SULLA DIFFUSIONE DI TESTI DI PRESUNTE RIVELAZIONI PRIVATE. Comunicato Stampa della Congregazione per la Dottrina della Fede del 29 novembre 1996.

Link: https://nostrasignoradianguera.blogspot.it/2018/04/sulla-diffusione-di-testi-di-presunte.html


mercoledì 19 novembre 2014

PANDEMIA: IL VAIOLO. Profezie della Madonna di Anguera in fase di svolgimento iniziale – 2.518 - 03.05.2005 CARI FIGLI, ARMI NUCLEARI E BIOLOGICHE SARANNO USATE DAGLI UOMINI DALLA GRANDE BARBA E IL TERRORE SI DIFFONDERA’ IN VARIE NAZIONI. INFELICI COLORO CHE VIVONO ATTACCATI AI BENI MATERIALI. SAPPIATE CHE CI SARA’ UN GRANDE CAOS NELL’ ECONOMIA MONDIALE E SOLO I MITI E GLI UMILI DI CUORE RIUSCIRANNO A SOPRAVVIVERE. 2.531 - 04.06.2005 IL VAIOLO SARÀ USATO COME ARMA CONTRO UNA NAZIONE DA PARTE DEGLI UOMINI DALLA GRANDE BARBA. LA SOFFERENZA SARÀ GRANDE PER MOLTI. ANCHE IL VOSTRO BRASILE SOFFRIRÀ PER L’ARRIVO DI UN’ONDA GIGANTE. Una regione del Brasile vivrà momenti di angoscia. 2.607 - 26.11.2005 Cari figli, INGINOCCHIATEVI in preghiera supplicando la MISERICORDIA del Signore per voi. Ecco i tempi delle tribolazioni. L’ALBERO del sangue perderà la sua radice. L’Angola piangerà per i suoi figli. LA MALATTIA CHE RICORDA UN CAMPO IMMENSO CON ERBE VERDI TORMENTERÀ GLI UOMINI. GLI UOMINI DEL TERRORE SARANNO I COLPEVOLI 2.559 - 09.08.2005 Sappiate che una famosa città resterà deserta. Un’epidemia allontanerà da essa molti dei suoi abitanti e gli altri moriranno. 2.575 - 13.09.2005 GLI UOMINI DALLA GRANDE BARBA AGIRANNO IN UNA GRANDE CITTA’. IN LABORATORIO È STATA PREPARATA L’ARMA DELLA GRANDE DISTRUZIONE. 2.821 - 07.04.2007 Gli abitanti di Filadelfia vivranno MOMENTI DI GRANDE difficoltà. Il TERRORE arriverà. Il veleno si diffonderà e contaminerà molti dei miei poveri figli. 2.809 - 10.03.2007 Cari figli, Dio lo permetterà e gli uomini sapienti daranno la notizia. È ESISTITO, NON ESISTE ED ESISTERÀ. LA RISPOSTA VERRÀ. SAPPIATE CHE GRANDI SONO I MISTERI DEL SIGNORE. 2.703 - 06/07/2006 Cari figli, l’umanità soffrirà per l’empietà degli uomini cattivi e la città dell’amore fraterno sarà colpita.




POST DEL 28/02/2013 AGGIORNAMENTO DEL 27/09/2015 ultimo aggiornamento del 4/4/2018


SUNTO
Il “campo immenso con erbe verdi” potrebbe riferirsi al vaiolo curabile con un vaccino, termine che deriva dalla parola vacca e che E. Jenner ottenne il primo vaccino, nel 1976, dalle pustole della varietà di vaiolo che colpiva le mucche. Il vaiolo era conservato in due laboratori al mondo: Atlanta e Novosibirsk. Il vaiolo è esistito, ma ora, ufficialmente non esiste. Però tornerà. E questo sarebbe oggetto di studio e annuncio da parte di “uomini sapienti”
Sunto tratto dal libro “Anguera aveva ragione” di Annarita Magri – Edizione Fede e Cultura – pagina174
INIZIO COMMENTO
Di seguito indico otto considerazioni non indicate nel libro “Anguera aveva ragione”:
1)In caso di Pandemia indotta bisogna utilizzare una città cavia per analizzare, come si diffonde la malattia: velocità di propagazione, mezzi di contrasto messi in atto dalle autorità locali per immettere varianti più nocive;
2) Perché tra tanti tipi di virus letali scegliere il vaiolo? Perché è stato uno dei virus più letali della storia, completamente debellato in tutto il mondo e la popolazione mondiale non si vaccina più da anni;
3) Probabile che vi siano parti di virus del vaiolo in possesso di laboratori non governativi venduti ad organizzazioni criminali o sottratti da organizzazioni terroristiche (aggiornamento 1);
4) Perché scegliere la città di Filadelfia e non altre città per spargere il vaiolo? In questa città è stato prodotto ed usato il più antico vaccino contro il vaiolo, tale vaccino contiene sequenze dna/rna del virus utili per creare una nuova variante letale del vaiolo. (aggiornamento 2);
5) Da gennaio 2018 è stata pubblicata a livello scientifico, da ricercatori canadesi, la sequenza per creare un virus simile al vaiolo. Un attacco bio-terroristico risulta ora possibile (aggiornamento 3 e 4);
6) Molto probabile che si utilizzerà una variante del virus del vaiolo proveniente dalle scimmie per il quale siamo per, ora, indifesi (aggiornamento 5).
7) La variante geneticamente modificata del vaiolo è stata creata necessariamente per anticipare le mosse dei bioterroristi, non esiste ancora vaccino. (aggiornamento 6).
8) Lo scioglimento dei ghiacci a causa dei cambiamenti climatici riporterà in vita il vaiolo? (aggiornamento 7) Improbabile in quanto il virus è comparso in epoca moderna.  (1530-1645) e non come si riteneva da oltre 1500 anni fa (aggiornamento 8)
Massimiliano Bruno

Il Guardian compra in Rete l'agente patogeno. Costo: 33 sterline
In assenza di leggi adeguate i laboratori vendono pezzi di Dna a chiunque

Terrorismo, il virus del vaiolo
si può acquistare via Internet


La controversa sintesi di un virus estinto legato al vaiolo

Fanno discutere uno studio canadese e la sua pubblicazione sull'acquisto online di frammenti di Dna usati poi per costruire una versione sintetica del virus del vaiolo equino.


Virus simile al vaiolo creato in laboratorio, ‘ricetta’ pubblicata online: è polemica

Ricercatori canadesi hanno creato un agente patogeno simile al vaiolo per sviluppare un vaccino migliore, ma hanno pubblicato online la “ricetta” scatenando le aspre polemiche dei colleghi. Per alcuni adesso il mondo è più vulnerabile al vaiolo.


Cambiamenti climatici: lo scioglimento dei ghiacci riporterà in vita vaiolo e altri virus?


aggiornamento 1
MEDICINA
10/07/2014 - RINVENUTI PER CASO IN UN RIPOSTIGLIO DEI FLACONI CON IL VIRUS MORTALE

Il vaiolo è scomparso? No, era in un ripostiglio

Durante le pulizie del ripostiglio di un laboratorio del National Institutes of Health di Bethesda (Usa) sono state trovate delle fiale contenenti il virus del vaiolo. Un incidente che poteva avere gravi conseguenze per la salute pubblica e che mostra come una cattiva gestione di pericolosi agenti patogeni potrebbe scatenare nuove epidemie che si ritenevano dimenticate
aggiornamento 2

Da dove viene il vaccino usato per eradicare il vaiolo?

Le analisi condotte su un vaccino prodotto a Philadelphia nel 1902, il più antico antivaioloso finora analizzato, mostrano che il virus contenuto era probabilmente di origine equina e non bovina
aggiornamento 3

Pubblicata la “ricetta” per creare un virus simile al vaiolo, tante le perplessità


Alcuni ricercatori canadesi hanno ricreato un virus parente del vaiolo, pubblicando lo studio e le istruzione per crearlo su Plos One. E le polemiche della comunità scientifica non tardano ad arrivare


aggiornamento 4

IL FANTASCENARIO

E se tornasse il vaiolo? Gli immunosoppressi i più a rischio

Gli epidemiologi valutano l’impatto di un attacco bio-terroristico a Sydney e a New York
aggiornamento 5

Vaiolo, sradicato il virus umano
Siamo indifesi davanti a quello delle scimmie


aggiornamento 6

Stati Uniti : su ordine del governo messo a punto un virus mortale per l’uomo


11 marzo 2014
Un nuovo virus, che potenzialmente potrebbe “annientare gli esseri umani”, è stato messo a punto scientificamente nell’ambito di un progetto del governo degli Stati Uniti. La variante geneticamente modificata del vaiolo è talmente pericolosa che al momento non esiste un vaccino in grado di combatterlaMark Buller, direttore delle ricerche, ha dichiarato alla rivista New Scientist che il suo lavoro era necessario per poter anticipare ciò che i bioterroristi potrebbero fare in un futuro.
aggiornamento 7

Cambiamenti climatici: lo scioglimento dei ghiacci riporterà in vita vaiolo e altri virus?

11 marzo 2014

 

aggiornamento 8

Patogenesi e caratteristiche cliniche


Si riteneva fino a poco tempo fa che il vaiolo fosse stato un flagello dell'umanità per almeno 1500 anni. Alla fine del 2016 Hendrik Poinar, un biologo specialista in DNA antico, e coll. ha ricostruito l'albero genealogico del Variola virus e ha concluso che il progenitore comune sia apparso in epoca storica moderna, fra il 1530 e il 1645[8]. Gli esseri umani sono l'unico serbatoio noto di questo virus

 Vaiolo, è morto Donald Henderson

Il medico ed epidemiologo statunitense che ha guidato la campagna di eradicazione della malattia per l'Oms si è spento all’età di 87 anni

Vaiolo, sradicato il virus umano
Siamo indifesi davanti a quello delle scimmie

National Institute of Health: virus del vaiolo dimenticato nel “braccio della morte”

29/10/2014


MEDICINA
10/07/2014 RINVENUTI PER CASO IN UN RIPOSTIGLIO DEI FLACONI CON IL VIRUS MORTALE
Durante le pulizie del ripostiglio di un laboratorio del National Institutes of Health di Bethesda (Usa) sono state trovate delle fiale contenenti il virus del vaiolo. Un incidente che poteva avere gravi conseguenze per la salute pubblica e che mostra come una cattiva gestione di pericolosi agenti patogeni potrebbe scatenare nuove epidemie che si ritenevano dimenticate


INCIDENTI CON L’ANTRACE E IL VIRUS INFLUENZALE H5N1 AD ALTA PATOGENICITÀ NEI LABORATORI GOVERNATIVI AMERICANI
15/07/2014 10.36.00






Si può leggere nel futuro? C’è una sfera di cristallo che si chiama “Big Data”

Nuove logiche per decifrare la realtà dalle pandemie fino ai trend sociali
 INTERVISTA AL DIRETTORE SCIENTIFICO DELLA FONDAZIONE ISI DI TORINO
Il futuro non lo si può prevedere, ma lo si può studiare. .....Dal 2009 il mio team ha seguito l’evolversi della pandemia del virus A/H1N1...... computer sono riusciti a predire in buona misura il viaggio di questo virus nel mondo e fornire informazioni per contenere l’emergenza...............Si dice che la scienza non è né “buona” né “cattiva” e che dipende dal suo utilizzo, ma nemmeno neutrale: nuove conoscenze producono sempre effetti. È importante, allora, utilizzare il potenziale dei Big Data in senso comunitario e non elitario....A poche ore o giorni sono affidabili...
AGGIORNAMENTO IN TEMPO REALE CON GOOGLE NEWS VAIOLO - CLICCA SOTTO


Stati Uniti : su ordine del governo messo a punto un virus mortale per l’uomo













11 marzo 2014
Un nuovo virus, che potenzialmente potrebbe “annientare gli esseri umani”, è stato messo a punto scientificamente nell’ambito di un progetto del governo degli Stati Uniti. La variante geneticamente modificata del vaiolo è talmente pericolosa che al momento non esiste un vaccino in grado di combatterlaMark Buller, direttore delle ricerche, ha dichiarato alla rivista New Scientist che il suo lavoro era necessario per poter anticipare ciò che i bioterroristi potrebbero fare in un futuro.

Cambiamenti climatici: lo scioglimento dei ghiacci riporterà in vita vaiolo e altri virus?

11 marzo 2014


Ap 6:8 Ed ecco, mi apparve un cavallo verdastro. Colui che lo cavalcava si chiamava Morte e gli veniva dietro l'Inferno. Fu dato loro potere sopra la quarta parte della terra per sterminare con la spada, con la fame, con la peste e con le fiere-
Ap 15:1 Poi vidi nel cielo un altro segno grande e meraviglioso: sette angeli che avevano sette _flagelli; gli ultimi, poiché con essi si deve compiere l'ira di Dio.
Ap 16:2 Partì il primo e versò la sua coppa sopra la terra; e scoppiò una piaga dolorosa e maligna sugli uomini che recavano il marchio della bestia e si prostravano davanti alla sua statua.
IPOTESI PLAUSIBILI: 1)I terroristi diffonderanno il vaiolo in una nazione;
2) i russi diffonderanno il supervirus (laboratori Biopreparat, nei laboratori di Stepnogorsk virus chiamato "Variante U". "U" come Nikolai Ustinov.
3) gli scienziati per un errore umano ne diffonderanno un terzo, (quello olandese, variante virus H5N1?) 
4) una quarta malattia misteriosa sorgerà dalla sabbia (forse quella indicata nell' apocalisse?)

Per approfondire, clicca sui titoli dei post specifici evidenziati in giallo per  accedere   direttamente al post completo:
2.518 - 03.05.2005


2.518 - 03.05.2005
CARI FIGLI, ARMI NUCLEARI E BIOLOGICHE SARANNO USATE DAGLI UOMINI DALLA GRANDE BARBA E IL TERRORE SI DIFFONDERA’ IN VARIE NAZIONI.  Il demonio è riuscito a sedurre un grande numero di poveri figli e li ha allontanati dalla grazia del mio Divino Figlio. INFELICI COLORO CHE VIVONO ATTACCATI AI BENI MATERIALI. SAPPIATE CHE CI SARA’ UN GRANDE CAOS NELL’ ECONOMIA MONDIALE E SOLO I MITI E GLI UMILI DI CUORE RIUSCIRANNO A SOPRAVVIVERE. Vi chiedo di allontanarvi da ogni vanità. Fuggite dalle mode del mondo. Imparate a vestirvi con modestia. Abbiate cura del vostro corpo, perché siete TEMPIO DELLO SPIRITO Santo. Fate attenzione. Siete del Signore. Chi offende il Signore per mezzo delle mode corre il rischio della condanna eterna. Liberatevi veramente dalle grinfie del demonio. Non consegnate la vostra anima alla condanna. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
2.531 - 04.06.2005

Cari figli, siete del Signore e non dovete temere nulla. Pregate molto e consegnate al Signore la vostra esistenza. Allontanatevi dal peccato e dite il vostro “sì” alla chiamata del Signore. Il vaiolo sarà usato come arma contro una nazione da parte degli    UOMINI DALLA GRANDE BARBA. La sofferenza sarà grande per molti. Anche il vostro Brasile soffrirà per l’arrivo di un’onda gigante. Una regione del Brasile vivrà momenti di angoscia. Pregate. Chiedete al Signore MISERICORDIA voi che state ad ascoltarmi, confidate nella mia speciale protezione. Non tiratevi indietro. Non temete. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
2.607 - 26.11.2005
Cari figli, INGINOCCHIATEVI in preghiera supplicando la MISERICORDIA del Signore per voi. Ecco i tempi delle tribolazioni. L’ALBERO del sangue perderà la sua radice. L’Angola piangerà per i suoi figli. La malattia che ricorda un campo immenso con erbe verdi tormenterà gli uomini. Gli  UOMINI DEL TERRORE  saranno i colpevoli. Non tiratevi indietro. Ascoltate i miei appelli. Non voglio forzarvi, ma ciò che dico dev’essere preso sul serio. Io sono con voi. Coraggio. Non permettete che niente e nessuno vi allontani dall’amore del Signore. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
2.559 - 09.08.2005
Cari figli, abbiate cura della vostra vita spirituale e sarete grandi agli occhi del Signore. Siate forti e non tiratevi indietro davanti alle vostre difficoltà. Non dimenticate: Dio è con voi. Vi chiedo di intensificare le vostre preghiere in questi tempi difficili. Io sono vostra Madre e sono sempre vicino a voi. Sappiate che una famosa città resterà deserta. Un’epidemia allontanerà da essa molti dei suoi abitanti e gli altri moriranno. Pregate. Sono giunti i tempi delle tribolazioni. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
2.575 - 13.09.2005
2.575 - 13.09.2005
Cari figli, soffro per ciò che vi attende. INGINOCCHIATEVI in preghiera, perché solo così avrete la forza per sopportare il peso della vostra croce. Gli    UOMINI DALLA GRANDE BARBA    agiranno in una GRANDE CITTA’. In laboratorio è stata preparata l’arma della GRANDE DISTRUZIONE. Tornate in fretta. Ciò che dovete fare non rimandatelo a domani. Non tiratevi indietro. Io sono vostra Madre e sono al vostro fianco. Avanti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
2.821 - 07.04.2007
Cari figli, INGINOCCHIATEVI in preghiera. L’umanità ha bisogno di Pace, ma gli uomini camminano lungo i sentieri dell’autodistruzione. Non allontanatevi da Gesù. Egli è il vostro unico e vero Salvatore. Senza di Lui non potete fare nulla. Gli abitanti di Filadelfia vivranno MOMENTI DI GRANDE difficoltà. Il TERRORE arriverà. Il veleno si diffonderà e contaminerà molti dei miei poveri figli. Soffro per ciò che vi attende. Pregate, pregate, pregate. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

Geografia

 Bolivia
·         Filadelfia - comune del dipartimento di Pando
 Colombia
·         Filadelfia - comune del Dipartimento di Caldas
 Costa Rica
·         Filadelfia - distretto della Costa Rica capoluogo del cantone di Carrillo
 Egitto
·         Filadelfia - antica città che era nel nord-est del Fayyum
 Italia
·         Filadelfia - comune della provincia di Vibo Valentia
 Turchia
·         Filadelfia - antico nome dell'attuale città di Alaşehir
 Brasile
·         Filadélfia - comune dello stato brasiliano di Bahia
·         Filadélfia - comune dello stato brasiliano del Tocantins
 Paraguay
·         Filadelfia - capoluogo del dipartimento di Boquerón
 Stati Uniti d'America
·         Filadelfia - città della Pennsylvania
·         Philadelphia - città del Mississippi
·         Philadelphia - città dello stato di New York
·         Philadelphia - villaggio dello stato di New York
Fu anche, per un periodo almeno, dal III secolo a.C. il nome attribuito ad Amman, l'attuale capitale della Giordania.


2.703 - 06/07/2006
Cari figli, l’umanità soffrirà per l’empietà degli uomini cattivi e la città dell’amore fraterno sarà colpita. Io sono vostra Madre e soffro a causa delle vostre sofferenze. Vi chiedo di mantenere accesa la fiamma della fede. Dio è con voi. Non perdete la speranza. Confidate pienamente nel potere di Dio e sarete vittoriosi. INGINOCCHIATEVI in preghiera e supplicate il Signore per la conversione dell’umanità. Allontanatevi definitivamente dal peccato e abbracciate la grazia del Signore. Io vi amo come siete e desidero vedervi FELICI già qui sulla terra e più tardi con me in cielo. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

Philadelphia, la città dell’amore fraterno


Quando nel 1682 William Penn fondò Filadelfia (dal greco antico philos amore e adelphòs fratello) lo fece nella speranza che la capitale della sua nuova colonia (la Pennsylvania), fondata su principi di libertà e tolleranza religiosa, servisse da modello concreto.
2.809 - 10.03.2007

Ecclesiaste (Qoelet) 1:9 Ciò che è stato sarà
e ciò che si è fatto si rifarà; non c’è niente di nuovo sotto il sole

Ec 3:14 Riconosco che qualunque cosa Dio fa è immutabile; non c'è nulla da aggiungere, nulla da togliere. Dio agisce così perché si abbia timore di lui. 

Ecclesiaste (Qoelete), capitolo 3,15
Ciò che è, già è statociò che sarà, già è; Dio ricerca ciò che è già passato.

Cari figli, Dio lo permetterà e gli uomini sapienti daranno la notizia.* È esistito, non esiste ed esisterà. La risposta verrà. Sappiate che grandi sono i Misteri del Signore. INGINOCCHIATEVI in preghiera. Non allontanatevi dalla sua grazia. Io sono vostra Madre e vengo dal Cielo per chiamarvi alla santità. Siate buoni. Amatevi e servite il Signore con gioia. Lui è il vostro tutto e senza di Lui non potete fare nulla. Avanti senza timore. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.


INDAGINE AMERICANA
Vaiolo, sradicato il virus umano
Siamo indifesi davanti a quello delle scimmie
Il virus del vaiolo bovino e soprattutto quello delle scimmie trovano una popolazione con un sistema immunitario impreparato



TERRORE PER UN VIRUS LETALE: " RISCHIO EPIDEMIA COME SARS"


Mercoledì 27 Febbraio 2013 - 19:10
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.



Il vaiolo è stata una malattia infettiva causata da due varianti del virus Variola, la Variola maior e la Variola minor[1]. La malattia è anche conosciuta con i termini latini variola o variola vera (da vàrius, vario, screziato, o da vàrus, macchia, foruncolo[2]), mentre il termine inglesesmallpox venne coniato nel Regno Unito nel XV secolo per distinguerla dalla sifilide, denominata great pox[3].
Il virus del vaiolo si localizza a livello della piccola circolazione della cute, del cavo orale e della faringe. A livello cutaneo si manifesta con un'eruzione maculo-papulare e, successivamente, con vescicole sollevate piene di liquido. La Variola maior è causa di manifestazioni cliniche più rilevanti ed è caratterizzata da una mortalità del 30-35%[4][5]. Le complicanze a lungo termine includono cicatrici caratteristiche, soprattutto al volto, nel 65–85% di coloro che riescono a sopravvivere[6]; possono inoltre manifestarsi, seppure con una minore prevalenza stimabile nel 2-5% dei casi, cecità, come conseguenza di ulcere corneali e successivi esiti cicatriziali, e deformità degli arti, a causa di episodi di artrite eosteomielite. La Variola minor causa una forma di malattia più lieve, nota anche come alastrim, che può condurre al decesso nell'1% dei casi[4].
Si ritiene che il vaiolo sia emerso nella popolazione umana circa nel X millennio a.C.[3] e la prima prova fisica si può far risalire al rash pustoloso rilevato sulla mummia del faraone Ramses V[7]. Si è stimato che la malattia abbia ucciso circa 400.000 europei ogni anno durante il XVIII secolo[8] e sia stato responsabile di un terzo di tutti i casi di cecità[4][9]. Di tutte le persone infettate morirono circa il 20-60% degli adulti e l'80% dei bambini[10]. Si ritiene che il vaiolo sia stata la causa di 300-500 milioni di decessi durante il XX secolo[11][12][13]. Solo nel 1967, secondo i dati dell'Organizzazione mondiale della sanità, 15 milioni di persone contrassero la malattia e di questi 2 milioni morirono[14]. Dopo una massiccia campagna di vaccinazione portata avanti dal XIX secolo e condotta con un imponente sforzo congiunto tra il 1958 e il 1977, l'OMS ha dichiarato nel 1979 la malattia eradicata, dopo che l'ultimo caso di vaiolo contratto in natura, causato da Variola minor, era stato diagnosticato in Somalia il26 ottobre 1977[14]. Si è trattato dell'unica malattia dichiarata eradicata nella storia dell'umanità fino al 2011, quando la peste bovina ha subito lo stesso destino[15][16][17].

Indice

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Eziologia [modifica]

Come leggere il tassobox
Variola virus
Smallpox virus virions TEM PHIL 1849.JPG
Microscopia elettronica a trasmissione che mostra alcuni virioni. La struttura visibile all'interno rappresenta il core, che contiene ilDNA virale (ingrandimento: ~370,000x)
Classificazione dei virus
DominioAcytota
Gruppovirus a dsDNA
FamigliaPoxviridae
SottofamigliaChordopoxvirinae
GenereOrthopoxvirus
SpecieVaccinia virus
Sottospecie''Variola virus''
Il vaiolo è causato dall'infezione da Variola virus che appartiene al genere Orthopoxvirus della famiglia dei Poxviridae. Il virus è largo, a forma di mattone e misura approssimativamente 302-350 nm per 244-270 nm[18] con un DNA singolo lineare a doppio filamento e un genoma di 186 kbp caratterizzato da unterminatore stem-loop a ciascuna estremità[19][20]. Esiste in due forme: Variola maior e Variola minor.
I quattro orthopoxvirus che possono causare infezioni negli esseri umani sono, oltre al Variola virus, il Vaccinia virus il virus del vaiolo bovino e quello delvaiolo delle scimmie. Il Variola virus infetta in natura solamente l'uomo, sebbene primati e altri animali siano stati infettati in laboratorio[21].
La comprensione del ciclo vitale dei poxvirus è complicata dal fatto che esistono numerose forme infettive con diversi meccanismi di accesso alla cellula. Il virus replica nel citoplasma della cellula, a differenza degli altri virus a DNA che normalmente replicano nel nucleo. Esso produce inoltre numeroseproteine specifiche, la più importante delle quali è una RNA polimerasi DNA-dipendente. Sono infettivi sia i virioni dotati di envelope, sia quelli privi; questo è sintetizzato a livello dell'apparato di Golgi della cellula e include diversi polipeptidi virali specifici, tra cui un'emoagglutinina[19]. L'infezione con uno dei due Variola virus conferisce un'immunità nei confronti dell'altro[5].

Modalità di trasmissione [modifica]

Il virus si trasmette per via aerea, mediante l'inalazione di goccioline contenti i virioni prodotte dalla mucosa orale, nasale o faringea di un individuo infetto. Si trasmette da una persona all'altra soprattutto per contatto diretto, solitamente entro una distanza pari a due metri, ma anche tramite oggetti contaminati. Raramente si trasmette portato dall'aria all'interno di luoghi chiusi[22]. Il virus può passare attraverso la placenta, ma l'incidenza di vaiolo congenito è relativamente bassa[5].
Il vaiolo non è particolarmente contagioso durante la fase prodromica e la trasmissione avviene di solito dopo l'inizio delle manifestazioni cutanee, spesso accompagnate da lesioni del cavo orale e della faringe. Il virus può essere trasmesso per tutta la durata della malattia, soprattutto durante la prima settimana di rash, quando la maggior parte delle lesioni cutanee è intatta[21]. La fase infettiva termina 7-10 giorni dopo la formazione delle croste, ma il malato rimane infettivo fintanto che l'ultima crosta non si stacca[23].
La malattia è estremamente contagiosa, ma generalmente si diffonde più lentamente e meno largamente rispetto ad altre malattie virali, forse perché la trasmissione richiede uno stretto contatto ed è possibile solo dopo l'insorgenza del rash. Il tasso di infezione è inoltre ridotto dalla breve durata dello stadio infettivo. Nelle aree temperate l'infezione si manifesta soprattutto durante l'inverno e la primavera, mentre nelle aree tropicali la differenza stagionale è più sfumata e la malattia è presente per tutto l'anno[21]. La distribuzione per età dipende dallo stato dell'immunità acquisita: l'immunità dovuta alla vaccinazione si è ridotta nel tempo ed probabilmente scomparsa nella maggior parte della popolazione vaccinata[5]. Non risulta invece che il vaiolo possa essere trasmesso da insetti o altri animali[21].

Clinica [modifica]

Classificazione [modifica]

Esistono due forme cliniche di vaiolo. La Variola maior è la forma più comune e più grave, caratterizzata da rash esteso e febbre più alta. La Variola minor è meno comune e meno grave, con una mortalità inferiore all'1%[22]Infezioni asintomatiche sono state osservate, ma sono alquanto rare[21]. Inoltre, una forma denominata variola sine eruptione può essere osservata nelle persone vaccinate; questa forma è caratterizzata da febbre che insorge successivamente al normale periodo di incubazione del virus e può essere confermata solo con la rilevazione di anticorpi diretti contro il virus mediante tecniche sierologiche oppure, raramente, tramite isolamento del virus stesso[21].

Segni e sintomi [modifica]

Il periodo di incubazione che intercorre tra l'entrata in contatto con il virus e l'insorgenza delle prime manifestazioni cliniche è di circa 12 giorni. Una volta inalato il virus invade la mucosadell'orofaringe o dell'apparato respiratorio, migra nei linfonodi loco-regionali e inizia a moltiplicarsi. Nella fase iniziale di crescita il virus sembra muoversi da una cellula all'altra ma, dopo il 12º giorno, inizia la lisi delle cellule infettate e il virus riesce a entrare nel torrente circolatorio, in una fase di viremia, e inizia una nuova moltiplicazione a livello della milza, del midollo osseo e dei linfonodi. I sintomi iniziali sono simili ad altre malattie virali quali l'influenza e il raffreddore: febbre superiore ai 38.5 °C, dolore muscolare, malessere generale, cefalea e decubito prosternato. L'apparato gastrointestinale è spesso coinvolto e comuni sono nauseavomito e mal di schiena. Lo stadio pre-eruttivo dura normalmente 2-4 giorni, mentre a partire dal 12º-15º giorno compaiono le prime lesioni enantematiche a livello della mucosa di boccalinguapalato e faringe e la temperatura corporea si normalizza. Le lesioni vanno incontro a un rapido allargamento e alla rottura, con rilascio di una grande quantità di virioni nella saliva[5].
Bambina che mostra l'eruzione cutaneatipica del vaiolo - Bangladesh (1973)
Il virus del vaiolo attacca preferenzialmente le cellule della cute, causando le classiche lesioni associate alla malattia. Il rash si sviluppa 24-48 ore dopo la comparsa delle lesioni della mucosa, tipicamente in primo luogo alla fronte, per poi rapidamente localizzarsi a tutto il viso, alle aree prossimali degli arti, al tronco e infine a mani e piedi. L'intero processo dura non più di 24-36 ore, dopodiché nessuna nuova lesione appare[5]. A questo punto la Variola maior può svilupparsi secondo diverse modalità, originando quattro diversi tipi di vaiolo secondo la classificazione di Rao[24]: ordinario, modificato, maligno ed emorragico. Il vaiolo è caratterizzato da una mortalità del 30%, tuttavia le forme maligne ed emorragiche sono normalmente fatali[25].

Forma ordinaria [modifica]

Il 90% dei casi di vaiolo nelle persone non vaccinate sono di tipo ordinario[21]. In questo caso a partire dal 2º giorno di rash le lesioni cutanee si sollevano in papule; a partire dal 3º-4º giorno si riempiono di un liquido opalescente trasformandosi in vescicole. Entro 24-48 ore questo fluido diventa opaco e torbido, dando alle lesioni l'aspetto di pustole che, a differenza delle pustole vere e proprie, non contengono pus ma residui tissutali[5]; dopo il 6º-7º giorno tutte le lesioni hanno questo aspetto, raggiungendo la loro massima dimensione in una decina di giorni. Queste pustole sono sollevate, rotonde, tese e dure al tatto. Sono localizzate profondamente nel derma, dando l'impressione come di piccole biglie. Il fluido fuoriesce lentamente dalle lesioni e, dopo due settimane dall'inizio del rash, si sgonfiano e si seccano, formando delle croste. Entro la terza settimana le croste si formano sopra tutte le lesioni, che iniziano a sfaldarsi lasciando cicatrici depigmentate[26].
La forma ordinaria di vaiolo produce generalmente un rash discreto con pustole non confluenti[27]. Il rash è localizzato soprattutto al volto, è meno denso al tronco rispetto alle estremità e più denso alle parti anatomiche distali rispetto a quelle prossimali. Il palmo delle mani le piante dei piedi sono coinvolte nella maggior parte dei casi. Talvolta le vescicole diventano confluenti, staccando gli strati esterni della pelle dal tessuto sottostante; in questo caso il tasso di mortalità osservato è stato del 62%[21].
Caso di vaiolo emorragico

Forma modificata [modifica]

La forma modificata si manifesta soprattutto negli individui precedentemente vaccinati ed è chiamata così per le caratteristiche dell'eruzione cutanea e la rapidità del suo sviluppo. In questo caso i sintomi prodromici possono presentarsi ma sono generalmente meno gravi rispetto alla forma ordinaria. Non vi è normalmente febbre e le lesioni sono in minor numero e si risolvono rapidamente, sono più superficiali e non uniformi come nella forma ordinaria[26]. Questo tipo di vaiolo è raramente fatale e può essere facilmente confusa con la varicella[21].

Forma maligna [modifica]

Nella forma maligna, anche chiamata forma piatta, le lesioni sono localizzate a filo con la pelle nello stesso periodo in cui, nella forma ordinaria, si manifestano le vescicole in rilievo. Il motivo per cui certi individui sviluppano questa forma è sconosciuta e rappresenta il 5-10% dei casi di vaiolo, manifestandosi soprattutto nei bambini (72% dei casi)[28]. Si suppone che si manifesti in relazione a disordini immunologici dell'individuo di tipo carenziale[29]. È caratterizzata da una sindrome prodromica molto importante della durata di 3-4 giorni, febbre elevata e di lunga durata e sintomi classici della setticemia. Il rash alla lingua e al palato è esteso e le lesioni cutanee maturano lentamente, rimanendo profonde nella cute e rimanendo piatte a partire dal settimo-ottavo giorno. A differenza della forma ordinaria le vescicole contengono poco fluido, sono soffici e vellutate al tatto e possono contenere sangue. Questa forma è quasi sempre fatale[21].

Forma emorragica [modifica]

Il vaiolo emorragico è una forma grave, caratterizzata da estese emorragie della cute, delle mucose, delle membrane e del tratto gastrointestinale. Si sviluppa in circa il 2% dei casi, soprattutto negli adulti[21]. In questa forma non si sviluppano vescicole e la cute rimane liscia; l'emorragia si sviluppa nel derma profondo, facendo apparire la cute nera quasi fosse carbonizzata[21][30]. Si suppone che la forma sia dovuta a particolari condizioni dell'individuo, quali l'immunodepressione, piuttosto che a un particolare ceppo del virus; i dati relativi sono tuttavia carenti[29].
All'inizio, durante il 2º-3º giorno, si presenta con emorragia sottocongiuntivale. Il vaiolo emorragico presenta anche eritemapetecchie, emorragia della milza, del rene, del peritoneo, dei muscoli e, più raramente, dell'epicardio, del fegato, dei testicoli, delle ovaie e della colecisti. Nella forma precoce il decesso avviene rapidamente intorno al 5º-7º giorno di malattia, quando solo un minimo numero di lesioni cutanee è presente, mentre la forma tardiva conduce a morte il paziente in 8-10 giorni. Le emorragie si manifestano precocemente e il rash cutaneo rimane piatto, senza raggiungere la fase vescicolare[21].
Lesioni da Variola virus nella membrana corio-allantoidea di un pulcino in via di sviluppo (diagnosi di laboratorio)
I pazienti con la forma precoce mostrano una rapida riduzione dei fattori della coagulazione, delle piastrine, delle globuline e della protrombina e un innalzamento dell'antitrombina circolante. La forma tardiva mostra una minor carenza dei fattori della coagulazione, una piastrinopenia marcata e un innalzamento dell'antitrombina[5]. Questa forma, normalmente mortale[21], rappresenta dal 3 al 25% dei casi fatali di vaiolo in relazione alla virulenza del ceppo virale[25].

Diagnostica [modifica]

Nella sua definizione clinica il vaiolo è considerato una malattia caratterizzata da esordio acuto di febbre superiore ai 38.3 °C, seguito da un rash con vescicole o pustole profonde e solide allo stesso stadio di sviluppo, in assenza di altre cause apparenti[21]. La conferma è data dalla diagnosi di laboratorio.
Al microscopio si possono osservare le classiche inclusioni citoplasmatiche dei poxvirus, le più importanti delle quali sono denominate corpi di Guarnieri, che rappresentano dei siti di replicazione virale. Queste inclusioni possono essere facilmente identificate in biopsie cutanee colorate con ematossilina eosina come bolle rosa e sono presenti in tutte le infezioni da poxvirus; tuttavia, la loro assenza non può escludere la diagnosi di malattia[31]. La diagnosi infezione da orthopoxvirus può essere anche ottenuta rapidamente tramite microscopia elettronica del fluido contenuto nelle pustole o delle croste, ma i virioni sono identici tra tutti gli orthopoxvirus[5].
A differenza del rash vaioloso, quello varicelloso si localizza soprattutto al torso, risparmiando gli arti.
La diagnosi definitiva avviene sottoponendo il virus a crescita nella membrana corio-allantoidea, una parte dell'embrione di pulcino ed esaminando le lesioni a definite condizioni di temperatura[32]. I ceppi batterici possono essere distinti mediante la reazione a catena della polimerasi (PCR) e l'analisi del polimorfismo da lunghezza dei frammenti di restrizione (RFLP). I test sierologici e il test ELISA, che misurano le immunoglobuline specifiche dirette verso antigeni del Variola virus, possono risultare utili nella diagnosi[33].
La varicella era facilmente confondibile con il vaiolo prima della sua eradicazione ed entrava quindi in diagnosi differenziale. Le due malattie possono essere distinte con vari metodi. A differenza del vaiolo, la varicella normalmente non si localizza al palmo delle mani e alla pianta dei piedi; inoltre, la pustole varicellose hanno una dimensione variabile a seconda del momento in cui vengono a crearsi, mentre le pustole vaiolose sono tutte all'incirca della stessa dimensione. Oltre alla clinica sono disponibili numerosi esami di laboratorio per determinare se si tratta di varicella nella valutazione di casi sospetti di vaiolo[21].
Fiala contenente materiale per lavariolizzazione (India)

Trattamento e prevenzione [modifica]

La prima procedura utilizzata nella prevenzione del vaiolo è stata la variolizzazione. Praticata in India nel I millennio a.C., questa consisteva nell'inoculazione, tramite insufflazione nasale, di croste vaiolose polverizzate o di materiale ottenuto dal grattamento delle lesioni cutanee di malati lievi[34][35].
Tuttavia, il fatto che la variolizzazione sia nata in India è stato messo in discussione dal fatto che solo alcuni degli antichi testi di medicina scritti in sanscrito descrivono il processo[36]. Questa tecnica di prevenzione era utilizzata in Cina già negli ultimi anni del X secolo ed era ampiamente diffusa e praticata nel XVI secolo, durante la dinastia Ming[37]. Se ha successo, la variolizzazione genera un'immunità al vaiolo, tuttavia, dal momento che la persona viene infettata con il virus, questo può andare incontro a una grave infezione e può trasmettere la malattia ad altri. La variolizzazione ha un tasso di mortalità dello 0,5-2%, sensibilmente inferiore al 20-30% della malattia stessa[21].
Durante il suo soggiorno nell'Impero ottomanoLady Mary Wortley Montagu osservò il processo di variolizzazione, descrivendone in modo particolareggiato la tecnica e promuovendone entusiasticamente l'introduzione nel Regno Unito al suo ritorno nel 1718[38]. Nel 1721 Cotton Mather e i suoi colleghi provocarono aspre polemiche inoculando centinaia di persone a Boston. Nel 1796Edward Jenner scoprì che l'immunità al vaiolo poteva essere ottenuta anche inoculando al paziente materiale ricavato da lesioni di vaiolo bovino, malattia animale causata da un virus della stessa famiglia di quello del vaiolo. Jenner chiamò il materiale utilizzato vaccino da vacca, termine in lingua latina per mucca. La procedura era di gran lunga più sicura della variolizzazione e non comportava il rischio di trasmissione della malattia, pertanto si diffuse rapidamente in tutto il mondo. Durante il XIX secolo il virus del vaiolo bovino venne sostituito con il Vaccinia virus, sempre della stessa famiglia del Variola virus ma geneticamente diverso. La sua origine e il motivo per cui iniziò a essere utilizzato nella vaccinazione sono sconosciuti[21].
Componenti del kit per vaccinazione: include un diluente, una fiala di vaccino e un ago biforcato.
L'attuale formulazione del vaccino antivaioloso è data da un preparato di Vaccinia virus vivo e infettivo. Viene somministrato con un ago biforcato, che viene prima immerso nella soluzione vaccina e poi utilizzato per pungere la cute, solitamente del braccio, un diverso numero di volte in pochi secondi. Qualora la vaccinazione sia efficace, si sviluppa nel sito di iniezione un rigonfiamento rosso e pruriginoso nel giro di 3-4 giorni. Nella prima settimana questo diventa un'ampia vescica che si riempie di pus e comincia a essiccarsi. La seconda settimana si inizia a formare una crosta, che cade durante la terza, lasciando una piccola cicatrice[39].
Gli anticorpi prodotti in seguito alla vaccinazione sono protettivi nei confronti di tutti gli orthopoxvirus e sono ancora rilevabili dieci anni dopo la prima vaccinazione e sette giorni dopo la rivaccinazione. Secondo i dati statistici conferiscono una protezione efficace nel 95% dei soggetti vaccinati[40]. La copertura è elevata nei primi 3-5 anni e decresce in quelli successivi, mentre nel caso di rivaccinazione la copertura è ancora più duratura. In Europa, durante gli anni cinquanta e sessanta, la mortalità nei soggetti vaccinati da meno di dieci anni al momento dell'esposizione al virus era dell'1,3%, mentre era del 7% nei soggetti vaccinati da oltre 10 anni e dell'11% in quelli vaccinati da oltre vent'anni. Di contrasto la mortalità nei non vaccinati era del 52%[41]. La vaccinazione entro i primi tre giorni dall'esposizione al virus previene o diminuisce sensibilmente la gravità della malattia nella grande maggioranza della popolazione; la vaccinazione eseguita tra il 4º e il 7º giorno dall'esposizione può garantire una protezione parziale e può modificare la gravità della malattia[40].
Ci sono effetti collaterali e rischi associati alla vaccinazione antivaiolosa. Nel passato circa lo 0,1% dei vaccinati per la prima volta mostrava effetti seri ma non pericolosi per la vita, tra cui reazioni allergiche nel sito di iniezione con eritema multiforme e dispersione del Vaccinia virus nella altre parti del corpo. Effetti potenzialmente letali si manifestavano in 14-500 persone ogni milione di vaccinati e si stima che 1-2 persone ogni milione siano morte, in conseguenza soprattutto di encefalite post-vaccinica o necrosi progressiva del sito di vaccinazione[40].
Documento per l'obbligo di vaccinazione antivaiolosa (Italia - 1966)
Una volta eradicato il vaiolo, i casi di malattia secondaria a vaccinazione superarono quelli di contagio naturale e la vaccinazione dei bambini venne interrotta nel 1972 negli Stati Uniti e nei primi anni settanta nella maggior parte dei paesi europei[14][42]. A partire dal 1986 la vaccinazione antivaiolosa è cessata in tutti i paesi[14] ed è raccomandata solo per chi, lavorando in laboratori biologici, è a rischio di esposizione professionale[21].
All'infuori della vaccinazione, il trattamento del vaiolo è solamente di supporto e si basa sull'idratazione, il monitoraggio dell'infezione ed eventualmente sulla ventilazione artificiale. Le forme emorragiche e maligne sono trattate con le terapie per lo shock settico e, in caso di pustole confluenti, il trattamento è simile a quello instaurato per pazienti con ustioni estese[43].
Nessun farmaco è approvato per il trattamento del vaiolo, soprattutto dal momento che i farmaci antivirali sono stati sviluppati solo successivamente all'eradicazione della malattia. Gli studi suggeriscono che il cidofovir somministrato per via endovenosa possa essere efficace nella terapia, sebbene sia caratterizzato da un'importante tossicità renale[44].

Prognosi [modifica]

La mortalità per la forma ordinaria di vaiolo è circa del 30%, ma varia a seconda delle lesioni cutanee: se confluenti la mortalità è del 50-75%, mentre se sono semi-confluenti scende al 25-50%, per passare a meno del 10% nel caso di un rash discreto. La mortalità nei bambini di età inferiore a un anno è invece del 40%–50%. Le forme maligne ed emorragiche hanno il tasso di mortalità più alto, rispettivamente del 90% e del 100%. La Variola minor è invece caratterizzata da una mortalità inferiore all'1%[26]. Non ci sono prove che la malattia possa cronicizzare o recidivare[26].
Nei casi mortali di vaiolo, il decesso avviene generalmente tra il 10º e il 16º giorno di malattia. La causa della morte da vaiolo non è nota, ma è risaputo che la malattia coinvolge numerosi organi; la formazione di immunocomplessi circolanti, la massiccia viremia e la risposta immune incontrollata vi possono contribuire[21]. Nella forma emorragica precoce la morte sopraggiunge circa sei giorni dopo l'inizio della febbre, generalmente per scompenso cardiaco associato a edema polmonare, mentre nella forma emorragica tardiva la causa è da attribuire alla grave piastrinopenia, all'importante viremia e alla scarsa risposta immunitaria[28]. Nella forma maligna la morte è da imputarsi alla disidratazione, con perdita di proteine ed elettroliti, e alla sepsi, come avviene generalmente nelle ustioni gravi[43].
Il vaiolo può complicarsi a livello del sistema respiratorio, con manifestazioni che vanno dalla bronchite semplice alla polmonite fatale. Le complicanze respiratorie si manifestano di solito intorno all'8º giorno di malattia e possono derivare anche da infezioni opportunistiche virali o batteriche. Le infezioni batteriche secondarie della cute sono relativamente rare, ma quando si presentano la febbre tende a rimanere elevata per tutta la durata della malattia[21].
Altre complicanze includono l'encefalite, che si manifesta in un paziente ogni 500 ed è più comune negli adulti, malattie oculari, nel 2% dei casi, e cicatrici permanenti, localizzate soprattutto al volto. Le pustole si possono formare sulla palpebra, sulla congiuntiva e sulla cornea, complicandosi con congiuntivitecheratiteulcera cornealeiriteiridociclite e atrofia ottica. La cecità sopraggiunge in circa il 35-40% dei pazienti con cheratite e ulcera corneale. Il vaiolo emorragico può provocare anche emorragia della congiuntiva e della retina. Nel 2-5% dei bambini malati, il virus può raggiungere le articolazioni e le ossa, causando una osteomielite. Le lesioni ossee sono simmetriche e coinvolgono soprattutto gomitotibia e perone, causando una separazione dell'epifisi e una importante reazione periostale. Le lesioni articolari limitano i movimenti e l'artrite può portare a deformità degli arti, anchilosi e dita tozze[5].

Cenni storici [modifica]

Immagine dal XII libro del Codice fiorentino, scritto tra il 1540 e il 1585, che mostra i Nahua del Messico centrale ammalati di vaiolo durante la colonizzazione europea delle Americhe.
L'epoca della comparsa del vaiolo non è definita, ma si presume possa essersi evoluto a partire da un virus dei roditori[45][46]. L'ampia variabilità del periodo è dovuta ai differenti dati utilizzati per calibrare la frequenza molecolare. Un clade è quello del ceppo di Variola maior che si diffuse partendo dall'Asia tra 400 e 1600 anni fa ed è responsabile della forma più grave di vaiolo. Un altro clade include entrambi i ceppi di Variola minor descritti nelcontinente americano e isolati in Africa occidentale, che si suppone si siano separati dal ceppo ancestrale tra i 1400 e i 6300 anni fa; questo clade si pensa possa essersi distinto in due subclade almeno 800 anni fa.
Una seconda stima è basata sull'ipotesi che il Variola virus si sia separato dal virus del vaiolo del gerbillo circa 3000-4000 anni fa[47]. Questa stima è coerente con le prove storiche e archeologiche che identificano il vaiolo come una malattia umana con un'origine relativamente recente. Tuttavia, supponendo che il tasso di mutazione genetica sia simile a quella dei virus della famiglia degli Herpesviridae, si stima che la separazione tra Variola virus e il virus del vaiolo del gerbillo sia avvenuta circa 50000 anni fa. Questa stima è coerente con le altre stime pubblicate e suggerisce che le prove archeologiche e storiche siano decisamente incomplete. Sono quindi necessarie migliori stime dei tassi di mutazione di questi virus per poter uniformare i dati[47].
Il vaiolo sembra essere emersa come malattia endemica in India circa 2500-3000 anni fa[48], mentre il suo trasferimento dall'Africa orientale al Sud America è avvenuto nel XIX secolo.
La prima evidenza clinica attendibile di vaiolo è stata trovata nella mummia del faraone egiziano Ramses V, morto oltre 3000 anni fa[7], mentre archivi storici asiatici descrivono una malattia simile al vaiolo in India[49] e in Cina nei secoli successivi[50]. Si è ipotizzato che i commercianti egiziani abbiano importato la malattia in India nel I millennio a.C., dove è rimasta endemica per oltre 2000 anni; il vaiolo sembra poi essere stato introdotto in Cina nel I secolo a.C. dai territori a sud-ovest e da qui in Giappone nel VI secolo[28]. In Giappone si stima che l'epidemia del 735-737 abbia ucciso un terzo della popolazione dell'arcipelago[8][51]. Almeno sette divinità sono state specificatamente associate al vaiolo, tra i quali Sopona della religione del popolo Yoruba e Shitala Devi dell'Induismo[52].
L'arrivo del vaiolo in Europa e nel Sud-est asiatico è invece meno chiaro. La malattia non è descritta nell'Antico e nel Nuovo Testamento della Bibbia e nemmeno nella letteratura greca e romana e gli studiosi concordano che molto difficilmente una tale malattia possa essere essere sfuggita a una descrizione da parte di Ippocrate se si fosse manifestata nell'area mediterranea[53].
Mentre la peste antonina, che dilagò attraverso l'Impero romano tra il 165 e il 180, si pensa possa essere stata causata da un'epidemia di vaiolo[54][55], altri storici ipotizzano che siano state le truppe arabe a portare per prime la malattia dall'Africa all'Europa sud-orientale nel VII-VIII secolo[28]. Nel IX secolo il medico persiano Abu Bakr Mohammad Ibn Zakariya al-Razi compì una delle osservazioni più importanti sul vaiolo e fu il primo a distinguerlo dal morbillo e dalla varicella nella sua opera Kitab fi al-jadari wa-al-hasbah, in italiano Il libro del vaiolo e del morbillo[56].
Durante il Medioevo il vaiolo si presentò con epidemie periodiche, ma non divenne endemico finché la popolazione non crebbe, aiutato anche dai grandi movimenti di persone che caratterizzarono il periodo delle crociate. A partire dal XVI secolo il vaiolo era presente in quasi tutta Europa, infettando soprattutto i bambini e causando la morte di oltre il 30% degli individui infetti[28]. Le successive esplorazioni e colonizzazioni europee favorirono la diffusione della malattia in tutto il mondo conosciuto e il vaiolo divenne una delle più importanti cause di morbilità e mortalità[28].
Uomo affetto da vaiolo - Stati Uniti (1912)
Non esistono descrizioni attendibili di casi di vaiolo nel continente americano prima della colonizzazione europea del XV secolo[46]. Nel 1507 fu introdotto sull'isola di Hispaniola e nel 1520 sulla terraferma, quando i coloni spagnoli si spostarono in Messico. Il vaiolo decimò la popolazione nativa amerinda e permise la conquista degli imperi azteco e inca[28]. Nel 1633, alla fondazione delle colonie nella costa orientale del Nord America seguì una devastante epidemia presso le popolazioni native americane[57] e, successivamente, per i coloni nati nel Nuovo Mondo[58]. Le stime parlano di un tasso di mortalità presso i nativi americani dell'80-90%[59]. Il Australia il vaiolo fu introdotto prima nel 1789 e di nuovo nel 1829[28], diventando la prima causa di morte per gli aborigeni australiani tra il 1780 e il 1870[60].
A partire dalla metà del XVIII secolo il vaiolo era la maggior malattia endemica in tutto il mondo, con l'eccezione dell'Australia e di altre piccole isole; in Europa rappresentava la prima causa di morte, con 400.000 decessi l'anno[9].
Il vaiolo rappresentava il 10% delle cause di mortalità infantile in Svezia[8] e il tasso si stima fosse ancora più elevato in Russia[50]. L'uso dellavariolizzazione in alcuni paesi, come in Cina, nel Regno Unito e nelle sue colonie nordamericane, ridusse l'impatto della malattia nei confronti delle classi agiate durante l'ultimo periodo del XVIII secolo, ma una vera riduzione dell'incidenza si ebbe solo quando la vaccinazione divenne prassi comune alla fine del XIX secolo. I vaccini e la pratica della rivaccinazione portarono a una riduzione dei casi solamente in Europa e in Nord America, mentre il vaiolo rimaneva incontrollato nel resto del mondo. Negli ultimi anni del XIX secolo fu identificata, negli Stati Uniti e in Sudafrica, la variola minor, che nella prima metà del XX secolo si espanse in molte parti del continente africano. Questa malattia, che causa una forma molto più lieve di vaiolo ed è caratterizzata da una minore mortalità, garantisce l'immunità alla variola maior. Pertanto, nel giro di pochi anni, divenne la forma principale di vaiolo, soprattutto negli Stati Uniti, in Canada, in Sud America e nel Regno Unito, riducendo ulteriormente i tassi di mortalità[28].

Eradicazione [modifica]

Vaccinazione effettuata nel contesto programma di eradicazione del vaiolo - Niger(febbraio 1969)
Sin dalla dimostrazione di Jenner dell'efficacia della vaccinazione nel 1796, furono fatti numerosi tentativi per eliminare il vaiolo su scala regionale. Nel 1803 il Regno di Spagna organizzò una missione per trasportare il vaccino nelle colonie dell'Impero spagnolo in America e nelleFilippine e vi creò un massiccio programma di vaccinazione[61], e lo stesso fu fatto dal governo inglese in India[62]. Tuttavia, le campagne di vaccinazione britanniche in India e in Birmania furono state ostacolate dalla testarda preferenza indigena per la variolizzazione e la diffidenza nei confronti della vaccinazione, nonostante le dure leggi, il miglioramento dell'efficacia della conservazione locale del vaccino e l'educazione sanitaria[63]. A partire da 1832 il Governo federale degli Stati Uniti d'America introdusse un programma di vaccinazione per i nativi americani[64]. Nel 1842 il Regno Unito bandì la pratica della variolizzazione, introducendo la vaccinazione obbligatoria nel 1853[65]. Lo stesso avvenne negli Stati Uniti tra il 1843 e il 1855, a partire dallo stato del Massachusetts; nonostante l'avversione di alcuni per questa misura[50], nel 1897 il vaiolo era quasi scomparso dal paese[66]. In molti paesi dell'Europa settentrionale la malattia era stata debellata agli inizi del XIX secolo e, nel 1914, l'incidenza nei paesi industrializzati si era ridotta a valori relativamente bassi. La vaccinazione venne mantenuta fino ai tardi anni settanta per evitare la possibile reintroduzione del vaiolo da paesi ancora endemici. L'Australia e la Nuova Zelanda furono invece un caso a parte, in quanto non introdussero mai un programma di vaccinazione preferendo la quarantena rigorosa, in quanto le grandi distanze e la bassa densità abitativa rendevano difficile il contagio[67].
Il primo grande sforzo per eradicare il vaiolo dall'emisfero occidentale fu la campagna lanciata nel 1950 dalla Pan American Health Organization[68] ed ebbe successo nell'eliminare la malattia in tutti i paesi americani, con l'eccezione dell'Argentina, del Brasile, della Colombia e dell'Ecuador[67]. Nel 1958 il ministro della sanità dell'Unione SovieticaViktor Zhdanov, fece un appello all'Assemblea mondiale della sanità dell'Organizzazione mondiale della sanità per intraprendere un'iniziativa mondiale finalizzata all'eradicazione globale della malattia, proposta che fu accettata, con la risoluzione WHA 11.54, nel 1959, anno in cui ancora due milioni di persone ogni anno morivano per il vaiolo[69].
Nel complesso, tuttavia, i progressi verso l'eliminazione furono deludenti, soprattutto in Africa e nel subcontinente indiano. Nel 1967 l'OMS intensificò gli sforzi, contribuendo con 2,4 milioni di dollari annui e introducendo il metodo della sorveglianza sanitaria, una metodica epidemiologica che permette il monitoraggio della diffusione della malattia al fine di stabilire i modelli di progressione[70].
Rahima Banu, la bambina bengalese di due anni che è stato l'ultimo essere umano a essere stato infettato naturalmente dalla Variola maior - Bangladesh (1975)
Si stima che i casi di vaiolo annui fossero, nei primi anni cinquanta, oltre 50 milioni[14]. Per sradicare il vaiolo, si doveva impedire a ogni focolaio di diffondersi, attraverso l'isolamento dei malati e la vaccinazione di tutti coloro che vivevano nelle vicinanze. La chiave strategica è stata il monitoraggio di tutti casi di una comunità e il contenimento. Il problema iniziale che l'OMS si trovò di fronte era l'inadeguata segnalazione dei casi di vaiolo, in quanto molti casi non venivano denunciati alle autorità sanitarie, pertanto fu creata una rete di consulenti che aiutassero i paesi nella creazione di strutture di sorveglianza e di contenimento. Il fatto che gli esseri umani fossero l'unico serbatoio del virus e che non esistessero portatori sani, giocò un ruolo fondamentale nell'eradicazione del vaiolo. All'inizio le dosi di vaccino furono fornite principalmente da Unione Sovietica e Stati Uniti, ma, nel 1973, oltre l'80% della produzione avveniva nei paesi in via di sviluppo[67].
L'ultimo focolaio importante di vaiolo in Europa avvenne il Jugoslavia nel 1972, a causa di un pellegrino del Kosovo ritornato dal Medio Oriente, dove aveva contratto il virus, e causò l'infezione di 175 persone, delle quali 35 morirono. Le autorità decisero di instaurare la legge marziale, forzando la quarantena, intraprendendo una massiccia campagna di rivaccinazione e richiedendo l'aiuto dell'OMS. In due mesi l'epidemia terminò[71]. Precedentemente a questa ci fu un focolaio a Stoccolma, tra il maggio e il luglio del 1963, causato da un marinaio svedese di ritorno dall'Estremo Oriente. Anche in questo caso l'epidemia fu tenuta sotto controllo da misure di quarantena e vaccinazione della popolazione locale[72].
Alla fine del 1975 il vaiolo resisteva solo nel Corno d'Africa, in Etiopia e Somalia. Le condizioni erano difficili per via della guerra civile, della carestia, dei profughi e della carenza di strade e altre vie di comunicazione. Un programma di sorveglianza intensiva, di contenimento e di vaccinazione venne avviata in questi paesi nella prima metà del 1977[73]. L'ultimo caso di contagio naturale con il virus, nella variante variola minor, fu diagnosticato in Somalia il 26 ottobre 1977[21]. L'ultimo caso di variola maior contratta naturalmente risale invece all'ottobre del 1975, in una bambina bengalese di due anni[30].
L'eradicazione mondiale del vaiolo fu certificata da una commissione di eminenti scienziati, dopo intense attività di verifica nei vari paesi, il 9 dicembre1979 e successivamente approvata con una risoluzione dell'Assemblea mondiale della sanità dell'OMS l'8 maggio 1980[14][74]. Le prime due frasi della risoluzione riportano:
(EN)
« Having considered the development and results of the global program on smallpox eradication initiated by WHO in 1958 and intensified since 1967 … Declares solemnly that the world and its peoples have won freedom from smallpox, which was a most devastating disease sweeping in epidemic form through many countries since earliest time, leaving death, blindness and disfigurement in its wake and which only a decade ago was rampant in Africa, Asia and South America[75]»
(IT)
« Dopo aver considerato lo sviluppo e i risultati del programma globale di eradicazione del vaiolo avviato dall'OMS nel 1958 e intensificato a partire dal 1967 ... dichiara solennemente che il mondo e i suoi popoli hanno ottenuto la libertà dal vaiolo, una delle malattie più devastanti a manifestarsi con epidemie in molti paesi sin dai tempi più remoti, lasciando morte, cecità e deturpazione nella sua scia e che solo un decennio fa era dilagante in Africa, Asia e Sud America. »
(World Health Organization, Risoluzione WHA 33.3)

Dopo l'eradicazione [modifica]

I tre ex-direttori del "Programma per l'eradicazione globale del vaiolo" leggono l'annuncio dell'eradicazione della malattia - Stati Uniti (1980)
Gli ultimi due casi di vaiolo al mondo si sono verificati a Birmingham, nel Regno Unito, nel 1978, quando due dipendenti della Facoltà di Medicina dell'Università di Birmingham contrassero il virus e uno dei due morì, l'11 settembre 1978[75]. Dopo questo fatto Henry Bedson, responsabile scientifico dell'Università per la ricerca contro il vaiolo, si suicidò[3]. Alla luce di questo incidente, tutte le riserve conosciute di vaiolo furono distrutte o trasferite in uno dei due laboratori di riferimento dell'OMS dotati di un livello di sicurezza adeguato: il CDC di Atlanta e il Centro di ricerca statale di virologia e biotecnologia VECTOR di Koltsovo, in Russia[76].
È del 1986 la prima raccomandazione dell'OMS riguardo la distruzione del virus, con data fissata il 30 dicembre 1993 e poi posposta al 30 giugno1999[77]. A causa della resistenza da parte degli Stati Uniti e Russia, nel 2002 l'Assemblea mondiale della sanità dell'OMS ha deciso di consentire il mantenimento temporaneo degli stock di virus a scopo di ricerca[78]. La distruzione delle scorte esistenti potrebbe ridurre il rischio che comporta la ricerca in corso sul vaiolo e le scorte non sono necessarie per rispondere a un'eventuale epidemia di vaiolo[79], tuttavia alcuni scienziati sostengono che le scorte possano essere utili nello sviluppo di nuovi vaccini, farmaci antivirali e test diagnostici[80]. Una pubblicazione del 2010 di una squadra di esperti di salute pubblica, nominati dall'OMS, ha concluso che non vi sia alcuna essenziale questione di sanità pubblica che giustifichi Stati Uniti e Russia a mantenere riserve di virus[81] e questa opinione è generalmente condiviso dalla comunità scientifica, in particolare tra gli ex responsabili del programma dell'OMS per l'eradicazione del vaiolo[82].

Il vaiolo come arma biologica [modifica]

Gli inglesi considerarono di utilizzare il vaiolo come arma biologica nell'assedio di Fort Pill durante la guerra franco-indiana (1754-1763) contro i francesi e i loro alleati nativi americani[83][84][85][86], mentre è stato ipotizzato che lo stesso agente patogeno sia stato utilizzato come arma durante la guerra di indipendenza americana (1775-1783)[87][88].
Durante la seconda guerra mondiale gli scienziati del Regno Unito, degli Stati Uniti e del Giappone sono stati coinvolti nella ricerca per produrre un'arma biologica dal vaiolo[89]. Tuttavia non furono mai attuati piani per una produzione in larga scala, poiché si ritenne che, in presenza di un vaccino efficace, l'arma non avrebbe avuto l'efficacia sperata[90].
Nel 1947 l'Unione Sovietica costruì una fabbrica per la creazione di armi biologiche basate sul vaiolo nella città di Zagorsk, 75 km a nord di Mosca[91] e si suppone si sia verificata un'epidemia causata da alcuni test negli anni settanta[92]. In seguito a pressioni internazionali, il governo sovietico autorizzò nel 1991 un'ispezione da parte di un team anglo-americano di quattro dei più importanti impianti bellici. Gli ispettori ricevettero risposte evasive e smentite da parte dagli scienziati sovietici e alla fine furono allontanati dalla struttura[93]. Nel 1992, Ken Alibek, un disertore russo, sostenne che il programma sovietico di armi biologiche a Zagorsk abbia prodotto una scorta di venti tonnellate di virus da usare eventualmente come arma e testate refrigerate per il loro trasporto[94]. Nel 1997, il governo russo annunciò che tutti i suoi campioni di vaiolo rimanenti sarebbero stati trasferiti al Centro di ricerca statale di virologia e biotecnologia VECTOR diKoltsovo[93]. Dopo il crollo dell'Unione Sovietica e la disoccupazione di molti degli scienziati responsabili del programma bellico, i funzionari del governo degli Stati Uniti hanno espresso la preoccupazione di come il vaiolo e la competenza per ottenerne un'arma possa permettere ad altri governi o a gruppi terroristici di utilizzare il virus come mezzo di guerra biologica[95]. Accuse specifiche mosse contro l'Iraq a tale proposito, tuttavia, si sono rivelate false[96]. Alcuni hanno espresso la preoccupazione che la sintesi genetica artificiale possa essere utilizzata per ricreare il virus a partire da genomi già esistenti per utilizzarlo come arma biologica, dal momento che è teoricamente fattibile l'inserimento del DNA del virus del vaiolo all'interno di strutture virali simili, come altri Orthopoxvirus[97].
Dopo gli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001, il governo degli Stati Uniti si allertò contro il rischio di un attacco bioterroristico. Fu prodotto un gran numero di dosi di vaccino per essere in grado di immunizzare la popolazione americana nel caso di una nuova epidemia di vaiolo e, nel dicembre 2002, un programma speciale del governo ha offerto la possibilità, a qualunque cittadino lo desiderasse, di vaccinarsi contro il virus del vaiolo. Tra il dicembre 2002 e il marzo 2003 sono stati vaccinati oltre 25.000 civili e oltre 325.000 militari americani[98].
L'Italia possiede cinque milioni di dosi di vaccino che, in caso di necessità, possono essere diluite con la possibilità di vaccinare 25 milioni di persone[98].

Note [modifica]

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Approfondimenti [modifica]

Bibliografia [modifica]

  • T.R. Harrison, Principi di medicina interna, 16a ed., Milano, McGraw-Hill, 2005. ISBN 88-386-2999-4
  • R.L. Robbins, R.S. Cotran, V.Eusebi, A.K. Abbas, V. Kumar, J.A. Perkins, N. Fausto, La basi patologiche delle malattie, Milano, Elsevier Italia, 2006. ISBN 88-85675-53-0
  • Murray, Rosenthal, Microbiologia, Napoli, EdiSES, 2007. ISBN 88-7959-262-9

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