sono eseguite solitamente la dilatazione e la revisione della cavità uterina (D&R). In anestesia parziale o generale, la cervice viene dilatata per permettere il passaggio delle canule da suzione di diametro maggiore necessarie ad evacuare la maggiore quantità di prodotto del concepimento.
La cervice viene dilatata adoperando dei dilatatori meccanici calibrati di diametro progressivamente crescente, necessari a raggiungere la dilatazione desiderata, oppure attraverso dilatatori farmacologici od osmotici, come le alghe marine essiccate.
Dilatazione e svuotamento (D&S) 
Utilizzata solo per gravidanze che superino le dodici settimane (dopo i termini della legge italiana per l'interruzione volontaria); questa procedura consiste nella dilatazione del canale cervicale attraverso l'uso di dilatatori osmotici o meccanici. Il feto viene quindi rimosso. Vengono poi aspirati il liquido amniotico, la placenta e i residui fetali.
Induzione farmacologica (RU 486) 
Per approfondire, vedi la voce RU 486.
L'induzione farmacologica dell'aborto è l'ultimo metodo di interruzione di gravidanza introdotto nella medicina. Con questo metodo il distacco del feto dall'utero è chimico, e non è necessario nessun intervento di natura chirurgica sul corpo della donna. L'induzione farmacologica attualmente viene effettuata attraverso l'uso di un derivato steroideo sintetico, il Mifepristone o RU486, e di unaprostaglandina, il Gemeprost.
La prima pillola induce l'aborto fisiologico, mentre la seconda, sempre chimicamente, induce l'espulsione del feto e la pulizia dell'utero.
Il suo inventore, Emile-Etienne Beaulieu aveva chiamato questa tecnica "contragestione".
È a volte confusa erroneamente con la pillola del giorno dopo, che è invece un metodo di contraccezione post-coitale che non ha nulla a che fare con l'aborto farmacologico.
La pillola RU 486 è legale negli USA ed in tutti i paesi dell'UE, tranne Portogallo e Irlanda.
Nel 2005 è partita la sperimentazione in Italia. Dal 10 dicembre 2009, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell'autorizzazione all'immissione in commercio, la RU-486 entra definitivamente a far parte dei farmaci utilizzabili in Italia, con l'obbligo di ricovero in ospedale per la durata di assunzione del farmaco.
Altri metodi 
Induzione del travaglio e parto prematuro 
Utilizzato generalmente per salvaguardare la salute della donna in casi di grave pericolo nelle gravidanze dopo la dodicesima settimana, è un parto a tutti gli effetti, provocato farmacologicamente con prostaglandine al fine di provocare l'espulsione del feto (possono occorrere alcuni giorni di applicazione, fino a 4 o 6, ma più spesso 1 o 2). La fuoriuscita dall'utero provoca la cessazione delle attività vitali del feto a ragione della sua immaturità; è tuttavia in corso un dibattito sui limiti ai quali debba spingersi effettivamente la possibilità di rianimare i feti oggetto di questo tipo di aborti particolarmente tardivi.
Isterotomia 
Raramente utilizzato a causa dei gravi rischi per la fertilità e la salute della donna. È la tecnica che consiste nell'asportazione del feto tramite.
Nascita parziale 
Un metodo efficace negli aborti dalla sedicesima settimana alla nascita, vietato dalla legge italiana, è quello della nascita parziale. Esso consiste nell'estrazione parziale del feto dall'utero attraverso l'uso di una pinza, che permette l'avvicinamento del cranio alla cervice e lo svuotamento del medesimo attraverso l'introduzione in esso di una canula aspiratrice.
Lo svuotamento del cranio si rende necessario per permetterne il passaggio agevole attraverso la cervice.
Questa metodologia è stata oggetto di un'intensa discussione negli Stati Uniti dove, completamente legale in precedenza, se ne è ristretta nel 2003 la possibilità di utilizzo solo ai casi in cui sia in serio pericolo la vita della madre.[senza fonte]
Tecniche improprie 
Nei ceti meno abbienti, con maggiore incidenza in Europa tra le immigrate extracomunitarie, si sono diffuse tecniche improprie di aborto attraverso l'abuso di farmaci antiulcera (Misoprostolo)[15] che si è mostrato particolarmente efficace, ovviamente con numerose complicanze ed effetti collaterali, nel provocare farmacologicamente contrazioni uterine. Nel 2005 l'ISTAT ha quantificato in circa 20.000 annui gli aborti clandestini in Italia riconducibili a questa metodologia. Dal 2006 il misoprostolo è accessibile solo dietro presentazione di ricetta medica non ripetibile.
Malformazione fetale 
Il divieto dell'aborto eugenetico impedisce in alcuni Paesi l'interruzione di gravidanza per il pericolo o l'evidenza di malformazioni fisiche o psichiche del feto (ad esempio sindrome di Down), a meno che non concorrano altri motivi legittimi per la pratica abortiva. L'evidenza può derivare da esami quali l'amniocentesi e la villocentesi.
In Italia l'aborto non è concesso nel caso di pericolo di gravi malformazioni del nascituro, mentre lo è se una gravidanza di questo tipo comporta un pericolo per la salute mentale della donna.
Diversi sono anche gli obblighi informativi dei medici, obiettori o meno, che sono tenuti a informare la donna, ed eventualmente il suo tutore o partner, dei rischi relativi alla gravidanza, per una scelta libera e consapevole.
Conseguenze sulla salute della donna 
Le possibili conseguenze sulla salute fisica della donna variano considerevolmente a seconda della situazione. Va dunque anzitutto considerato il motivo per cui si ricorre all'aborto procurato, e cioè se siano motivi inerenti allo stato di salute della donna o meno.
Dal punto di vista fisico, se l'aborto avviene nelle prime otto settimane il rischio è pressoché inesistente e considerevolmente più basso del parto.
Il rischio aumenta esponenzialmente al progredire della gestazione. Le complicanze più frequenti sono perforazioni all'utero, alla vescica o all'addome, causate da imperizia o dagli eventuali bruschi movimenti imprevisti della paziente.
Un aborto non propriamente eseguito può portare a shock settico se rimangono residui nella cavità uterina. Allo stesso modo può generarsi infertilità e nei casi più gravi la morte, che è in massima parte connessa ai rischi della eventuale, e quindi sconsigliata, anestesia totale.
Va ricordato che un ridottissimo numero di casi di aborti non va a termine e la gravidanza prosegue, dando luogo regolarmente alla nascita del bambino. Questa eventualità, rara, si verifica nei casi in cui la gravidanza sia in fase molto avanzata.
È evidente, quindi, il motivo per cui la legge obblighi il ricorso a personale medico competente e a strutture adeguate. Solo in queste condizioni è possibile minimizzare i rischi anche nelle situazioni più sfavorevoli.
Si è inoltre avanzata l'ipotesi che un aborto procurato possa innalzare il rischio di contrarre cancro al seno, ipotesi smentita da diverse e importanti ricerche, fra cui il "Nurses' Health Study II" effettuato su più di 100.000 donne dal 1993 al 2003,[16] il "E3N" su 100.000 donne che ha escluso categoricamente la possibile correlazione,[17] infine recentemente si è espresso l'EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition), con uno studio condotto in Europa su più di 250.000 donne negli anni 1992 fino al 2000, evidenziando un piccolo aumento di incidenza nei casi di aborto ricorrente[18]
L'evoluzione delle tecniche abortive potrebbe portare a un'eliminazione dei problemi legati al dolore della donna, al possibile dolore del feto e al rischio di una sopravvivenza fetale.
Dolore fetale 
Per approfondire, vedi la voce dolore fetale.
Vi è una accesa controversia se sia possibile che il feto percepisca o meno dolore.
Alcuni ritengono che possa percepire dolore a partire dal terzo mese di gestazione, altri che ciò non avviene se non a partire dal sesto e oltre perché le necessarie caratteristiche neuroanatomiche non sono state raggiunte.
I recettori e le fibre sensoriali nocicettive iniziano ad apparire a partire dalla settima settimana di gestazione. Fino alla 30ª settimana circa non si formano le connessioni tra il talamo e la corteccia cerebrale che permettono la percezione cosciente ed emozionale del dolore, mentre è presente la componente fisiologica vegetativa che risponde agli stimoli nocicettivi col rilascio di catecolamine, cortisolo e altri ormoni.[19]
L'impossibilità di misurare il dolore, il dubbio su in che modo esso venga percepito e a carico di quali organi, tuttavia, rende il dibattito difficile da dirimere e la polemica rimane aperta.
Sopravvivenza fetale 
In taluni casi, il feto riesce a sopravvivere a un tentativo di aborto. Quando sussiste "la possibilità di vita autonoma del feto", la legge italiana (art.7, 194) obbliga "il medico che segue l'intervento ad adottare ogni misura idonea a salvaguardare la vita del feto".
La legge non obbliga esplicitamente a rianimare un feto sopravvissuto, ed è talora interpretata in senso "preventivo", come obbligo che vige prima e durante l'intervento abortivo, ma non per quanto accade dopo la sua conclusione. La legge non specifica se la possibilità di vita autonoma del feto vada rivista alla luce del progresso scientifico e tecnologico, in particolare delle tecniche di rianimazione, individuando una settimana di vita oltre la quale il feto si considera capace di vita autonoma.
Il periodo massimo oltre il quale non è più praticabile l'aborto sarebbe compreso fra il limite non raggiunto dalle tecniche di rianimazione e la settimana in cui il feto ha una costituzione degli organi per la quale si inizia a considerare un essere umano in via di formazione.
A valle di alcuni episodi di sopravvivenza fetale, singoli ospedali hanno deciso di far firmare alla donna un consenso informato nel quale chiede che sia praticata/negata la rianimazione in caso di sopravvivenza fetale.
La soluzione è coerente con la 194 che affida alla donna la facoltà di decidere in ogni momento della gravidanza, potendo scegliere di non interpellare il partner.
Secondo Berlingieri, le tecniche attuali consentono la sopravvivenza del concepito a partire dalla ventesima settimana di gravidanza, in una piccola percentuale di casi[20]. Nella maggior parte dei casi i bimbi nati prima della 28ª settimana presentano comunque almeno nel 50% dei casi disabilità neurosensoriali;[21] è ragionevole pensare che fra quelli nati prima della 24ª settimana le percentuali siano ancora più elevate[22], per questo alcuni considerano accanimento terapeutico l'applicazione di tecniche di rianimazione in questi casi.
Una recente review clinica pubblicata da Pediatrics, relativa alle linee-guida operative proposte dalle società scientifiche di pediatria e neonatologia di diversi paesi, evidenzia come il consenso clinico individui l'opportunità di un approccio terapeutico diversificato nelle scelte cliniche relative ai nati significativamente pretermine, tenendo in debito conto gli elevati rischi di disabilità permanente. Il consenso è orientato ad una definizione della ragionevole utilità clinica dell'intervento terapeutico intensivistico per i nati pretermine post-25ª settimana; ad una decisione caso per caso per i nati alla 23ª o 24ª settimana; per semplici cure palliative per i nati sotto la 22ª[23]. Secondo i dati usati per la definizione del Consensus sull'assistenza ai nati pretermine estremi del 2002, l'American Academy of Pediatrics individua un tasso di mortalità tra il 70 e l'89% già per i nati alla 23ª settimana, e non riferisce come significativi i dati statistici di sopravvivenza per i nati dalla 22ª settimana o precedenti[24].
Conseguenze psicologiche 
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Le possibili complicanze psicologiche sui soggetti coinvolti sono variabili e influenzate dal contesto culturale, dall'educazione, dello stato psicologico e dalle caratteristiche della personalità. Tali complicanze posso insorgere sia nel caso di gravidanza imposta, sia in seguito ad aborto spontaneo o procurato.
Tra le reazioni possibili: senso di colpa, senso di inadeguatezza, di solitudine, di spaesamento e confusione, di depressione clinica o postpartum, di paura verso conseguenze nei rapporti sociali. In taluni casi la situazione può perdurare nel tempo o degenerare fino a suscitare tendenze suicide, abuso di farmaci, stati ansiosi o psicosi.
Conseguenze psicologiche possono manifestarsi anche nel potenziale padre del nascituro, nel caso per esempio in cui la donna esprima la volontà di interrompere la gravidanza e l'opinione dell'uomo sia opposta.
Dati statistici sugli aborti in Italia 
Grafico dei dati del Ministero della Salute 2007[25] sul numero di aborti chirurgici eseguiti in Italia.
Aborti chirurgici in Italia[25]
1978
68.688
1979
187.752
1980
220.263
1981
224.377
1982
234.593
1983
231.404
1984
227.809
1985
210.597
1986
198.375
1987
191.469
1988
179.193
1989
171.684
1990
165.980
1991
160.532
1992
152.424
1993
148.033
1994
138.952
1995
139.549
1996
140.398
1997
140.525
1998
138.357
1999
139.213
2000
135.133
2001
132.234
2002
134.106
2003
132.174
2004
138.123
2005
132.790
2006
131.018
2007
126.562

Mifepristone

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 Disambiguazione – Se stai cercando il contraccettivo post-coitale, vedi Pillola del giorno dopo.
 Disambiguazione – Se stai cercando il contraccettivo ormonale in pillola, vedi Pillola anticoncezionale.
Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non costituiscono e non provengono né da prescrizione né da consiglio medico. Wikipedia non dà consigli medici: leggi le avvertenze
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Mifepristone


Nome IUPAC

11β-[p-(Dimetilamino)fenil]-17β-idrossi-17-(1-propinil)estra-4,9-dien-3-one

Identificatori





Caratteristiche generali

C29H35NO2


Dati farmacologici




Dati farmacocinetici

69%


18 ore

fecale 83%; urinario9%

Il mifepristone è uno steroide sintetico utilizzato come farmaco per l'aborto chimico nei primi due mesi della gravidanza. Prodotto sotto forma di pillola, viene commercializzato in Francia con il nome Mifégyne da Exelgyn Laboratoires e negli Stati Uniti, dove viene prodotto dalla Danco Laboratories LLC, come Mifeprex. Durante le prime sperimentazioni fu usata la sigla RU-38486, poi abbreviata in RU-486, dall'azienda produttrice, la Roussel Uclaf.
Rispetto ai metodi abortivi tradizionali non rende indispensabile da un punto di vista clinico l'ospedalizzazione (che è comunque prevista normativamente in alcuni Stati) e ha il vantaggio di non richiedere un intervento chirurgico. Attualmente è in uso in tutti gli Stati dell'Unione Europeaad eccezione della Polonia e della Lituania[1], oltre che dell'Irlanda e di Malta, paesi nei quali l'aborto è vietato.
Il mifepristone non va confuso con la pillola del giorno dopo (che invece è un farmaco per la contraccezione d'emergenza), da cui si differenzia sia per i meccanismi di azione che per i tempi di assunzione. Infatti la pillola del giorno dopo, oltre a dover essere somministrata entro 72 ore (3 giorni) dal rapporto sessuale, agisce semplicemente bloccando l'ovulazione ma senza avere effetti sull'impianto di un eventuale embrione, per cui non è in alcun modo in grado di indurre un aborto[2].
·          

Somministrazione 

Interruzione medica di gravidanza intrauterina in corso: L'aborto farmacologico con mifepristone (RU 486) richiede un monitoraggio attento della condizione fisica e psichica della donna. Una volta assunto il mifepristone, è la donna in primis che deve monitorare l'andamento del processo: il farmaco infatti, pur garantendo un'alta percentuale di successo, può in rari casi non produrre l'effetto desiderato, e in caso di mancato aborto entro 36-48 ore dall'assunzione del mifepristone la donna deve assumere un prostaglandinico (misoprostolo o gemeprost). Segue quindi un'ulteriore visita dopo 14-21 giorni per accertare l'avvenuta espulsione dell'embrione. Nella maggior parte dei casi il sanguinamento inizia 24-48 ore dopo la somministrazione del mifepristone, e solo in un piccolo numero di pazienti (3%) l'espulsione del embrione avviene prima di prendere la prostaglandina. Il sanguinamento dura in media una decina di giorni e l'espulsione dell'embrione può avvenire da entro poche ore dalla somministrazione della prostaglandina fino a qualche giorno dopo. In caso di gravidanza con dispositivo intrauterino in situ, il dispositivo va rimosso prima della somministrazione di mifepristone[3].

Modalità di azione del farmaco 

Il mifepristone è un ormone steroideo anti-progestinico derivato dal noretindrone, che agisce direttamente sui recettori progestinici, inibendone l'azione particolarmente sull'utero. Il progesterone (dal latino «pro»: che favorisce e «gestare»: gravidanza) è l'ormone che assicura il mantenimento della gravidanza per le sue diverse azioni sulle strutture uterine. Il mifepristone blocca l'azione progestinica sui recettori inibendo lo sviluppo embrionale e causando il distacco e l'eliminazione della mucosa uterina, con un processo simile a ciò che accade durante le mestruazioni.
L'azione del mifepristone necessita a volte di essere completata in un secondo tempo, solitamente due giorni dopo la prima somministrazione, con la somministrazione di una prostaglandina (di solito il misoprostol) che provoca delle contrazioni uterine e favorisce l'eliminazione della mucosa e dell'embrione, solitamente entro mezza giornata.
Il metodo che prevede le due somministrazioni è efficace tra il 92% e il 99% dei casi (a seconda del trial clinico in esame), mentre l'RU-486 da solo ha un'efficacia pari a circa l'80%. Alcuni studi recenti mostrerebbero un'efficacia superiore nella somministrazione di misoprostolo per via orale rispetto a quella vaginale.
Ad alte dosi, il mifepristone ha anche lievi effetti antiglucocorticoidi e antiandrogeni.

Struttura chimica 

Il mifepristone è una polvere bianca, altamente solubile in metanolo e solo poco solubile in acqua.
La formula di struttura è 11β-[para-(Dimetilamino) fenil]-17β-idrossi-17-(1-propinil) estra-4,9-dien-3-one, la formula bruta è C29H35NO2

Storia 

Nel 1980 Étienne-Émile Baulieu, lavorando per i laboratori Roussel Uclaf su derivati del progesterone scoprì un potente anti-progestinico, inizialmente chiamato RU-38486 (secondo le iniziali del laboratorio dove fu messo a punto, ed un numero di serie).
Sperimentato a partire dall'inizio degli anni ottanta come un'alternativa all'aborto "meccanico" (sola tecnica abortiva allora possibile), la molecola provocò una levata di scudi da parte degli ambienti ostili all'aborto volontario. Ciononostante, il mifepristone venne posto sul mercato in Francia nel 1988, per l'uso in combinazione con prostaglandine.
Il 26 ottobre di quell'anno, Roussel Uclaf affermò che avrebbe fermato la distribuzione del farmaco ma, dietro pressanti richieste del governo francese, la distribuzione venne ripresa due giorni dopo. Attualmente è utilizzato nel 30% delle interruzioni di gravidanza. Il mifepristone fu approvato in altri paesi Europei negli anni novanta, e negli Stati Uniti nel settembre 2000. In Italia, nel 1999 ne venne autorizzato l'uso limitatamente alla sindrome di Cushing.
Nel 2003 l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) conferma la sicurezza del mifepristone e definisce le linee guida in un documento: "Safe abortion: technical and policy guidance for health systems".[4]
Nel 2005 la stessa OMS inserisce il mifepristone e il misoprostolo nella quattordicesima versione della propria lista dei farmaci essenziali raccomandandone l'uso combinato e sotto stretta osservazione medica. Il fine è offrire un'alternativa ai metodi chirurgici utilizzati nei paesi in via di sviluppo[5].
I movimenti pro-life contestano l'uso del mifepristone, considerandolo un modo per abbandonare la donna nel momento in cui deve affrontare una scelta difficile. Da più parti inoltre si sostiene che la semplicità della procedura con cui può essere interrotta la gravidanza potrebbe portare le donne a sottovalutare l'importanza della decisione e quindi a un incremento del numero di aborti. Nei paesi in cui questa procedura è ormai in uso da molti anni, le statistiche non hanno tuttavia mostrato variazioni significative, ma soltanto la tendenza diffusa a ricorrere all'interruzione in epoca gestazionale più precoce, quindi con minori rischi di complicanze per la salute della donna.

Procedura di utilizzo in gineco-ostetricia 

L'RU-486 è utilizzato in:
§  Interruzione volontaria di gravidanza
§  Interruzione clinica di gravidanza in caso di morte fetale in utero per ridurre la dose di prostaglandine necessaria all'espulsione.
Accertato con una ecografia che la gravidanza sia all'interno dell'utero e di epoca inferiore a 49 giorni (sette settimane di gestazione), il medico somministra da una a tre compresse da 200 mg di mifepristone. Il farmaco blocca i recettori del progesterone sulla mucosa e sulla muscolatura dell'utero favorendo il distacco dell'embrione e la dilatazione del collo.
Due giorni dopo, se non si è verificata l'espulsione del materiale gravidico, viene somministrata una prostaglandina che la induce nel giro di pochissime ore.
Dopo circa dieci giorni, la paziente torna in ospedale per la verifica ecografica dell'avvenuta interruzione. La procedura può fallire in meno dell'1% dei casi, e in circa il 5% dei casi è necessaria la revisione chirurgica della cavità uterina per completarla, o per bloccare eventuali emorragie che possono verificarsi.

Controindicazioni 

§  Non può essere effettuato in pazienti che presentino allergia nota al mifepristone, insufficienza surrenalica, disordini emorragici, o che siano in terapia con anticoagulanti o cortisonici.
§  L'RU-486 non può essere somministrato oltre le 7 settimane di gravidanza.
§  È controindicato in caso di gravidanza extra-uterina.
§  Le prostaglandine non possono essere somministrate in caso di: ipertensione arteriosa, angor, sindrome di Raynaud, insufficienza cardiaca, aritmia.
Fallimenti terapeutici: l'interruzione di gravidanza con mifepristone presenta un rischio di fallimento dell'1.3-7.5%. Il rischio di fallimento potrebbe essere associato a polimorfismi del gene che codifica per il recettore degli estrogeni[6]. Anche la parità della donna (numero di parti o numero di figli, compresi i nati morti) sembra influire sul successo del trattamento abortivo: alle pazienti con parità maggiore è associata una minore efficacia del trattamento abortivo[7].
Sanguinamento: in seguito all'assunzione di mifepristone per l'interruzione della gravidanza, si verifica sanguinamento vaginale che in media dura una decina di giorni. Il sanguinamento non è indice di avvenuta espulsione fetale. In caso di sanguinamento persistente (anche lieve) dopo la visita di controllo da effettuare dopo 2 o 3 settimane dall’assunzione del mifepristone, si verifica l'eventualità di un aborto incompleto o di una gravidanza extra-uterina passata inosservata. Sebbene meno dell'1,5% delle pazienti trattate con mifepristone richieda un raschiamento emostatico per sanguinamento abbondante, si effettua sempre un’anamnesi attenta dello stato di coagulabilità della paziente[3].
Infezioni: su circa un milione di procedure di interruzione di gravidanza con Mifepristone, in quattro casi in cui era stata somministrata per via vaginale (e non quella abituale orale) una dose doppia di misoprostolo (800 mg), sono stati riportati casi di shock tossico fatale causato da endometrite da Clostridium sordellii[8]. L'eventuale associazione tra infezione e procedura è però controversa, così come l'eventuale opportunità di profilassi di merito. L'uso di dosi elevate di misoprostolo per una via diversa da quella orale è inoltre una procedura non autorizzata e non diffusa abitualmente[9][10].
Determinazione del gruppo sanguigno: determinare il gruppo sanguigno prima di usare mifepristone per l’aborto per la prevenzione dell’alloimmunizzazione RH[3].
Gravidanze ectopiche: è stato riportato un piccolo numero di segnalazioni di rottura di gravidanza ectopica, in seguito all’uso di mifepristone[11]. Il mifepristone e gli analoghi delle prostaglandine non sono efficaci nella gravidanza ectopica, che anzi rappresenta una controindicazione all'uso del mifepristone. Se possibile, prima di usare il mifepristone per l'induzione dell'aborto escludere la possibilità di una gravidanza ectopica[3].
Malattie croniche: poiché non ci sono dati sulla sicurezza e sull’efficacia di mifepristone in donne con patologie croniche quali malattie cardiovascolari, epatiche, respiratorie o renali, ipertensione, diabete mellito insulino-dipendente, grave anemia, malnutrizione, l'uso del farmaco in tali pazienti deve avvenire con cautela[3].
Fumo: le donne con più di 35 anni e che fumano 10 o più sigarette al giorno devono assumere il mifepristone in associazione ad analoghi delle prostaglandine con cautela, perché presentano un maggior rischio di eventi cardiovascolari (questo tipo di paziente è stato escluso dai trial clinici)[3].
Patologie cardiovascolari: eventi cardiovascolari rari ma gravi, sono stati segnalati dopo la somministrazione intramuscolare di analoghi della prostaglandina. Per tale ragione, donne a rischio per malattie cardiovascolari o patologie cardiovascolari conclamate dovrebbero essere trattate con prudenza durante l'interruzione di gravidanza con mifepristone in associazione ad analoghi delleprostaglandine[3].
Corticosteroidi: a causa dell'attività antiglucocorticoidea del mifepristone, l’efficacia della terapia corticosteroidea a lungo termine, inclusi i corticosteroidi per inalazione nei pazienti asmatici, può risultare ridotta nei giorni successivi all'assunzione del farmaco. La terapia corticosteroidea dovrebbe essere aggiustata. Secondo la FDA, una terapia corticosteroidea a lungo termine costituisce una controindicazione all’impiego di mifepristone[3].
FANS: l'efficacia del mifepristone può, in via teorica, ridursi a causa delle proprietà antiprostaglandiniche dei farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) inclusa l’aspirina (acido acetilsalicilico)[3].
Anticoagulanti: l'uso di mifepristone in caso di concomitante terapia anticoagulante deve avvenire con particolare cautela per il maggior rischio di emorragia. Secondo la FDA, una concomitante terapia anticoagulante costituisce una controindicazione all’uso di mifepristone[3].
Gravidanza: in letteratura il mifepristone è stato associato, sporadicamente a casi di tossicità embriofetale. Si raccomanda di evitare il concepimento durante il ciclo mestruale successivo all'assunzione di mifepristone e di adottare valide misure di contraccezione il prima possibile dopo la somministrazione del farmaco. Nel caso in cui si decida di portare avanti una gravidanza dopo fallimento del trattamento abortivo con mifepristone, la donna deve essere consapevole del rischio di malformazioni a cui è soggetto il nascituro[12].
Allattamento: il mifepristone è un composto lipofilico e può essere escreto nel latte materno; di conseguenza, il suo impiego dovrebbe essere evitato in corso di allattamento al seno. Un piccolo studio condotto su 12 donne ha tuttavia dimostrato che le concentrazioni di mifepristone che si ritrovano nel latte materno sono basse[13].

Effetti secondari 

§  Dolori addominali.
§  Nausea.
§  Diarrea.
§  Emorragie per un periodo in media di 8-10 giorni.

Confronto con la modalità per aspirazione 

Elementi a favore 

§  La sua scoperta risale al 1982 ed è usata da oltre 20 anni, senza un numero significativo di complicazioni cliniche che abbiano portato alla morte le pazienti, in tutti i paesi del mondo dove il farmaco è stato somministrato.
§  L'RU-486 può essere utilizzata dalle prime settimane di gravidanza, mentre l'aspirazione non è possibile fino verso la 6ª settimana
§  Il metodo non richiede né intervento chirurgico, né anestesia e non ha gli stessi rischi dell'aspirazione: traumi dell'utero, del collo (dell'utero), rischio ulteriore di sterilità, di gravidanza extra-uterina, ecc. Permette dunque l'interruzione volontaria di gravidanza in quei casi in cui l'aborto chirurgico non può essere praticato.

Distribuzione e sperimentazione in Italia 

Nel novembre 2002 il Comitato Etico della Regione Piemonte approva un progetto di sperimentazione del mifepristone, in base alla Legge n.194 del 22 maggio 1978, ma il progetto viene bloccato dall'allora ministro della Salute Girolamo Sirchia.
Con un intervento che sfida le leggi restrittive, l'organizzazione Women on Waves ha noleggiato navi con un'unità medica a bordo, per rendere possibile l'aborto con la RU-486 in acque internazionali dopo avere accolto nei porti le donne che scelgono di interrompere la gravidanza. L'Italia è stata in passato interessata da queste azioni quando ancora esisteva solo l'IVG chirurgico e la notizia è stata discussa dai media.
Dopo lungaggini burocratiche, il progetto prende il via all'Ospedale Sant'Anna di Torino nel settembre 2005 ad opera del ginecologo Silvio Viale (esponente del Partito Radicale e dell'Associazione Luca Coscioni), che difende il diritto alla sperimentazione sulla stampa e in alcune trasmissioni televisive. Nasce un intenso dibattito tra la giunta regionale e il Ministero della Salute presieduto daFrancesco Storace, che invia un'ispezione considerando illegale l'inizio della sperimentazione senza l'autorizzazione del Ministero stesso. In novembre riprende lo studio, a condizione che le donne rimangano ricoverate per un periodo minimo di tre giorni, e intanto si intraprendono sperimentazioni anche in Liguria, Toscana e Emilia-Romagna. A Milano nell'Ospedale Buzzi parte una sperimentazione che prevede l'utilizzo del metotressato al posto dell'RU-486.
Contemporaneamente, a Milano e a Torino la magistratura avvia delle indagini ipotizzando una violazione della legge 194. A Milano l'indagine si conclude con l'archiviazione, mentre a Torino viene decisa la sospensione dello studio nel settembre 2006.
Nel giugno 2007 l'ente europeo per il controllo sui farmaci (EMEA) approva l'uso del mifepristone e ne ribadisce la sicurezza, autorizzandone l'uso anche in caso di "preparazione" del collo dell'utero all'aborto chirurgico. In novembre viene trasmessa al Ministero della Salute italiano la documentazione per la procedura di mutuo riconoscimento, che permette la registrazione del farmaco anche in Italia sulla base delle norme comunitarie, ma il ministro Livia Turco blocca ancora la procedura chiedendo al Consiglio superiore di sanità di «formulare un parere nel pieno rispetto della legge 194».
Il 30 luglio 2009 la RU-486 viene approvata dall'Agenzia italiana del farmaco con 4 voti favorevoli su 5[14].
Il 25 novembre 2009, dopo un'inchiesta conoscitiva, la commissione Sanità del Senato approva con i voti dei partiti di centro-destra un documento che chiede al governo di fermare la commercializzazione della RU-486 in attesa di un parere tecnico del ministero della Salute circa la compatibilità con la legge 194, per poter stabilire profili di utilizzo coerenti con la stessa (in particolare il ricovero obbligato in ospedale durante tutto il ciclo di assunzione del farmaco).[15]
Dal 10 dicembre 2009, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell'autorizzazione all'immissione in commercio, la RU-486 entra definitivamente a far parte dei farmaci utilizzabili in Italia[16].

Women on waves 

Legata all'uso della RU-486 è l'associazione no profit "Women on Waves"[17] nata nei Paesi Bassi grazie a Rebecca Gomperts. L'associazione si pone come obiettivo l'assistenza a donne che chiedono di praticare l'aborto.
Tale pratica viene esercitata a bordo di una nave ancorata in acque internazionali al largo di paesi in cui l'aborto è vietato e serve appunto a incentivare l'uso della pillola rispetto a pratiche poco igieniche e pericolose per la vita della donna.
§   
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La pillola del giorno dopo (Pgd) è un farmaco utilizzato come metodo di contraccezione post-coitale (ossia per la contraccezione di emergenza) entro le 72 ore (3 giorni) successive a un rapporto sessuale. Benché siano disponibili diverse preparazioni, il principio attivo oggi maggiormente utilizzato è il progestinico Levonorgestrel, una sostanza presente anche in molte pillole contraccettive, impiegata però in un dosaggio 10-15 volte maggiore rispetto al dosaggio giornaliero (1,5 mg). Il Levonorgestrel agisce bloccando l'ovulazione. Secondo gli studi più recenti non ha effetti sull'impianto e non è quindi in alcun modo abortivo.[1][2]
L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha chiarito presso il proprio sito[3] che la pillola del giorno dopo non è in grado di impedire né l'ingresso dello spermatozoo nell'ovulo, né l'annidamento dell'ovulo fecondato nell'utero, per tale motivo, tale pillola è stata catalogata come anti-ovulatorio (impedisce il rilascio dell'ovulo dalle ovaie).
La pillola del giorno dopo, in quanto contraccettivo, non va confusa con il Mifepristone, il farmaco per l'interruzione volontaria della gravidanza, noto come RU-486, dal quale si differenzia per principi attivi, tempi di assunzione e meccanismi di azione.
·          

Tipi di pillola del giorno dopo 

Esistono due forme principali di contraccezione ormonale d'emergenza:
§  La versione originale, denominata anche metodo Yuzpe (da Albert Yuzpe, l'inventore), sempre meno in uso, implicava alte dosi di estrogeni e di progestinico in due dosi a 12 ore di intervallo. Questo metodo è considerato meno efficace e in genere meno tollerato del farmaco contenente solamente il progestativo.
§  Il metodo più recente prevede una dose di 1,5 milligrammi di un progestinico, il levonorgestrel. I nomi commerciali con cui viene distribuito in Italia sono NorLevo (una sola compressa da 1,5 mg) e Levonelle (due compresse da 0,750 mg). Questo metodo è conosciuto per essere più efficace, più sicuro e meglio tollerato del metodo Yuzpe, è disponibile negli Stati Uniti e in Canada con il nome di plan B, in Gran Bretagna, Germania e in altri paesi con il nome di Norlevo, Levonelle ed altri.

Funzionamento 

Il principale effetto della contraccezione post-coitale che utilizza il progestinico Levonorgestrel è di ritardare o bloccare l’ovulazione. È stato inoltre riscontrato che può impedire la fecondazioneinibendo il trasporto degli spermatozoi.
In passato si ipotizzava che il Levonorgestrel potesse inibire l'impianto dell'ovulo fecondato nell'utero, avendo quindi effetto abortivo secondo la vecchia definizione di gravidanza che ne identificava l'inizio con la fecondazione anziché con l'impianto come prevede oggi l'OMS. Tale ipotesi è alla base della lotta dei movimenti cosiddetti pro-life contro il farmaco.
Tuttavia studi più recenti sembrano escludere questa evenienza [1]. Nel 2005 l'OMS ha chiarito che “la contraccezione di emergenza con Levonorgestrel ha dimostrato di prevenire l’ovulazione e di non avere alcun rilevabile effetto sull’endometrio (la mucosa uterina) o sui livelli di progesterone, quando somministrata dopo l’ovulazione. La pillola è inefficace dopo l'annidamento e non provoca l'aborto.[4]
Poiché l'effetto antinidatorio è ancora citato in molti fogli illustrativi dei farmaci contenenti il Levonorgestrel, nell'ottobre 2008 la Federazione Internazionale di Ginecologia e Ostetricia (FIGO) e il Consorzio Internazionale per la Contraccezione di Emergenza (ICEC) hanno diramato il documento Statement on Mechanism of Action sullo stato della materia riguardo al meccanismo d'azione. In questo documento, basato su molteplici studi, si invita a modificare i fogli illustrativi non ancora aggiornati in quanto il farmaco, non ostacolando l'impianto, "non impedisce lo sviluppo dell'embrione" se iniziato e quindi, "qualunque definizione di gravidanza si utilizzi, non è mai abortivo".

Efficacia 

L'efficacia della pillola del giorno dopo dipende dalla tempestività con cui viene assunta dopo il rapporto sessuale non protetto. È dimostrato da uno studio dell'OMS su 5000 donne che il levonorgestrel assunto nei cinque giorni che seguono il rapporto a rischio diminuisce le probabilità di rimanere incinta dal 60% al 90%. In generale, l'assunzione del farmaco entro le prime 24 ore dal rapporto a rischio garantisce un'efficacia del 95% e scende fino ad annullarsi nelle 72 ore[5]. L'OMS raccomanda l'assunzione di 1,5 mg di levonogestrel in un'unica soluzione.[6]
Laddove la pillola del giorno dopo venga assunta tardivamente, cioè a impianto dell'embrione umano nell'utero già avvenuto, essa non influisce in alcun modo sulla successiva gravidanza; per il suo meccanismo di funzionamento, tuttavia, la sua assunzione è controindicata nelle donne che hanno già fattori di rischio elevati per gravidanze di tipo extrauterino.
A causa della maggiore possibilità di rischio di gravidanza rispetto agli altri contraccettivi, la contraccezione di emergenza è destinata esclusivamente a casi urgenti e non è raccomandata come metodo di contraccezione regolare. Inoltre, il ricorso frequente a questo farmaco comporta un aumento dei suoi effetti collaterali, in particolare per quanto riguarda la regolarità del ciclo mestruale. Ad ogni modo, l'utilizzo ripetuto non presenta rischi conosciuti per la salute.
In alcuni casi è causa di modesti effetti collaterali come nausea, vomito, perdite ematiche, astenia, cefalea, ecc.

Situazione legale a livello internazionale 

Unione Europea 

Dal 2002 una Risoluzione del Parlamento europeo sulla salute e i diritti sessuali e riproduttivi raccomanda ai governi degli Stati membri e dei paesi candidati di agevolare l'accesso alla contraccezione d'emergenza a prezzi accessibili[7].

Stati Uniti 

Dal 2006, per decisione della Food and Drug Administration, la pillola del giorno dopo è liberamente venduta tra i medicinali da banco e quindi non solo nelle farmacie ma anche nei supermercati. Tutte le donne che abbiano compiuto i 18 anni possono acquistarla senza prescrizione medica. Permane per le minorenni l'obbligo di presentazione della ricetta. Dal 2009 l'acquisto senza ricetta è stato esteso anche alle ragazze diciassettenni.[8]

Italia 

La pillola del giorno dopo può essere venduta dietro prescrizione medica con ricetta non ripetibile. Per poter assumere il farmaco è quindi necessario rivolgersi a un consultorio, presidio istituzionalmente deputato ai temi della contraccezione e della procreazione responsabile, al proprio medico di famiglia, a un ginecologo, al pronto soccorso oppure a un presidio di guardia medica.
Presso i presidi sanitari (pronto soccorso) e nei consultori, la pillola del giorno dopo è prescrivibile anche a minorenni, considerate dalla legge 194/78 "sessualmente emancipate" dal momento del compimento del sedicesimo anno di età.
Il personale sanitario è tenuto al segreto professionale, e la prescrizione relativa è considerata prestazione d'urgenza, perché eventuali ritardi potrebbero correlarsi ad un maggior rischio di gravidanza indesiderata[9].

Francia 

È disponibile nelle farmacie senza la necessità di prescrizione medica. È inoltre disponibile gratuitamente nelle scuole anche per ragazze minorenni, senza l'obbligo di dichiarare la propria identità.

Spagna 

Dal 2009 la pillola del giorno dopo è acquistabile in tutte le farmacie senza ricetta, anche dalle minorenni.[10] In precedenza la pillola richiedeva la prescrizione medica, tuttavia poiché la legge spagnola permette ai Comuni libertà di scelta rispetto a tali ambiti regolamentari, in alcuni centri la distribuzione della pillola del giorno dopo era già libera e gratuita.

Svizzera 

Dal 2002 è disponibile nelle farmacie senza la necessità di prescrizione medica.

Regno Unito 

È disponibile senza la prescrizione medica in tutto il territorio britannico, alcune città come Manchester hanno iniziato in via sperimentale la distribuzione gratuita.

Altri Stati 

La pillola del giorno dopo è inoltre disponibile senza prescrizione medica nei seguenti paesi: Sudafrica, Albania, Algeria, Australia, Belgio, Canada (Québec), Cile, Danimarca, Finlandia, Grecia,Israele, Messico, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo e Svezia, Romania,

Controversie etiche 

La posizione della Chiesa e del mondo cattolico

La Chiesa cattolica ha mosso numerose obiezioni all'utilizzo della Pillola del Giorno Dopo questo farmaco sostenendo che la sua commercializzazione come contraccettivo d'emergenza non sia corretta, poiché la smentita «azione "antinidatoria" della pillola del giorno dopo, in realtà, nient'altro [sarebbe] se non un aborto realizzato con mezzi chimici». Secondo la Chiesa, infatti, «la gravidanza [...] comincia dalla fecondazione e non già dall'impianto della blastocisti nella parete uterina, come invece si tenta di suggerire implicitamente».
La Chiesa Cattolica considera l'assunzione della Pillola del Giorno dopo, in quanto finalizzata all'aborto, come un gravissimo disordine morale che non permette di accedere ai Sacramenti fino a che la persona non abbia compreso la gravità dell'atto e se ne sia pentita nel contesto del Sacramento della Riconciliazione. Non vi è scomunica, come per l'aborto, ma solo perché non esiste la sicurezza che l’ovulo fosse fecondato (e quindi embrione) oppure no. [11]

La polemica sull'obiezione di coscienza 

Ritenendo la Pillola del Giorno dopo un farmaco abortivo ed in considerazione del fatto che «il risultato finale [dell'utilizzo del farmaco] sarà [...] l'espulsione e la perdita di questo embrione», la Chiesa ha esortato «vivamente tutti gli operatori del settore a mettere in atto con fermezza un'obiezione di coscienza morale [...] di fronte a nuove forme nascoste di aggressione agli individui più deboli ed indifesi, come è il caso dell'embrione umano»[12] , benché in molti paesi l'obiezione di coscienza contro questo farmaco sia illegale.
A tal proposito nell'ottobre del 2007 — partecipando al Congresso internazionale dei farmacisti cattolici — Benedetto XVI ha chiesto alle federazioni partecipanti di affrontare il problema, affinché il diritto all'obiezione possa essere riconosciuto ed esercitato legalmente.[13]
Nel mondo cattolico non mancano tuttavia posizioni discordanti. Ad esempio Tiziano Motta, ginecologo della clinica Mangiagalli e medico obiettore, non considera il farmaco abortivo e lo prescrive tranquillamente.[14]
Una posizione simile viene dal dr. Joe DeCook, vice presidente dell'Associazione americana di ostetrici e ginecologi pro-life, che nel 2004 affermava "l'effetto post fertilizzazione era una pura speculazione diventata verità a forza di ripeterla". E ancora "nel nostro gruppo le opinioni sono contrastanti. Noi diciamo che è una decisione che spetta al singolo medico perché non ci sono prove".[15]

La situazione in Italia 

Considerando la contraccezione di emergenza una forma di aborto gli ambienti cattolici italiani vorrebbero, se non vietarla esplicitamente, farla rientrare nell'ambito della Legge n.194 del 22 maggio 1978, ovvero sottoporre le donne che vorrebbero assumerla a tutti i controlli e le procedure previste in quel caso. In tal modo il farmaco diverrebbe di fatto inutilizzabile visto che la legge 195/78 prevede un tempo di attesa di almeno 7 giorni dalla richiesta di aborto all'intervento contro il limite di 48-72 ore dal rapporto sessuale previsto per l'assunzione della pillola del giorno dopo.
La legge 194 del 22 maggio 1978 prevede l'obiezione di coscienza esclusivamente nei confronti dell'aborto, pertanto la prescrizione e la fornitura della pillola del giorno dopo rientrano nella normale giurisdizione del rapporto medico-paziente, che non prevede che il medico possa negare un trattamento richiesto dal paziente sulla base di convinzioni morali personali. Nonostante ciò si è sviluppato un dibattito intorno all'esistenza o meno del diritto da parte degli operatori sanitari cattolici di ricorrere all’obiezione di coscienza, cioè di rifiutarsi di prescrivere la pillola alle donne che la richiedono, basata sull'interpretazione della pillola del giorno dopo come farmaco abortivo.
A questo proposito nel 2004, su sollecitazione dell'Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Venezia il Comitato nazionale per la bioetica si dichiarò a favore della possibilità da parte dei medici di effettuare obiezione di coscienza[16], se questa non pregiudica per questioni di urgenza la salute della paziente.
Va detto però che la posizione del Comitato nazionale per la bioetica non ha valore vincolante ed è stata spesso contestata. Nel programma di governo dell'Unione, durante la XV legislatura, era presente l'intenzione di togliere l'obbligo della ricetta per la contraccezione d'emergenza in modo da allinearsi alla maggioranza dei paesi europei. Tuttavia il punto è rimasto oggetto di discussione: se da un lato da parte degli ambienti cattolici si rivendica il diritto all'obiezione di coscienza, dall'altro c'è chi ritiene, ad esempio i radicali e in generale gli esponenti laici presenti in vari partiti, in particolare di sinistra, che la struttura o il medico che neghi il diritto all'accesso a questo farmaco, specialmente se non c'è la possibilità per la paziente di rivolgersi rapidamente e agevolmente altrove, commetta reato di omissione di soccorso e abuso d'ufficio, data la necessità di assumere tempestivamente il farmaco per evitare lo sviluppo della gravidanza[17].
A seguito di alcuni procedimenti giudiziari[18][19] e di alcune inchieste giornalistiche, tra cui una svolta dai Radicali [2] e un servizio delle Iene in cui si mostrava la difficoltà nel reperire il farmaco, nei primi mesi del 2008 si è nuovamente sviluppata la polemica intorno all'illegittimità dell'obiezione di coscienza nel caso della pillola del giorno dopo. A tal proposito il Ministro della Salute Livia Turco ha dichiarato che «La pillola del giorno dopo e la contraccezione d’emergenza vanno garantite in consultori, pronto soccorso e presidi di guardia medica» invitando «a segnalare tutti i casi nei quali nelle strutture del servizio sanitario nazionale si incontrino difficoltà per ottenere la prescrizione della “pillola del giorno dopo”»[20].
Il Codice di deontologia medica [modifica]
Gli articoli del "Codice di deontologia medica", emanato il 16 dicembre 2006 dalla "Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri", cui si fa riferimento in questo dibattito sono l'art. 8 sull'Obbligo di intervento in cui si dice che "il medico, indipendentemente dalla sua abituale attività, non può mai rifiutarsi di prestare soccorso o cure d'urgenza e deve tempestivamente attivarsi per assicurare assistenza" e l'art. 22 secondo il quale "il medico al quale vengano richieste prestazioni che contrastino con la sua coscienza o con il suo convincimento clinico, può rifiutare la propria opera, a meno che questo comportamento non sia di grave e immediato nocumento per la salute della persona assistita e deve fornire al cittadino ogni utile informazione e chiarimento"[21].
Il 26 ottobre 2008 la Federazione dei Medici ha inoltre varato il documento Etica e deontologia di inizio vita in cui si afferma che i medici hanno l'obbligo deontologico di "adoperarsi per tutelare l'accesso alla prescrizione nei tempi appropriati" della pillola del giorno dopo alle donne che ne facciano richiesta. Si afferma come il "diritto del medico alla clausola di scienza e coscienza che trova il suo fondamento nell'articolo 22 del Codice di deontologia medica" ma "l'equilibrio tra il diritto del medico alla clausola di scienza e coscienza e quello della donna alla fruizione della prestazione riconosciuta come disponibile non fa venir meno l'obbligo, anche deontologico, dei medici di adoperarsi per tutelare, nei termini suddetti, l'accesso alla prescrizione nei tempi appropriati".

Soccorso Civile - Pillola del giorno dopo 

A partire dal 14 giugno 2008, l'Associazione Luca Coscioni in collaborazione con l'associazione Vita di donna[22] ha dato il via all'iniziativa "Soccorso Civile - Pillola del giorno dopo"[23], fornendo assistenza immediata (in primis la ricetta medica) a tutte quelle donne cui è stata negata la prescrizione della pillola del giorno dopo in una struttura pubblica, o che hanno riscontrato problemi nel reperirla nelle farmacie. Il servizio per ora è attivo solo a Roma, Milano, Bari e Salerno.
Oltre alla ricetta, se lo si vuole, si può ricevere assistenza per procedere legalmente nei confronti dei medici, delle strutture pubbliche e dei farmacisti che rifiutano di prescrivere o di fornire il farmaco [24].


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Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non costituiscono e non provengono né da prescrizione né da consiglio medico. Wikipedia non dà consigli medici: leggi le avvertenze.

La pillola anticoncezionale o pillola contraccettiva è un farmaco contraccettivo ormonale considerato, attualmente, il più sicuro tra quelli reversibili. La pillola è stata dapprima approvata per uso contraccettivo negli Stati Uniti nel 1960, ed in seguito è divenuta molto popolare.
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Funzionamento 


Fisiologia 

La pillola contraccettiva agisce grazie alla combinazione di piccole quantità di un estrogeno (generalmenteetinilestradiolo) e di un progestinico. L'assunzione quotidiana di questi due ormoni inibisce gli eventi ormonali che inducono l'ovulazione.
Il meccanismo dell'ovulazione è controllato da un complesso sistema ormonale a tre livelli: nel sistema nervoso centralel'ipotalamo produce, con una modalità pulsatoria, un ormone detto GnRH (ormone di rilascio delle gonadotropine); questo agisce sull'ipofisi anteriore inducendo la produzione di due ormoni, detti FSH (ormone follicolo-stimolante) e LH (ormone luteinizzante), che agiscono sull'ovaio determinando gli eventi che portano alla maturazione del follicolo e all'ovulazione.
All'inizio del ciclo mestruale, nella fase follicolare, i livelli di FSH aumentano, favorendo lo sviluppo del follicolo ovarico e stimolando la produzione di estrogeni nell'ovaio. Già verso il termine della fase follicolare i livelli di FSH prodotto iniziano a diminuire, mentre aumentano quelli dell'LH: quest'ultimo raggiunge un picco intorno al 14º giorno del ciclo, provocando l'ovulazione.
La secrezione degli ormoni FSH e LH nell'ipofisi è soggetta ad un meccanismo di controllo da parte dell'estradioloprodotto dall'ovaio: infatti ad un aumento della produzione di estradiolo corrisponde una riduzione nella secrezione di FSH e LH, probabilmente dovuta ad una ridotta sensibilità delle cellule ipofisarie all'ormone stimolante (GnRH). Questo meccanismo di controllo è detto feedback negativo. Anche il progesterone prodotto dall'ovaio inibisce il rilascio di LH.
L'estrogeno ed il progestinico contenuti nella pillola, simulando gli ormoni naturali, sfruttano il feedback negativo, portando così ad una ridotta secrezione di FSH e soprattutto di LH da parte dell'ipofisi. La riduzione dei livelli plasmatici di FSH inibisce lo sviluppo del follicolo, impedendo così il normale aumento dei livelli di estradiolo. Il feedback negativo del progestinico impedisce il picco di LH a metà ciclo: questo fatto, insieme all'arresto dello sviluppo follicolare, previene l'ovulazione.
Oltre a sopprimere l'ovulazione, la pillola è causa di meccanismi contraccettivi accessori che ne aumentano la sicurezza: provoca infatti l'ispessimento della mucosa cervicale, rendendo così difficoltoso il passaggio degli spermatozoi attraverso la cervice.
Alcuni scienziati sostengono che le possibilità di ovulazione durante l'assunzione della pillola anticoncezionale siano molto ridotte. Da questo concludono che è improbabile che le modifiche all'endometrio possano giocare un ruolo rilevante nell'efficacia del farmaco.[1] Altri presentano analisi più complesse per smentire la sussistenza di questi effetti[2], mentre altri scienziati ancora sostengono che i dati di cui si dispone confermino tali meccanismi.[3]

Composizione e modalità di assunzione 

Esistono diversi tipi di pillola, classificabili in base al contenuto ormonale (progestinico e/o estrogeno) e, nel caso di una associazione estro-progestinica (estrogeno + progestinico, la più frequente), in base al dosaggio delle due sostanze. Tale dosaggio può essere fisso per l'intero ciclo (in tal caso tutte le compresse contenute nella confezione avranno identica composizione) oppure variare di settimana in settimana. Nel primo caso si parla di associazione monofasica; diversamente si possono avere associazioni bifasiche (un dosaggio per i giorni da 1 a 10 e un altro per i giorni da 11 a 21) o trifasiche (tre dosaggi diversi nel corso dei 21 giorni di terapia).[4]
In ogni caso, dopo 21 giorni di assunzione (in alcuni casi - es. pillola Minesse - dopo 24), la pillola estroprogestinica viene sospesa (o a volte sostituita con placebo) per 7 giorni (4 per le pillole da 24 giorni). Durante questo intervallo dovrebbe manifestarsi il cosiddetto "sanguinamento da sospensione", simile ad una mestruazione. Terminati i 7 (o 4) giorni, l'assunzione della pillola riprende per un nuovo ciclo.[5]

Cenni storici 

Gli ormoni come possibilità anticoncezionale furono proposti in medicina per la prima volta nel 1931 dal ginecologo austriaco Haberlandt, ma l'idea fu completamente ignorata. Soltanto nel 1958 tre medici (Garcia, Rock e Pincus) sperimentarono con successo la prima pillola che fu commercializzata negli USA due anni dopo, con il nome di Enovid (composizione: 150 mcg di mestranolo e 9,85 mg di noretinodrel). In Europa la pillola arrivò nel 1961 sotto un altro nome e un'altra composizione: Anovlar (5m mcg di etinil-estradiolo 4 mg di noretisterone acetato )[6]

Diffusione ed uso 

Oggi è utilizzata da più di 100 milioni di donne nel mondoUN Data for World Contraceptive Use 2009. L'utilizzo varia molto in base all'età, all'educazione, allo stato civile, alle tradizioni culturali ed alla nazione di appartenenza: un quarto delle donne tra i 16 e i 49 anni nel Regno Unito usa correntemente la pillola, mentre in Giappone ne fa uso solo l'1%. Secondo i dati delle Nazioni Unite, nei paesi sviluppati la prevalenza d'uso è di circa il 18% delle donne[7], rispetto ad un 7% delle donne nei paesi in via di sviluppo.
In Italia, poco meno del 20% delle donne tra i 15 e i 44 anni utilizza la pillola (14º posto in Europa, davanti solo a Spagna, Slovacchia, Polonia e Grecia).

Impatto sociale e culturale 


Dopo la sua introduzione, la pillola anticoncezionale ebbe un grande impatto sociale. In primo luogo, era molto più efficace di qualsiasi precedente metodo di controllo delle nascite, dando alle donne il controllo sulla propria fertilità. L'utilizzo non richiedeva particolari accorgimenti al momento dell'attività sessuale che potessero interferirne con la spontaneità o le sensazioni. Questa combinazione di fattori rese la pillola immensamente popolare in pochi anni dalla sua introduzione.
Poiché la pillola era così efficace, e presto fu anche così diffusa, in breve tempo si sollevò il dibattito attorno alla morale e alle conseguenze per la salute del sesso pre-matrimoniale e della promiscuità. Mai prima di allora l'attività sessuale e la riproduzione furono così separate. Per una coppia che usava la pillola, fare sesso divenne puramente una espressione di amore, o un modo per cercare il piacere fisico, o entrambi; ma non significava più riprodursi. Mentre questo era vero anche per i precedenti contraccettivi, la loro relativa alta fallibilità e la loro scarsa diffusione mancarono di enfatizzare questa distinzione così chiaramente come fece la pillola. La diffusione di un contraccettivo orale portò molte figure religiose e istituzioni a dibattere attorno al tema della sessualità e della relazione con la procreazione. La Chiesa cattolica romana in particolare, dopo aver studiato il fenomeno dei contraccettivi orali, rienfatizzò l'insegnamento tradizionale cattolico circa il controllo delle nascite e nel 1968 papa Paolo VI pubblicò l'enciclica Humanae Vitae. L'enciclica reiterò l'insegnamento tradizionale cattolico secondo il quale la contraccezione artificiale distorcerebbe la natura e gli obiettivi del sesso[8].
Allo stesso tempo, la società stava cominciando a prendere coscienza dell'impatto della pillola sui tradizionali ruoli di genere; secondo studi di economia politica, la diffusione della pillola ebbe effetti significativi sulla rimodulazione dei rapporti socio-economici di genere, aumentando in breve tempo ed maniera strutturale il numero di donne che tramite, scelte più autonome relative alla propria vita famigliare, potevano raggiungere livelli più elevati di studio e di carriera [9].
Negli anni '80 e '90, nuovi studi e una progressiva riduzione del contenuto ormonale delle pillole contraccettive in commercio (ne esistono diverse tipologie, con differenti indicazioni di utilizzo ed effetti collaterali variamente significativi), scongiurarono le principali preoccupazioni per la salute della donna sollevate negli anni precedenti.
Oggi si ritiene l'utilizzo corretto della pillola come il più efficace metodo contraccettivo esistente, il cui uso può essere protratto anche molto a lungo senza rischi, se non per alcune particolari categorie di donne (quali quelle affette da malattie cardiovascolari), e con alcuni vantaggi in relazione alla significativa riduzione dell'incidenza di alcuni tipi di tumore[10].

Usi non contraccettivi 

La pillola anticoncezionale non è utilizzata ai soli fini contraccettivi; può infatti essere prescritta per il trattamento di alcune patologie, come la sindrome dell'ovaio policistico, l'endometriosi, l'adenomiosi, l'anemia causata dalle mestruazioni, e le mestruazioni dolorose (dismenorrea). Inoltre, i contraccettivi orali spesso sono prescritti per curare forme di acne lievi o moderate.[11] La pillola può anche indurre le mestruazioni a intervalli regolari nelle donne disturbate da cicli mestruali irregolari e da alcune patologie caratterizzate da sanguinamento uterino disfunzionale.

Vantaggi 

L'uso della pillola comporta i seguenti vantaggi:[12]
§  efficacia contraccettiva elevatissima;
§  facilità di utilizzo;
§  nessuna interferenza con l'atto sessuale;
§  regolarizzando e modulando il ciclo ovarico riduce la dismenorrea e il dolore pelvico;
§  riduce la perdita di sangue mestruale e per questo può essere usata nella terapia dell'anemia ferrocarenziale associata alla menorragia;
§  riduzione degli episodi acuti di malattia infiammatoria pelvica, con conseguente riduzione del rischio globale di infertilità;
§  riduzione della patologia cistica dell'ovaio;
§  riduzione di miomi uterini;
§  le recenti formulazioni con progestinici con proprietà anti-androgenizzanti possono essere utilizzati per ridurre acne e irsutismo;[13]
§  significativa diminuzione del rischio relativo di sviluppare carcinoma dell'ovaio; l'effetto protettivo è proporzionalmente presente anche a lungo termine (20-30 anni) dopo la cessazione dell'assunzione (si calcola che la diffusione dei contraccettivi orali abbia evitato 200.000 casi di tumore ovarico e 100.000 decessi, riducendone l'incidenza in percentuali variabili tra il 38% e l'80%)[14][13][15][16][17]
§  significativa diminuzione del rischio relativo di sviluppare carcinoma dell'endometrio (fino a circa il 50% in meno di incidenza rispetto alle donne che non usano contraccettivi orali; effetto che persiste a lungo termine per 10-20 anni dopo la cessazione dell'assunzione, ed è maggiore per un uso più prolungato degli stessi)[18][13][19]
§  diminuzione del rischio relativo di sviluppare tumori del colon o del retto, e dei tumori del corpo uterino[10].
§  diminuzione del rischio di mortalità correlata a ischemia miocardica o altre patologie circolatorie[10].
§  protezione da patologie dell'apparato riproduttivo femminile. In particolare sono stati dimostrati per i contraccettivi orali effetti benefici nelle donne affette da endometriosi sintomatica eadenomiosi; anche i disturbi mestruali come dolore e perdite ematiche eccessive possono essere alleviati dall'uso della pillola.[13]

Effetti indesiderati

L'uso della pillola può comportare i seguenti svantaggi:
§  deve essere assunta con regolarità e precisione, altrimenti la sua efficacia anticoncezionale viene persa;
§  l'uso della pillola può favorire o peggiorare (in persone predisposte) ipertensione e malattie cardiocircolatorie, le nuove formulazioni hanno però un dosaggio minore di estrogeni che diminuisce questo rischio rispetto alle vecchie pillole [20] [21];
§  può dare alcuni effetti collaterali spiacevoli, soprattutto all'inizio dell'assunzione: fra questi, nausea, tensione mammaria (sovente leggera, correggibile adottando pillole con clima estrogenico minore), sensazione di gonfiore, lieve aumento di peso (comunque contrastabile assumendo pillole contenenti particolari progestinici come il drospirenone[22]), leggere perdite di sangue al di fuori delle mestruazioni, prive di qualsiasi significato patologico e spesso associate con irregolarità di assunzione, depressione, calo della libido;
§  pillole con elevato tenore estrogenico possono aumentare la frequenza degli episodi emicranici;[23][24]
§  particolari agenti progestinici con azione androgenizzante (raramente utilizzati), possono peggiorare od indurre seborrea ed acne;[25]
§  l'utilizzo di estroprogestinici può provocare cloasma;[26]
§  interferisce con alcuni farmaci, come antibiotici e antivirali, che possono ridurne l'efficacia.[27]
§  la sua funzione è anticoncezionale, e non di protezione dalle malattie sessualmente trasmissibili, il cui contagio può essere scongiurato solamente con l'uso del preservativo.
§  In passato, alcuni studi evidenziarono un aumento del rischio relativo di contrarre cancro al seno, all'utero e alle ovaie in donne che assumevano estrogeni, rischio che era proporzionale alla durata del trattamento [28], altri studi relativi all'uso della pillola con le vecchie formulazioni ad alto contenuto di estrogeni, avevano evidenziato un modesto e transitorio (dopo l'uso) aumento delrischio relativo di sviluppare un carcinoma della mammella.[29] Tale minima differenza nel rischio relativo, rispetto alle donne che non usavano la pillola, riguardava soprattutto le donne che avevano iniziato ad assumere la pillola ad alto contenuto di estrogeni prima dei 20 anni di età, ed inoltre diminuiva dopo la sospensione del farmaco, fino a divenire nulla dopo 10 anni dalla sospensione dello stesso. L'uso della pillola ad alto contenuto di estrogeni aveva comunque un'influenza trascurabile sull'incidenza complessiva di questo tipo di tumore nelle donne (stimabile in circa 0,5 casi su 10.000).[30]. Studi più recenti[31], relativi anche alle formulazioni più recenti a ridotto contenuto di estrogeni, hanno invece evidenziato come siano rilevabili solo modesti e non significativi incrementi dell'incidenza di tumore mammario associato all'uso dei contraccettivi orali.[32][33]
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Il dolore fetale, la sua esistenza, e le sue implicazioni rientrano nelle ricerche sul protomentale da parte della psicologia perinatale o persino prenatale. Questi studi vengono usati anche nel dibattito riguardante l'aborto.
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Studi e ricerche mediche 

Molti autori concordano che sia improbabile che un feto senta dolore se non dal settimo mese di gestazione.[1]
Neurobiologi dello sviluppo sostengono che la formazione delle connessioni talamocorticali (a circa 26 settimane, dunque quasi al sesto mese) sia un evento decisivo per la facoltà nocicettiva del nascituro.[2]
Nel 2005 una meta-analisi sugli esperimenti esistenti, eseguita dai ricercatori dell'Università della California di San Francisco e pubblicata nella rivista Journal of the American Medical Association(JAMA), ha concluso che tutte le prove attuali indicano che il dolore fetale è improbabile prima del terzo trimestre, e che l'elettroencefalografia sembra indicare che la capacità per una percezione funzionale del dolore in neonati prematuri probabilmente non esiste prima delle 29 o 30 settimane; questo studio asserisce che i movimenti, i cambiamenti del ritmo cardiaco e dei livelli ormonali in risposta a procedure invasive sono riflessi che non indicano dolore fetale,[3] a differenza di quanto sostenuto da altri autori.[4][5]
Sempre nel 2005, Mellor e colleghi hanno analizzato molti dati che suggeriscono che il feto non si sveglia mentre si trova nell'utero. Se il feto è addormentato per tutta la durata della gestazione, allora la possibilità dell'esistenza del dolore fetale è enormemente diminuita.[6]
Esiste anche un dibattito su come il dolore sia percepito generalmente. Alcuni ricercatori ritengono che, poiché il dolore coinvolge fattori sensoriali, emozionali e cognitivi, non sia percepito se non dopo la nascita.[7]

Antiabortisti 

I sostenitori del fronte antiabortista hanno richiesto che la legislazione in merito alla interruzione volontaria di gravidanza fosse modificata in relazione alla presunta sussistenza del dolore fetale. In particolare si richiede ai medici di informare le donne che scelgono di abortire che "il feto potrebbe provare dolore".[8]

Protomentale

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Il concetto relativo al termine protomentale indica l'insieme dei primi processi psichici che si sviluppano nel cervello dell'individuo.
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Definizioni 

Sin da Freud, le scienze psicologiche hanno ipotizzato che, in parallelo con il processo di neurulazione ed encefalizzazione, le prime funzioni mentali siano riscontrabili già nella vita fetale e, con più evidenza, nella vita del neonato. Questi primi processi psichici, ovviamente non consapevoli, sono ritenuti determinanti ai fini del successivo sviluppo, e sono stati variamente denominati: fase primaria di mentalizzazione, vita psichica fetale, psicologia perinatale ed altri termini.

Principali studiosi 

Noti autori hanno indagato quest'area originaria dello sviluppo psichico: tra essi, hanno avuto un ruolo pionieristico Melanie Klein e Donald Winnicott, ed in seguito, in maniera ancora più specifica, autori come Edith Jacobson, Wilfred Bion, Margaret Mahler, Donald Meltzer, Christopher Bollas, Martha Harris ed Esther Bick.
Nella letteratura scientifica inglese, il termine è stato inizialmente usato da Bion nel 1961: in Italia, lo si ritrova sviluppato (Teoria del Protomentale) nelle opere di Antonio Imbasciati, dalla fine degli anni '70 in avanti, per illustrare i suoi studi sulla psicologia perinatale, cioè sia fetale[1] che neonatale.

Evoluzione della ricerca 

Il passaggio degli studi dalla seconda condizione a quella antecedente è dovuto soprattutto alla scoperta e all'uso di nuove metodiche d'indagine, che mirano a testare ipotesi di metapsicologiasempre più anagraficamente ardite. Se l'infant research era costretta a limitarsi alla formulazione d'una teoria della mente neonatologica, invece l'adozione dell'ecografia "3D" per l'analisi addominale della gestante ha condotto a risultati significativi circa l'esistenza del nascituro nella sua specifica situazione amniotica, intrauterina, prenatale.
Ad esempio, il feto avrebbe dei comportamenti d'espressione emotiva come il sorriso e il pianto già verso la 26ª settimana dal concepimento, dunque circa al 6º mese. È oggetto d'un dibattito anche aspro se il dolore fetale sia riscontrabile chimicamente ancor prima, verso la 20ª settimana. Il gesto del pollice alla bocca è già presente fra le 14 o 15 settimane, oppure al massimo verso il 4º o 5º mese, pertanto non sarebbe legato all'esperienza dell'allattamento come invece sostenuto dalla teoria freudiana della fase orale.
Ecografia tridimensionale d'un feto
A 20 settimane

Bibbia, vissuto fetale e utopia 

Per approfondire, vedi la voce Macrocosmo e microcosmo: la psicoanalisi.

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Impresa ardua trovare uno psicodinamico che non si sia cimentato nell'interpretare i capitoli iniziali della Genesi con la chiave di lettura della propria disciplina. Il mitologema biblico della cosmogonia è stato affrontato come un'allegoria della psico-ontogenesi: il pre-fiat, poi il fiatpre-lux (Geworfenheit, gettatezza mondana, deiezione heideggeriane, concepimento, venuta al mondo durante i 9 mesi amniotici), dopodiché il fiat lux (il venire alla luce neonatalmente). Sin qui, i primi 3 versetti della Genesi (1,1-3).
Ma la questione riappare nei capitoli 2-3, come in una sorta di ricorsività auto-simile dove lo stesso argomento viene nuovamente affrontato, però a un livello di scala ulteriore. L'esegesi psicodinamica propone che l'eden non sia altro che un ricordo alquanto distorto e deformato della nostra esperienza prenatale. Infatti Adam, l'essere umano antecedente la scissione in Adamo ed Eva, percepisce la presenza divina solo come voce e rumori di passi, decodificati rispettivamente come il suono vocale materno e il suo battito cardiaco. Se poi, però, si viene cacciati da cotanto paradiso, si suppone che la nostra componente identitaria femminile, l'Eva che è in noi, si sia sentita nonostante tutto insoddisfatta.

Quindi l'idea d'un desiderio di regressus ad uterum, propria della scuola psicoanalitica di Budapest, prima con Ferenczi in Thalassa (1924)[2] e dopo col suo allievo Balint in La regressione (1968),[3] si scontrerebbe con un'esigenza antitetica. Da questo punto nodale prendono avvio due tesi opposte: in una direzione s'incontra chi teorizza il vissuto fetale come la radice primigenia d'ogni positiva edenica utopia.[4][5][6][7] Nella direzione contraria si trova chi propende per una psicopatologizzazione del vissuto intrauterino.[8][9]
Tuttavia, oltre al valutare il regressus ad uterum o come involutivo incanto claustrofilico o come esodale disincanto claustrofobico, cioè secondo le due polarità (archeologia e architettura o teleologia) descritte da Paul Ricoeur in Della interpretazione. Saggio su Freud,[10]sembra sussistere la necessità di delineare una terza strada.

Psicologia e filosofia della religione 

Per approfondire, vedi la voce Nostalgia dell'Eden (Edipo) e alienazione.
Questo problema coinvolge non solo la psicologia della religione ma pure la filosofia della religione, con Michael Walzer[11] dal lato della "gabbia dorata" (cattività ebraica in Egitto) ed Ernst Bloch[12] dal lato della libertà a qualsiasi costo.
Herbert Marcuse ha saputo presagire una terza opzione piuttosto chiaramente in Eros e civiltà (1955):
« L'impulso a ristabilire la perduta unità narcisistico-materna viene interpretata come una minaccia, come minaccia cioè di venir inghiottitidalla forza irresistibile del grembo materno. Il padre ostile viene assolto da ogni accusa e diventa il salvatore che [...] protegge l'Io dal pericolo di annullarsi nella madre. Non si presenta il problema se l'atteggiamento narcisistico-materno nei confronti della realtà non possaritornare in forme meno primordiali, meno soverchianti, sotto il dominio dell'Io maturo e della civiltà matura.[13] »
Nel frattempo, pare comunque non esserci ancora alcun modo per comprendere il pianto primordiale muto, afono, silente, letteralmente indicibile, del feto verso il 6º mese. Potrebbe essere interpretato come un «rim-pianto» nostalgico (nóstos e algìa significano dolore [per il desiderio] del ritorno). O viceversa potrebbe rappresentare la protoesperienza di delusione verso lo stato di precedente benessere ormai già percepito come inaffidabile.

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Con la definizione psicologia perinatale si intende la disciplina psicologica che, con vario taglio (clinico, sperimentale o psicobiologico), indaga la psico-ontogenesi più precoce, ossia il processo di mentalizzazione nel feto e nel neonato, dal cosiddetto protomentale alla teoria della mente. Il rapporto duale con la gestante e puerpera è formativo non solo per lo psichismo nel bimbo, ma anche per le modificazioni nella mente della madre, per gli indici predittivi dello sviluppo del bimbo come futuro individuo, nonché per tutte le modalità di intervento clinico assistenziale, sia finalizzati a prevenire deficit o patologie, sia per assicurare a gestante, madre, bimbo e futuro individuo le condizioni di benessere psicologico ottimali.

Collegamenti esterni 

§  Sito di psicologia perinatale

Bibliografia 

§  Imbasciati, A., Dabrassi, F., Cena, L., Psicologia Clinica Perinatale, Piccin, Padova, 2007
§  Righetti, P.L., Elementi di Psicologia Prenatale, Magi Editore, Roma, 2003



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Citazioni sull'aborto.
Citazioni 
§  All'età di 19 anni, dopo il mio primo rapporto sessuale rimasi incinta. Decisi di abortire, una scelta sofferta, che non rifarei mai più nella vita. Un'esperienza traumatica, capitata pochi mesi prima dell'esame di maturità. Mio padre non lo sa ancora e il padre di quel bambino non lo saprà mai. (Simona Ventura)
§  C'era un tempo in cui i nostri editorialisti sul feto avrebbero orgogliosamente fatto eco a Gloria Steinem, dicendo che la sua esistenza indubitabile e necessaria non poneva un problema perché era 'una massa di protoplasma dipendente' senza distinzione e maggiore dignità di un'appendice fiammeggiante. Sono sempre stato persuaso dal fatto che l'espressione 'bambino non nato' sia una genuina descrizione della realtà materiale. Ovviamente il feto è vivo, quindi la disputazione se debba o meno essere considerata 'una vita' è casuistica. Lo stesso si applica, da un punto di vista materialistico, alla questione se questa vita sia o no 'umana'. Cos'altro potrebbe essere? Anche per la sua 'dipendenza', questo fatto non mi ha mai convinto, così come la radicale critica di ogni agglomerato di cellule umane in qualunque stato esse siano. Anche i bambini sono 'dipendenti'. Chiunque abbia visto un sonogrammo o abbia speso un'ora su un manuale di embriologia sa che le emozioni non sono il fattore decisivo. Al fine di terminare una gravidanza, devi ridurre al silenzio un cuore che batte, spegnere un cervello che cresce e, al di là del metodo, rompere delle ossa e distruggere degli organi. (Christopher Hitchens)
§  Dal nulla in cui rientri ombra tradita | Non uscir a turbarmi. È troppo forte | L'orror da cui la colpa mia è seguita. (Giuseppe Artale)
§  È la stessa logica che porta all'aborto: se il bambino dà fastidio, non lo si accetta, lo si elimina; e che i cittadini paghino le spese. Ma il bambino è una persona, una parola irripetibile di Dio, ha una propria storia. [...] Ma allora quale differenza c'è tra la mafia, la camorra, la 'ndrangheta che uccidono l'avversario che da fastidio, e coloro che sostengono che si può uccidere con un omicidio premeditato chi dà fastidio? (Oreste Benzi)
§  E un errore ho commesso – dice – | un errore di saggezza | abortire il figlio del bagnino | e poi guardarlo con dolcezza. (Fabrizio De André)
§  In conformità con questi principi fondamentali della visione umana e cristiana sul matrimonio, dobbiamo ancora una volta dichiarare che è assolutamente da escludere, come via lecita per la regolazione delle nascite, l'interruzione diretta del processo generativo già iniziato, e soprattutto l'aborto diretto, anche se procurato per ragioni terapeutiche. (Paolo VI)
§  L'aborto è il più grande distruttore della pace perché, se una madre può uccidere il suo stesso figlio, cosa impedisce che io uccida te e che tu uccida me? Non c'è più nessun ostacolo. (Madre Teresa di Calcutta)
§  Kant ci ha insegnato che l'uomo va trattato sempre come un fine e mai come un mezzo. Obbligare le donne alla generazione ogni volta che sono, rimangono incinte, significa trattare il corpo delle donne come mezzo di riproduzione, ma trattare il corpo della donna come mezzo di riproduzione confligge appunto con l'indicazione di Kant, che poi non è solo quella di Kant ma anche l'indicazione cristiana, che l'uomo va trattato come un fine e non come un mezzo, che l'uomo è persona e non strumento di generazione. Il problema si ripropone in Italia a causa della sudditanza generalizzata dei politici italiani nei confronti delle esigenze della Chiesa cattolica: io quando vedo le genoflessioni sia a destra che a sinistra nei confronti della Chiesa cattolica, mi domando: dov'è mai lo Stato italiano? Il quale per definizione come ogni Stato deve essere laico, intendendo con la parola laico, laico è una parola greca che vuol dire "bene comune". Allora il laico è colui che deve farsi carico delle istanze di tutti, non delle istanze di un principio di fede: questa è una cosa molto importante. I laici ritengono poi di non poter disporre di una morale che non discenda dal voler di Dio, ma una morale che discende dal volere di Dio è tipica delle morali primitive, dove gli uomini non sapendo dare delle leggi a se stessi hanno dovuto ancorarla ad una volontà superiore. Ma dopo abbiamo avuto l'illuminismo, abbiamo cominciato a ragionare; anche se con poco coraggio, il nostro cervello lo sappiamo anche usare. E allora a questo punto è possibile benissimo costruire una morale laica, fondata innanzitutto su quel principio di Kant che abbiamo segnalato, e poi su un altro principio, molto importante: che la morale è fatta per gli uomini, non gli uomini per la morale. Questa è un'altra frase di Kant che fa, che riproduce esattamente con un altro linguaggio quello che Gesù Cristo aveva detto: il sabato è fatto per gli uomini, non gli uomini per il sabato. Cioè: guai a piegare l'uomo alla legge e assumere la legge come giudizio nei confronti dell'uomo, perché quello che c'è da salvare non è il principio della legge, quello che c'è da salvare è l'uomo. (Umberto Galimberti)
§  L'idea della legge era affidare a persone competenti questo lavoro di consigliare e di cercare le soluzioni che possano evitare l'aborto, perché questo è scritto chiaramente nelle legge. Se poi nei consultori si mandano dei propagandisti per i quali l'aborto è un omicidio a confrontarsi con donne che soffrono, violandone la privacy ed esacerbando stati d'animo angosciati delle donne, questo potrebbe essere solo un grave danno e non contribuirebbe alla pace sociale né alla decisione responsabile che devono prendere le donne. (Giovanni Berlinguer)
§  L'aborto doveva essere facilissimo. Come mai le violente commozioni della giornata di Villalilla e di quella notte, gli sforzi, gli spasmi, le contratture, non l'avevano provocato? Tutto m'era avverso, tutti i casi congiuravano contro di me. E la mia ostilità diveniva più acre. Impedire che il figlio nascesse divenne il mio segreto proposito. Tutto l'orrore della nostra condizione veniva dall'antiveggenza di quella natività, dalla minaccia dell'intruso. Come mai Giuliana, al primo sospetto, non aveva tentato ogni mezzo per distruggere il concepimento infame? Era stata ella trattenuta dal pregiudizio, dalla paura, dalla ripugnanza istintiva di madre? Aveva ella un senso materno anche per il feto adulterino? (Gabriele d'Annunzio)
§  L'aborto non è un atto liberante della donna: anzi, la costituisce per sempre, in un certo senso, in una schiavitù interiore: nessun «intervento umano» può liberarla. (Giorgio La Pira)
§  La legge 194 ha rappresentato e rappresenta una conquista di civiltà per le donne che sono state sottratte alla tragedia degli aborti clandestini e che, come sai, è stata ribadita dalla volontà popolare con un referendum che ha visto la stragrande maggioranza degli italiani e delle italiane (27 milioni, oltre l'88% dei votanti) pronunciarsi contro la proposta di abrogazione della legge. (Stefania Prestigiacomo)
§  La legge si propone: di azzerare gli aborti terapeutici; di ridurre gli aborti spontanei; di assistere quelli clandestini. Si propone inoltre di favorire la procreazione cosciente, di aiutare la maternità, di tutelare la vita umana dal suo inizio. (Giovanni Berlinguer)
§  Mi sembra chiaro come la luce del giorno che l'aborto è un crimine. (Mahatma Gandhi)
§  Nel nostro secolo un altro cimitero deve essere aggiunto alla lista della crudeltà umana: quello dei mai nati. (Papa Giovanni Paolo II)
§  Per non aver saputo celebrare l'aborto e legalizzare il cannibalismo, le società moderne dovranno risolvere le loro difficoltà adottando procedimenti ben più sbrigativi. (Emil Cioran)
§  Se avessimo a cuore le donne, se le amassimo veramente, le aiuteremmo a capire che l'aborto crea una ferita che non si rimargina più; le aiuteremmo a non arrivare ad un atto di così grande crudezza. (Ernesto Olivero)
§  Se gli uomini potessero concepire, a quest'ora l'aborto sarebbe un sacramento. (Florynce Kennedy)
§  Se gli uomini potessero restare incinti l'aborto diventerebbe un sacramento. (Lore Lorentz)
§  Se gli uomini restassero incinti, potresti avere un aborto anche dal barbiere. (Daniele Luttazzi)
§  Sono contrario all'aborto. Uccidere un essere umano prima che nasca è inammissibile. È una dimostrazione d'impazienza. (Roland Topor)
§  Sono traumatizzato dalla legalizzazione dell'aborto, perché la considero, come molti, una legalizzazione dell'omicidio. Nei sogni, e nel comportamento quotidiano – cosa comune a tutti gli uomini – io vivo la mia vita prenatale, la mia felice immersione nelle acque materne: so che là io ero esistente. (Pier Paolo Pasolini)
§  Vi sono delle grandi carenze, dei grandi «vuoti», nelle strutture sociali e giuridiche non adeguate (come dovrebbero essere) alla tutela dei nascituri? Siano eliminate -con grande urgenza e determinazione- con provvedimenti legislativi adeguati: ma mai col togliere l'essere, la vita, al nascituro. (Giorgio La Pira)
§  L'aborto è un'esperienza di morte. È il tramonto del potenziale umano, del rapporto umano, della responsabilità, del senso materno, della relazione con l'altro e dell'innocenza. Una perdita di questo tipo raramente viene vissuta senza conflitto e contrasto interiore.
§  Memorie e sentimenti irrisolti inerenti l'aborto diventano fonte di pressione che può esplodere a distanza di anni in modi inaspettati. Presto o tardi i sentimenti irrisolti dovranno essere affrontati, spesso con l'emergere di disturbi emotivi o comportamentali.
§  Troppo spesso l'aborto è la scelta di qualcun altro e troppo spesso sentiamo donne che dicono di non aver avuto altra scelta se non quella dell'aborto.

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Nella storia 

Nelle culture matriarcali, ed in quella celtica, dove la discendenza più importante era quella materna l'aborto era a discrezione della donna. In genere non veniva praticato poiché considerato un insulto alle divinità femminile della rinascita e della fertilità. Si supponeva che rifiutare una vita donata dalla Dea portasse sfortuna al clan, era invece consentito lasciar morire i propri figli, soprattutto se menomati fisicamente.
I vichinghi gettavano i bambini menomati in una fossa con belve feroci.
Nell'Antica Grecia e nell'Antica Roma si ha una società di tipo patriarcale; l'aborto era comunemente praticato, soprattutto per figli nati da relazioni extra coniugali.
Mentre la donna assira che abortiva e veniva scoperta era impalata.

Antica Grecia 

Il kalòs era, per i greci, l'unica forma che potesse portare l'uomo ad essere agathòs: ossia solo l'uomo buono/bello (kalokagathia) poteva realizzarsi. Questa concezione escludeva qualsiasi malattia, infatti la bellezza come la salute erano considerate proprietà innate, e che la malvagità fosse legata al brutto e alla deformità, rendendole quindi innaturali e contrarie all'ordine. A Sparta il legislatore Licurgo aveva imposto la regola che ogni neonato minorato dovesse essere lanciato dal picco del Taigeto, mentre gli altri dovevano dormire all'aperto perché potessero sopravvivere i più forti. Un corpo disabile non era visto come una possibilità, infatti si legava indissolubilmente ad un'immagine di immoralità. Chiunque ne fosse affetto andava eliminato.
Questa visione della perfezione era appoggiata anche da menti illustri, primo tra tutti Platone, che con il suo lavoro filosofico sull'eugenetica è la massima espressione di questa ricerca della perfezione esteriore dell'uomo. Platone proponeva di non nutrire i bambini deboli o i figli di genitori troppo vecchi o malsani o di scarso valore morale; credeva non si dovesse avere figli prima dei 37 anni e dopo i 55 (per gli uomini) e limitava il numero di figli per famiglia, consigliava gli aborti e l'abbandono dei bambini deboli o deformi. Aristotele si limita a proporre il matrimonio in tarda età, la sterilizzazione e l'aborto.
Si associa in questo periodo la sovrappopolazione con città decadenti e malsane.

Il Giuramento di Ippocrate

Dati gli enormi rischi per la donna gravida, per una pratica così delicata (tra l'altro eseguita nelle fasi tardive della gravidanza, mentre oggi l'aborto si pratica nel primo trimestre), Ippocrate vieta ai suoi seguaci di operare aborti.
« [...] Giammai, mosso dalle premurose insistenze di alcuno, propinerò medicamenti letali né commetterò mai cose di questo genere. Per lo stesso motivo mai ad alcuna donna suggerirò prescrizioni che possano farla abortire, ma serberò casta e pura da ogni delitto sia la vita sia la mia arte. »

Antica Roma 

Nella civiltà romana era molto sentita la patria potestas, ed un uomo poteva liberarsi di un figlio indesiderato semplicemente non riconoscendolo. La pratica era così diffusa che lo storico Dionigi sentì il dovere di tramandare una legge secondo cui un uomo romano era tenuto a riconoscere almeno la prima figlia femmina che aveva. Questo per evitare che troppe femmine venissero abbandonate sulla strada, dove restavano finché un mercante di schiavi non decideva di venderle. Era infatti proibito raccoglierle.
La sterilità era una disgrazia, tanta da renderla un motivo valido per il divorzio, ed il parto era la principale causa di morte nelle donne. Il medico Sorano consigliava di fasciare le donne impuberi alle spalle e al petto per ottenere un bacino più ampio.
È a fine repubblica che le donne romane cominciano a rifiutare la prole, tanto che Cicerone chiese la proibizione al celibato. Ed Augusto fu costretto ad incentivare i matrimoni e le nascite assicurando le donne sposate a ricevere l'eredità della famiglia d'origine alla morte del padre. L'unica condizione era l'aver portato a termine almeno tre gravidanze. In caso contrario le nubili perdono il diritto all'eredità e vanno sotto il controllo di un tutore fino alla morte.
Dopo queste tre gravidanze la matrona cercò di scongiurarne in ogni modo altre, facendo uso di pozioni contraccettive e abortive, a base di ruta, ellèboro, artemisia, tutte estremamente nocive.
È con le XII tavole che si ha una legislazione in materia di aborto: questo spetta al padre, e la donna che si procura l'aborto senza il suo consenso può essere ripudiata. Inoltre i medici che compiono aborti per nascondere adulterio possono essere puniti con le stesse pene inflitte agli amanti.
Un altro motivo per cui può essere punito il medico è la morte della donna a causa dell'aborto, ma non si punisce la pratica in sé.
La continenza sessuale è il metodo di contraccezione più accreditato, e viene ammirata soprattutto nelle matrone di famiglie agiate.

Dal Medioevo in poi 

San Tommaso e Sant'Agostino sostenevano che l'embrione non avesse un'anima finché non assumeva forma umana[senza fonte]. Al di là del problema dell'animazione del feto, oggi la Chiesa cattolica esplicitamente afferma che feto ed embrione devono esser trattati come persone.
Nel 1685 François Mauriceau, chirurgo parigino, scrive il Trattato delle Malattie delle Donne Gravide e Infantate, in cui dice:
« S’impedirà che non venghino loschi, se si darà loro una nodrice ch’abbia la vista dritta, acciò che non pigli quell'abito in caso, che ella fosse tale; [...] Se qualche membro avesse qualche cattiva figura, bisognerebbe accomodarla con fasce. [...] Quando il petto, ò la spina del dorso fosser torte, gli si faranno giupponcini d'osso di balena, di latta, ò d'altro, acciò possino pigliar la lor forma naturale. »
Negli ultimi due secoli l'aborto assume varie connotazioni, diventa delitto contro la persona, contro l'istituzione del matrimonio, contro lo Stato e la Stirpe (legge Rocco del 1930), ma non è ancora concepito come omicidio. Con la rivoluzione sessuale, gli anni settanta e le manifestazioni femministe, si assiste invece alla legalizzazione dell'aborto, nel primo trimestre di gravidanza; i movimenti antiabortisti, promossi e sostenuti dalla Chiesa, iniziano invece a paragonare esplicitamente l'aborto a un omicidio.

L'aborto nella cultura islamica 

La legislazione islamica[senza fonte] considera il nascituro fruente pienamente dei diritti dell'uomo dal momento in cui sia avvertibile il battito cardiaco. Da questo momento in poi - fissato a partire dal 120 giorno di gestazione - l'aborto non è permesso se non per motivi di accertato pericolo di vita della madre.
Fino a quando invece il battito non sia avvertito il feto non è considerato essere umano perfetto ed è quindi lecito ricorrere all'interruzione volontaria della gravidanza.

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I rapporti tra aborto e religioni sono piuttosto complessi:
§  la posizione delle religioni maggiori nei confronti dell'interruzione volontaria di gravidanza (aborto procurato) è solitamente di condanna, seppure molte di esse lo ritengano accettabile in circostanze più o meno eccezionali;
§  la posizione delle religioni minori è più variegata.
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Ebraismo
La Bibbia condanna l'omicidio come peccato e quindi la morte del feto, che viene già considerato essere umano, secondo la propria crescita ed evoluzione, dopo i 40 giorni dal concepimento, e l'aborto sono ritenuti peccato. Pur rifacendosi ai testi della Bibbia contrari all'aborto (soprattutto Esodo 21,22-25) e ad una prassi attestata già da Flavio Giuseppe, c'è una qualche apertura sull'aborto nelle prime quattro settimane, ma solo nel caso di pericolo per la salute della madre. Dio stabilisce che se due uomini vengono alle mani e nella lotta colpiscono una donna incinta, causandole l'aborto o la nascita prematura del bambino, essi devono essere multati secondo il danno causato al bambino. Questi passi sono in genere datati tra il 200 a.C. ed i primi secoli dell'era cristiana. Gli aborti terapeutici devono essere autorizzati caso per caso.
Cristianesimo 
Chiesa ortodossa 
La posizione della Chiesa Ortodossa è da sempre contraria all'aborto[1], tenendo fermi i riferimenti biblici contrari all'aborto (p.es. Esodo 21,22-25) e confermandoli già in testi non-canonici del I secolo d.C. come la Didaché, la Lettera di Barnaba e l'Apocalisse di Pietro e infine il canone 91 del Concilio in Trullo, ritenendo che "l'uomo è fatto ad immagine di Dio al momento del concepimento". Inoltre la Chiesa mantiene tre festività riguardanti il concepimento: l'annunciazione della Vergine Maria il 25 marzo, il concepimento di sant'Anna il 9 dicembre e le feste di Giovanni Battista detto il Precursore, che si festeggia il 23 settembre. Tuttavia, seguendo Basilio, non si esclude che lo si debba praticare nel caso di pericolo per la vita della madre (come caso di eccezione).
Analoga a quella ortodossa è la posizione delle Chiese orientali antiche.
Chiesa cattolica 
Per approfondire, vedi la voce Bioetica cattolica.
cattolici, sulla base di riferimenti scritturali e apostolici, hanno sempre considerato la vita un dono del Signore, e dunque un bene in sé di cui all'uomo non è dato disporre: ne consegue che l'aborto, in quanto scelta volontaria dell'uomo volta a impedire lo sviluppo della vita, equivale ad un omicidio ed è considerata peccato mortale gravissimo, in quanto con questa scelta l'uomo si contrappone arbitrariamente alla volontà di Dio. Allo stesso modo i cosiddetti metodi di contraccezione d'emergenza, che impediscono l'annidamento del concepito nell'utero materno, vengono considerati abortivi perché impediscono lo sviluppo iniziale della vita del nascituro. Papa Giovanni Paolo II ha spiegato la posizione cattolica nell'enciclica Evangelium Vitae, specialmente nei numeri 58-63 e 68-74.
Nella nota del 1993 Circa l'"isolamento uterino" ed altre questioni[2], emessa dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, guidata dall'allora cardinale Joseph Ratzinger, si afferma che è lecito eseguire l'asportazione dell'utero, nel solo caso che il suo danneggiamento (in seguito al parto, per esempio) rappresenti un grave pericolo attuale per la vita o la salute della donna. Questa pratica (o l'equivalente legatura delle tube) non è ammessa in mancanza di un pericolo in atto, come misura preventiva per la salute della donna in caso di gravidanza futura, perché, mancando una ragione terapeutica attuale, tale pratica si configurerebbe come «sterilizzazione diretta», sempre vietata dalla morale cattolica.
Chiesa anglicana 
La Chiesa anglicana non ha definito una posizione ufficiale sul momento a partire dal quale la vita in sviluppo nell'utero femminile è una persona umana, e quindi santa e titolare del diritto alla vita. Solo una minoranza condivide la posizione cattolica mentre la maggioranza applica i principi di contestualizzazione tipici dell'etica anglicana nei casi di conflitto fra i diritti di persone differenti; di conseguenza, fra gli anglicani prevale l'idea che in certi casi, definiti secondo i principi succitati, l'aborto è moralmente giustificabile. (cf. Lambeth Conference Report, 1930, 16 & 1978, 10).
Chiese protestanti 
La posizione delle Chiese protestanti è più variegata. Lutero e Calvino sostennero che anima e corpo esistono immediatamente al momento del concepimento, mentre Melantone affermò che l'anima è data da Dio solo dopo che il corpo è formato,tesi in accordo con alcuni Padri della chiesa, come Girolamo e Agostino, ma in realtà aristotelica. Si deve però precisare che nè Girolamo nè Agostino furono mai favorevoli all'aborto, infatti ritenevano, in accordo alla Chiesa Cattolica, il corpo umano, formato da Dio per ospitare un'anima, qualcosa di inviolabile perché formato da Dio per accogliere un'anima. Oggi, tuttavia, le chiese più diffuse accentuano l'importanza delle circostanze uniche che ciascuna decisione di aborto ha sulle responsabilità di chi deve scegliere, in particolare la donna, riconoscendo che il conflitto morale sull'aborto sia tragico ed ambiguo. Di conseguenza alcune Chiese condannano l'aborto[3], mentre altre lo accettano[4]. Per i luterani, ad esempio, entro una visione etica fondamentalmente a difesa della vita il cristiano si presenta davanti a Dio con la propria coscienza che non può venire delegata ad altri: la sua responsabilità è personale, anche sul concetto di vita o di morte. I battisti condividono questa visione morale, ma sono generalmente ostili all'aborto.
Chiesa mormone 
La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni ritiene la vita umana sacra e, pertanto, si oppone all'utilizzo dell'interruzione volontaria di gravidanza per ottenere benefici personali o sociali. Il ricorso all'aborto provocato viene giustificato solo quando:
§  la gravidanza è conseguenza di violenza sessuale o incesto;
§  una competente autorità medica stabilisce che esiste un grave pericolo per la vita o la salute della gestante;
§  una competente autorità medica stabilisce che il feto, a causa di gravi malformazioni, non sopravviverà dopo la nascita.
Comunque, anche in queste rare eccezioni, la decisione di ricorrere all'interruzione della gravidanza non può essere assunta automaticamente. Le persone coinvolte sono invitate a consultare i propri dirigenti ecclesiastici locali e a ricercare la guida divina in merito tramite preghiera. La Chiesa non ha sostenuto o opposto proposte legislative o dimostrazioni pubbliche riguardanti l'aborto volontario.[5]
Associazioni vicine al Cristianesimo 
Vi sono organizzazioni che si richiamano al Cristianesimo, come il Movimento per la Vita in Italia e la Moral majority negli USA, che caldeggiano l'applicazione del divieto anche mediante leggi delloStato.
Islamismo 
Nell'Islam si ritiene che il feto riceva l'anima solo dopo 120 giorni dal concepimento, tuttavia anche l'embrione è ritenuto degno di rispetto. Per questo l'aborto in generale non è consentito, salvo i casi di stupro e di problemi di salute della donna incinta. Comunque dopo il quarto mese è considerato un omicidio.
Induismo 
Nelle centinaia di correnti religiose dell'induismo la regola è per il no. Tuttavia si registra una certa tolleranza per i trasgressori.
Buddismo 
Nel buddismo l'aborto è vietato da quasi tutti i testi e tradizioni perché considerato una violenza nei confronti di un essere vivente e senziente (tranne alcuni testi che non considerano l'embrione "senziente").[senza fonte] Il XIV Dalai Lama, però, pur essendo contrario in linea di principio, si espresso molte volte per valutare "caso per caso" e scegliere il "male minore", come, ad esempio, di fronte a problemi pratici.[6] Comunque non è possibile trovare una posizione univoca, in quanto nel buddhismo non c'è un organismo autoritativamente rappresentativo, come lo è ad esempio ilMagistero della Chiesa per il cattolicesimo.


CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA
L'aborto
2270 La vita umana deve essere rispettata e protetta in modo assoluto fin dal momento del concepimento. Dal primo istante della sua esistenza, l'essere umano deve vedersi riconosciuti i diritti della persona, tra i quali il diritto inviolabile di ogni essere innocente alla vita. 181
« Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato » (Ger 1,5).
« Non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nel segreto, intessuto nelle profondità della terra » (Sal 139,15).
2271 Fin dal primo secolo la Chiesa ha dichiarato la malizia morale di ogni aborto provocato. Questo insegnamento non è mutato. Rimane invariabile. L'aborto diretto, cioè voluto come un fine o come un mezzo, è gravemente contrario alla legge morale:
« Non uccidere il bimbo con l'aborto, e non sopprimerlo dopo la nascita ». 182
« Dio, padrone della vita, ha affidato agli uomini l'altissima missione di proteggere la vita, missione che deve essere adempiuta in modo degno dell'uomo. Perciò la vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura; e l'aborto come pure l'infanticidio sono abominevoli delitti ». 183
2272 La cooperazione formale a un aborto costituisce una colpa grave. La Chiesa sanziona con una pena canonica di scomunica questo delitto contro la vita umana. « Chi procura l'aborto, se ne consegue l'effetto, incorre nella scomunica latae sententiae », 184 « per il fatto stesso d'aver commesso il delitto » 185 e alle condizioni previste dal diritto. 186 La Chiesa non intende in tal modo restringere il campo della misericordia. Essa mette in evidenza la gravità del crimine commesso, il danno irreparabile causato all'innocente ucciso, ai suoi genitori e a tutta la società.
2273 Il diritto inalienabile alla vita di ogni individuo umano innocente rappresenta un elemento costitutivo della società civile e della sua legislazione:
« I diritti inalienabili della persona dovranno essere riconosciuti e rispettati da parte della società civile e dell'autorità politica; tali diritti dell'uomo non dipendono né dai singoli individui, né dai genitori e neppure rappresentano una concessione della società e dello Stato: appartengono alla natura umana e sono inerenti alla persona in forza dell'atto creativo da cui ha preso origine. Tra questi diritti fondamentali bisogna, a questo proposito, ricordare: il diritto alla vita e all'integrità fisica di ogni essere umano dal concepimento alla morte ». 187
« Nel momento in cui una legge positiva priva una categoria di esseri umani della protezione che la legislazione civile deve loro accordare, lo Stato viene a negare l'uguaglianza di tutti davanti alla legge. Quando lo Stato non pone la sua forza al servizio dei diritti di ciascun cittadino, e in particolare di chi è più debole, vengono minati i fondamenti stessi di uno Stato di diritto. [...] Come conseguenza del rispetto e della protezione che vanno accordati al nascituro, a partire dal momento del suo concepimento, la legge dovrà prevedere appropriate sanzioni penali per ogni deliberata violazione dei suoi diritti ». 188
2274 L'embrione, poiché fin dal concepimento deve essere trattato come una persona, dovrà essere difeso nella sua integrità, curato e guarito, per quanto è possibile, come ogni altro essere umano.
La diagnosi prenatale è moralmente lecita, se « rispetta la vita e l'integrità dell'embrione e del feto umano ed è orientata alla sua salvaguardia o alla sua guarigione individuale [...]. Ma essa è gravemente in contrasto con la legge morale quando contempla l'eventualità, in dipendenza dai risultati, di provocare un aborto: una diagnosi [...] non deve equivalere a una sentenza di morte ». 189
2275 « Si devono ritenere leciti gli interventi sull'embrione umano a patto che rispettino la vita e l'integrità dell'embrione, non comportino per lui rischi sproporzionati, ma siano finalizzati alla sua guarigione, al miglioramento delle sue condizioni di salute o alla sua sopravvivenza individuale ». 190
« È immorale produrre embrioni umani destinati a essere sfruttati come "materiale biologico" disponibile ». 191
« Alcuni tentativi d'intervento sul patrimonio cromosomico o genetico non sono terapeutici, ma mirano alla produzione di esseri umani selezionati secondo il sesso o altre qualità prestabilite. Queste manipolazioni sono contrarie alla dignità personale dell'essere umano, alla sua integrità e alla sua identità » 192 unica, irrepetibile.

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
In numerosi Stati è attivo un dibattito sull'opportunità di consentire per legge l'aborto volontario, detto anche interruzione volontaria della gravidanza.
In genere, nella legislazione, la legittimità dell'interruzione di gravidanza viene contemplata solo sotto una serie di condizioni ben precise, che includono la presenza di ben definite motivazioni, la libera ed esplicita autodeterminazione delle donne, e il fatto che il concepimento sia relativamente recente (prime settimane), ovvero, nel caso di aborto terapeutico, che l'età gestazionale non sia ancora avanzata oltre determinati limiti.
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Lo stato del dibattito sulla legittimità dell'IVG 


Poster sovietico del 1925. Traduzione della scritta superiore: "Gli aborti praticati da levatrici qualificate o autodidatte non solo menomano la donna, ma possono condurre alla sua morte". Didascalia dell'immagine superiore sinistra: "Visita da una levatrice autodidatta". Didascalia dell'immagine superiore destra: "Conseguenze di un aborto". Didascalia dell'immagine inferiore: "Morte causata da un aborto". Testo in basso a sinistra: "Qualsiasi aborto conduce alla morte". Testo in basso a destra: "Qualsiasi levatrice qualificata o autodidatta che pratichi un aborto commette un crimine".
Pur con numerose sfumature, il dibattito contrappone due posizioni principali:
§  quella di chi vorrebbe rendere (o mantenere) illegale la IVG, o quantomeno sottoporre la sua applicabilità a vincoli estremamente stringenti. A questo fronte (autodefinitosi pro life, "a favore della vita", ovvero esplicitamente antiabortista) appartengono in generale tutti coloro che ritengono che l'embrione umano, fin dal concepimento, dovrebbe godere dello stesso diritto alla vita dell'essere umano dopo la nascita, nonché la maggior parte delle confessioni religiose;
§  quella di chi sostiene che la IVG dovrebbe diventare (o restare, dove già lo è) lecita e legalizzata, demandando alla valutazione soggettiva della donna, e solo ad essa, la scelta in merito. Questi vengono talvolta definiti pro choice, "a favore della scelta", o abortisti. Aderiscono a questo fronte, in linea di massima, tutti coloro che non ritengono di poter giudicare astrattamente motivazioni così personali, coloro che privilegiano la libertà di scelta, coloro che non ritengono che un embrione sia già un essere umano compiuto, coloro che lo ritengono un modo efficace di ridurre o sconfiggere la piaga degli aborti clandestini, ed altri ancora.

Il dibattito 

Le tesi contrarie alla IVG 

In Italia si fa interprete di questo fronte il Movimento per la Vita, nel quale confluiscono forze laiche e religiose (cattoliche, ortodosse e alcuni gruppi protestanti).
I sostenitori di queste tesi considerano l'embrione un essere umano a tutti gli effetti, in quanto dotato di un proprio patrimonio geneticodiverso da quello dei genitori e, dopo un certo stadio di sviluppo, di un sistema nervoso centrale, ritenuto sede della coscienza.
In quest'ottica, dunque, tanto l'embrione quanto il feto sarebbero già persona umana fin dal concepimento, dotati degli stessi diritti della donna che lo porta in grembo.

Le tesi a favore della IVG legalizzata 

I cosiddetti abortisti non sono necessariamente a favore dell'aborto. Essi sostengono piuttosto la assoluta necessità di una legislazione chiara e precisa che stabilisca cosa sia possibile fare, come debba venire fatto, chi sia incaricato di eseguire aborti e con quali controlli e quant'altro necessario. Questo per tutelare le persone coinvolte nel processo e la loro libertà di scelta, e per minimizzare i rischi di salute connessi. Resta il fatto che una legislazione chiara e precisa è spesso gradita anche da parte dei "pro life": l'assenza di legislazione, infatti, è spesso causa del permanere del fenomeno nella clandestinità, piuttosto che della sua eliminazione effettiva. Per lo più, in realtà, come accadeva anche in Italia, prima della legge 194 del 1978, ovvero nel codice penale Rocco del1930, di norma esiste sempre almeno una norma che punisce l'aborto, quindi si tende a parlare di legalizzazione dell'aborto intendendola come concessione del diritto di abortire solo nei casi esplicitamente previsti dalla legge.

Sintesi delle posizioni pro e contro la legalizzazione dell'aborto 

Le tesi contrarie alla legalizzazione dell’aborto
Le tesi favorevoli alla legalizzazione dell'aborto
Premesso che l'ontogenesi umana abbia inizio nell’istante della fecondazione, ovvero della congiunzione di uno spermatozoo maschile con un ovocita femminile, e che, «una volta che il processo è cominciato, non c’è una particolare fase del suo sviluppo che sia più importante di un’altra: tutte sono parte di un processo continuo»,[1] i "pro-life" affermano che "la vita umana va difesa dal concepimento fino alla morte naturale" e che "lo zigote è un individuo". In base a questi presupposti, non si devono fare distinzioni fra la vita di un ovulo appena fecondato e quella di un essere umano adulto e la madre non ha il diritto di abortire, perché sarebbe esattamente come uccidere una persona.
I pro-life i quali, pur non negando il valore della libertà della madre, affermano che tale libertà finisce laddove inizia quella del bambino, che avrebbe quindi il diritto a venire alla luce, poiché i "pro-life" ritengono che il concepito sia un individuo, titolare di un proprio diritto alla vita, prioritario rispetto al diritto di scelta da parte della madre[senza fonte].
Il fronte "pro life" chiede la tutela degli embrioni come individui anche sulla base del rapporto Warnock del 1984, stilato da una commissione bioetica inglese, presieduta dalla filosofa Mary Warnock, in cui si evidenzia la mancanza di una soluzione di continuità della vita umana, ritenuta continua e progressiva, dal momento del concepimento fino alla morte.[1]
Il concepito è il risultato del processo di fecondazione (fusione) dei due gameti, maschile (spermatozoo) e femminile (ovocita), che dà origine ad uno "zigote" o "ovocita fecondato", portatore di un nuovo patrimonio genetico. I pro-life sostengono che l'unicità del neoformato genoma umano renda il concepito un individuo distinto dai suoi genitori e meritevole di autonoma tutela, anche su un piano giuridico.
Le tesi favorevoli alla legalizzazione dell’aborto sono sostenute dai "pro choice", i quali, pur non negando il valore della vita umana, affermano che la donna gravida debba poter esercitare, in determinati casi ed entro limiti fissati dalla legge, il diritto a interrompere la gravidanza.
In generale, il fronte dei "pro choice" riconosce questo diritto alla donna, in quanto la gravidanza e la nascita di un figlio, spesso non desiderato e non progettato, può generare una condizione di pericolo per le di lei condizioni di salute, fisiche e psicologiche.
Inoltre, i "pro choice" ritengono che il frutto del concepimento, almeno nelle prime settimane di gravidanza, non avendo ancora sviluppato sufficientemente il sistema nervoso centrale (in particolare la corteccia cerebrale, il talamo e le relative connessioni neuronali), non è ancora ancora un individuo autocosciente[2][3] e dunque è radicalmente differente, dal punto di vista biologico e ontologico, dall'essere umano adulto.
L'embrione, inoltre, è un'entità altamente polimorfa e priva dell'autonomia vitale che è alla base della definizione di organismo. Privo del corpo materno, infatti, non ha alcuna possibilità di una vita propria (che acquista solamente da feto verso le 23 settimane di gestazione, sempre però inincubatrice con interventi di rianimazione, respirazione artificiale e alimentazione parenterale).
Il fronte "pro choice" non riconosce l'univocità tra genoma e individuo, citando come prove igemelli identici (genoma uguale, ma due o più individui), i mosaicismi e i chimerismi (due o più genomi, ma un solo individuo) o i tessuti di origine embrionale degenerati (mole idatiforme,coriocarcinoma) che hanno un genoma umano ma non sono individui.
Inoltre molti degli ovociti fecondati risultano incompatibili con la vita individuale per vari motivi, primo fra tutti l'insorgenza di gravi anomalie genetiche e vengono abortiti naturalmente. In molti casi ciò avviene nelle primissime fasi della gestazione, tanto che molte donne, ancora inconsapevoli della gravidanza, non si accorgono dell'accaduto; le stime, variabili, parlano di oltre il 30% dei casi.[4][5][6]
La conseguenza di questa tutela giuridica è quindi il divieto assoluto, secondo i "pro life", di praticare l'aborto, considerato alla stessa stregua dell'omicidio.
Per essi in definitiva sarebbe del tutto irrilevante il concetto di autonomia vitale posto a favore delle tesi di pro-choice: il diritto alla vita si acquisterebbe al momento del concepimento.
Sul piano giuridico, i "pro choice" ritengono dunque che il concepito sia titolare di una legittima aspettativa a nascere, ma non di un vero e proprio diritto, e in questo senso che debba prevalere su questa aspettativa, nei casi previsti, la libera e consapevole autodeterminazione della madre.
Alcuni antiabortisti sostengono che alcune donne ricorrano all'aborto come pratica contraccettiva e che le motivazioni che spingono a tale scelta siano, di fatto, frutto di egoismo e mancanza di responsabilità. In particolare i cattolici osservanti fanno riferimento alla enciclica Evangelium vitae dove Giovanni Paolo II espose come, a suo modo di vedere, i presupposti teorici della contraccezione fossero i medesimi dell'aborto, facendo particolare riferimento a quei metodi che non impediscono il concepimento, ma impediscono che sfoci in una gravidanza (pillola del giorno dopo, spirale).
Altro aspetto che i pro-life sottolineano è che in Italia, dopo 29 anni di aborto legale e oltre 4.800.000 di IVG, l'Istituto Superiore di Sanità ha palesato come la pratica dell'aborto clandestino, pur avendo subito una notevole riduzione, non sia stata del tutto abbandonata: l'Istituto stima, infatti, in 20.000 il numero di aborti annui clandestini[7];
I favorevoli alla IVG regolamentata dalla legge sostengono che molte gravidanze indesiderate, e quindi a rischio di aborto, non avrebbero luogo se venissero attivate delle serie politiche dieducazione sessuale e di educazione alla contraccezione. Si ritiene che il calo delle IVG sia anche e particolarmente dovuto alla legittimazione della contraccezione e alla sua diffusione, anche se in realtà questa diffusione risulta tuttora piuttosto limitata, in particolare in Italia così come in molti altri paesi in particolare sottosviluppati o in via di sviluppo[8].In particolar modo si sostiene quindi la necessità di una approfondita educazione sessuale e sanitaria agli adolescenti già a partire dalle scuole medie. Altre misure in tal senso sono state sperimentate anni fa, quale ad es. l'istituzione dei distributori automatici di profilattici, che oltre a impedire gravidanze indesiderate evitano il diffondersi di malattie sessualmente trasmissibili. Si sostiene quindi la necessità di inserirli anche in alcuni locali o punti di ritrovo, come le discoteche o i pub, o anche nelle scuole. Questa iniziativa tuttavia ha suscitato molte polemiche e non ha avuto particolare sviluppo.
Inoltre, in merito agli aborti clandestini i pro-choice evidenziano che le stime precedenti al 1978 rilevavano un numero di aborti clandestini variabile fra i 200.000 e i 600.000 annui[9]. Occorre inoltre precisare che allo stato attuale gli aborti clandestini sono praticati nella maggior parte dei casi da donne immigrate, spesso esse stesse clandestine, poco consce quindi dei loro diritti e che oltre il 70% sia praticato nell'Italia meridionale ed insulare. Analizzando inoltre l'andamento degli aborti clandestini è facile notare come esso sia in massiccia diminuzione[10].

Aborto e religioni 

Per approfondire, vedi la voce Rapporto tra religione ed aborto.
La posizione delle religioni maggiori rispetto all'interruzione volontaria di gravidanza è solitamente di condanna, seppure alcune di esse lo ritengano accettabile in circostanze più o meno limitate. La posizione delle religioni minori è più variegata.
§  Fra gli ebrei, pur rifacendosi ai testi della Bibbia contrari all'aborto (soprattutto il libro dell'Esodo 21, 22-25) e ad una prassi attestata già da Flavio Giuseppe, c'è una qualche accettazione dell'aborto nelle prime quattro settimane, ma solo nel caso di pericolo per la salute della madre. Gli aborti terapeutici devono essere autorizzati caso per caso.
§  La posizione degli ortodossi è da sempre contraria all'aborto[11], tenendo fermi i riferimenti biblici contrari all'aborto (p.es. Es 21, 22-25) e confermandoli già in testi non-canonici del I secolo d.C.come la Didaché, la Lettera di Barnaba e l'Apocalisse di Pietro e infine il canone 91 del Concilio in Trullo, ritenendo che "l'uomo è fatto ad immagine di Dio al momento del concepimento". Tuttavia, seguendo Basilio, non si esclude che lo si debba praticare nel caso di pericolo per la vita della madre (come caso di eccezione).
§  Analoga a quella ortodossa è la posizione dei cristiani delle Chiese orientali antiche.
§  I cattolici, sulla base di riferimenti scritturali e apostolici, hanno sempre considerato la vita un bene non disponile, in quanto considerata un dono da parte di Dio all'uomo, e dunque un bene in sé di cui all'uomo non è dato disporre: ne consegue che l'aborto, in quanto scelta volontaria dell'uomo volta a impedire lo sviluppo della vita, equivale ad un omicidio ed è considerata peccato mortale gravissimo, in quanto con questa scelta l'uomo si contrappone arbitrariamente alla volontà di Dio. Allo stesso modo i cosiddetti metodi di contraccezione d'emergenza, che impediscono l'annidamento del concepito nell'utero materno, vengono considerati abortivi perché impediscono lo sviluppo iniziale della vita del nascituro.[12] Papa Giovanni Paolo II ha spiegato la posizione cattolica nell'enciclica Evangelium Vitae, specialmente nei numeri 58-63 e 68-74. La Congregazione per la Dottrina della Fede, guidata dall'allora prefetto cardinale Joseph Ratzinger, attualepapa Benedetto XVI, ha affermato che è lecito eseguire l'asportazione del feto in seguito a grave danneggiamento dell'utero, nel caso esso rappresenti un grave pericolo attuale per la vita o la salute della donna.[13]
§  Gli anglicani non hanno definito una posizione ufficiale sul momento a partire dal quale la vita in sviluppo nell'utero è una persona umana, e quindi santa e titolare del diritto alla vita. Solo una minoranza condivide la posizione cattolica mentre la maggioranza applica i principi di contestualizzazione tipici dell'etica anglicana nei casi di conflitto fra i diritti di persone differenti; di conseguenza, fra gli anglicani prevale l'idea che in certi casi, definiti secondo i principi succitati, l'aborto è moralmente giustificabile. (cf. Lambeth Conference Report, 1930, 16 & 1978, 10).
§  Quanto ai protestanti, Lutero e Calvino sostennero che anima e corpo esistono immediatamente al momento del concepimento, mentre Melantone affermò che l'anima è data da Dio solo dopo che il corpo è formato. Oggi, tuttavia, molte delle chiese più diffuse accentuano l'importanza delle circostanze uniche che ciascuna decisione di aborto ha sulle responsabilità di chi deve scegliere, in particolare la donna, riconoscendo che il conflitto morale sull'aborto sia tragico ed ambiguo e comunque di responsabilità personale. Di conseguenza alcune Chiese condannano l'aborto[14], mentre altre lo accettano[15].
§  I Musulmani consentono l'uso di pillole del giorno dopo e ogni pratica 'abortiva' antecedente l'impianto dell’ovulo fecondato nell’utero. E altresì concesso l'aborto nel caso di rischi sanitari della madre di estrema gravità. Ma in generale se si ha coscienza di essere incinta l'aborto è proibito anche in caso di stupro. [16]
§  Nelle centinaia di correnti religiose dell'induismo la regola è per il no. Tuttavia si registra una certa tolleranza per i trasgressori.
§  Nel buddhismo l'aborto è vietato da quasi tutti i testi e tradizioni perché considerato una violenza nei confronti di un essere vivente e senziente (tranne alcuni testi che non considerano l'embrione "senziente").[senza fonte] Il XIV Dalai Lama, però, pur essendo contrario in linea di principio, si è espresso a favore di una valutazione "caso per caso" e della scelta del "male minore".[17] Data l'esistenza di diverse forme di buddismo, non esiste un'attitudine univoca nei confronti dell'aborto.[18].

Sindrome Post Aborto

Questo sito http://www.postaborto.it/

contiene alcune tragiche storie e testimonianze di donne ingannate e illuse dalla imperante cultura di morte.

Il danno dopo la beffa

 

2012-02-22


La propaganda abortista contro i pro-life
Un articolo di Jewels Green (qui la sua testimonianza) sulla propaganda abortista. L’ha conosciuta molto, davvero molto bene, avendo lavorato in passato per diverso tempo in una clinica per aborti.

L’associazione “il dono” organizza un week-end post-aborto nei giorni 2 e 3 dicembre.
Informazioni generali sui week end post-aborto che organizza “il dono” le trovate 
a questo link. Informazioni specifiche sul prossimo week-end post-aborto le trovate a quest’altro link.
Se conoscete una donna che sta soffrendo per un aborto e sta cercando aiuto, segnalàteglielo.



Questo sito http://www.postaborto.it/

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