SULLA DIFFUSIONE DI TESTI DI PRESUNTE RIVELAZIONI PRIVATE. Comunicato Stampa della Congregazione per la Dottrina della Fede del 29 novembre 1996.

Link: https://nostrasignoradianguera.blogspot.it/2018/04/sulla-diffusione-di-testi-di-presunte.html


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pagina Facebok: https://www.facebook.com/Nostra-Signora-di-Anguera-192592854160608/
e Twitter: https://twitter.com/angueramessaggi è un interpretazione personale e non corrisponde necessariamente al vero significato dei messaggi, degli avvertimenti della Madonna al mondo e delle profezie annunciate da Nostra Signora ad Anguera.
Si consiglia di visitare il sito web ufficiale brasiliano del veggente Pedro Regis:
http://www.apelosurgentes.com.br/pt-br/ e la pagina dedicata al commento delle profezie: http://www.apelosurgentes.com.br/pt-br/cms/list/not%C3%ADcias
(Gestore sito web: ANSA - Associacao Nossa Senhora de Anguera).

giovedì 4 dicembre 2014

PANDEMIA - BIOTERRORISMO – EBOLA - AFRICA OCCIDENTALE DAL 15/06/2014 – Messaggio profetico della Madonna di Anguera n. 2.847 del 5/6/2007 “La croce sarà pesante per molti dei miei poveri figli. Gli uomini del terrore spargeranno il veleno e la morte passerà. Soffro per ciò che vi attende.” Profezia della Madonna di Anguera in fase di svolgimento.


POST DEL 29/03/2014 AGGIORNAMENTO DEL  25/07/2018

Scoperto composto che ferma lo sviluppo di Ebola e Zika

Ricercatori Usa hanno individuato l'azione della benzoquinolina



Ebola, OMS dichiara la Liberia ufficialmente libera dalla malattia

Il 9 maggio 2015 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato ufficialmente la Liberia libera da trasmissione di virus Ebola: sono infatti trascorsi 42 giorni dal 28 marzo 2015, giorno in cui l’ultimo caso di malattia confermato in laboratorio, è stato inumato. Le 332 persone che potevano avere avuto contatti con questo caso sono state identificate e monitorate, senza evidenziare sintomi di malattia.
Pertanto, sulla base dei criteri per dichiarare conclusa una epidemia di Ebola, oggetto di un precedente annuncio dell’OMS in data 7 maggio (allegato), si  può dichiarare finita  l’epidemia di Malattia da Virus Ebola in Liberia.
Le attività di sorveglianza continueranno sia in Liberia che negli altri due Paesi affetti dell’Africa occidentale, Guinea e Sierra Leone, in cui sono evidenti i segni di un progressivo declino dei casi confermati di malattia da Virus Ebola: nella settimana dal 27 aprile al 3 maggio nei due Paesi sono stati casi confermati in totale 18 casi ( 9 in Guinea e 9 in Sierra Leone, in regioni confinanti dei due paesi),  il numero più basso dall’inizio del 2015 e per la terza settimana consecutiva dall’inizio di quest’anno non sono stati segnalati casi di infezione tra operatori sanitari.
L’OMS continuerà a mantenere in Liberia fino alla fine dell’anno in corso uno staff potenziato, per le attività di risposta nel periodo post-epidemico, per la vigilanza nei confronti di possibili importazioni e per il ripristino dei servizi sanitari essenziali.
Per ciò che concerne l’Italia, le attività di vigilanza sanitaria ad opera degli Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera- USMAF del Ministero delle Salute in corrispondenza dei punti di ingresso internazionali, e delle strutture del Servizio Sanitario Nazionale, continueranno nei confronti delle persone appartenenti a organizzazioni non governative e governative impegnate nelle zone affette, e di altre persone segnalate dal Ministero degli Affari Esteri, provenienti da Guinea e Sierra Leone, mentre cesseranno nei confronti delle persone provenienti dalla Liberia, in cui la trasmissione del virus Ebola   è stata interrotta.
Data di pubblicazione: 13 maggio 2015, ultimo aggiornamento 14 maggio 2015
Virus letale
30 giugno 2015

http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/ESTERI/ebola_gemelline_immuni_ricercatori_malattia_genetica/notizie/1024273.shtml
Ebola, due gemelline immuni al virus: ricercatori a caccia del segreto delle loro cellule



Il primo test rapido per l’ebola


Impiega minuti e non ore ad effettuare una diagnosi, e funziona senza elettricità. Anche se meno accurato dei test tradizionali potrebbe facilitare e velocizzare l’identificazione di nuovi focolai.


Gli 007 inglesi: “L’Isis potrebbe esportare il virus ebola”. Ma il rischio è molto remoto

Un dossier dei ricercatori militari britannici rivela come, in linea teorica, il rischio che l'Isis "immetta" il virus ebola in Occidente sia presente. In pratica, tuttavia, si tratta di un'ipotesi praticamente impossibile.

2.518 - 03.05.2005
2.518 - 03.05.2005
CARI FIGLI, ARMI NUCLEARI E BIOLOGICHE SARANNO USATE DAGLI UOMINI DALLA GRANDE BARBA E IL TERRORE SI DIFFONDERA’ IN VARIE NAZIONI.  Il demonio è riuscito a sedurre un grande numero di poveri figli e li ha allontanati dalla grazia del mio Divino Figlio. INFELICI COLORO CHE VIVONO ATTACCATI AI BENI MATERIALI. SAPPIATE CHE CI SARA’ UN GRANDE CAOS NELL’ ECONOMIA MONDIALE E SOLO I MITI E GLI UMILI DI CUORE RIUSCIRANNO A SOPRAVVIVERE. Vi chiedo di allontanarvi da ogni vanità. Fuggite dalle mode del mondo. Imparate a vestirvi con modestia. Abbiate cura del vostro corpo, perché siete TEMPIO DELLO SPIRITO Santo. Fate attenzione. Siete del Signore. Chi offende il Signore per mezzo delle mode corre il rischio della condanna eterna. Liberatevi veramente dalle grinfie del demonio. Non consegnate la vostra anima alla condanna. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

2.786 - 16.01.2007

Cari figli, Io vi amo come siete. Vi chiedo di avere fiducia, fede e speranza. Dio ha tutto sotto controllo. Confidate in Lui e vedrete la pace regnare nel mondo. Date il meglio di voi nella missione che il Signore vi ha affidato. DIO FARÀ SORGERE GRANDI SEGNI E SARANNO REALIZZATI GRANDI PRODIGI SENZA CHE GLI UOMINI POSSANO TROVARVI UNA SPIEGAZIONE. State attenti. Accogliete i miei Appelli e sarete trasformati in uomini e donne di preghiera.  AVVERRA’ UNA SCOPERTA E MOLTI SI RALLEGRERANNO. LA CURA VERRA’. DIO E’ PADRE MISERICORDIOSO E NON ABBANDONA I SUOI FIGLI. SIATE MITI E UMILI DI CUORI.. La vostra bontà attirerà santità. Avanti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.


continua su: http://www.fanpage.it/gli-007-inglesi-l-isis-potrebbe-esportare-il-virus-ebola-ma-il-rischio-e-molto-remoto/#ixzz3SgilXcDS 
http://www.fanpage.it




21/11/2014 23:09

EPIDEMIA

Rubato sangue con Ebola. Allerta terrorismo

Link diretto: http://www.iltempo.it/esteri/2014/11/21/rubate-provette-di-sangue-con-ebola-allerta-terrorismo-1.1347864



SETTE ESPERIMENTI MORTALI - L' ESPERIMENTO G la resurrezione in provetta di un morbo da tempo scomparso ma il cui virus è conservato nei laboratori, è considerata forse la più letale, perché il corpo umano ha ormai perduto le capacità di combattere un virus che non si presenta più da molti anni. - L'idea di fondo è dunque quella di creare il super-virus, così da poterlo combattere, prima che sia il nemico a realizzarlo e a utilizzarlo in una azione terroristica o di guerra tra Stati. Continua a leggere clicca sotto

Ebola, super virus nato nei laboratori americani

ESCLUSIVO. Gli scienziati Usa l'hanno potenziato. E reso trasmissibile per via aerea. Per studiarne effetti e cura. Ma forse qualcosa è andato storto.

http://www.lettera43.it/fatti/ebola-super-virus-nato-nei-laboratori-americani_43675144015.htm




Ebola, l’intelligenza artificiale che aiuta a trovare una cura


Un supercomputer promette di velocizzare la ricerca contro il virus, prevedendo quali composti potrebbero essere o meno efficaci ad arrestare l’infezione


Ebola è niente, la prossima pandemia sarà devastante

A colloquio con David Quammen, giornalista e scrittore, esperto di pandemie. Ecco lo scenario che ci ha raccontato.

COPERTURA COMPLETA E AGGIORNATA DI "EBOLA TERRORISMO ", OTTENUTA COMBINANDO FONTI DI NOTIZIE IN TUTTO IL MONDO ATTRAVERSO GOOGLE NEWS.
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ebola terrorismo

Di Battista, Salvini, Zanicchi: quante sciocchezze sull'Ebola

International Business Times Italia - ‎15/ott/2014‎
L'intervento si concluse con un avvertimento caratterizzato da un tenore alquanto funereo: "Ricordate queste parole, l'Ebola sta arrivando, fate voi". Se non è terrorismo psicologico, poco ci manca, anche perché di Ebola si registrano finora pochissimi ...

Isis ai terroristi: contrarre virus Ebola per diffonderlo in Occidente

Blasting News - ‎09/ott/2014‎
La sciagurata idea stabilisce che i terroristi contraggano il virus Ebola - iniettandosi in vena sangue infetto - e lo diffondano in America e nel resto del mondo andando in giro per le strade, nelle metropolitane, nei luoghi più frequentati dalle ...

Terrorismo, quegli jihadisti “messicani” armati di ebola

Il Secolo XIX - ‎06/ott/2014‎
Città del Messico - «Il confine che separa il Messico dagli Stati Uniti è talmente zeppo di zone franche che potrei entrare con una valigetta colma di provette del virus ebolae uccidere in poche ore 300mila abitanti della contea di San Diego»: a ...

Orrore Isis: "Iniettatevi l'Ebola e andate in Occidente". Così i terroristi ...

Caffeina Magazine - ‎08/ott/2014‎
Difatti, la tecnica degli untori del terzo millennio, se da un lato ha basse possibilità di attecchire come canale di diffusione dell'epidemia Ebola, rischia di avere un effetto devastante nell'immaginario collettivo. Anche per questa ragione, la ...

Il piano dei terroristi islamici: iniettarsi sangue infetto d'Ebola e ...

LiberoQuotidiano.it - ‎07/ott/2014‎
Virus Ebola e il terrorismo islamicodell'Isis: le due minacce globali che in questi mesi stanno terrorizzando l'Occidente pronte a unirsi nei prossimi mesi in un'unica e terribile strategia del terrore. Sarebbe infatti pronta la nuova campagna ...

Ebola a Roma | Spallanzani | Attenzione al terrorismo psicologico

06blog.it (Blog) - ‎08/ott/2014‎
Sull'Ebola non si sa tanto, ma si discute troppo. Il terrorismo psicologico si fa strada ogni giorno mentre chiunque cerca di capirne origini e diffusione. Dopo la Spagna, ora c'è un caso sospetto pure in città. Forse più serio delle bufale precedenti ...

Terrorismo. L'ebola nuova arma dell'Isis

America Oggi - ‎19/set/2014‎
IL CAIRO. Un "talk-show" per dire la "verità sull'Isis" presentato da un giornalista britannico in ostaggio: è il nuovo capitolo nella saga mediatica dello Stato islamico, che si è spinto anche a ipotizzare possibili attacchi con il virus ebola, mentre ...

Ebola, l'allarme di Barack Obama “L'epidemia è peggio del terrorismo

Si24 - Il mondo visto da Palermo - ‎25/set/2014‎
Non solo Isis: Barack Obama detta la linea all'Onu e agli Stati Uniti. Fermare il virus dell'ebola è una priorità “Continueremo a essere impegnati e a fare la nostra parte, ma deve anche essere una priorità del mondo”, ha detto il presidente a stelle e ...

Isis si prepara ad attaccarci con il virus dell'ebola

il Giornale - ‎18/set/2014‎
Da allora, le minacce non si sono mai fermate: solo ieri era stato rilasciato un video di minaccia in cui finivano nel mirino il presidente Obama e la Casa Bianca, mentre oggi un quarto ostaggio britannico, nell'ennesimo filmato diffuso dai terroristi ...

Vargas Llosa: perché, nonostante Ebola e Isis, sono ottimista

Formiche.net - ‎15/ott/2014‎
Venti di guerra fredda spirano in Europa, una guerra calda anzi rovente è in corso nel Levante, tra la Siria e l'Iraq, il terrorismo islamico torna a minacciare i crociati cioè l'intero occidente che non si è ancora ripresa dalla Grande Recessione e ...

Terrorismo: Isis minaccia attacchi con virus ebola. Nuovo video con ...

ForexInfo.it - ‎18/set/2014‎
L'Isis starebbe organizzando un attacco agli Stati Uniti utilizzando il virus ebola. L'indiscrezione arriva da Site, il sito di monitoraggio dell'integralismo islamico sul web, che annuncia di aver intercettato discussioni online tra affiliati dello ...

Ebola, la corsa a ostacoli verso la cura

National Geographic Italia - ‎19 ore fa‎
Gli Stati Uniti hanno cominciato a investire grosse somme nella ricerca sull'Ebola solo dopo gli attacchi dell'11 settembre 2011, nel timore che il virus potesse essere usato come arma dai terroristi. Ma una ricerca del genere deve essere finanziata ...

Vertice Asem, città blindata

ANSA.it - ‎13 minuti fa‎
La cancelliera prima di entrare ha riassunto alcuni degli argomenti di cui si parlerà: dal problema del terrorismo e dell'Isis, a quello dell'epidemia di ebolanell'Africa occidentale, alla situazione in Ucraina. "Domani dirò che il primo impegno della ...

Allarme Ebola, ultime news: super vertice tra Obama e i leader Ue ...

Blasting News - ‎16 ore fa‎
Supervertice tra il presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama e i principali leader dell'Unione Europea per fare il punto della situazione sui terroristiIsis e sul virus Ebola che continuano a portare il terrore nel mondo intero. Alla ...

Ebola, secondo il ministro Alfano: "siamo in allerta"

Centro Meteo Italiano - ‎20 ore fa‎
Ebola, secondo il ministro Alfano: “siamo in allerta” - 15/10/2014- Durante un convegno contro il terrorismo, promosso dalla fondazione De Gasperi, il ministro Angelino Alfano, si è pronunciato sulla questione Ebola, affermando: “ Siamo in stato di ...

Vertice Asem Milano, Renzi accoglie premier cinese. Bloccate due ...

Il Fatto Quotidiano - ‎4 ore fa‎
13.35 – Angela Merkel appena arrivata al vertice. La cancelliera, prima di entrare, ha riassunto alcuni degli argomenti di cui si parlerà: dal problema delterrorismo e dell'Isis, a quello dell'epidemia di Ebola nell'Africa occidentale, alla situazione ...

Ebola. Alfano, siamo in stato di allerta

Internazionale - ‎22 ore fa‎
Cosi' il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ha risposto ai giornalisti a margine di un convegno, a porte chiuse, sul terrorismo islamico che si sta tenendo a Roma presso la sede della Camera di commercio. Alla domanda se la propagazione del virus ...

Putin esorta gli Stati Uniti a fermare il ricatto irragionevole alla Russia

La Voce della Russia - ‎3 ore fa‎
Ha considerato le parole di Obama sull'aggressione russa in Europa, paragonata alla seconda più grande minaccia per l'umanità, insieme all'epidemia di Ebola e ai terroristidell'ISIS, come atto ostile. Il Presidente ha posto l'accento sul fatto che la ...

Obesi di paura

Il Post - ‎3 ore fa‎
Leggendo l'articolo sul signore americano che investe sui domini web legati alle malattie e che ora spera di vendere per 150mila dollari “ebola.com”, mi sono chiesto cosa pensare di lui. Il suo modo di guadagnare è istintivamente sgradevole e lo rende ...

Isis, rischio elevato per Italia ed Europa: videoconferenza tra ...

Blasting News - ‎17 ore fa‎
Gli argomenti all'ordine del giorno saranno lotta al terrorismo, emergenza Ebola e situazione in Ucraina. Obama ha già dichiarato che la lotta all'Isis non avrà veloce risoluzione e che al momento siamo ancora ad una fase iniziale delle operazioni ...

EBOLA GOOGLE NEWS
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PIANO NAZIONALE ITALIANO DI PREPARAZIONE E RISPOSTA AD UNA 
PANDEMIA INFLUENZALE
http://www.salute.gov.it/imgs/c_17_pubblicazioni_501_allegato.pdf



Ebola

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
·         Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 25 mar 2014 alle 12:39.

Bioterrorismo ed ebola

La mortalità e la scarsità di vaccini e terapie adeguate, classificano l'ebola come un'agente di rischio biologico di livello 4, così come agente bioterroristico di categoria A[34].
Come arma terroristica, l'ebola è stato preso in considerazione dai membri della setta giapponese Aum Shinrikyo, il cui leader, Shoko Asahara, inviò circa 40 membri in Zaire nel 1992 i quali si finsero di supporto medico alle vittime dell'ebola, presumibilmente nel tentativo di acquisire un campione virale.[35]

1.    34 ^ Hoenen T, Groseth A, Falzarano D, Feldmann H, Ebola virus: unravelling pathogenesis to combat a deadly disease in Trends Mol Med, vol. 12, n. 5, 2006, pp. 206–15. DOI:10.1016/j.molmed.2006.03.006, PMID 16616875.
2.    35 ^ Chronology of Aum Shinrikyo's CBW Activities, Monterey Institute for International Studies.

Ebola, Oms, epidemia durerà molti mesi

In Ghana vertice fra ministri salute 11 Paesi regine




CRITERIO DI CORRISPONDENZA UNIVOCA - ACCADIMENTO PROFETICO ED EVENTO STORICO.
Per soddisfare il criterio in oggetto devono verificarsi le seguenti condizioni:
1)    Messaggi completi di Anguera;
2)    Termine delle apparizioni della Madonna;
3)    Compimento di tutte le profezie di Anguera;
4)    Riconoscimento ufficiale della Chiesa locale.
Quando saranno soddisfatte le quattro condizioni indicate, avremo una corrispondenza univoca; che ha un solo significato, che ammette una sola interpretazione, senza possibilità di equivoci, tra ogni evento storico e singolo messaggio profetico. Attualmente, nessuna delle quattro condizioni si sono verificate, possiamo solo ricercare corrispondenze tra ogni evento storico e messaggio profetico analizzato. In sintesi le profezie di Anguera, avverate o in fase di svolgimento, rimangono mere ipotesi di lavoro.

MESSAGGI PROFETICI DI ANGUERA SULLA PANDEMIA BIOTERRORISTICA


PANDEMIA - BIOTERRORISMO – EBOLA – AFRICA OCCIDENTALE DAL 15/6/2014 Messaggio di Anguera n. 2.847 del 5/6/2007 “ Gli uomini del terrore spargeranno il veleno e la morte passerà.”

2.847 - 05/06/2007
Cari figli, l’umanità ha bisogno di pace e solo in Gesù è possibile trovare la pace. Mio Figlio Gesù vi ama. Egli vuole salvarvi, ma voi non potete vivere nel peccato. Aprite i vostri cuori alla grazia di mio Figlio e sarete trasformati. La croce sarà pesante per molti dei miei poveri figli. Gli uomini del terrore spargeranno il veleno e la morte passerà. Soffro per ciò che vi attendeInginocchiatevi in preghiera. Ciò che dovete fare, non rimandatelo a domani. Tornate in fretta. Il vostro tempo è breve. Avanti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.



2.483 - 15.02.2005

L' AVVENIMENTO PIU' DOLOROSO DEL XV SECOLO SI RIPETERA' - Messaggio profetico della Madonna di Anguera numero 2.483 del 15.02.2005. (Assedio di Costantinopoli (la nuova Roma) 1453?- Pandemia di peste bubbonica nel 1404? - Ondata di freddo dell'inverno tra il 1407 e il 1408? Scisma d' Occidente? (Tre papi contendenti ELETTI da cardinali in specifici concili: Benedetto XIII e Gregorio XII eretici e scismatici; Alessandro V, carica valida nella successione apostolica).


Cari figli, Dio ha parlato, ma gli uomini non hanno accolto i suoi messaggi. L’AVVENIMENTO più doloroso del XV secolo si ripeterà. L’umanità cammina verso l’autodistruzione che gli uomini hanno preparato con le proprie mani. Pregate. Ascoltate amorevolmente i miei appelli e potrete crescere spiritualmente. Non tiratevi indietro. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

Assedio di Costantinopoli (1453) ?





2.518 - 03.05.2005

2.518 - 03.05.2005

Cari figli, armi nucleari e biologiche saranno usate dagli uomini dalla grande barba e il TERRORE si diffonderà in varie nazioni. Il demonio è riuscito a sedurre un grande numero di poveri figli e li ha allontanati dalla grazia del mio Divino Figlio. InFELICI coloro che vivono attaccati ai beni materiali. Sappiate che ci sarà un grande caos nell’economia mondiale e solo i miti e gli umili di cuore riusciranno a sopravvivereVi chiedo di allontanarvi da ogni vanità. Fuggite dalle mode del mondo. Imparate a vestirvi con modestia. Abbiate cura del vostro corpo, perché siete TEMPIO DELLO SPIRITO Santo. Fate attenzione. Siete del Signore. Chi offende il Signore per mezzo delle mode corre il rischio della condanna eterna. Liberatevi veramente dalle grinfie del demonio. Non consegnate la vostra anima alla condanna. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
2.548 - 14.07.2005

Cari figli, è giunto il momento opportuno per vivere nella grazia di Dio. L’umanità cerca la morte, ma il Signore vuole offrirvi la vita. Se accogliete con gioia il Vangelo del mio Gesù sarete salvi. Io sono vostra Madre e soffro a causa delle vostre sofferenze. L’umanità sperimenterà l’amaro preparato dalle mani stesse degli uomini. Gli uomini dalla grande barba stanno preparando una grande azione malefica. In diverse zone e nello stesso momento verranno sofferenza e dolore. Un esercito esploderà. L’odio si è impadronito del cuore di molti dei miei poveri figli e questi camminano come ciechi guidando altri ciechi. Pregate. Pregate molto. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
3.422 - 5 gennaio 2011
Cari figli, sono vostra Madre Addolorata e soffro a causa delle vostre sofferenze. L’umanità cammina incontro a grandi sofferenze. IL PERICOLO PER GLI UOMINI VERRÀ PER MEZZO DELLE PROPRIE MANI. GLI UOMINI HANNO COSTRUITO ARMI CHE PORTERANNO L’UMANITÀ AL CALVARIODALL’ EUROPA VERRA’ PER GLI UOMINI LA CROCE DELLA SOFFERENZA. Non allontanatevi dalla preghiera. Io sono vostra Madre e voglio soccorrervi. Ascoltatemi e sarete vittoriosi. In questi tempi difficili, chiamate sempre Gesù. Abbracciate la vera dottrina e non permettete che il demonio vi inganni. Solo Gesù è la Verità Assoluta del Padre e senza di Lui non raggiungerete la salvezza. Tornate in fretta. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace. 


2.575 - 13.09.2005

Cari figli, soffro per ciò che vi attende. Inginocchiatevi in preghiera, perché solo così avrete la forza per sopportare il peso della vostra croceGLI UOMINI DALLA GRANDE BARBA AGIRANNO IN UNA GRANDE CITTA’. IN LABORATORIO È STATA PREPARATA L’ARMA DELLA GRANDE DISTRUZIONE. Tornate in fretta. Ciò che dovete fare non rimandatelo a domani. Non tiratevi indietro. Io sono vostra Madre e sono al vostro fianco. Avanti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.


MESSAGGI PROFETICI DI ANGUERA SULLA PANDEMIA GENERATA DA ERRORI  CAUSATI DA MANIPOLAZIONE GENETICA
Cari figli, abbracciate l’amore e difendete la verità. Siate fedeli alla missione che il Signore vi ha affidato. Dio ha molto bisogno di voi. L’umanità porterà una CROCE PESANTE a causa di un’epidemia. Soffro per ciò che vi attende. Pregate. Solo per mezzo della preghiera potete trovare la pace. Da Karachi* verrà una grande sofferenza. La Colombia inciamperà e berrà il calice del dolore. Le acque del fiume perderanno la loro brillantezza. Sarà simile a un sepolcro. Non tiratevi indietro. Non perdetevi d’animo. Chi sta con il Signore vincerà. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
*in Pakistan



2.594 - 25.10.2005
Cari figli, allontanatevi dalla malvagità e non permettete che il demonio vi inganni. Siete unicamente del Signore. Solo Lui dovete seguire e servire. Gli uomini hanno preparato il virus della morte e i miei poveri figli conosceranno grandi sofferenze. Non ci saranno barriere per contenere la sua avanzata. L’umanità cammina cieca spiritualmente e sono giunti i tempi difficili per voi. Il Kenya avrà bisogno di aiuto. Pregate. Non allontanatevi dal Signore. Avanti con coraggio. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.







2.571 - 06.09.2005
Cari figli, il Signore vi ama e vi attende a braccia aperte. Fuggite dal peccato e assumete il vostro vero ruolo di cristiani. Vivete ora i tempi più dolorosi per l’umanità. Pregate. Solo pregando avrete la forza per sopportare il peso delle prove che già si stanno preparando. Siate del Signore. Gli uomini saranno marchiati e schiavizzati. Grande sarà la sofferenza per gli uomini. Restate saldi sul cammino che vi ho indicato. Nella costa sud del Pacifico ci sarà sofferenza e morte. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.


2.522 - 14.05.2005

Cari figli, la vera sapienza è quella che viene da Dio. L’umanità vive nelle tenebre del peccato perché gli uomini si sono chiusi all’azione dello Spirito Santo. Cercate la luce di Dio e allontanatevi dall’oscurità del peccato. Non restate con le mani in mano. Ciò che dovete fare non rimandatelo a domani. La scienza inciamperà e dall’errore commesso dagli uomini nascerà un gigante che ucciderà molti innocenti. La ricerca del progresso scientifico porterà gli uomini alla follia. Ritornate in fretta. La capitale del Brasile vivrà momenti di angoscia e il sangue scorrerà nella famosa piazza. Inginocchiatevi in preghiera e cercate forza nel Signore. Avanti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

Brasilia


2.592 - 22.10.2005
Cari figli, questa sera vi invito ad aprirvi alla grazia di Dio e ad essere in tutto simili a mio Figlio Gesù. Si avvicinano ora i tempi delle grandi tribolazioni. Verrà la guerra. L’azione malefica degli uomini causerà morte e distruzione in varie nazioni. Tornate al Signore. Rispondete alla sua chiamata per essere salvi. UN UOMO perverso comanderà una grande invasione. Nei cuori degli uomini ci saranno furia e desiderio di morte. La città delle sette colline sarà distrutta. Pentitevi. Date il meglio di voi nella missione che vi è stata affidata. Sorgerà una malattia misteriosa, che viene dalla sabbia. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

Roma, Italia


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STRUMENTI DI SORVEGLIANZA (NON DI PREDIZIONE)

Rischio biologico in Liberia il Domenica, 15 Giugno 2014 alle 17:35 (05:35) UTC.
Fonte: http://hisz.rsoe.hu/alertmap/site/?pageid=event_desc&edis_id=BH-20140615-44143-LBR



Pandemia
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Una pandemia (dal greco pan-demos, "tutto il popolo") è una epidemia la cui diffusione interessa più aree geografiche del mondo, con un alto numero di casi gravi ed una mortalità elevata. Nella storia si sono verificate numerose pandemie, fra le più recenti si ricordano l'"influenza spagnola" nel 1918, l'"influenza asiatica" nel 1957, l'"influenza di Hong Kong" nel 1968, l'HIV. Il termine pandemia si applica solo a malattie o condizioni patologiche contagiose. Di conseguenza, molte delle patologie che colpiscono aree molto grandi o l'intero pianeta (per esempio il cancro) non sono da considerarsi pandemiche. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, le condizioni affinché si possa verificare una vera e propria pandemia sono tre:
1.  la comparsa di un nuovo agente patogeno;
2.  la capacità di tale agente di colpire gli uomini, creando gravi patologie;
3.  la capacità di tale agente di diffondersi rapidamente per contagio.

Pandemie nella storia

La maggiore parte delle pandemie furono zoonosi, ovvero originate dalla convivenza degli esseri umani con animali da allevamento; due esempi tipici sono l'influenza e la tubercolosi. Fra le pandemie più catastrofiche si possono annoverare:
·         Febbre tifoide durante la guerra del Peloponneso, 430 a.C. La febbre tifoide uccise un quarto delle truppe di Atene ed un quarto della popolazione, nel giro di quattro anni. Questa malattia fiaccò la resistenza di Atene, ma la grande virulenza della malattia ha impedito una ulteriore espansione, in quanto uccideva i suoi ospiti così velocemente da impedire la dispersione del bacillo. La causa esatta di questa epidemia non fu mai conosciuta. Nel gennaio 2006 alcuni ricercatori della Università di Atene hanno ritrovato, nei denti provenienti da una fossa comune sotto la città, presenza di tracce del batterio.
·         Peste antonina, 165-180. Un'epidemia presumibilmente di vaiolo, portata dalle truppe di ritorno dalle province del Vicino Oriente, uccise cinque milioni di persone. Fra il 251 e il 266 si ebbe il picco di una seconda pandemia dello stesso virus; pare che a Roma in quel periodo morissero 5.000 persone al giorno.
·         Morbo di Giustiniano, a partire dal 541; fu la prima pandemia nota di peste bubbonica. Partendo dall'Egitto giunse fino a Costantinopoli; secondo lo storico bizantino Procopio, morirono quasi la metà degli abitanti della città, a un ritmo di 10.000 vittime al giorno. La pandemia si estese nei territori circostanti uccidendo complessivamente un quarto degli abitanti delle regioni del Mar Mediterraneo orientale.
·         La Peste Nera, a partire dal 1300. Ottocento anni dopo la strage di Costantinopoli, la peste bubbonica fece il suo ritorno dall'Asia in Europa. Raggiunse l'Europa occidentale nel 1348 e fu causata dall'assedio tartaro alla colonia genovese di Caffa (l'odierna Feodosia) nel 1346 e successivamente portata in Sicilia dai mercanti italiani provenienti dalla Crimea e si diffuse in tutta Europa uccidendo venti milioni di persone in sei anni (un terzo della popolazione totale del continente).
·         Pandemie di colera
·         1816-1826 Precedentemente confinata all'India, la malattia si diffuse dal Bengala fino alla Cina e al Mar Caspio.
·         1829-1851 Toccò l'Europa (Londra nel 1832), Canada, e Stati Uniti (costa del Pacifico).
·         1852-1860 principalmente diffusa in Russia, fece più di un milione di morti.
·         1863-1875 Diffusa principalmente in Europa e Africa.
·         1899-1923 Ebbe poco effetto sull'Europa grazie anche ai progressi nella salute pubblica; la Russia ne fu di nuovo colpita duramente.
·         1960-1966 L'epidemia chiamata El Tor colpì l'Indonesia, raggiunse il Bangladesh nel 1963, l'India nel 1964, e l'Unione Sovietica nel 1966.
·         L'"influenza spagnola", 1918-1919. Iniziò nell'agosto del 1918 in tre diversi luoghi: Brest, in Francia; Boston, nel Massachusetts; e Freetown in Sierra Leone. Si trattava di un ceppo di influenza particolarmente violenta e letale. La malattia si diffuse in tutto il mondo, uccidendo 25 milioni di persone (secondo alcuni di più) in 6 mesi (circa 17 milioni in India, 500.000 negli Stati Uniti e 200.000 nel Regno Unito). Sparì dopo 18 mesi. Il ceppo esatto non fu mai determinato con precisione.
·         L'"influenza asiatica", 1957-1958. Rilevata per la prima volta in Cina nel febbraio del 1957, raggiunse gli Stati Uniti nel giugno dello stesso anno, facendo circa 70000 morti. Il ceppo era lo H2N2.
·         L'"influenza di Hong Kong", 1968-1969. Il ceppo H3N2, emerso a Hong Kong nel 1968, raggiunse nello stesso anno gli Stati Uniti e fece 34000 vittime. Un virus H3N2 è ancora oggi in circolazione.
·         L'epidemia di HIV/AIDS, dal 1981. Si propagò in maniera esponenziale in tutti i paesi del mondo, uccidendo circa tre milioni di persone (stime UNAIDS). Dal 1996 un terapia farmacologica blocca il decorso della sindrome immunodepressiva (per lo meno in quei paesi in cui i malati possono accedere ai farmaci), ma non elimina il virus dai corpi degli individui. Sebbene la malattia sia oggi cronicizzabile e raramente letale (nel mondo sviluppato), ne continua il contagio, legato a fattori comportamentali.
·         La SARS, 2003. Non una vera e propria pandemia anche se il virus, proveniente dalla Cina, si diffuse a Hong Kong e di lì fino a Taipei, Singapore, Toronto e molte altre nazioni.
·         L'"influenza A H1N1", 2009-agosto 2010 Pandemia del Virus H1N1 denominata originariamente Influenza Suina perché trasmessa da questo animale all'uomo. Il suo focolaio iniziale ha avuto origine in Messico, estendendosi poi in soli 2 mesi a quasi 80 paesi. In Europa e paesi limitrofi, al 31-08-2009 i casi accertati sono 46.016 e le morti accertate sono 104. Nel resto del mondo i casi di morte accertati sono 2.910 finora[1]. Nel mese di agosto 2010 l'OMS (organizzazione mondiale della sanità) ha dichiarato chiusa la fase pandemica. Attualmente il virus H1N1 si comporta similmente ad altri virus stagionali (cd. Fase post-pandemica)[2].
·         Un altro agente patogeno che creò ricorrenti pandemie nella storia umana fu il tifo, chiamato anche "febbre da accampamento" o "febbre navale" perché tendeva a diffondersi con maggiore rapidità in situazioni di guerra o in ambienti come navi e prigioni. Emerso già ai tempi delle Crociate, colpì per la prima volta l'Europa nel 1489, in Spagna. Durante i combattimenti fra spagnoli e musulmani a Granada, i primi persero 3000 uomini in battaglia e 20000 per l'epidemia. Sempre per via del tifo, nel 1528 i francesi persero 18000 uomini in Italia; altre 30000 persone caddero nel 1542 durante i combattimenti nei Balcani. La grande armée diNapoleone fu decimata dal tifo in Russia nel 1811. Il tifo fu anche la causa di morte per moltissimi reclusi dei campi di concentramento nazisti durante la Seconda guerra mondiale.
·         L'incontro fra gli esploratori europei e le popolazioni indigene di altre zone del mondo spesso fu causa di epidemie e pandemie violentissime. La popolazione dei Guanci delle isole Canarie fu completamente sterminata da un'epidemia nel XVI secolo.[senza fonte] Il vaiolo uccise metà della popolazione di Hispaniola nel 1518, e seminò il terrore in Messico intorno al 1520, uccidendo 150000 persone (incluso l'imperatore) solo a Tenochtitlán; lo stesso morbo colpì violentemente il Peru nel decennio successivo. Il morbillo fece altri due milioni di vittime tra i nativi messicani nel XVII secolo. Ancora fra il 1848 e il 1849, circa un terzo della popolazione nativa delle Hawaiians morì di morbillo, pertosse e influenza.
·         Moltissime sono anche le epidemie di cui restano testimonianze storiche ma delle quali è impossibile identificare l'eziologia. Un esempio particolarmente impressionante è quello della cosiddetta malattia del sudoreche colpì l'Inghilterra nel XVI secolo; più temibile della stessa peste bubbonica, questa malattia uccideva all'istante.

La preoccupazione circa future pandemie

Esistono diverse malattie delle quali si è temuto che potessero dare origine a nuove, catastrofiche pandemie: alcuni esempi sono febbre lassa, la febbre della Rift Valley, il virus di Marburg, il virus Ebola e vari tipi difebbre emorragica. La maggior parte di questi morbi sembrano essere però troppo virulenti (e rapidi a uccidere) per potersi diffondere su vasta scala.
Il virus dell'HIV può essere considerato pandemico, sebbene la sua diffusione (per ora inarrestabile nel sudest africano) sia teoricamente controllabile con misure preventive di applicazione piuttosto semplice, e la sua importanza in Europa e nel resto del mondo occidentale sia al momento piuttosto ridotta.
Nel 2003 si è temuta una pandemia di SARS.
Dopo l'attacco alle Torri Gemelle, le istituzioni e i media hanno più volte fatto riferimento alla minaccia di azioni terroristiche con uso di armi biologiche, e dunque alla possibilità che una pandemia possa essere iniziata scientemente da un gruppo etnico o politico ai danni di un altro, liberando nell'ambiente agenti patogeni selezionati o modificati per ottenere gli effetti più devastanti.
Sembra che si possa anche osservare una certa regolarità nelle pandemie di influenza, con intervalli di 20-40 anni. A partire dal febbraio 2004 si sono cominciate a rilevare casi di influenza aviaria in Vietnam. Si teme che l'influenza aviaria possa combinarsi con ceppi di influenza umana, dando vita a una pandemia potenzialmente molto pericolosa.
Nel 2009 c'è stata una pandemia influenzale del virus H1N1, ovvero l'influenza suina, che si è rivelata meno pericolosa del previsto.
Nell'anno 2010 non si sviluppò nessun tipo di pandemia.

Pandemia Nei Media

Film

·         Il settimo sigillo (1957)
·         L'ultimo uomo della Terra (1964)
·         1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra (1971)
·         Incubo sulla città contaminata (1980)
·         L'ussaro sul tetto (1995)
·         L'esercito delle 12 scimmie (1995)
·         28 giorni dopo (2002)
·         28 settimane dopo (2007)
·         Io sono leggenda (2007)
·         Doomsday - Il giorno del giudizio (2008)
·         Contagion (2011)
·         L'alba del pianeta delle scimmie (2011)
·         Pandemia (2011)
·         World War Z (2013)
·         Apes Revolution - Il pianeta delle scimmie (2014)

Note

Voci correlate

·         Endemia
·         Epidemia
·         Influenza
·         Pandemia influenzale



Virus Ebola, lo scopritore: “Epidemia senza precedenti”. Ma l’Europa non rischia

Lo scienziato Peter Piot “È la prima volta che assistiamo a un’epidemia come questa in Africa occidentale. È la prima volta che sono interessati tre Paesi. Ed è la prima volta in città capitali”. Il pericolo per l’Europa e l'Italia "è molto basso" - afferma Giovanni Rezza, epidemiologo e direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità (Iss)


MONITORAGGIO  IN TEMPO REALE CON NEWS GOOGLE SU BIOTERRORISMO

Febbre emorragica Ebola

Fonte: http://www.cdc.gov/vhf/ebola/

Epidemia di Ebola in Guinea e Liberia




Epicentro Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica
a cura del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute



febbre emorragica Ebola
Aspetti epidemiologici
Per l’elevato potenziale di contagiosità il virus Ebola è classificato dall’Oms tra gli agenti patogeni che richiedono un livello di biosicurezza 4 (BLS 4) (pdf 255 kb). Il virus Ebola tende a provocare epidemie, spesso circoscritte a strutture sanitarie ospedaliere o ambulatoriali. Non si può escludere l’occorrenza di casi isolati non diagnosticati.

In Italia
Nel 1992, il sottotipo Reston del virus Ebola è stato introdotto in Italia da scimmie importate (pdf 1,4 Mb) dalle Filippine. Non si sono comunque verificati casi nelle 16 persone (pdf 1,2 Mb) venute a contatto con le scimmie infette.

Il ministero della Salute (oggi ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali) ha emanato nel 1995 una circolare (pdf 28 kb) contenente le linee guida per la prevenzione e il controllo delle febbri emorragiche (Ebola, Marburg e Lassa). Successivamente, nel 1998, è stata pubblicata un’altra circolare (pdf 142 kb) con i provvedimenti da adottare nei confronti di soggetti colpiti da alcune malattie infettive (tra cui Ebola) e dei loro conviventi o contatti per evitare la diffusione della malattia. In seguito ai focolai di febbri emorragiche virali registrati in diversi Paesi in tutto il mondo nella seconda metà del 2006, il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm) ha definito nuove linee operative e procedure(pdf 200 kb) da mettere in atto per la gestione e il trasporto a bordo di aeromobili di eventuali contatti, casi sospetti o confermati, di febbri emorragiche virali nel caso in cui si rendesse necessario il loro rimpatrio.

Nel sistema di sorveglianza delle malattie infettive, la febbre emorragica da virus Ebola è stata inserita nella classe I: ossia, le malattie per le quali si richiede segnalazione immediata o perché soggette al regolamento sanitario internazionale o perché rivestono particolare interesse. I tempi di segnalazione del semplice sospetto di malattia dal medico alla Azienda sanitaria locale sono di 12 ore, compilando una scheda (pdf 100 kb) predisposta dal ministero.

Nel mondo
I casi finora segnalati di febbre emorragica da virus Ebola nel mondo sono circa 1.900, dei quali 1.300 deceduti. Focolai epidemici sono stati confermati nel continente africano, più precisamente in Sudan, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Popolare del Congo, Costa d’Avorio e Uganda.

Nel resto del mondo il virus Ebola è stato occasionalmente e accidentalmente introdotto attraverso scimmie infette, ma l’unico risultato è stato la malattia e la morte degli animali stessi senza nessuna conseguenza per l’uomo.

Sul sito dei Cdc americani è disponibile una tabella (pdf 54 kb) che riassume la storia dei casi e delle epidemie di Ebola dal 1976 a oggi. Inoltre, sul sito dell‘Health Protection Agency (Hpa) del Regno Unito è presente una mappa con la localizzazione delle ultime epidemie segnalate nel mondo.

Malattia di Ebola

In riferimento alla situazione epidemiologica di Malattia da Virus Ebola che sta interessando al momento la Guinea e altri Paesi confinanti dell’Africa Occidentale (vedi Avvisi particolari), si informa che il Ministero della Salute ha rafforzato in via cautelativa le misure di sorveglianza nei punti di ingresso internazionali in Italia.




Ebola è un virus a Rna, appartenente alla famiglia dei Filoviridae, genere Filovirus. Sono stati identificati cinque diversi sottotipi del virus: Zaire, Sudan, Ivory Coast, Bundibugyo e Reston, ciascuno con una diversa diffusione geografica. I primi quattro sono patogeni per l’uomo e hanno provocato molte epidemie in Africa.

Il sottotipo Reston, è stato isolato per la prima volta a Reston, in Virginia (Usa), in macachi provenienti dalle Filippine, ed è responsabile della malattia nei primati, mentre nell’uomo provoca una forma asintomatica.
Il virus Ebola presenta analogie morfologiche con l’agente della febbre emorragica di Marburg, ma caratteristiche antigeniche differenti.
La malattia provocata dal virus Ebola è una febbre emorragica grave e spesso mortale per l’uomo;
si diffonde rapidamente attraverso il contatto diretto con persone e animali infetti e con loro secrezioni (sangue, urine, latte materno).
Il nome “Ebola” deriva dal nome di un fiume della Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire), presso il quale nel 1976 si verificò uno dei primi due focolai epidemici. L’altro, si sviluppò praticamente in simultanea nel Sudan. Entrambi furono caratterizzati da un elevato tasso di mortalità (90% e 50% rispettivamente). Fino a oggi, sono state segnalate in Africa numerose epidemie e casi sporadici, con tasso di mortalità variabile.



Trasmissione

L’infezione si trasmette per contagio da uomo a uomo attraverso il contatto con sangue e altri fluidi biologici infetti. La trasmissione per via sessuale può verificarsi  anche dopo la guarigione: infatti la permanenza del virus nello sperma è particolarmente prolungata e può essere presente fino a 7 settimane. È inoltre stata provata in laboratorio, in primati del genere Rhesus, la trasmissione aerea del virus Ebola.
Familiari e operatori sanitari che curano i pazienti sono a elevato rischio di contrarre l’infezione. L’alta mortalità e le emorragie creano talmente tanta paura che gli operatori sanitari spesso fuggono, abbandonando i pazienti.


La trasmissione nell’uomo comporta una fase di adattamento alla specie umana e origina da un contatto iniziale con un serbatoio animale (di solito un primate, come il macaco, ma anche con antilopi o porcospini). Anche se si è ipotizzato che la scimmia stessa rappresenti il serbatoio naturale della malattia, è più probabile l’esistenza di un diverso serbatoio animale residente nelle foreste pluviali dell’Africa (secondo alcune teorie anche dell’Estremo Oriente) che trasmette alla scimmia l’infezione. L’osservazione che il virus Ebola non è mortale per i pipistrelli fa ritenere che questi mammiferi abbiano un ruolo chiave nel mantenimento dell’infezione.


Il contagio è più frequente tra familiari e conviventi, per l’elevata probabilità di contatti. Tuttavia avviene anche attraverso il contatto con oggetti contaminati. In Africa, dove si sono verificate le epidemie più gravi, le cerimonie di sepoltura (in cui i familiari lavano il corpo del deceduto)  e il diretto contatto con i cadaveri hanno probabilmente avuto un ruolo significativo nella diffusione della malattia.
Durante i focolai epidemici si sono verificati numerosi casi di  Ebola in seguito a trasmissione correlata all’assistenza sanitaria, in regime di ricovero o ambulatoriale. L’utilizzo di adeguate misure di protezione  (maschera, camice e guanti), per prestare cure ai pazienti e per maneggiare il materiale biologico, è essenziale per evitare il contagio. La contaminazione  attraverso aghi infetti ha un particolare rilievo per il rischio professionale degli operatori sanitari.



Sintomi e progressione della malattia

L’infezione ha un esordio improvviso e un decorso acuto.
L’incubazione può andare dai 2 ai 21 giorni (in media una settimana), a cui fanno seguito manifestazioni cliniche come febbre violenta, astenia profonda, cefalea, artralgie e mialgie, iniezione congiuntivale, faringite, vomito e diarrea, a volte esantema maculo-papuloso.
I fenomeni emorragici sia cutanei che viscerali, compaiono in genere al sesto-settimo giorno e sono fatali nel 60-70% dei casi. Si tratta di sanguinamenti a carico del tratto gastrointestinale (ematemesi e melena) e dei polmoni. Si accompagnano a petecchie, epistassi, ematuria, emorragie sottocongiuntivali e gengivali, meno-metrorragie.
Il virus si diffonde nel sangue e paralizza il sistema immunitario. È particolarmente aggressivo perché il corpo non riconosce questi virus immediatamente e quando l’organismo risponde, è ormai troppo tardi. In quel momento, i virus hanno già creato problemi di coagulazioni che impediscono l’accesso del sangue a organi vitali, e causano emorragie gravissime.
Non è chiaro quali meccanismi individuali consentano il superamento della malattia, anche se nei soggetti deceduti è descritta una risposta immunitaria sufficiente al momento del decesso.



Diagnosi

Non esistono test commerciali disponibili per la diagnosi. Nei primi giorni la conferma del caso si ottiene con l’isolamento del virus (la viremia persiste per 2-3 settimane) attraverso l’inoculazione in colture cellulari di un campione di sangue. Accanto al prelievo di sangue, che comporta un rischio biologico elevato per l’operatore, l’esame può essere condotto anche su altri liquidi corporei (saliva e urine), con invasività minore e probabilità inferiore di esposizione al contagio.
Gli antigeni e il genoma virale si possono identificare con metodi immunoenzimatici (Elisa) e attraverso la polymerase chain reaction (Pcr). In particolare, la real time Pcr (RT-Pcr) è un esame rapido particolarmente utile per la gestione dei casi sospetti in corso di episodi epidemici. In una fase più tardiva, è possibile effettuare una diagnosi sierologica per la ricerca degli anticorpi IgM o IgG, con metodo immunoenzimatico o di immunofluorescenza indiretta, quest’ultimo meno sensibile. Si tratta di indagini utili più che per la diagnosi di infezione o il monitoraggio dei contatti, per le successive indagini epidemiologiche atte alla rilevazione di infezioni asintomatiche e per gli studi di sieroprevalenza. Talvolta può essere necessaria la diagnosi post mortem che prevede l’identificazione degli antigeni virali su biopsia cutanea.
La diagnosi differenziale si pone sia con altre febbri emorragiche, come la febbre di Lassa, che fa parte del gruppo delle febbri emorragiche virali (Fev), e la febbre di Marburg, sia con altre patologie infettive con manifestazioni emorragiche come malaria, febbre tifoide, peste, borelliosi, melioidosi, tripanosmiasi africana, sepsi meningococcica e alcune infezioni trasmesse da artropodi. La diagnosi è affidata a laboratori di riferimento idonei, che devono garantire la manipolazione di agenti infettivi di classe 4 in specifiche aree con livello di biosicurezza 4 (BSL 4).



Trattamento

Non esistono interventi specifici. La terapia è sintomatica. In particolare, vanno controllati e trattati l’equilibrio idro-elettrolitico, l’ossigenazione, la pressione arteriosa e le eventuali sovrainfezioni.



Prevenzione

Non è possibile intervenire sul serbatoio naturale della malattia che non è stato identificato con certezza. La prevenzione si affida, quindi, al rispetto delle misure igienico sanitarie, alla capacità di una diagnosi clinica e di laboratorio precoci e all’isolamento dei pazienti. I pazienti devono essere, infatti, isolati fino al termine della fase viremica (circa 3 settimane dall’esordio della malattia). Vanno sottoposti a sorveglianza sanitaria presso strutture ospedaliere anche i contatti ad alto rischio, cioè tutti coloro potenzialmente infettati dal materiale biologico di un caso.
Per il personale sanitario che ha in cura i casi accertati o sospetti è fondamentale evitare il contatto con il sangue e le secrezioni corporee utilizzando adeguate attrezzature per la protezione individuale (maschera, guanti, camice, occhiali).
Non è disponibile un vaccino efficace e una terapia specifica.
La priorità è isolare i casi sospetti e dare una risposta immediata all’indomani della identificazione e conferma del primo caso.
La sfida è rappresentata dal fatto che spesso la malattia da Virus Ebola si sviluppa in aree isolate e a volte intercorre un tempo relativamente lungo prima che la malattia venga identificata e le autorità sanitarie siano allertate. Inoltre, i primi sintomi sono simili a quelli della malaria.
Fondamentale è la formazione degli operatori sanitari, affinché possano reagire con estrema prontezza e accuratezza.
Per limitare l’epidemia, è importante identificare l’intera catena di trasmissione, cioè tutti gli individui che sono entrati in contatto con pazienti e che potrebbero essere stati contaminati. Le comunità dove si è registrata l’epidemia devono essere informate sulla malattia e sulle precauzioni da usare per ridurre i rischi di contagio: semplici misure igieniche di base, come lavarsi accuratamente le mani, possono ridurre significativamente il rischio di trasmissione.



Ebola, l'allerta del Ministero della Salute

Una nota del dicastero chiede l'attivazione di misure di vigilanza e sorveglianza nei punti di ingresso internazionali in Italia. La nuova infezione, partita dalla Guinea, si sta diffondendo nel centro Africa

Fonte: http://espresso.repubblica.it/attualita/2014/04/11/news/ebola-l-allerta-del-ministero-della-salute-1.160690


....dichiarava nel 2002, Luciana Borio, docente del Johns Hopkins Center for Civilian Biodefense Strategies: ''Un'epidemia di Ebola avrebbe un impatto fortissimo nella nostra società , sia per l'elevata mortalità  sia per l'assoluta mancanza di cure. Certo e' impossibile predire con quale probabilità questi virus potrebbero essere utilizzati in attacchi biologici. Ma sappiamo che non e' affatto impossibile trasformarli in armi. Per questo abbiamo l'obbligo di prepararci”.

Ebola

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Bioterrorismo ed ebola

La mortalità e la scarsità di vaccini e terapie adeguate, classificano l'ebola come un'agente di rischio biologico di livello 4, così come agente bioterroristico di categoria A[34].
Come arma terroristica, l'ebola è stato preso in considerazione dai membri della setta giapponese Aum Shinrikyo, il cui leader, Shoko Asahara, inviò circa 40 membri in Zaire nel 1992 i quali si finsero di supporto medico alle vittime dell'ebola, presumibilmente nel tentativo di acquisire un campione virale.[35]

1.    34 ^ Hoenen T, Groseth A, Falzarano D, Feldmann H, Ebola virus: unravelling pathogenesis to combat a deadly disease in Trends Mol Med, vol. 12, n. 5, 2006, pp. 206–15. DOI:10.1016/j.molmed.2006.03.006, PMID 16616875.
2.    35 ^ Chronology of Aum Shinrikyo's CBW Activities, Monterey Institute for International Studies.



Ebola, codice rosso negli aeroporti europei, 118 le vittime in Africa

L’Oms lancia l’allarme: «Il ceppo attivo in Guinea molto cattivo, letale per 9 su 10» L’epidemia durerà altri 3-4 mesi. Alto il rischio che il virus arrivi in Europa


..l’ipotesi bioterrorismo è stata ventilata...




Bioterrorismo
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Il bioterrorismo consiste nell'utilizzo intenzionale di agenti biologici (virus, batteri o tossine) in azioni contro l'incolumità pubblica quali attentati, sabotaggi, stragi o in minacce volte a creare panico e isteria collettiva.
Gli agenti biologici utilizzati possono essere reperiti in natura, o possono essere modificati dall'uomo al fine di aumentarne il potere distruttivo, la virulenza o la diffusione nell'ambiente. Quest'ultima può avvenire attraverso l'aria, l'acqua, il cibo o le bevande.[1]

Classificazione degli agenti biologici

Il CDC statunitense suddivide le armi biologiche usate nel bioterrorismo in tre categorie, a seconda della facilità di diffusione e del rischio maggiore o minore di malattia letale che provocano:
Categoria A
Comprende organismi e tossine altamente pericolose per la collettività per:
·         la facile diffusibilità o trasmissione da persona a persona;
·         il loro potere altamente letale;
·         i fenomeni di panico e di isteria collettiva che possono causare;
·         la necessità di adottare speciali contromisure su vasta scala per la tutela della salute pubblica.

Categoria B
Comprende organismi moderatamente pericolosi per:
·         la loro diffusibilità su scala ridotta;
·         la capacità di provocare malattie potenzialmente meno letali;
·         la necessità di misure di monitoraggio della salute pubblica meno intensive rispetto alla categoria A
Categoria C
Comprende organismi patogeni emergenti, potenzialmente modificabili attraverso l'ingegneria genetica per essere trasformati in armi biologiche. Questi agenti presentano:
·         facile disponibilità nell'ambiente
·         facile produzione
·         alto potenziale in termini di virulenza e di impatto sulla salute pubblica.

Storia

L'esposizione ad agenti biologici in ambiente di vita e di lavoro è un importante rischio per la salute, che deve essere ben conosciuto, al fine di poter sviluppare una corretta, aggiornata, utile attività d'informazione e mettere in atto validi piani di prevenzione, sorveglianza e controllo delle patologie correlate.
La possibile minaccia di atti di terrorismo con impiego di agenti biologici determina una necessità di approfondimento della materia. Nella storia le armi biologiche sono usate da molto più tempo delle armi chimiche o nucleari.
Fin dall'antichità sono stati deliberatamente realizzati oggetti di vario tipo per nascondere e trasmettere agenti di malattia al nemico. Come l'impiego di cadaveri o carcasse di animali infetti per contaminare pozzi, cisterne e raccolte d'acqua utilizzate dagli eserciti e dalla popolazione, veleni e altre sostanze tossiche ritrovabili in natura o realizzate ad hoc. Anche il virus del vaiolo è stato sfruttato come arma biologica. I tartari addirittura catapultavano cadaveri infetti da peste bubbonica oltre le mura delle città assediate, in modo da diffondere il contagio e la morte prima della battaglia.
Anche gli inglesi durante la guerra dei sette anni per sconfiggere gli indiani, che numericamente erano molti di più, si aiutarono con la guerra biologica. Infatti come atto di amicizia regalarono agli indiani coperte, ma queste in realtà provenivano da ospedali di malati di vaiolo che così si diffuse tra gli indiani causando decine e migliaia di morti.
Nel 1763 in Nova Scozia Sir Jeffrey Amherst, governatore dello Stato, distribuì ai pellerossa coperte utilizzate negli ospedali in cui si ricoverano i vaiolosi, diffondendo così il morbo tra le tribù indigene; nello stesso periodo gli inglesi mandarono tra i maori, in Nuova Zelanda, gruppi di prostitute malate di sifilide, sterminando così le popolazioni.

Dal XX secolo ai giorni nostri

Più recentemente la guerra biologica ha assunto una connotazione scientifica; lo sviluppo della moderna microbiologia, durante il XIX secolo, ha fornito l'opportunità di isolare e produrre patogeni specifici come, ad esempio, il Bacillus Anthracis e lo Pseudomonas Mallei. La Germania sviluppò un programma di guerra biologica durante il primo conflitto mondiale, infettando il bestiame con gli agenti eziologici dell'antrace e del cimurro. Negli anni '30 tutti i maggiori Paesi svilupparono programmi di ricerca e di difesa batteriologici nonostante l'adesione al Protocollo di Ginevra (1925), che bandisce (senza dire nulla riguardo alla loro produzione), l'uso bellico delle armi chimiche e quelle biologiche. Nel 1933 un aerosol di batteri Serratia fu liberato vicino ad una canna di aerazione della metropolitana di Parigi.
In seguito a quest'attentato fu sviluppato un programma di controllo su batteri e virus potenzialmente utilizzabili nella guerra biologica. Nello stesso periodo la Gran Bretagna sviluppò un suo progetto, focalizzato sulle spore di antrace e sul loro raggio di diffusione quando lanciate con una bomba convenzionale. L'isola Gruinard, al largo delle coste della Scozia, fu scelta come luogo degli esperimenti e i dati ottenuti sono utilizzati sia dalla Gran Bretagna sia dagli USA. Subito dopo la prima guerra mondiale si cominciò a riflettere sulla pericolosità delle prime armi biologiche scientificamente costruite e presero il via i tentativi diplomatici volti a limitare la proliferazione e l'uso di armi di distruzione di massa. Dalla fine degli anni '60 le armi batteriologiche, fortunatamente, hanno assunto un'importanza sempre più marginale; le continue ricerche sui microrganismi, hanno, infatti, finito per ridurre a zero i microrganismi "segreti", cioè quelli contro di cui il nemico non ha alcuna difesa.
Nel 1931 durante l'occupazione della Manciuria da parte del Giappone, quest'unità utilizzò i prigionieri di guerra come cavie da laboratorio. Inoltre sono documentate almeno cinque incursioni nel 1941 di aerei giapponesi sulla Cina con lo scopo di spargere la peste bubbonica.
Inoltre nel 1956 l'Unione Sovietica accusò gli USA di aver usato armi biologiche in Corea. Dopo questo divieto il programma statunitense cambiò: si utilizzarono agenti biologici surrogati per elaborare e modellare organismi più letali. Molti test consistono nello spruzzare segretamente organismi su aree popolate. Dopo la memorabile irrorazione su San Francisco della Serretia Marcescens il programma venne dichiarato concluso. Ma nel 1969 si notò in quella zona un aumento delle infezioni di 5-10 volte.
Finalmente, nel 1972, un trattato internazionale, firmato da 160 Paesi e ratificato da 140 Paesi, ha messo al bando tutte le armi batteriologiche (Biological and Toxin Weapons Convention). Nonostante questo divieto, verso la metà degli anni '80, la corsa alle armi batteriologiche è ripresa con vigore, continuando fino ai nostri giorni. Da allora la storia dei trattati va di pari passo con quella degli esperimenti sulle armi biologiche che continuano in molti paesi. Mentre nel passato le armi biologiche erano pensate e costruite soprattutto per aggredire gli eserciti nemici, oggi è la popolazione civile ad essere bersaglio di queste armi da parte di gruppi terroristici.
L'uso, a volte, di armi biologiche rappresenta un grave problema di sanità pubblica. In caso di attacco bioterroristico, le prime risposte devono arrivare dalla polizia, dai vigili del fuoco e dal personale medico delle vicinanze. È chiaro che nei primi momenti dopo l'incidente non si conosce la natura dell'agente infettante, per cui è importante coinvolgere, nei piani di emergenza, anche esperti microbiologi (da inviare eventualmente sul campo per i rilevamenti o i campionamenti del caso) che possano fornire risposte più precise e in tempi brevi. Il tentativo fallito della setta giapponese della Sublime Verità di spargere un liquido con spore di antrace è stato, all'inizio degli anni Novanta, il primo attentato di bioterrorismo della storia. Anche Al Qaida ha tentato senza successo di produrre armi biologiche in laboratori ubicati nelle città afghane di Jalalabad e Kandahar. Tuttavia, nonostante l'ampia risonanza che questa minaccia ha avuto, si conoscono pochi tentativi di azioni vere e proprie, da parte di gruppi terroristici, volte a provocare eccidi tra la popolazione civile mediante l'impiego di agenti CBRN.
Fa eccezione il caso di contaminazione da salmonella di 751 persone (con esito non letale) da parte della setta di Rajneesh in Oregon negli Stati Uniti nel 1984 e i diversi attentati commessi dall'Aum Shinri Kyo in Giappone, con l'uso di agenti chimici e biologici, che nel giugno del 2004 hanno provocato la morte di sette persone e il ricovero di duecento a Matsumoto, e dodici morti e il ricovero di mille persone a Tokio. Con gli attentati all'antrace negli USA, nell'autunno 2001, e i più recenti attacchi alle reti del trasporto pubblico di Madrid e Londra, anche l'Europa si prepara a uno scenario ancora peggiore. Nell'agosto 2005, le rivelazioni che una cellula di Al Qaeda stava progettando un attentato con gas sarin contro la Camera dei Comuni britannica, nonché un incidente, avvenuto nel maggio del 2004, con il lancio di profilattici pieni di una polvere viola contro il Primo ministro Tony Blair, durante l'ora delle interrogazioni, hanno messo in luce l'alto grado di vulnerabilità dei parlamenti nazionali e la mancanza di preparazione a gestire casi del genere. Come reazione a questi eventi, su entrambe le sponde dell'Atlantico sono state promosse misure volte a individuare metodi adeguati per la rilevazione di eventuali attacchi con agenti biologici. Gli USA hanno mostrato l'impegno maggiore con un'iniziativa globale denominata "Biodefense for the 21st Century", lanciata nell'aprile 2004 dal Presidente Bush. Secondo uno studio, dopo l'11 settembre, i fondi di bilancio complessivamente stanziati per la difesa da agenti biologici sono aumentati di sedici volte, da 305 milioni di dollari nell'esercizio 2001 a circa 5 miliardi di dollari per gli esercizi 2004, 2005 e 2006. L'incremento dei finanziamenti destinati alla ricerca nel settore della difesa da agenti biologici del National Institute of Health è ancora più sorprendente: essi sono aumentati di 34 volte dal 2001 al 2006. Per contro, il governo britannico nel bilancio 2003 ha stanziato 260 milioni di sterline per misure di lotta contro il rilascio di agenti biologici.

Principali agenti e sostanze impiegate

Le sostanze usate con scopi di bioterrorismo sono in genere materiali biologici quali batteri o virus, che vengono utilizzati in atti di guerra contro un paese o gruppo di persone. L'invio di spore di antrace attraverso il sistema di posta degli Stati Uniti nel 2001 è stato il primo utilizzo di un agente di bioterrorismo contro gli Stati Uniti. Oltre alla posta negli Stati Uniti, le armi biologiche possono infettare i prodotti alimentari, l'acqua potabile e branchi di animali.
Il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) classifica gli agenti biologici in funzione del rischio che rappresentano per il pubblico. Quelli che presentano il rischio più elevato, perché possono essere facilmente diffusi e possono causare mortalità elevata, sono classificati come categoria A. Tali sostanze comprendono batteri e virus che causano malattie come:
·         carbonchio,
·         botulismo,
·         peste,
·         tularemia,
·         il vaiolo, e febbre emorragica virale (come ad esempio quella sostenuta dai virus hantavirus e Ebola).
Il CDC classifica gli agenti biologici che presentano un rischio moderato per il pubblico come categoria B. Questi agenti possono essere diffusi con una certa facilità e possono causare un grado moderato di malattia, ma i tassi di mortalità a causa di queste malattie sono generalmente bassi. [Per informazioni più specifiche sugli agenti di bioterrorismo e sulle contromisure che il governo americano sta prendendo per prepararsi in caso di un altro attentato bioterroristico, visitare il sito web del CDC sul bioterrorismo.
Oltre ad agenti biologici, anche agenti chimici o radioattivi possono anche essere usati come arma di bioterrorismo. Il CDC classifica gli agenti chimici in base alla attività da essi esplicata sulla pelle, nei polmoni, nel tratto gastrointestinale e sul sistema nervoso. L'unico utilizzo di agenti chimici da parte di un gruppo terroristico si è verificato nel 1994 e nel 1995, quando la setta Aum Shinrikyo ha rilasciato il gas nervino sarin in Giappone a Matsumoto ed a Tokyo, causando 19 morti e obbligando migliaia di persone al ricovero ospedaliero o al trattamento ambulatoriale.
Gli agenti radioattivi sono incolori, inodori ed invisibili. La contaminazione di cibo, acqua od oggetti può causare all'uomo ed agli animali inabilità o morte ed inoltre è difficile da evidenziare. I sintomi di esposizione alle radiazioni possono includere nausea, vomito, diarrea e, a seconda del grado di esposizione, gengive sanguinanti, epistassi, ecchimosi, e perdita di capelli. L'esposizione ad agenti radioattivi avviene attraverso ingestione, inalazione o la contaminazione di una ferita aperta. Un esempio di un agente radioattivo è il polonio 210 che, nel 2006, è stato la causa della morte del dissidente russo, Alexander Litvinenko.

Note

Bibliografia

·         P. Greco: Bioterrorismo - Antrace, gas nervini e bombe atomiche. Editori Riuniti, 2001. ISBN 9788835951490
·         Jake Carson. Bioterrorismo e armi chimiche. Come sopravvivere. Manuali Piemme, 2002. ISBN 9788838469961

Voci correlate

·         Ecoterrorismo
·         Terrorismo nucleare
·         Arma biologica

Collegamenti esterni


Ebola

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Ebola virus

Fotografia al microscopio elettronico della struttura del filovirus.
I filamenti hanno un diametro di 60 - 80 
nm
Dati insufficienti
Gruppo V (Virus a RNA)
Filovirus
L'ebola è un virus appartenente alla famiglia Filoviridae estremamente aggressivo per l'uomo, che causa una febbre emorragica. Il primo ceppo di tale virus fu scoperto nel 1976, nella Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire). Finora sono stati isolati quattro ceppi del virus, di cui tre letali per l'uomo. Fin dalla sua scoperta, il virus ebola è stato responsabile di un elevato numero di morti.[1] Verosimilmente il virus viene trasmesso all'uomo tramite contagio animale. Il virus si diffonde tra coloro che sono entrati in contatto con il sangue e i fluidi corporei di soggetti infetti. Considerati l'alto tasso di letalità, la rapidità del decesso, la localizzazione geografica delle infezioni (frequentemente in regioni isolate), il potenziale epidemiologico tuttavia è considerato di basso livello.
L'ebola pare essere un virus zoonotico e attualmente[quando ?] sta devastando popolazioni di gorilla di pianura dell'Africa centrale. Nel 2005, tre specie di pipistrelli sono state identificate come portatrici del virus ma, non mostrando i sintomi, non sono state ritenute ospiti naturali, o riserve virali.[2]
La febbre emorragica dell'ebola è potenzialmente mortale e comprende una gamma di sintomi quali febbre, vomito, diarrea, dolore o malessere generalizzato e a volte emorragia interna e esterna. Il tasso di mortalità è estremamente alto, variabile dal 50 al 89% secondo il ceppo virale, e un trattamento tramite vaccino non è tuttora disponibile.[3] La causa della morte è solitamente dovuta a shock ipovolemico o sindrome da disfunzione d’organo multipla.
Il virus, secondo un criterio di pericolosità, è classificato come agente biologico di gruppo 4, così come agente di bioterrorismo di categoria A.[4]
Potenzialmente il virus potrebbe essere utilizzato come arma biologica.[4] La sua efficacia come agente di guerra biologica tuttavia è compromessa proprio dall'elevata mortalità e dal livello di contagio: un'epidemia tipica potrebbe diffondersi attraverso un piccolo villaggio o ospedale, contagiando l'intera comunità senza poter trovare altri ospiti potenziali, morendo quindi prima di raggiungere una comunità più ampia. È significativo che nessuno dei ceppi di ebola noti abbia una trasmissibilità di tipo aerea; solo il tipo ebola Reston (dalla città di Reston, Virginia, dove fu identificato in un tipo di scimmia) sembra sia di tipo aereo.

Etimologia

Il virus prende il nome dalla valle dell'Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (ex Zaïre), dal sito della prima epidemia scoppiata nel 1976, in un ospedale missionario condotto da suore olandesi.[5]

Virologia

Morfologia

L'indagine al microscopio elettronico di ceppi di ebolavirus mostra la caratteristica struttura filamentosa dei filovirus.[6] Il virus EBOV VP30 è costituito da una catena di 288 amminoacidi.[6] I virioni generalmente hanno una struttura tubolare che può variare nella forma: possono assumere la forma di bastone pastorale, di occhiello, di U o di 6, arrotolata, circolare o ramificata. Tuttavia, le tecniche di laboratorio di purificazione come la centrifugazione potrebbero influenzarne l'aspetto morfologico.[6] I virioni misurano generalmente 80 nm in diametro.[6] Hanno misure variabili, tipicamente attorno ai 1000 nm, ma possono raggiungere i 1400 nm di lunghezza. Nel centro del virione è presente una struttura chiamata nucleocapside, che è costituita dal RNA genomico virale e un complesso proteico NP, VP35, VP30 e L. Il virione ha un diametro di 40-50 nm e un canale centrale di 20–30 nm di diametro. Una glicoproteina (GP) virale è presente sulla membrana virale, derivata dalla membrana cellulare ospite. Tra membrana e nucleocapside, nella cosiddetta matrice, sono allocate le proteine virali VP40 e VP24.

Genoma

Ciascun virione contiene una molecola lineare anti-senso di RNA, di circa 18.959 nucleotidi di lunghezza fino anche a 18.961. L'estremità 3′ non è poliadenilata, e 5′ è priva di cappuccio. È stato accertato che 472 nucleotidi a partire dal 3' UTR, e 731 nucleotidi dal 5' UTR sono sufficienti per la replicazione.[6] È in grado di codificare sette proteine strutturali ed una non strutturale. La regione codificante è 3′ - leader - NP - VP35 - VP40 - GP/sGP - VP30 - VP24 - L - trailer - 5′; leader e trailer essendo regioni non trascritte trasportano segnali importanti per il controllo della trascrizione, replicazione e assemblaggio del genoma virale nel nuovo virione. Il materiale genomico in sé non è infettivo a causa delle proteine virali, ma all'RNA polimerasi RNA dipendente, sono necessarie per la trascrizione del genoma virale nel mRNA, così come per la replicazione del genoma virale.

Ciclo vitale

·         Il virus attacca i recettori dell'ospite mediante il peplomero glicoproteico veicolandosi in vescicole per endocitosi nella cellula ospite.
·         Fusione della membrana virale con la membrana vescicolare; il nucleocapside è rilasciato nel citoplasma.
·         L'ssRNA anti-senso incapsidato, è usato come stampo per la sintesi (3' - 5') di mRNA poliadenilato, monocistronico.
·         Traduzione dell'mRNA nelle proteine virali utilizzando le strutture della cellula ospite.
·         Elaborazione post-traduttiva delle proteine virali. Dal clivaggio di GP0 (precursore glicoproteico) derivano GP1 e GP2, che vengono abbondantemente glicosilate. L'assemblaggio di queste due molecole, prima in eterodimeri, e poi in trimeri costituisce la superficie del peplomero. Un precursore glicoproteico di secrezione subisce un clivaggio in SGP e delta peptide, entrambi i quali rilasciati dalla cellula.
·         Con l'aumento del livello proteico virale, dalla traduzione si passa alla replicazione. Usando l'RNA anti-senso come stampo, viene sintetizzato un +ssRNA complementare; questo viene usato come stampo ulteriore per la sintesi del nuovo (-) ssRNA genomico, che viene rapidamente incapsidato.
·         Il nucleocapside neoformato e le proteine envelope si associano alla membrana plasmatica della cellula ospite; il rilascio dei virioni avviene per gemmazione.

Riserve virali

Nonostante numerosi studi, la riserva naturale di ebolavirus non è ancora stata identificata. Tra il 1976 e il 1998, nessun "ebolavirus" è stato riscontrato nelle 30.000 specie fra mammiferi, uccelli, rettili, anfibi ed artropodi prelevate nelle regioni colpite,[7]fatta eccezione per del materiale genetico ritrovato in sei roditori (Mus setulosus e specie Praomys) e in un toporagno (Sylvisorex ollula) reperito nella Repubblica Centro Africana nel 1998.[8] Ebolavirus furono scoperti in carcasse di gorilla, scimpanzé egazzelle durante l'epidemia del 2001 e del 2003 (le carcasse erano la fonte dell'epidemia umana iniziale), ma l'elevata mortalità dell'infezione preclude a queste specie la possibilità di tramutarsi in riserva.[7]
Anche piante, artropodi e uccelli sono stati considerati riserve virali; tuttavia, i pipistrelli sono considerati i candidati migliori.[9] Taluni pipistrelli erano noti per risiedere nella fabbrica di cotone nella quale i pazienti indiziati per le epidemie del 1976 e del 1979 lavoravano e che furono inoltre implicati nelle epidemie di Marburg nel 1975 e nel 1980.[7] Tra le 24 specie di piante e le 19 specie di vertebrati inoculati sperimentalmente con ebolavirus, solo nei pipistrelli si è verificata l'infezione.[10] L'assenza di segni clinici in questi pipistrelli è caratteristica delle specie-riserva. Nel 2002-03, un'indagine su 1.030 animali provenienti dal Gabon e dalla Repubblica del Congo che includeva 679 pipistrelli ha identificato RNA proveniente da ebolavirus in 13 di questi (Hyspignathus monstrosus, Epomops franquetti e Myonycteris torquata).[11] I pipistrelli sono anche noti per essere la riserva virale di numerosi virus come nipahvirus, hendravirus e lyssavirus. Di recente[quando?] è stato identificato[senza fonte] uno dei recettori sfruttato dal virus, TIM-1, che sarebbe importante per l'attacco ad alcune cellule epiteliali (possibili via d'ingresso del virus). Sembra che il virus ebola si sia sviluppato in alcune caverne del Kenya.[12].

Ceppi virali

I microbiologi hanno descritto diverse sottospecie di ebola. L'elenco seguente non è esaustivo. Un nuovo ceppo di ebolavirus è stato identificato in Uganda durante un'epidemia e non sembra avere corrispondenze con nessuno delle quattro specie identificate in precedenza dagli studiosi.[13].

Zaïre ebolavirus (ZEBOV)

Questo ceppo virale ha il tasso più elevato di mortalità: oltre il 90%, con una media approssimativa dell'83% in 27 anni. Gli indici di mortalità erano dell'88% nel 1976, 100% nel 1977, 59% nel 1994, 81% nel 1995, 73% nel 1996, 80% nel 2001-2002 e 90% nel 2003.
La prima epidemia è avvenuta il 26 agosto, 1976, a Yambuku, una città a nord dello Zaire. Il primo caso registrato fu un insegnante di 44 anni, Mabalo Lokela, che era di ritorno da un viaggio nel nord dello stato. La sua febbre era altissima e gli fu inizialmente diagnosticata la malaria, quindi gli fu somministrato del chinino. Lokela si recava in ospedale ogni giorno; una settimana dopo i suoi sintomi comprendevano vomito incontrollabile, feci diarroiche miste a sangue, cefalea, vertigini, problemi respiratori. Più tardi cominciò a sanguinare dal naso, dalla bocca e dall'ano. Lokela spirò l'8 settembre del 1976, circa 14 giorni dopo la comparsa dei sintomi. Successivamente, numerosi pazienti mostrarono sintomi analoghi come febbre, cefalea, dolori muscolo-scheletrici, stanchezza, nausea e vertigini fino a mostrare i sintomi finali del primo paziente colpito. Inizialmente si pensò che la diffusione virale fosse dovuta all'uso ripetuto degli aghi non sterili utilizzati per Lokela. Successivamente si pensò anche allo scarso rispetto dei protocolli di sicurezza nell'assistenza dei pazienti colpiti da malattie infettive e ai riti funebri tradizionali che prevedono, prima della sepoltura, il lavaggio del tratto gastrointestinale. Due infermiere che lavoravano a Yambuku morirono nella medesima epidemia.[14]

Sudan ebolavirus (SEBOV)

Il ceppo Sudan ebolavirus fu il secondo ceppo di ebola scoperto nel 1976. Apparentemente sembrava originarsi tra i lavoratori del cotone della città di Nzara, in Sudan. Il primo caso riportato fu quello di un lavoratore esposto probabilmente ad una riserva virale naturale nell'azienda cotoniera. I ricercatori testarono ogni animale ed insetto per comprovare l'ipotesi, tuttavia nessuno risultò positivo al virus. Il portatore è tuttora sconosciuto. Il secondo caso coinvolse il proprietario di un nightclub a Nzara, Sudan. L'ospedale locale, Maridi, sperimentò un tentativo per curare il paziente che risultò inutile. L'ospedale, comunque, non sostenne alcuna procedura di sicurezza nella disinfezione e sterilizzazione dello strumentario utilizzato sul paziente, facilitando il contagio nel nosocomio. L'epidemia più recente di Sudan ebolavirus è stata nel maggio del 2004. 20 casi di Sudan ebolavirus furono registrati a Yambio, nel Sudan, con cinque decessi. Il Centro per il controllo e prevenzione delle malattie confermò la presenza del virus qualche giorno dopo. I paesi confinanti come l'Uganda e la Repubblica Democratica del Congo hanno incrementato la sorveglianza dei confini per il controllo dell'epidemia. Il tasso di mortalità per il Sudan ebolavirus è stato del 54% nel 1976, 68% nel 1979 e 53% nel 2000/2001. La media si aggira intorno al 54%.

Reston ebolavirus

Il ceppo Reston ebolavirus è sospettato di essere sia una sottospecie di ebola che un nuovo tipo di filovirus di origine asiatica. Fu scoperto in una specie di macaco nei Laboratori Hazleton (ora Covance) nel 1989. Questa scoperta attrasse significativamente l'attenzione dei media e portò alla pubblicazione del libro The Hot Zone (Area di contagio, di Richard Preston). Nonostante lo stato di pericolosità biologica (livello 4), il ceppo Reston ebolavirus non è patologico per gli esseri umani ed è solo mediamente mortale per le scimmie;[15] la percezione intorno la mortalità del virus venne alterata dal fatto che ci fu una coinfezione di scimmie con il Simian virus(SHFV).[16]
Nel corso della scoperta, sei tecnici che maneggiavano gli animali divennero sieropositivi, uno di loro si tagliò mentre stava praticando una necroscopia sul fegato di una scimmia infetta. Quando il tecnico non si ammalò, gli studiosi conclusero che il virus avesse una bassa patogenicità negli uomini.[17] Altre scimmie colpite dal ceppo Reston ebolavirus furono spedite nuovamente a Reston e ad Alice, nel Texas, nel febbraio 1990. Altri casi di Reston ebolavirus presente in scimmie infette furono scoperti a Siena, nel 1992 e ancora in Texas nel marzo 1996.

Tai ebolavirus o Costa d'Avorio

Questo ceppo di ebola fu inizialmente scoperto tra gli scimpanzé della foresta Tai in Costa d'Avorio. Il 1º novembre, 1994, i cadaveri di due scimpanzé furono trovati nella foresta. L'autopsia mostrò che nel cuore vi era del sangue fluido e marrone, nessun segno evidente sugli organi e, inoltre, anche i polmoni erano ripieni di sangue molto fluido. Studi sui tessuti mostrarono risultati simili ai casi umani riportati durante l'epidemia di ebola nel 1976 avvenuta in Zaïre e in Sudan. Successivamente nel 1994, furono scoperti altri cadaveri di scimpanzé positivi all'ebola esaminati mediante tecniche molecolari. Si suppose che la fonte del contagio fosse la carne infetta di scimmie del tipo Red Colobus, che venivano predate dagli scimpanzé.[18]
Uno degli scienziati che effettuò l'autopsia sugli scimpanzé infetti, contrasse l'ebola e sviluppò sintomi simili alla febbre dengue approssimativamente una settimana dopo l'autopsia; venne così trasportata in Svizzera per effettuare una terapia. Dopo due settimane fu dimessa dall'ospedale e si riprese completamente a distanza di sei settimane dopo l'infezione.

Bundibugyo ebolavirus

Il 24 novembre, 2007, il Ministero Ugandese per la Sanità confermò un'epidemia di ebola nel distretto di Bundibugyo. In seguito, tramite l'esame di campioni effettuati da laboratori statunitensi, dal Centro di Controllo per le Malattie e dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), si ebbe la conferma della presenza di una nuova specie di ebolavirus. Il 20 febbraio 2008, il Ministero ugandese ufficialmente annunciò la fine dell'epidemia di Bundibugyo con l'ultima persona infettata dimessa l'8 gennaio 2008.[19] Funzionari ugandesi confermarono un totale di 149 casi di questo nuovo ceppo di ebola, responsabile di 37 decessi.[20]

Febbre emorragica dell'ebola

Sintomi


I sintomi sono variabili e compaiono improvvisamente. La sintomatologia iniziale comprende febbre alta (almeno 38,8 °C), cefalea, mialgia, artralgia, dolori addominali, astenia, faringite, nausea e vertigini.[21]Prima che venga presa in considerazione un'epidemia virale, questi sintomi precoci vengono confusi facilmente con le manifestazioni della malaria, della febbre tifoide, della dissenteria, dell'influenza, o di altre molteplici infezioni batteriche, le quali provengono da fonti molto meno letali. L'ebola progressivamente è in grado di causare sintomi di più grave entità, come diarrea, feci scure o sanguinolente, vomito scuro dall'aspetto a "fondo di caffè", occhi rossi dilatati con presenza di aree emorragiche sulla sclera, petecchie, rash maculopapulare e porpora. Altri sintomi secondari includono ipotensione, ipovolemia, tachicardia, danni agli organi (soprattutto a reni, milza e fegato) come risultato di una necrosi sistemica disseminata e proteinuria. L'emorragia interna è causata da una reazione tra il virus e le piastrine che dà luogo a varie rotture nelle pareti dei vasi capillari. Dopo 5–7 giorni l'individuo colpito muore.[senza fonte] Occasionalmente si presentano sanguinamenti interni o emorragie esterne orali e nasali e, in alcuni casi, provenienti dai fori d'accesso degli aghi per siringhe non ancora completamente chiusi. L'ebola virus può influenzare il numero di globuli bianchi e piastrine, innescando fenomeni trombotici.[senza fonte] Più del 50% dei pazienti svilupperà pertanto fenomeni emorragici.[senza fonte] La metodologia diagnostica relativa all'ebola include test urinari e sulla saliva. Il margine di tempo tra l'insorgenza dei sintomi e la morte si aggira intorno ai 7-14 giorni. A partire dalla seconda settimana di infezione, si assiste ad una riduzione dell'iperpiressia o all'innescarsi di una sindrome da disfunzione multiorgano. Il tasso di mortalità è alto, tra il 50 e il 90%.[21] La causa principale è lo shock ipovolemico anche noto come MODS (Multiple Organ Dysfunction Syndrome).[22]
La replicazione dei filovirus viene favorita da un'ampia tipologia di organi e strutture cellulari quali gli epatociti, le cellule epiteliali, i fibroblasti, le cellule reticolari e le cellule adrenocorticali.[6] Più in particolare, la sensibilità delle cellule endoteliali è verosimilmente la causa dei sintomi tardivi dell'infezione, come l'emorragia e lo shock ipovolemico.[6]

Diagnosi

L'ebola è dignosticata tramite test ELISA (Enzyme-Linked ImmunoSorbent Assay). Tuttavia il metodo diagnostico produce risultati ambigui durante le fasi non epidemiche.
Dopo il caso di Reston, il Dr. Carl Johnson del CDC analizzò gli indiani San Blas dell'America Centrale, i quali non avevano nessuna storia di infezioni virali di ebola, ma che mostrarono il 2% di positività. Ulteriori ricerche effettuate sui nativi americani dell'Alaska mostrarono una percentuale di positivi analoga. Per contrastare i falsi positivi un test più complesso basato sul sistema ELISA fu sviluppato da Tom Kzaisek negli USAMRIID che venne in seguito migliorato con l'analisi mediante anticorpi in immunofluorescenza.[32]

Trasmissione

Tra gli esseri umani, il virus viene trasmesso mediante il contatto diretto con i fluidi corporei infetti, oppure, in minor proporzione, per via epidermica o per contatto con le membrane mucose. Il periodo di incubazione può variare dai 2 ai 21 giorni, ma generalmente è di 5–10 giorni.
Sebbene la trasmissione virale per via aerea tra le scimmie sia stata dimostrata nel corso di un'epidemia accidentale verificatasi in laboratori americani situati in Virginia, vi è una scarsa evidenza di trasmissioni aeree da uomo a uomo in ciascuna delle epidemie registrate. L'infermiera Mayinga N'Seka rappresenta un caso isolato. L'occasione in cui contrasse il virus rimane tuttora sconosciuta. Le infezioni di ebolavirus su pazienti umani sono state documentate in casi di contatto con scimpanzé infetti, gorilla e antilopi della foresta, avvenuti in Costa d'Avorio, nella repubblica congolese e in Gabon. Anche la trasmissione virale del tipo ebola Reston è stata registrata a causa del contatto con scimmie cynomolgus (Macaca fascicularis).[21]
Finora, tutte le epidemie di ebola sono avvenute in strutture ospedaliere inadeguate, dove i protocolli di igiene e sterilizzazione sono un lusso o rappresentano pratiche sconosciute al personale, e dove gli aghi monouso e le autoclavi non esistono a causa dei costi eccessivi. Nei moderni ospedali, forniti di strumentario monouso e favoriti dalla conoscenza dei protocolli di base in ambito igienico-sanitario, l'ebola non si è mai manifestato su vasta scala.
Nelle prime fasi l'ebola sembra non essere estremamente contagioso. Il contatto in fase precoce con individui colpiti sembra non causare la malattia. Come la malattia progredisce, i fluidi corporei presenti nella diarrea, nel vomito e nel sangue rappresentano un rischio biologico estremo. A causa della carenza di strumentario appropriato e di protocolli igienico-sanitari, le epidemie su vasta scala scoppiano nelle aree più povere ed isolate prive di ospedali moderni e di personale addestrato. Molte delle aree dove persistono le riserve virali hanno queste caratteristiche. In alcuni ambienti basterebbe cessare la condivisione degli aghi o il loro riutilizzo senza le adeguate procedure di sterilizzazione, isolare i pazienti e osservare rigidamente le procedure infermieristiche che prevedono l'uso di mascherine, guanti, occhiali e camici monouso. Procedure igieniche, queste, che dovrebbero obbligatoriamente essere fatte osservare a tutto il personale medico e a chiunque abbia a che fare con il paziente.
È piuttosto improbabile che l'ebola possa svilupparsi con caratteristiche pandemiche a livello mondiale, per via della sua difficoltà a diffondersi per via aerea e a causa del lasso di tempo in cui il virus assume caratteristiche contagiose atte alla diffusione, in comparazione con altre malattie infettive. In situazioni di isolamento come nelle aree ospedaliere di quarantena o nei villaggi remoti, la maggior parte delle vittime vengono infettate rapidamente a seguito della presenza del primo caso infettivo. Inoltre, l'instaurarsi di sintomi precoci dal momento in cui la malattia diviene contagiosa rende remota l'eventualità che un individuo colpito sia in grado di effettuare viaggi permettendo lo spostamento del contagio. Poiché i cadaveri sono infetti, alcuni medici adottano misure preventive affinché le sepolture avvengano in sicurezza contrariamente ai rituali funebri tradizionali diffusi in quelle aree.[23]

Terapia

Non esiste un protocollo standardizzato di trattamento per la febbre emorragica da ebolavirus. La terapia primaria è unicamente di supporto e comprende procedure invasive ridotte al minimo: bilancio degli elettroliti, poiché i pazienti sono frequentemente disidratati, ripristino dei fattori di coagulazione per arrestare il sanguinamento, mantenimento dei parametri ematici e di ossigenazione, trattamento delle complicanze infettive. Ilplasma dei convalescenti (coloro che sono sopravvissuti all'infezione di ebola) sembra essere promettente come terapia. [senza fonte]. La Ribavirina è inefficace. Anche l'Interferone non pare dare risultati. Nelle scimmie, la somministrazione di un inibitore dell'emocoagulazione (rNAPc2) ha mostrato qualche beneficio, preservando il 33% degli animali infettati da una infezione al 100% letale per le scimmie (sfortunatamente, questa terapia è inefficace sugli umani). Agli inizi del 2006, studiosi dell'USAMRIID (Istituto statunitense di ricerche mediche sulle malattie infettive dell'esercito) annunciarono il 75% delle guarigioni in scimmie rhesus infettate con ebolavirus a cui era stata somministrata terapia antisenso.[24]

Vaccini

Sono stati prodotti vaccini sia per l'ebola[25] che per il Marburg virus[26] che al 99% sono risultati efficaci nella riduzione degli effetti dell'infezione virale nelle scimmie. Questi vaccini sono derivati da DNA ricombinante,virus della stomatite vescicolare o da Adenovirus ricombinante[27] che trasportano le proteine virali sulla loro superficie. Recenti sperimentazioni nella produzione di vaccini umani, come quello del NIAID nel 2003, non hanno sortito alcun successo.[28] Il problema maggiore con i vaccini è che fintanto che la somministrazione avviene nel corso dell'esordio sintomatologico (1-4 giorni dopo la manifestazione), la compromissione organica sarà sempre troppo avanzata affinché possa avvenire una guarigione: la rottura di arterie e capillari e altri sintomi potrebbero causare danni mortali o traumatizzare seriamente il paziente.

Epidemie recenti

L'ultimo caso registrato di ebola è stato comunicato ufficialmente dal Ministero della Salute Ugandese il 28 luglio 2012. Colpite 20 persone di cui 14 decedute (alla data 31 luglio). Si è sviluppato a Kibaale. Nove dei deceduti erano familiari entrati in contatto diretto con i malati durante la malattia (inizialmente non identificata come ebola) o durante la sepoltura. Gli altri colpiti sono stati il personale sanitario e pochi altri poi monitorati.
Il 30 agosto 2007, 103 individui (100 adulti e 3 bambini) furono infettati da una sospetta febbre emorragica nel villaggio di Kampungu, nella Repubblica Democratica del Congo. L'epidemia scoppiò dopo i funerali di due capo-villaggio e 217 individui di 4 villaggi si ammalarono. L'OMS inviò un team per prelevare campioni ematici da analizzare e in seguito confermò che molti dei casi erano il risultato di un contagio di ebolavirus.[29] La più vasta epidemia congolese uccise 245 individui nel 1995 a Kikwit, ad appena 200 miglia dalla fonte epidemica dell'agosto del 2007.[30].
Il 30 novembre 2007, il Ministro della Sanità ugandese confermò un'epidemia di ebola nel distretto di Bundibugyo. A seguito della conferma sui campioni testati dai Laboratori Nazionali Statunitensi e dal Centro di Controllo per le Malattie, l'OMS confermò la presenza di una nuova specie di ebolavirus.[31] L'epidemia cessò ufficialmente il 20 febbraio 2008. Finché durò, furono registrati 149 casi di questo nuovo ceppo, 37 dei quali morirono.
Nel settembre 2012, il portavoce dell'Organizzazione mondiale della sanità a Kinshasa, Eugene Kabambi, ufficializza la notizia di un'epidemia fuori controllo nella Repubblica Democratica del Congo. Nel giorno 13 del mese, i morti sono già 31.[32]
Il 22 marzo 2014 è confermata la notizia di una epidemia di ebola in Guinea. [33]

Bioterrorismo

La mortalità e la scarsità di vaccini e terapie adeguate, classificano l'ebola come un'agente di rischio biologico di livello 4, così come agente bioterroristico di categoria A[34].
Come arma terroristica, l'ebola è stato preso in considerazione dai membri della setta giapponese Aum Shinrikyo, il cui leader, Shoko Asahara, inviò circa 40 membri in Zaire nel 1992 i quali si finsero di supporto medico alle vittime dell'ebola, presumibilmente nel tentativo di acquisire un campione virale.[35]

Utilizzo in prodotti della cultura di massa

I virus di ebola e marburg sono stati una generosa fonte di idee e soggetti per spettacoli e opere di vario genere della cultura di massa e nella narrativa di genere. Il fascino per il virus è dovuto probabilmente[senza fonte] all'alto tasso di mortalità fra i soggetti colpiti, alla sua natura misteriosa, e alla sua tendenza a provocare raccapriccianti perdite di sangue dagli orifizi corporei. Infatti questo Virus ha acquisito anche una discreta popolarità, specialmente in Europa, tra gli amanti del genere cinematografico denominato gore.

Cinema

Nel film Virus letale, il virus protagonista, il fittizio "Motaba" descritto dalla pellicola, è strettamente ispirato al virus africano.[36] Anche i sintomi e l'area dell'infezione sono pertinenti.
Esistono quattro film che trattano di un'epidemia del Virus ebola:
·         Virus letale (Outbreak) (1995)
·         Ebola: Area di contagio (Virus) (1995) Film TV
·         Yi boh laai beng duk (1996)
·         Plague Fighters (1996) Film TV
In Resident Evil, il Virus T è una versione modificata del Virus Progenitore, creato modificando geneticamente il virus ebola.[37]

Parossismi ed esagerazioni nella rappresentazione cinematografica

Molte rappresentazioni del virus di ebola nella narrativa e nei media sono considerate esagerate o mitizzanti.[senza fonte] Una diffusa leggenda vuole che il virus uccida così in fretta da avere poco tempo per diffondersi. Le vittime muoiono molto presto dopo il contatto con l'agente infettivo. In realtà, il tempo di incubazione è di circa una settimana. L'intervallo medio fra la comparsa dei primi sintomi e la morte varia dai 3 ai 21 giorni, con una media di 10,1. Sebbene ciò ostacoli la propagazione in massa, è un tempo già abbastanza lungo perché alcune persone contraggano la malattia.
Un altro mito vuole che il virus faccia sciogliere, liquefare o sanguinare copiosamente i pazienti. In rappresentazioni di questo tipo, le vittime dell'ebola presentano sangue che spruzza, carni in liquefazione, volto dazombi e drammatici conati con espulsione di vomito ematico, che fuoriesce a volte anche dai corpi appena deceduti. Nei fatti, solo una parte delle vittime dell'ebola presenta sanguinamento copioso, e la maggior parte dei resoconti sul corso della malattia descrivono pazienti ottusi e letargici. Circa il 10% dei pazienti soffre di qualche emorragia, ma è generalmente interna o lieve, come il sanguinamento delle gengive. I sintomi dell'ebola sono generalmente limitati ad estrema spossatezza, vomito, diarrea, dolori addominali, febbre alta, cefalea e altri dolori.
Quello che segue è l'estratto di un'intervista al primario epidemiologo Philippe Calain, del Centro di controllo e prevenzione malattie, reparto agenti patogeni speciali, di Kikwit (1996):
(EN)
« At the end of the disease the patient does not look, from the outside, as horrible as you can read in some books. They are not melting. They are not full of blood. They're in shock, muscular shock. They are not unconscious, but you would say 'obtunded', dull, quiet, very tired. Very few were hemorrhaging. Hemorrhage is not the main symptom. Less than half of the patients had some kind of hemorrhage. But the ones that had bled, died. »
(IT)
« Nell'ultima fase della malattia i pazienti non appaiono, dall'esterno, orripilanti come si legge in certi libri. Non si sciolgono. Non sono pieni di sangue. Sono in stato di shock: shock muscolare. Non sono incoscienti, ma si potrebbero definire "ottusi", fiacchi, apatici, stremati. Pochissimi perdono sangue. L'emorragia non è il sintomo principale. Meno della metà dei pazienti ha qualche tipo di sanguinamento. Ma quelli che hanno perso sangue, sono morti. »
(Philippe Calain)

Narrativa di genere

Nel romanzo Contagio di Robin Cook, il virus ebola è usato come una possibile arma, con intento criminale.
Nel romanzo Nel Bianco di Ken Follett, una variante del virus ebola, dal nome Madoba-2, viene rubata, con intento criminale, da un laboratorio di ricerca in Scozia.
La guerra biologica con virus di ebola modificati, trasportati per via aerea, è stata un tema centrale nei romanzi di Tom Clancy Potere esecutivo e Rainbow Six. In quest'ultimo l'autore inserisce una variante più aggressiva del virus ebola denominato "Shiva" creato artificialmente in laboratorio ed in grado di diffondersi per via aerea.
Il virus Reston è il soggetto del libro di Richard Preston, Area di contagio. Ha anche portato allo sviluppo del film Outbreak (1995).

Videogiochi

Anche Tomb Raider: La culla della vita rappresenta un'arma biologica[38] che consiste in una forma di ebola molto potenziata, capace di provocare la morte in pochi minuti.
Anche nel videogioco Crysis 2 uno dei motivi della guerra è una forte epidemia di ebola. Nel gioco i corpi dei deceduti a causa del virus risultano in liquefazione o comunque presentano zone di carne e organi scoperti. (Da correggere, in Crysis 2 il virus ha origine aliena, e ha lo scopo di rendere le vittime un liquame semiliquido utilizzabile dagli alieni presenti nel gioco stesso)

Note

1.    ^ Ebola Cases and Outbreaks - CDC Special Pathogens Branch, Centers for Disease Control and Prevention. URL consultato l'8 dicembre 2007.
2.    ^ X. Pourrut, A. Délicat, PE Rollin, TG Ksiazek, J-P Gonzalez, EM Leroy (2007) "Spatial and temporal patterns of Zaire ebolavirus antibody prevalence in the possible reservoir bat species" Journal of Infectious Diseases 196: 176–183.
3.    ^ Rouquet P, Froment JM, Bermejo M, et al, Wild animal mortality monitoring and human Ebola outbreaks, Gabon and Republic of Congo, 2001-2003 in Emerging Infect. Dis., vol. 11, n. 2, 2005, pp. 283–90. PMID 15752448.
4.    ^ a b Borio L, Inglesby T, Peters CJ, et al, Hemorrhagic fever viruses as biological weapons: medical and public health management inJAMA, vol. 287, n. 18, 2002, pp. 2391–405. PMID 11988060.
5.    ^ Jason Socrates Bardi, Death Called a River in Scribbs Research Institute, vol. 2, n. 1, 2002. URL consultato l'8 dicembre 2006.
6.    ^ a b c d e f g Hans-Dieter Klenk, Feldmann, Heinz, Ebola and Marburg Viruses, Molecular and Cellular Biology, Wymondham, Norfolk, Horizon Bioscience, 2004. ISBN 0-9545232-3-7.
7.    ^ a b c Pourrut X, Kumulungui B, Wittmann T, et al, The natural history of Ebola virus in Africa in Microbes Infect., vol. 7, n. 7-8, 2005, pp. 1005–14. DOI:10.1016/j.micinf.2005.04.006, PMID 16002313.
8.    ^ Morvan JM, Deubel V, Gounon P, et al, Identification of Ebola virus sequences present as RNA or DNA in organs of terrestrial small mammals of the Central African Republic in Microbes Infect., vol. 1, n. 14, 1999, pp. 1193–201. DOI:10.1016/S1286-4579(99)00242-7,PMID 10580275.
9.    ^ Fruit bats may carry Ebola virus in BBC News, 11 dicembre 2005. URL consultato il 25 febbraio 2008.
10.  ^ Swanepoel R, Leman PA, Burt FJ,et al, Experimental inoculation of plants and animals with Ebola virus in Emerging Infect. Dis., vol. 2, n. 4, 1996, pp. 321–5. PMID 8969248.
11.  ^ Leroy EM, Kumulungui B, Pourrut X, et al, Fruit bats as reservoirs of Ebola virus in Nature, vol. 438, n. 7068, 2005, pp. 575–6.DOI:10.1038/438575a, PMID 16319873.
12.  ^ Focus n.223, maggio 2011, p.116
13.  ^ New subtype of Ebola suspected in Uganda in USA Today, 30 novembre 2007. URL consultato il 25 febbraio 2008.
14.  ^ Margaretha Isaacson, et al., Two Belgian nurses died of Ebola.
15.  ^ Level 4: Virus Hunters of the CDC (1999), p.300. Quotation: "Mentre è vero che dovremmo essere molto confortati dal fatto che il virus di Reston non è patologico per l'uomo - non fa ammalare nessuno - c'è ancora la minaccia di un ulteriore ceppo nelle scimmie importato da chissà dove, che potrebbe essere dannoso per l'uomo."
16.  ^ Level 4: Virus Hunters of the CDC (1999), ppgs.307-309.
17.  ^ Level 4: Virus Hunters of the CDC (1999), ppgs.298-299.
20.  ^ Tim Cocks, Uganda confirms 113 suspected Ebola cases, Reuters, 11 dicembre 2007. URL consultato il 25 febbraio 2008.
22.  ^ Bray M, Geisbert TW, Ebola virus: the role of macrophages and dendritic cells in the pathogenesis of Ebola hemorrhagic fever in Int. J. Biochem. Cell Biol., vol. 37, n. 8, 2005, pp. 1560–6. DOI:10.1016/j.biocel.2005.02.018, PMID 15896665.
23.  ^ Blaine Harden, Dr. Matthew's Passion in New York Times Magazine, 18 febbraio 2001. URL consultato il 25 febbraio 2008.
25.  ^ Jones SM, Feldmann H, Ströher U, et al, Live attenuated recombinant vaccine protects nonhuman primates against Ebola and Marburg viruses in Nat. Med., vol. 11, n. 7, 2005, pp. 786–90. DOI:10.1038/nm1258, PMID 15937495.
26.  ^ Hevey M, Negley D, Pushko P, Smith J, Schmaljohn A, Marburg virus vaccines based upon alphavirus replicons protect guinea pigs and nonhuman primates in Virology, vol. 251, n. 1, 1998, pp. 28–37. DOI:10.1006/viro.1998.9367, PMID 9813200.
27.  ^ Sullivan NJ, Geisbert TW, Geisbert JB, et al, Accelerated vaccination for Ebola virus haemorrhagic fever in non-human primates inNature, vol. 424, n. 6949, 2003, pp. 681–4. DOI:10.1038/nature01876, PMID 12904795.
28.  ^ NIAID Ebola Vaccine Enters Human Trial, National Institute of Allergy and Infectious Diseases, 18 novembre 2003.
29.  ^ Ebola Outbreak Confirmed in Congo in NewScientist.com, 11 settembre 2007. URL consultato il 25 febbraio 2008.
30.  ^ Mystery DR Congo fever kills 100 in BBC News, 31 agosto 2007. URL consultato il 25 febbraio 2008.
31.  ^ Uganda: Deadly Ebola Outbreak Confirmed - UN in UN News Service, 30 novembre 2007. URL consultato il 25 febbraio 2008.
32.  ^ Ebola fuori controllo in Congo, 31 morti in ANSA, 13 settembre 2012.
34.  ^ Hoenen T, Groseth A, Falzarano D, Feldmann H, Ebola virus: unravelling pathogenesis to combat a deadly disease in Trends Mol Med, vol. 12, n. 5, 2006, pp. 206–15. DOI:10.1016/j.molmed.2006.03.006, PMID 16616875.
35.  ^ Chronology of Aum Shinrikyo's CBW Activities, Monterey Institute for International Studies.
37.  ^ Capcom.co.jp "Wesker's Report II". URL consultato il 12 aprile 2008.

Bibliografia

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·         Richard Preston, The Hot Zone, A Terrifying True Story, Anchor Books (Random House), Sagebrush Education Resources, Tandem Library Books [1994], 20 luglio 1995. ISBN 0-385-47956-5.
·         Tara Waterman, Ebola Reston Outbreak Standford Honors Thesis, Stanford University, 1999. URL consultato il 2 agosto 2008.

Altri progetti

·          Commons contiene immagini o altri file su Ebola

Collegamenti esterni

·         Ebola in Tesauro del Nuovo Soggettario, BNCF, marzo 2013.

Fonti

·         Ebola Virus Haemorrhagic Fever - Proceedings of an International Colloquium on Ebola Virus Infection and Other Haemorrhagic Fevers held in Antwerp, Belgium, 6-8 December, 1977
·         Questions and Answers about Ebola Hemorrhagic Fever - Center for Disease Control (CDC), retrieved 10 July 2006
·         WHO Factsheet - retrieved 10 July 2006
·         Template:ECDC
·         Vaccine Research Center (VRC) - Informazioni relative alle ricerche per un vaccino sull'Ebola
·         www.healthocrates.com - Articolo sulla febbre emorragica dell'Ebola

Epidemie

·         Ebola outbreak in Congo, CBC News, 12 settembre 2007.
·         Ebola 'kills over 5,000 gorillas', BBC News, 8 dicembre 2006.
·         History of Ebola Outbreaks - Centers for Disease Control Special Pathogens Branch, retrieved 2006-07-10.
·         Infection Control for Viral Hemorrhagic Fevers in the African Health Care Setting - Center for Disease Control and Prevention, Atlanta, December 1998.
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Ciclo vitale

·         Biomarker Database - informazioni sull'Ebola

Contagiosità

·         Jaax NK, Davis KJ, Geisbert TJ, et al, Lethal experimental infection of rhesus monkeys with Ebola-Zaire (Mayinga) virus by the oral and conjunctival route of exposure in Arch. Pathol. Lab. Med., vol. 120, n. 2, 1996, pp. 140–55. PMID 8712894.
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