lunedì 1 dicembre 2014

APOCALISSE - PROFEZIE SULL' ULTIMO PAPA DELLA CHIESA CATTOLICA - PIETRO II (Profezia di Malachia) e la comparsa dell' ABOMINIO DELLA DESOLAZIONE NEL LUOGO SANTO (Profeta Daniele) " ARRIVERÀ IL GIORNO IN CUI CI SARANNO DUE TRONI, MA SOLO SU DI UNO SIEDERÀ IL VERO SUCCESSORE DI PIETRO. Messaggio di Nostra Signora di Anguera n- 3.098 del 23/12/2008.


Mt 16:18 E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.

Da 9:27 Egli stringerà una forte alleanza con molti
per una settimana e, nello spazio di metà settimana,
farà cessare il sacrificio e l'offerta;
sull'ala del tempio porrà l'abominio della
desolazione
e ciò sarà sino alla fine,
fino al termine segnato sul devastatore».

Daniele 11:31 Forze da lui armate si muoveranno a profanare il santuario della cittadella, aboliranno il sacrificio quotidiano e vi metteranno l'abominio della desolazione.

Da 12:11 Ora, dal tempo in cui sarà abolito il sacrificio quotidiano e sarà eretto l'abominio della desolazione, ci saranno milleduecentonovanta giorni. 12 Beato chi aspetterà con pazienza e giungerà a milletrecentotrentacinque giorni.

Mt 24:15 Quando dunque vedrete l'abominio della desolazione, di cui parlò il profeta Daniele, stare nel luogo santo - chi legge comprenda -,

Mc 13:14 Quando vedrete l'abominio della desolazione stare là dove non conviene, chi legge capisca, allora quelli che si trovano nella Giudea fuggano ai monti;


2Ts 2:1 Ora vi preghiamo, fratelli, riguardo alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo e alla nostra riunione con lui, 2 di non lasciarvi così facilmente confondere e turbare, né da pretese ispirazioni, né da parole, né da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno del Signore sia imminente. 3 Nessuno vi inganni in alcun modo! Prima infatti dovrà avvenire l'apostasia e dovrà esser rivelato l'uomo iniquo, il figlio della perdizione, 4 colui che si contrappone e s'innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o è oggetto di culto, fino a sedere nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio.
5 Non ricordate che, quando ancora ero tra voi, venivo dicendo queste cose? 6 E ora sapete ciò che impedisce la sua manifestazione, che avverrà nella sua ora. 7 Il mistero dell'iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene. 8 Solo allora sarà rivelato l'empio e il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà all'apparire della sua venuta, l'iniquo, 9 la cui venuta avverrà nella potenza di satana, con ogni specie di portenti, di segni e prodigi menzogneri, 10 e con ogni sorta di empio inganno per quelli che vanno in rovina perché non hanno accolto l'amore della verità per essere salvi. 11 E per questo Dio invia loro una potenza d'inganno perché essi credano alla menzogna 12 e così siano condannati tutti quelli che non hanno creduto alla verità, ma hanno acconsentito all'iniquità.
13 Noi però dobbiamo rendere sempre grazie a Dio per voi, fratelli amati dal Signore, perché Dio vi ha scelti come primizia per la salvezza, attraverso l'opera santificatrice dello Spirito e la fede nella verità, 14 chiamandovi a questo con il nostro vangelo, per il possesso della gloria del Signore nostro Gesù Cristo.
15 Perciò, fratelli, state saldi e mantenete le tradizioni che avete apprese così dalla nostra parola come dalla nostra lettera. 16 E lo stesso Signore nostro Gesù Cristo e Dio Padre nostro, che ci ha amati e ci ha dato, per sua grazia, una consolazione eterna e una buona speranza, 17 conforti i vostri cuori e li confermi in ogni opera e parola di bene.

L’ ABOMINIO DELLA DESOLAZIONE

A) ANTICO E NUOVO TESTAMENTO  CEI 1974

B) CONFRONTO BRANO C.E.I. , NUOVA RIVEDUTA, NUOVA DIODATI

C) CONFRONTO C.E.I  2008 – C.E.I.  1974 – NOVA VULGATA – INTERCONFESSIONALE


MATTEO CAPITOLO 24 C.E.I. 1974

v. 14: Allora sarà la fine. Il “quando” della fine del tempo è il suo compimento, quando tutti, attraverso la testimonianza del Figlio e dei suoi fratelli, riconosceranno l’ amore del Padre. Lo stesso male, alla fine, non farà che eseguire questo disegno di Dio (cf. Rm 8:28 Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno. At 4:28 per compiere ciò che la tua mano e la tua volontà avevano preordinato che avvenisse. 29 Ed ora, Signore, volgi lo sguardo alle loro minacce e concedi ai tuoi servi di annunziare con tutta franchezza la tua parola. 30 Stendi la mano perché si compiano guarigioni, miracoli e prodigi nel nome del tuo santo servo Gesù». Ap 17:17 Dio infatti ha messo loro in cuore di realizzare il suo disegno e di accordarsi per affidare il loro regno alla bestia, finché si realizzino le parole di Dio.)
v. 15: l’ abominio della desolazione. L’ espressione presa da Daniele (Da 9:27 Egli stringerà una forte alleanza con molti per una settimana e, nello spazio di metà settimana, farà cessare il sacrificio e l'offerta; sull'ala del tempio porrà l'abominio della desolazione e ciò sarà sino alla fine, fino al termine segnato sul devastatore».), parla della profanazione del tempio, che fu dedicato all’ idolo (cf. 1 Maccabei  1Macc 1:54 Nell'anno centoquarantacinque, il quindici di Casleu il re innalzò sull'altare un idolo. Anche nelle città vicine di Giuda eressero altari) Significa che alla fine l’ idolo starà al posto di Dio: è l’ apice del male, considerato come assoluto, inevitabile e necessario per tutti.
Chi legge comprenda. L’ evangelista si rivolge al lettore: ognuno è chiamato a comprendere che cosa per lui tiente il posto di Dio e non è Dio! Ciò avviene ogni volta che poniamo come assoluto ciò che non lo è, ogni volta che diventiamo schiavi invece che signori delle varie creature o creazioni. Ogni epoca ha i suoi assoluti. Non è la nostra un epoca totalmente amministrata da norme (economiche) che si autogenerano, un trionfo dell’ idolo (= immagine), a spese dell’ uomo e della sua umanità? Questa è l’ iniquità massima da cui guardarci, il dominio della bestia, che vuol marchiare tutti con il suo numero di codice (Cf. Ap. 13 Ap 13:16 Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; 17 e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. 18 Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d'uomo. E tal cifra è seicentosessantasei)
Sulla croce l’ abominio della desolazione sta davvero in luogo santo: tocca Dio stesso! E Dio stesso si pone in ogni abominio. Questo è il segno della fine  e del fine di tutto, la consumazione di ogni male e compimento di ogni bene.
Silvano Fausti “Una comunità legge il Vangelo di Marco”, EDB, pagine 476 





PROFEZIA DI MALACHIA
Gloria olivaeBenedetto XVI(Joseph Ratzinger 2005 - )Il nome Benedetto glorificherebbe l' ordine dei Benedettini di cui fa parte l' ordine degli Olivetani.
Petrus Romanus

In persecutione extrema Sanctae Romanae Ecclesiae sedebit Petrus Romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus; quibus transactis, civitas septicollis diruetur, et Judex tremendus iudicabit populum suum. Finis.
Traduzione: Durante l'ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà Pietro il Romano, che pascerà il gregge fra molte tribolazioni; passate queste, la città dei sette colli cadrà ed il tremendo Giudice giudicherà il suo popolo. Amen.

La comparsa dell'abominio della desolazione nel luogo santo


Una riflessione approfondita merita certamente la menzione dell'abominio posto nel luogo santo, che si presenta agli occhi del lettore come una indicazione dal carattere piuttosto ermetico. Non è comunque difficile risalire alla natura di questa realtà preannunciata da Gesù, anche se è difficile poter dire a che cosa storicamente potrà corrispondere. L'espressione utilizzata da Cristo è inserita nel suo discorso escatologico come una citazione del libro di Daniele, e proprio da questo bisogna partire per cercare il senso di questa immagine profetica. Il punto di riferimento è costituito esattamente da Dn 9,27: "Egli stringerà una forte alleanza con molti… farà cessare il sacrificio e l'offerta; sull'ala del tempio porrà l'abominio della desolazione e ciò sarà fino alla fine". Il concilio di Trento dà una precisa interpretazione di questo versetto: riprendendo il tema dell'Anticristo per due volte, nella sessione del 6 Agosto 1547 e in quella del 10 Dicembre 1551. I due testi non differiscono sostanzialmente nel contenuto: punto di partenza di entrambi è il mistero dell'Eucaristia. Facendo leva sulla pericope di Daniele relativa alla introduzione nel Tempio dell'abominio della desolazione, il Concilio afferma che vi si annuncia la presenza nella Chiesa dell'Anticristo, un uomo sinistro che sorgerà nella fase finale della storia dell'umanità e che, analogamente alla durata del ministero pubblico di Gesù, godrà di un potere tirannico per un periodo di circa tre anni e mezzo (ossia lo spazio di metà settimana citato dal v. 27, dove un giorno corrisponde a un anno). Trento si preoccupa di sottolineare, in entrambi i testi in questione, un particolare relativo al sacramento dell'Eucaristia: l'Anticristo metterà in atto una persecuzione contro i cristiani che culminerà nella proibizione di celebrare pubblicamente il sacrificio cristiano. Nella prospettiva conciliare l'abominio della desolazione profetizzato da Daniele altro non sarebbe che il regno stesso dell'antagonista di Cristo che, in una parodia dell'Incarnazione, presenterà se stesso come l'autentica divinità a cui si deve il culto, negando di conseguenza ogni valore alle istituzioni cristiane e, in particolare, al sacramento dell'Eucaristia.Il significato basilare del testo di Daniele ha un preciso riferimento storico, che risale all'epoca della dominazione ellenistica sulla Palestina. Antioco IV Epifane voleva trasformare Gerusalemme in un centro culturale come Atene e Alessandria, cancellando le usanze ebraiche e il culto giudaico. Egli giunse persino a introdurre nel Tempio di Gerusalemme una statua di Giove capitolino, una profanazione spudorata che non era mai avvenuta in questi termini nella storia di Israele e che parve intollerabile alle frange più osservanti del giudaismo. Il senso letterale dell'abominio della desolazione va perciò ricercato in quell'idolo introdotto nel Tempio. Nelle parole di Gesù, tuttavia, l'abominio della desolazione ha pure un significato profetico, capace di riferirsi a un fatto non ancora accaduto e che avrà luogo alla fine dei tempi. In questo secondo livello, a cui Cristo conduce intenzionalmente l'attività interpretante dei suoi discepoli, il "luogo santo" non è più il Tempio di Gerusalemme, che peraltro non riveste oramai alcun ruolo religioso per la comunità cristiana. Il luogo santo adesso è la Chiesa. Cristo intende dire che, alla fine dei tempi, prima del suo ritorno glorioso, nella Chiesa avverrà qualcosa di simile all'introduzione di un idolo, come quell'antico "abominio della desolazione". In cosa poi esso esattamente consista, non è facile dirlo. Si può solo ipotizzare. Se il concilio di Trento identifica questo idolo con lo spirito falsificatore dell'anticristo, e se il Catechismo della Chiesa Cattolica, come vedremo, parla di una impostura religiosa degli ultimi tempi, allora, probabilmente, questo idolo innalzato nel luogo sacro (la Chiesa) sarà Cristo stesso ma annunciato in modo alterato; sarà un vangelo svuotato del suo contenuto soprannaturale; sarà un'esperienza cristiana completa nei suoi comportamenti e ritualismi esterni, ma priva della sua forza interiore di rinascita; in una parola: sarà la grande apostasia degli ultimi tempi, in cui il cristianesimo non sarà né negato né contraddetto, ma sarà vissuto meccanicamente come un ingranaggio privo di vita: "con la parvenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la forza interiore" (2 Tm 3,5). Esso costituirà uno dei segnali della vicinanza del ritorno di Cristo. Riteniamo che al di là di questo per ora non si possa andare; ad ogni modo, i passi biblici relativi agli eventi finali saranno molto più chiari solo alla luce dei fatti che si svolgeranno, e che i cristiani allora viventi saranno chiamati a leggere e interpretare correttamente.Cediamo ancora una volta la parola al Catechismo della Chiesa Cattolica, che descrive così gli eventi finali della nostra storia: "Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti… il mistero dell'iniquità si svelerà sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell'apostasia dalla verità. La massima impostura religiosa è quella dell'anticristo" (CCC n. 676).Il testo è così chiaro che quasi non necessita di commento, e in certo senso contiene gli elementi più essenziali per l'individuazione dell'abominio della desolazione innalzato nel luogo sacro, come segno dei tempi finali. Il cammino storico della Chiesa non va considerato come un movimento trionfale verso la definitiva vittoria, ma va visto piuttosto come una replica della vita del Gesù storico, il quale va verso la vita definitiva passando attraverso la solitudine e il dolore del Venerdì Santo; la Chiesa, suo Corpo terrestre, dovrà anch'essa patire il suo Getsemani e la sua crocifissione, prima di entrare nella gloria definitiva della celeste Gerusalemme. Il Giuda che consegnerà la Chiesa ai suoi aguzzini sarà lo spirito dell'anticristo, che provocherà una generalizzata apostasia, a causa della quale il cristianesimo resterà in piedi solo nelle sue forme esterne, rimanendo svuotato della sua forza rinnovatrice, e sarà proprio questa quell'impostura religiosa di cui si fa cenno al n. 676 del CCC e quell'abominio della desolazione annunciato direttamente da Gesù. Il medesimo numero del Catechismo sembra prevedere, prima del ritorno di Cristo, oltre a una generale apostasia, anche una persecuzione cruenta contro i cristiani, come si percepisce dietro l'espressione di apertura: "Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti…"; lo scuotimento della fede potrà essere probabilmente una prova dolorosa (una persecuzione?), giacché l'apostasia non scuote la fede, ma la uccide come in una eutanasia. Nel discorso escatologico di Gesù, le persecuzioni cruente sono comunque previste nel quadro degli eventi finali, e forse il CCC allude proprio a questo.


MESSAGGI DI NOSTRA SIGNORA DI ANGURA 
3.098 - 23/12/2008

Cari figli, sono vostra Madre e sono venuta dal cielo per benedirvi e offrirvi il mio amore. Siate docili e cercate di imitare in tutto mio Figlio Gesù. Lasciate che la grazia del Signore vi trasformi. Non tiratevi indietro. Accogliete i miei appelli e io vi condurrò a un’alta vetta di santità. Fatevi coraggio e testimoniate ovunque i miei messaggi. Conosco le vostre necessità e intercederò presso il mio Gesù per voi. Rallegratevi, perché avete un posto speciale nel mio Cuore Immacolato. Inginocchiatevi in preghiera. L’umanità è malata e ha bisogno di essere curata. Aprite i vostri cuori e sentirete la presenza del mio Gesù nelle vostre vite. Non restate stazionari nel peccato. Siete del Signore e le cose del mondo non sono per voi. La Chiesa del mio Gesù porterà una croce pesante. Arriverà il giorno in cui ci saranno due troni, ma solo su di uno siederà il vero successore di Pietro. Sarà questo il tempo della grande confusione spirituale per la Chiesa. Restate con la verità. Ascoltate quello che vi dico e restate saldi nella fede. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Italia


2.937 - 01/01/2008
Cari figli, cercate forza nella preghiera, nell’Eucarestia e nelle parole del mio Gesù. Dovete affrontare grandi difficoltà. Siate coraggiosi. Non perdetevi d’animo. Chi sta con il Signore vincerà sempre. Sappiate che la Terra della Santa Croce (Brasile) conoscerà una grande distruzione. La croce sarà pesante per i miei poveri figli. Piccole e grandi città cesseranno di esistere. Colui che si oppone a Cristo marcerà con il suo esercito e arriverà alla grande città. Il trono di Pietro tremerà. Soffro per ciò che vi attende. In molti luoghi, gli eretici occuperanno uno spazio privilegiato. Quando il Signore perderà il suo posto d’onore, verrà il grande castigo. Pochi resteranno saldi nella fede. Vi chiedo di vivere i miei appelli. Io vi condurrò per cammini sicuri. Vi chiedo di far parte del mio esercito vittorioso. Portate con voi il rosario. È l’arma per il grande combattimento. Coloro che pregano con fervore non conosceranno mai la sconfitta. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Italia

16 – 23 gennaio 1988
Cari figli, non potete immaginare le grandi meraviglie che Dio concederà tramite la mia intercessione. Così tante! Molti non sanno come trarne beneficio. Cari figli, la mancanza di fede si sta estendendo in tutto il mondo. Oh, quanto questo ferisce il mio cuore. Quanto soffre mio Figlio per questo. Gesù ha creato la Chiesa Cattolica, figli miei, e il mio caro figlio, il Papa, le è a capo per governarla. Ogni cosa qui [sulla terra] è legata dal Papa, con il sostegno di mio Figlio. Cari figli, siate cattolici e vivete la fede. Rimanete nella pace.

52 – 29 giugno 1988 (Festa di San Pietro, e anche compleanno e onomastico di Pedro Régis)

Cari figli, Gesù, parlando a Pietro, disse: “tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli”. Miei amati, con queste parole Gesù non lascia dubbi a proposito dell’infallibilità del Papa. Quindi, ogni Cristiano che non obbedisce al Santo Padre, certamente non obbedisce a Dio. Qui in Brasile, la Santa Chiesa rischia di perdere la vera fede e, per evitare questo, i sacerdoti e i vescovi devono restare uniti al Santo Padre. Molti errori si sono diffusi all’interno della Santa Chiesa, e questi errori sono causati da pastori che non sono uniti al Papa. Vi chiedo, cari figli, di pregare molto per i sacerdoti, perché molti di loro perderanno la fede. Satana, il padre della menzogna, farà di molti sacerdoti il bersaglio della propria vendetta. Quindi, cari figli miei, ho bisogno di molte preghiere. Pregate. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Rimanete nella Pace.
196 – 8 agosto 1989
Cari figli, oggi vi invito a rinnovare i vostri cuori. Aprite i vostri cuori al Signore. Chiedo a ciascuno di voi di avere una fiducia illimitata nel mio Cuore Immacolato e nel Cuore del mio Divino Signore. Il male più grande che ancora è in ciascuno di voi è il peccato, di questo potete essere certi, poiché il peccato vi allontana completamente da Dio. Cristo, essendo senza peccato, detestava il peccato, ma amava i peccatori con un amore speciale, e spesso li visitava per perdonarli. Pertanto vi dico: non perdete la speranza. Siate fiduciosi nel Signore. Vi chiedo anche di avere sempre sotto mano l’esorcismo composto da Papa Leone XIII, una preghiera breve, ma molto efficace, per salvare le anime. Portatelo sempre con voi. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
234 – 24 ottobre 1989
Cari figli, con l’immenso desiderio di portarvi tutti in Cielo, lascio il mio trono di Gloria e giungo dal Cielo alla terra per chiedervi di pregare il rosario e di non offendere più Nostro Signore, il quale è già così offeso. Non c’è problema che non possa essere risolto pregando il Rosario. Pertanto pregatelo sempre. Non cessate di pregarlo. Prometto a tutti coloro che pregano il rosario tutti i giorni e diffondono questa devozione, che i loro nomi saranno scritti nel mio cuore e non saranno mai cancellati. Se non ascoltano i miei appelli, molte anime getteranno se stesse all’inferno per l’eternità. La Chiesa sarà perseguitata come mai prima e il Santo Padre soffrirà molto. Pregate per lui. Il vicario di Mio Figlio dovrà soffrire molto, perché la Chiesa sarà vittima di grandi persecuzioni. Questo sarà il tempo delle tenebre, e la Chiesa attraverserà una crisi orribile. Pregate per la chiesa. Pregate per il Santo Padre. Pregate per voi stessi. Sono la vostra Madre Addolorata. Soffro per ciascuno di voi. Soffro a causa della vostra sofferenza. Non temete. Sarò al vostro fianco per aiutarvi nelle ore più difficili. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
3.073 - 26/10/2008
Cari figli, amate la verità e cercate di essere in tutto come Gesù. Siate fedeli a Gesù. Siate fedeli alla Chiesa. Passate tutte le tribolazioni, la Chiesa del mio Gesù conoscerà una grande vittoria. Solo essa, (la Chiesa) fondata da Cristo, consegnerà a Cristo gli uomini e le donne fedeli. Solo per mezzo dell’unica e vera Chiesa potete raggiungere la salvezza. Solo nella Chiesa del mio Gesù potete trovare i mezzi necessari alla salvezza. I nemici cercheranno di distruggere la Chiesa. Riusciranno a fare grandi cose, ma non potranno nulla contro coloro che veramente amano la verità. Nella grande e ultima persecuzione alla Chiesa, i nemici saranno sorpresi. Cristo verrà in difesa della sua Chiesa. Non allontanatevi dal cammino che vi ho indicato. Siate giusti. Pregate. Solo pregando potete comprendere i miei appelli. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

2.945 - 19/01/2008
Cari figli, avanti senza paura. Dio è molto vicino a voi. Confidate pienamente nella sua Misericordia e sarete salvi. Non allontanatevi dalla preghiera. Arriverà il giorno in cui non ci sarà tesoro per la Chiesa. Sarà povera e indebolita. Pregate molto. Sono vostra Madre e soffro per ciò che vi attende. A causa della reliquia nera degli uomini dalla grande barba, ci sarà grande sofferenza per i miei poveri figli. L’umanità tremerà davanti ai dolorosi avvenimenti che devono venire. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.


295 – 19 maggio 1990
Cari figli, sono la Regina della Pace. Sono la Regina del Cielo. Guardate al paradiso, l’unico luogo per il quale siete stati creati, e vivete sempre rivolti alle cose del Cielo. Ricordate che il Signore, con la sua Luce, ha bandito per sempre le tenebre dello scoraggiamento e della frustrazione, e sarà sempre vicino per aiutarvi e sostenervi. Dio è il vostro bene assoluto, e vi chiama a vivere sempre più uniti al Papa e ai vescovi e sacerdoti in comunione con lui. Sarete in grado di rimanere nella verità solo se ascolterete con amore e umiltà le parole del mio primo amato figlio, Papa Giovanni Paolo II. Dunque state attenti. Non lasciate che falsi profeti vi ingannino, usando il nome del Signore per ingannarvi e condurvi alla perdizione. Lo ripeto: state attenti. Siate vigilanti. Obbedite solo a coloro che obbediscono al Papa, e non giudicate coloro che non obbediscono, perché questo non spetta a voi. Ascoltatemi. Non chiudete i vostri cuori alle mie parole, ma vivetele per il vostro bene e per il bene dei vostri fratelli e sorelle. Questo è il messaggio che vi trasmetto oggi nel nome del Signore. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

511 - 2 maggio 1992
Cari figli, sono la Madre e la Regina dei sacerdoti. Questa sera vi chiedo di essere obbedienti ai vostri superiori ecclesiastici. Vi chiedo anche di essere obbedienti al successore di Pietro e vicario di mio Figlio, Papa Giovanni Paolo II. Chiunque non obbedisce al Papa non è nella verità e non merita credito. Chi volete servire, Dio o il diavolo? Sappiate che la verità si trova unicamente nella Chiesa Cattolica e che al di fuori di essa la salvezza diviene difficile. Pertanto state attenti. Pregate, pregate, pregate. Questo è il messaggio che vi trasmetto oggi nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

659 – 29 giugno 1993
Cari figli, sono la Madre della Chiesa. Vengo dal cielo per implorarvi di essere di Cristo. Vi invito anche ad essere fedeli al successore della cattedra di Pietro, Papa Giovanni Paolo II. Sappiate, voi tutti, che il Papa è infallibile, poiché lo Spirito Santo lo guida per il bene della Chiesa intera. Dunque obbeditegli. Non disprezzate i suoi insegnamenti, poiché sono l’unico modo per poter restare nella verità. Vivete gioiosamente l’insegnamento della Chiesa fondata da mio Figlio. Vivete anche il Vangelo del mio Gesù, poiché la Parola di mio Figlio vi condurrà e vi porterà più vicini al cielo. Pregate, pregate per la Chiesa. Pregate per il Santo Padre, poiché l’ora del suo martirio si sta avvicinando. Non state con le mani in mano. Avanti. Siatemi fedeli, poiché sono vostra Madre e vi amo. Non vengo per obbligarvi, ma ciò che dico dovrebbe essere preso sul serio. Ascoltatemi. Aprite il vostro cuore all’amore privilegiato del Signore. Non tiratevi indietro. Non vengo dal cielo per scherzo. Se non vi convertite, una grande punizione si abbatterà sull’umanità. Dunque convertitevi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
951 – 9 maggio 1995 (a Venezia- Italia)

Cari figli, vi invito a pregare per la conversione dei peccatori e a vivere con amore i messaggi che vi ho già trasmesso! Pregate in modo speciale per il mio amato figlio Papa Giovanni Paolo II! Sappiate, tutti voi, che la Chiesa di mio Figlio attraverserà una crisi come mai si è vista sin’ora. Cardinali e vescovi si rivolteranno contro il Papa, molti perderanno la fede, ma, come ho già detto, voi ascoltate la voce di colui che è veramente il successore della cattedra di Pietro. Il Papa è tradito dai suoi più stretti collaboratori. Ci sono pochi che hanno il coraggio di Pietro, ma molti che hanno il coraggio di Giuda. Pregate! Lo ripeto, pregate! Sta arrivando l’ora decisiva. Coloro che sono con il Signore ne usciranno vincitori. Tutto ciò deve accadere, ma alla fine il Signore vincerà. Coraggio! Non siete soli. Mio Figlio cammina con voi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
1.210 - 1 gennaio 1997


Cari figli, sono la Regina della Pace. Vi chiedo di essere docili alla mie parole e di cercare di imitare mio figlio Gesù in tutto. Quest’anno sarà contrassegnato da grandi avvenimenti che vi ho predetto in passato. Non allontanatevi da me. Voglio aiutarvi. Aprite i vostri cuori. Vi chiedo pure di aumentare le vostre preghiere. Pregate per la Chiesa del mio Gesù, che soffrirà a causa di grandi persecuzioni. Molti dei miei amati figli si rivolteranno contro il Papa. Ci sarà un grande scisma. La vera dottrina sarà negata anche da membri della gerarchia. Pregate. La Chiesa del mio Gesù sarà attaccata, sarà oggetto di grandi attacchi. Solo i fedeli, i veri fedeli, rimarranno saldi. Non siate spaventati da quanto dico. Avete bisogno di sentire queste cose, così quando accadranno vi ricorderete che le avevo predette. Non perdete la speranza. Voi che siete con me sarete sostenuti e protetti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

Italia

1.394 - 3 marzo 1998

Cari figli, sono vostra Madre e sono instancabile. Vi chiamo anche quando siete dispersi, perché desidero che facciate parte del mio esercito vittorioso. L’umanità si è chiusa al vero Dio e cammina verso l’autodistruzione. Sono giunti per voi i tempi più dolorosi. Quello che vi ho predetto in passato si realizzerà. Pregate. Pregate. Pregate. L’umanità vivrà momenti dolorosi. Ci sarà una terribile crisi di fede. Una grande apostasia scuoterà la Chiesa e l’anticristo diffonderà i suoi errori e falsi insegnamenti per il mondo intero. Vi chiedo di essere uomini e donne di preghiera. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

Italia

1.721 - 4 aprile 2000
Cari figli, il peccato è entrato nel cuore dei miei poveri figli, portandoli a una triste cecità spirituale. La contaminazione è arrivata perfino all’interno della mia Chiesa. Oggi molti dei miei consacrati non accettano più la vera dottrina. Arrivano addirittura a negare quello che dice il successore di Pietro, Papa Giovanni Paolo II. Ogni giorno cresce il numero di coloro che celebrano l’Eucaristia ma non credono più. L’apostasia è diventata chiara all’interno della Chiesa e così i miei poveri figli si disperdono, abbracciando false dottrine. È arrivata la vostra ora. Siate difensori della verità. Non permettete che niente e nessuno vi allontani dall’amore misericordioso di Gesù. Quello che i profeti hanno annunciato in passato si sta già compiendo. Vi chiedo di stare attenti. Siate del Signore. Avanti con coraggio. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

Italia

1.914 - 29 giugno 2001
Cari figli, amate la Chiesa del mio Gesù e difendetela. Pregate per il successore di Pietro, il Papa, per i vescovi e sacerdoti del mondo intero. Il fumo del demonio è entrato nella Chiesa di mio Figlio, portando molti dei miei eletti sul cammino dell’errore, della divisione e della mancanza di fede. Qualunque cosa accada, non dimenticate: la verità è mantenuta integra solo nella Chiesa Cattolica. Io sono vostra Madre e soffro per coloro che si sono allontanati dalla verità, abbracciando false dottrine e false ideologie. Fate attenzione. Non fuggite dalla verità. Il mio Gesù è la verità e solo in Lui troverete la salvezza. Pregate. Non allontanatevi dalla preghiera. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

Italia

2.464 - 01.01.2005
Cari figli, una grande moltitudine attende un segnale; si sentono pianti e lamenti e una madre perde suo figlio*. Oggi vi invito ad accogliere con sincerità i miei appelli, perché solo così potete testimoniare la mia presenza in mezzo a voi. Intensificate le vostre preghiere in questi tempi difficili per l’umanità. Confidate nel Signore. In Lui è la vostra speranza e la vostra gioia. Non scoraggiatevi. Il Signore non vi lascerà soli. Coraggio. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
*il 2 aprile 2005 moriva Papa Giovanni Paolo II
2.489 - 27.02.2005
Cari figli, gli uomini sapienti annunceranno nuove scoperte sulla vita di mio Figlio Gesù. Fate attenzione. Non permettete che il demonio vi inganni. Non permettete che la vostra fede sia scossa. La verità del mio Gesù è nel Vangelo. Ascoltate ciò che insegna il vero Magistero della Chiesa del mio Gesù. Accogliete gli insegnamenti del Papa. Il demonio causerà grande confusione, ma vi chiedo di restare con la verità. Un albero grande sarà tagliato e i suoi frutti cattivi non si moltiplicheranno più. La verità è mantenuta integra solo nella Chiesa Cattolica. Abbiate cura della vostra vita spirituale e vivete gioiosamente i miei appelli. Non scoraggiatevi. Io sono con voi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
2.512 - 19.04.2005
Cari figli, pregate per il nuovo successore di Pietro. Con lui la Chiesa avanzerà, ma sarà perseguitata dai nemici. Il Santo Padre sperimenterà il calvario, perché molte delle sue posizioni andranno a contrastare i nemici della Chiesa. Inginocchiatevi in preghiera. Pregate molto per la Chiesa. La lezione appresa non sarà dimenticata. Gesù guarda la sua Chiesa e si prende cura dei suoi fedeli. La morte non vincerà mai la vita. Il seme piantato darà buoni frutti. La vittoria sarà del Signore. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
2.530 - 01.06.2005
Cari figli, la ricerca del potere avrà come risultato una grande guerra tra i religiosi e un successore di Pietro vedrà la morte di molti dei suoi sacerdoti. Il sequestro di un leader religioso lascerà la Chiesa divisa, ma il Signore si prenderà cura del suo popolo. L’oro: ecco il desiderio dei nemici. Gli uomini cercheranno di smorzarne il luccichio, ma non riusciranno. Inginocchiatevi in preghiera. L’umanità vivrà momenti dolorosi. Continenti si muoveranno e la Terra si dividerà in vari pezzi. Chi sarà fedele fino alla fine vivrà per testimoniare l’amore di Dio. Non voglio spaventarvi, ma è necessario che voi conosciate tutto questo. Vi chiedo di fare in tutto la volontà di Dio. Non scoraggiatevi. Non tiratevi indietro. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Italia

2.539 - 24.06.2005
Cari figli, tornate al Signore. Solo in Lui è la vostra piena felicità. Pentitevi dei vostri peccati e riconciliatevi con il Signore per mezzo del Sacramento della Confessione. Nell’Eucarestia è la vostra forza. Preparatevi e ricevete il Prezioso Alimento. Il sole di mezzogiorno sarà considerato più importante di quello della sera. Un uccello del palazzo andrà ad abitare in un altro nido. Uccello pericoloso del paese dei re; terra di peccati. Ascoltate con attenzione ciò che vi dico. Pregate sempre e pregate molto. È bene pregare per Papa Benedetto XVI. La pietra della pietra sarà spezzata. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Italia
2.574 - 12.09.2005
Cari figli, sono vostra Madre e vi amo. Fuggite dal peccato e dite il vostro sì al Signore. Non restate con le mani in mano. Dio ha fretta. Convertitevi. Non vivete lontani da Dio. La terra di San Pietro sarà in macerie. Pregate molto. Solo per mezzo della preghiera l’umanità troverà la pace. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Italia
2.600 - 10.11.2005
Cari figli, sono vostra Madre Addolorata e soffro a causa delle vostre sofferenze. Inginocchiatevi e pregate per la pace. Il terrore si diffonderà nel mondo causando morte e distruzione. La vendetta arriverà al trono di Pietro. L’Afganistan berrà il calice amaro del dolore. In un’altra forma, il terrore arriverà a Fernando de Noronha*. Il Brasile vivrà momenti di angoscia. Tornate a Dio. Lui vi attende a braccia aperte. Non tiratevi indietro. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

*arcipelago situato a circa 350 chilometri dalle coste brasiliane, nell’Oceano Atlantico

Italia
2.622 - 31.12.2005
Cari figli, avanti. Io sono al vostro fianco. Restate saldi sul cammino che vi ho indicato e sarete salvi. Gli uomini saranno sorpresi da dolorosi avvenimenti. Due passi, esplosioni e morti. Il Giappone berrà il calice amaro della sofferenza. Roma perderà la sua gloria e la sua fama e la sofferenza sarà grande per i miei poveri figli. Il trono di Pietro cadrà. La morte arriverà agli ecclesiastici, che soffriranno dolori fisici. Pregate. Coloro che staranno con il Signore vinceranno. Coraggio. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio
2.759 - 14/11/2006
Cari figli, il mio Gesù ha affidato alla sua Chiesa la missione di trasmettere la sua verità a tutti gli uomini, ma molti consacrati si sono tirati indietro e si sono allontanati dalla luce del Signore. L’umanità vive nelle tenebre del peccato e i miei poveri figli si perdono nelle tenebre della cecità spirituale. L’azione del demonio porterà molti a perdere la vera fede. Vedrete ancora orrori sulla terra. La Chiesa sarà perseguitata. Il Trono di Pietro cadrà, ma alla fine i giusti vinceranno. Ascoltate i miei appelli. Non sono venuta dal cielo per gioco. Si solleverà la grande guerra religiosa e i fedeli saranno gettati fuori. Amate la verità e difendetela. Il Signore sta al fianco dei Suoi. Coraggio. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Italia
2.856 - 29/06/2007
Cari figli, aprite i vostri cuori al Signore. Confidate pienamente nella sua bontà e accogliete con gioia il Vangelo del mio Gesù. Pregate molto davanti alla croce per la pace nel mondo. Pregate per il successore di Pietro. Egli soffrirà molto. La Chiesa sarà perseguitata, ma il Signore vincerà. Confidate nella Chiesa. Amatela. Pregate per i Ministri di Dio. Dopo tutta la tribolazione, Dio fará sorgere un uomo di fede e di grande spiritualità. Sarà questo il prescelto per preparare gli uomini e consegnare la Chiesa a Colui che vive e regna per sempre. Cercate le cose di lassù. Voi state nel mondo, ma non siete del mondo. Io sono vostra Madre e vi amo. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Italia
2.967 - 10/03/2008
Cari figli, sono vostra Madre e soffro per ciò che vi attende. Arriverà il giorno in cui la croce sarà pesante per gli uomini e le donne di fede. L’oppositore impedirà che i cristiani si uniscano per pregare in luoghi pubblici e molti saranno martirizzati, altri negheranno la fede. Vi chiedo di non allontanarvi dalla preghiera. L’umanità è lontana dal Creatore ed ecco che sono giunti i tempi da me predetti. Tornate in fretta. Non restate stazionari nel peccato. Il mio Signore vi ama e vi attende a braccia aperte. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
3.058 - 26/09/2008
Cari figli, siate del Signore e date ovunque testimonianza della vostra fede. Il Signore vi chiama e voi non potete restare stazionari. Tornate in fretta. Ecco il tempo del grande ritorno. Aprite i vostri cuori e accogliete i miei appelli per essere salvi. Non voglio obbligarvi, ma ciò che dico dev’essere preso sul serio. Non tiratevi indietro. Soffro per ciò che vi attende. State attenti. Pregate che i miei piani si realizzino. La Chiesa del mio Gesù soffrirà molto. I miei figli consacrati dovranno conoscere ogni sorta di dolori fisici. Così come i primi cristiani, la Chiesa conoscerà la croce della persecuzione e del martirio. I buoni saranno perseguitati e lasciati in carcere. Restate saldi sul cammino che vi ho indicato. Avanti con coraggio. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.



2.973 - 20/03/2008
Cari figli, inginocchiatevi in preghiera in favore della Chiesa del mio Gesù. Sappiate che d’ora in avanti ci sarà maggiore disprezzo per i sacramenti e i ministri di Dio saranno disprezzati e perseguitati. Il demonio riuscirà a distruggere molti ordini sacri con scandali che scuoteranno la fede di molti uomini e donne. Ci sarà una ribellione dichiarata contro i veri insegnamenti della Chiesa e il successore di Pietro porterà una croce pesante. Attaccheranno con grande furia il sacramento dell’Eucarestia, portando molti a perdere la fede nella presenza reale del mio Gesù. In molti luoghi la Chiesa perderà la sua luminosità e molti cammineranno come ciechi che guidano altri ciechi. Ciò che vi dico dev’essere preso sul serio. La Chiesa del mio Gesù cammina verso un futuro di grandi prove e pochi consacrati resteranno fermi nella verità. Pregate. Pregate. Pregate. Il Signore vincerà. Ascoltatelo. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
2.974 - 22/03/2008
Cari figli, non perdete la vostra speranza. Dio è al vostro fianco. Credete fermamente nel potere di Dio e sarete vittoriosi. Non allontanatevi dalla preghiera. Intensificate le vostre preghiere in favore della Chiesa. Accadrà un fatto doloroso e il trono di Pietro sarà scosso. I nemici agiranno con grande furia e la Chiesa del mio Gesù sarà perseguitata come non mai. Siate fedeli. Non allontanatevi dalla verità. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Roma, Italia
2.981 - 08/04/2008
Cari figli, sono vostra Madre e sono venuta dal cielo per benedirvi e offrirvi il mio amore. Sappiate che l’umanità cammina verso l’abisso della distruzione che gli uomini hanno preparato con le proprie mani. Soffro per ciò che vi attende. Inginocchiatevi in preghiera. Senza preghiera la vita cristiana perde il suo valore e la sua efficacia. Quando siete lontani dalla preghiera, diventate bersaglio del demonio. Siate forti. Dio è al vostro fianco. Siate miti e umili di cuore. Ciò che dovete fare, non rimandatelo a domani. Arriverà il giorno in cui un successore di Pietro vedrà la distruzione e molti dei suoi amici chiederanno aiuto. Conoscerà il peso della croce e in fretta lascerà la sua casa. Pregate molto. Non allontanatevi dal cammino che vi ho indicato. Io intercederò presso il mio Gesù per ciascuno di voi. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Roma, Italia
2.989 - 26/04/2008
Cari figli, arriverà il giorno in cui l’oppositore diffonderà i suoi errori sulla terra e ci sarà grande disprezzo per i buoni costumi. La Chiesa vivrà momenti di grande persecuzione e porterà una croce pesante. Per un determinato periodo, la Chiesa camminerà senza Pietro, ma il mio Gesù sarà fedele alla sua promessa. Coraggio. Io sarò al vostro fianco. Vi chiedo di non allontanarvi dalla preghiera. L’umanità è malata e ha bisogno di essere curata. Tornate al Signore. Avvicinatevi al sacramento della confessione e sarete guariti spiritualmente. Vivete nella grazia del Signore. Non contaminatevi con le cose del mondo. Siete del Signore. Solo lui dovete seguire e servire. Gli uomini sapienti faranno grandi scoperte. Dall’universo verrà la forza che illuminerà la terra. Inginocchiatevi in preghiera. Ripeto: pregate, pregate, pregate. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Italia
2.990 - 30/04/2008
Cari figli, un ordine sarà dato e le porte saranno chiuse. Ai consacrati sarà impedito di compiere le proprie funzioni e gli uomini fedeli avranno di che piangere e lamentarsi. Ecco che sono giunti i tempi difficili per voi. Inginocchiatevi in preghiera. Sono vostra Madre e voglio aiutarvi. Non restate lontani dal Signore. Ritornate in fretta. Il mio Signore vi ama e vi attende. Coraggio. Io sono vicina a voi. Avanti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

2.991 - 01/05/2008
Cari figli, rifiutate le glorie di questo mondo e cercate le cose del Signore. Le glorie di questo mondo passano, ma quelle del Signore saranno eterne. Voi state nel mondo, ma non siete del mondo. Non permettete che il demonio vi renda schiavi. Fuggite dalla vanità e da tutto ciò che paralizza il vero amore di Dio in voi. Amate e difendete la verità. Testimoniate i miei appelli. A tutti coloro che avranno fatto conoscere i miei messaggi, prometto di soccorrerli nell’ora della morte con tutte le grazie necessarie alla salvezza. Sono venuta dal cielo per condurvi al cielo. Camminate con la Chiesa. Dopo tutta la tribolazione che il Signore permetterà alla sua Chiesa, essa sarà vittoriosa. Un grande uomo di fede condurrà la Chiesa al grande trionfo. Siate fedeli. Non allontanatevi dalla verità. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

2.996 - 13/05/2008

DATE - PROFEZIE DELLA MADONNA DI ANGUERA: DICEMBRE DI DOLORE - ANNUNCIATO DAGLI UOMINI SAPIENTI (Messaggio n. 2.585 del 08/10/2005) - LA GRANDE LUCE O "SECONDO SOLE, IL "GRANDE SEGNO" della Madonna di Anguera e della Madonna della Notte di San Bonico. Messaggio 3.199 del 11/08/09 - (annunciato dai Profeti, messaggio 3.091 del 06/12/2008); CALVARIO DEL SANTO PADRE a Santo Stefano (messaggio 2.996 del 13/05/08); ASCESA DELL' ANTICRISTO (Messaggio n. 2.532 del 05/06/2005); IL "GRANDE TERREMOTO" avverrà di venerdì' (messaggio 2.569 del 01.09.05); DIO invierà IL "GRANDE SEGNO" e gli uomini vedranno di giovedì (Messaggio 2.572 del 8/9/05); UN LUNEDI' avverrà il miracolo dell' esame di coscienza nel nostro cuore (messaggio n. 2.665 del 08/04/2006); IL "GRANDE MIRACOLO" avverrà di domenica (messaggio n. 3.205 del 25/08/09); LA MARCIA DEL FALSO PROFETA CONTRO IL VATICANO - IN QUEL GIORNO SARA' VISIBILE UNA ECLISSI LUNARE (Messaggio 2.975 del 23/03/2008).



Cari figli, accogliete con gioia i miei appelli. Sono venuta dal cielo per aiutarvi. Non allontanatevi dal cammino che vi ho indicato. Ho fretta. Non tiratevi indietro. Ho bisogno di voi. Aprite i vostri cuori e io vi condurrò a mio Figlio Gesù. Vivete nella grazia del Signore. Non permettete che il peccato vi allontani da Dio. L’umanità è malata e ha bisogno di essere curata. Pentitevi e riconciliatevi con Dio. Ecco i tempi che vi ho annunciato in passato. Arriverà per la Chiesa il momento della sua grande agonia. Dall’alta montagna scenderà il sangue dei fedeli consacrati. La Chiesa del mio Gesù vivrà il dolore del calvario. Un uomo vestito di bianco sarà perseguitato e condotto alla morte. Nella festa di un grande martire, i fedeli avranno di che piangere e lamentarsi. Pregate. Solo nella preghiera troverete la forza per il vostro cammino. Avanti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

2.997 - 13/05/2008
Cari figli, non lasciatevi abbattere davanti alle vostre difficoltà. Chiamate Gesù e lui vi aiuterà. Cercate la sua grazia e sarete forti nelle prove. Non c’è vittoria senza croce. Non restate sorpresi per i dolorosi avvenimenti che si registrano in molte regioni della terra. È solo l’inizio dei dolori. Sappiate che questi sono i tempi difficili per voi. Inginocchiatevi in preghiera. Sono vostra Madre e soffro a causa delle vostre sofferenze. Affidatevi a me e io vi condurrò a mio Figlio Gesù. Non tiratevi indietro. Ci sarà una grande invasione e nel palazzo si vedrà grande distruzione. Sorgerà la grande reliquia e ci sarà una guerra tra i religiosi. Cercate il Signore. Egli vi ama e vi chiama. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Italia

3.003 - 29/05/2008
Cari figli, arriverà per la Chiesa il momento del grande dolore. L’azione dei nemici contro la Chiesa del mio Gesù si intensificherà e i consacrati fedeli porteranno una croce pesante. I nemici diffonderanno confusione nella Chiesa di Dio e il successore di Pietro soffrirà molto. Pregate. Pregate. Pregate. Sappiate che Dio non è distante da voi. Credete fermamente nel suo potere e tutto finirà bene per voi. L’umanità affronterà un grande dolore. L’energia accumulata all’interno della terra provocherà grandi esplosioni e ci saranno grandi terremoti. Dalle profondità verrà la distruzione che porterà gli uomini a bere il calice amaro della sofferenza. Coraggio. Non allontanatevi dalla grazia del Signore. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Italia
3.018 - 01/07/2008
Cari figli, una grande moltitudine marcerà e con grande furia provocherà grande distruzione. Distruggeranno la città dei sette colli e occuperanno il trono di Pietro. Vi chiedo di intensificare le vostre preghiere per la Chiesa del mio Gesù. Sappiate che il futuro della Chiesa sarà di grandi dolori. Arriverà per essa l’angoscia del calvario. Sono venuta dal cielo per indicarvi il cammino della verità. Non tiratevi indietro. Siate docili. Arriverà il giorno in cui molti si pentiranno della vita trascorsa senza Dio, ma sarà tardi. Ciò che dovete fare, non rimandatelo a domani. Cercate forza nell’Eucarestia e nelle parole del mio Gesù. Accogliete anche gli insegnamenti del vero Magistero della Chiesa. Nella verità non c’è sconfitta. Avanti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Roma – Italia

3.028 - 18/07/2008
Cari figli, restate con il Signore. Confidate in lui e aprite i vostri cuori alla sua grazia santificante. Ecco i tempi più dolorosi per i miei poveri figli. Ecco il tempo in cui la Chiesa del mio Gesù inizia il suo cammino verso il calvario. Per colpa dei cattivi pastori, molti diverranno indifferenti alla fede. La Chiesa del mio Gesù andrà per la valle tenebrosa e affronterà la furia dei nemici. Il disprezzo per il sacro condurrà la Chiesa alla divisione. Il Signore vi chiama. Non tiratevi indietro. Accogliete gli insegnamenti del Papa. Abbracciate la verità. Non permettete che il demonio vi allontani dal cammino del bene. Dopo tutta la tribolazione, arriverà per la Chiesa un nuovo tempo di grazia. Pregate. Chi sta con il Signore sarà vittorioso. Avanti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.029 - 19/07/2008
Cari figli, i vostri dubbi e incertezze sono interferenze del mio avversario. State attenti. Allontanatevi dal peccato e tornate al Signore che vi ama e vi attende a braccia aperte. Sforzatevi di convertirvi. Il vostro tempo è breve e non potete più vivere lontani dalla grazia di Dio. Sono vostra Madre e voglio il vostro bene spirituale. Sono venuta dal cielo per condurvi a colui che vede nel segreto e vi conosce per nome. Non tiratevi indietro. Siate forti e saldi nella fede. Difendete la vostra Chiesa. Giungerà per essa il momento della sua maggiore prova. La rivolta di molti consacrati scuoterà il trono di Pietro. Le prove saranno frutto di falsità. Restate con la verità. Non allontanatevi dagli insegnamenti del Papa. Coraggio. Voi non siete soli. Dio cammina con voi. Avanti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Italia

3.035 - 02/08/2008
Cari figli, ecco i tempi difficili per l’umanità. Sforzatevi di vivere nella grazia del mio Gesù. Non permettete che il demonio vi inganni. Siate solamente di Gesù. Confidate in lui e sarete vittoriosi. Sono venuta dal cielo per condurvi alla conversione. Non tiratevi indietro. Dio vi chiama. Aprite i vostri cuori e accettate la volontà di Dio per le vostre vite. Inginocchiatevi in preghiera. Accogliete con gioia il Vangelo del mio Gesù. Siate fedeli alla Chiesa. La Chiesa porterà una croce pesante a causa del grande tradimento. Le porte saranno aperte ai nemici e il dolore sarà grande per i fedeli. Il trono di Pietro sarà scosso. Io sono vostra Madre e soffro per ciò che vi attende. Ritornate in fretta. Il mio Signore vi attende a braccia aperte. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Roma? – Italia

3.040 - 12/08/2008
Cari figli, una nazione sfiderà la Chiesa e grande sarà la sofferenza per un successore di Pietro. Inginocchiatevi in preghiera. Siate miti e umili di cuore. Ho bisogno di voi. Sappiate che per tutto ciò che farete in favore dei miei piani, il mio Gesù vi ricompenserà. Vi invito ad assumere il vostro vero ruolo di cristiani. Testimoniate a tutti che siete del Signore e che le cose del mondo non sono per voi. Dio ha fretta. Non state con le mani in mano. Sono vostra Madre e so cosa vi attende. Chiederò al mio Gesù che vi colmi delle sue benedizioni e grazie. Avanti. Chi sta con il Signore non conoscerà mai la sconfitta. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Italia
3.046 - 29/08/2008
Cari figli, inginocchiatevi in preghiera per la Chiesa del mio Gesù. Colui che potrà essere Pietro diventerà Giuda. Aprirà le porte ai nemici e farà soffrire gli uomini e le donne di fede. Dite a tutti che Dio ha fretta. Non state con le mani in mano. Io sono vostra Madre e sono venuta dal cielo per condurvi alla verità. Aprite i vostri cuori e siate docili ai miei appelli. Non sono venuta dal cielo per scherzo. Ciò che dovete fare, non rimandatelo a domani. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Italia

3.051 - 08/09/2008
Cari figli, pregate per la Chiesa del mio Gesù. L’Europa si solleverà contro la Chiesa. Rifiuteranno la verità e causeranno grande sofferenza a un successore di Pietro. Vi chiedo di restare saldi nella vostra fede. Dio è al vostro fianco, non temete. Quando tutto sembrerà perduto, verrà a voi la grande vittoria del Signore. Siate giusti. Siate fedeli. Sono vostra Madre e cammino con voi. Cercate forza nell’Eucarestia e nelle parole del mio Gesù. Date testimonianza della verità e lasciate che la vostra vita parli del Signore più delle vostre parole. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Italia

3.052 - 11/09/2008
Cari figli, inginocchiatevi in preghiera per la Chiesa. Un leader religioso si solleverà contro l’autorità del Papa e causerà grande divisione nella Chiesa. Le tenebre dell’apostasia cadranno sulla Chiesa del mio Gesù. Non allontanatevi dalla verità. Ascoltatemi. Siate ferventi nella vostra fede, perché solo così potrete raggiungere la vittoria. Non tiratevi indietro. Restate nell’amore e testimoniate con gioia il Vangelo del mio Gesù. Coraggio. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Italia
3.093 - 09/12/2008
Cari figli, consegnatevi con docilità nelle mani del Signore. Cercatelo sempre per essere grandi nella fede. L’umanità ha bisogno della vostra coraggiosa testimonianza. Non restate stazionari nel peccato. Ecco il tempo opportuno per convertirvi. Io sono vostra Madre e so cosa vi attende. Soffro a causa delle vostre sofferenze. Siate fedeli ai miei appelli. Accogliete il Vangelo del mio Gesù per essere salvi. Il fumo di satana si è diffuso ovunque e i miei poveri figli sono diventati ciechi spiritualmente. Pochi saranno coloro che resteranno fedeli a Dio. Pregate. Pregate. Pregate. La Chiesa del mio Gesù berrà il calice amaro del dolore. Il trono di Pietro sarà scosso e la confusione sarà presente in ogni luogo. Per la grazia misericordiosa del Signore, un uomo contribuirà al ritorno dei miei poveri figli lontani e la verità regnerà nella casa di Dio.. Non allontanatevi dalla verità. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto Arriverà il giorno in cui sul trono di Pietro sarà seduto colui che cambierà per sempre gli orientamenti della Chiesa nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Italia
3.096 - 19/12/2008
Cari figli, arriverà il giorno in cui sulla terra saranno pochi gli uomini e le donne di fede. La Chiesa camminerà senza Pietro e molti cercheranno di seguire le proprie idee. Mancheranno vocazioni al sacerdozio e per la Chiesa sarà un tempo di dolorosa prova. Pregate molto per la Chiesa. Il disprezzo per il sacro sarà presente in ogni luogo e molte anime saranno fredde e senza Dio. Soffro per ciò che vi attende. Vi amo e sono venuta dal cielo per soccorrervi. Accogliete i miei appelli. Non permettete che il demonio vi allontani dalla verità. Coraggio. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Italia
3.129 - 03/03/2009
Cari figli, continuate a pregare per la Chiesa. L’azione del demonio causerà grandi danni spirituali ai miei poveri figli. Ci sarà grande profanazione e il trono di Pietro verrà scosso. Siate forti nella fede. Non tiratevi indietro. Confidate in Gesù. Dopo tutta la persecuzione, verrà la vittoria del Signore. Io sono vostra Madre. Aprite i vostri cuori alla mia chiamata e portate a tutti i miei appelli. Coraggio. Io intercederò presso il mio Gesù per voi. Avanti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Italia
3.180 - 29/06/2009
Cari figli, inginocchiatevi in preghiera in favore della Chiesa. Arriverà per lei il momento del dolore. Ci sarà grande persecuzione alla casa di Dio e i miei poveri figli piangeranno e si lamenteranno. Il trono di Pietro sarà scosso. Un successore di Pietro vedrà la distruzione della sua casa e gli uomini di fede si lamenteranno. Io sono vostra Madre e vi amo. Conosco le vostre necessità e sono venuta dal cielo per soccorrervi. Restate saldi sul cammino che vi ho indicato. Voglio condurvi alla vittoria. Siate docili alla mia chiamata e imitate in tutto mio Figlio Gesù. Coraggio. Qualunque cosa accada, non scoraggiatevi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

Roma – Italia

3.181 - 30/06/2009
Cari figli, camminate sempre verso l’incontro con Colui che è il vostro unico e vero Salvatore. Non restate lontani da Gesù. Solo in Lui troverete le forze per il vostro cammino nella fede. Vi chiedo di vivere con gioia i miei messaggi. Per mezzo di essi desidero portarvi a un ardente e continuo desiderio di Dio. Pregate. L’umanità è malata e ha bisogno di essere curata. Vedrete ancora orrori sulla terra. Fuoco cadrà sull’umanità. Lo scontro di due giganti nello spazio porterà sofferenza agli uomini. Io sono vostra Madre e sono venuta dal cielo per chiamarvi alla conversione. Non restate con le mani in mano. Fatevi coraggio e assumete il vostro vero ruolo di cristiani. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
3.184 - 10 luglio 2009
Cari figli, riempitevi dell’amore del Signore. Se vivrete nell’amore potrete costruire un mondo più giusto e fraterno. Siete chiamati a imitare Gesù nelle vostre azioni e parole. Non chiudete i vostri cuori. Io sono vostra Madre e sono con voi per condurvi a Colui che è il vostro unico e vero Salvatore. Inginocchiatevi e pregate. Guardatevi intorno e sarete capaci di percepire la grande confusione spirituale che si è diffusa ovunque. Siate vigili. Arriverà il giorno in cui pochi saranno nella verità. La grande e maggiore nemica della Chiesa si unirà ai nemici  esistenti. Sarà un tempo difficile per la Chiesa. Vi prego di non allontanarvi dalla verità. Ascoltate la voce del successore di Pietro e non lasciatevi contaminare dalle novità del demonio. Fuggite le false dottrine e siate fedeli all’unica e vera Chiesa di Cristo. L’Eucarestia è la verità che vi condurrà alla vittoria. Solo cercando forza nell’Eucarestia sarete protetti nelle grandi tempeste spirituali. Nulla potrà proteggervi tranne la forza che viene dall’Eucarestia, perché è lo stesso Gesù che è in essa, con il suo Corpo, Sangue, Anima e Divinità. Ecco la verità. Chi vuole guidarvi su un cammino diverso non è con il Signore. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
3.318 - 11 maggio 2010
Cari figli, un fenomeno straordinario accadrà nella Terra della Santa Croce (Brasile). Davanti a diverse autorità ecclesiastiche il Signore permetterà questa grazia, che sarà per il bene della Chiesa della vostra nazione. Il fenomeno accadrà per mezzo di un’immagine di S. Pietro. Accadrà dentro un monastero e attirerà l’attenzione del mondo. Questo è il tempo della grazia per tutti voi. Non tiratevi indietro. Il Signore vi attende. Fuggite il male e tornate a Colui che è il vostro bene assoluto e vi conosce per nome. Io sono vostra Madre e sono venuta dal cielo per condurvi a Colui che è il vostro unico e vero Salvatore. Siate uomini e donne di preghiera. Dio ha bisogno di voi. Non restate immobili. Ciò che dovete fare non rimandatelo a domani. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Italia?
3.409 - 7 dicembre 2010
Cari figli, siete del Signore e non dovete temere nulla. La vostra vittoria è in Lui, che è il vostro Bene assoluto e sa di cosa avete bisogno. Aprite i vostri cuori e imparate da Gesù che solo i miti e gli umili di cuore erediteranno il Regno dei Cieli. Siate docili alla mia chiamata e imitate Gesù in tutto. Camminate verso un futuro di grandi difficoltà. Verranno giorni difficili per gli uomini e le donne di fede. Molti si rivolteranno contro il successore di Pietro e ci sarà una grande crisi di fede. Un successore di Pietro porterà una croce pesante e vedrà la morte di molti consacrati. Pregate molto per la Chiesa. Coloro che resteranno saldi nella fede saranno vittoriosi. Non temete. Io sono vostra Madre e sono con voi. Avanti sul cammino che vi ho indicato. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Italia
2.467 - 08.01.2005
Cari figli, quando il re sarà tolto dal suo trono inizierà la grande battaglia e la luce perderà la sua brillantezza. Vi invito a vivere rivolti verso il Signore che è la vostra unica speranza in questi tempi di tribolazioni. Io sono vostra Madre addolorata e soffro per ciò che vi attende. Dite no al peccato e tornate a Gesù. Non dimenticate: solo in Lui è la vostra salvezza. Avanti con coraggio. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

2.532 - 05.06.2005

DATE - PROFEZIE DELLA MADONNA DI ANGUERA: DICEMBRE DI DOLORE - ANNUNCIATO DAGLI UOMINI SAPIENTI (Messaggio n. 2.585 del 08/10/2005) - LA GRANDE LUCE O "SECONDO SOLE, IL "GRANDE SEGNO" della Madonna di Anguera e della Madonna della Notte di San Bonico. Messaggio 3.199 del 11/08/09 - (annunciato dai Profeti, messaggio 3.091 del 06/12/2008); CALVARIO DEL SANTO PADRE a Santo Stefano (messaggio 2.996 del 13/05/08); ASCESA DELL' ANTICRISTO (Messaggio n. 2.532 del 05/06/2005); IL "GRANDE TERREMOTO" avverrà di venerdì' (messaggio 2.569 del 01.09.05); DIO invierà IL "GRANDE SEGNO" e gli uomini vedranno di giovedì (Messaggio 2.572 del 8/9/05); UN LUNEDI' avverrà il miracolo dell' esame di coscienza nel nostro cuore (messaggio n. 2.665 del 08/04/2006); IL "GRANDE MIRACOLO" avverrà di domenica (messaggio n. 3.205 del 25/08/09); LA MARCIA DEL FALSO PROFETA CONTRO IL VATICANO - IN QUEL GIORNO SARA' VISIBILE UNA ECLISSI LUNARE (Messaggio 2.975 del 23/03/2008).


Cari figli, pregate con il cuore. Non allontanatevi dal cammino che vi ho indicato. Sappiate che l’umanità vivrà momenti di grandi difficoltà. Un uomo apparentemente buono, ossia l’anticristo, acquisterà grande potere satanico. L’azione malefica si verificherà nella festa di un grande santo, quello che quando venne chiamato da Dio cadde da cavallo e la sua vita fu trasformata. Vi chiedo di mantenere accesa la fiamma della vostra fede. Vedrete orrori sulla terra. Molti uomini saranno sedotti dalla fiera e marchiati dal suo segno. Voi siete di Cristo. Solo Lui dovete servire e seguire. Non lasciatevi ingannare. Solo Dio è il più grande. Confidate in Lui per essere grandi nella fede. Coraggio. Niente e nessuno vi allontanerà dall’Amore di Dio se vivrete fedelmente come il Signore desidera. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Secondo il veggente Pedro Regis (vedi filmato youtube  http://www.youtube.com/watch?v=-qvlDEzF5Os&feature=player_embedded
non è San Paolo (festa il 29 giugno)
 oppure (conversione di San Paolo Apostolo 25 gennaio )
ma San Norberto (festa il 6 giugno)

3.502 - 28 giugno 2011 
Cari figli, inginocchiatevi in preghiera per la Chiesa. Giorni di furia verranno contro la Chiesa del mio Gesù e i nemici della Chiesa agiranno per portarla al calvario. Soffro per ciò che vi attende. Pregate anche per il Papa Benedetto XVI. Verranno giorni di tenebre e il dolore sarà grande per i fedeli. Sono vostra Madre e sono venuta dal cielo per condurvi alla verità. Accogliete il Vangelo e difendete la vera dottrina. Avrete ancora lunghi anni di prove, ma alla fine ci sarà il trionfo del mio Cuore Immacolato. Avanti senza paura. Io sarò sempre al vostro fianco. Non perdetevi d’animo. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Italia
3.503 - 29 giugno 2011 
Cari figli, fatevi coraggio e testimoniate che siete veramente di mio Figlio Gesù. Siate difensori della verità. Amate la Chiesa e pregate per essa. La Chiesa del mio Gesù soffrirà per una grande e violenta persecuzione. Dolore maggiore non è esistito. Sono vostra Madre Addolorata e soffro per ciò che vi attende. Non tiratevi indietro davanti alle vostre difficoltà. Confidate in Gesù e sarete vittoriosi. Non c’è vittoria senza croce. Non dimenticate: in tutto, Dio al primo posto. I nemici di Dio si uniranno contro la sua Chiesa, ma la vittoria sarà di Dio. Non temete. Siate fedeli e abbracciate la vera dottrina. Quelli che sono lontani dai sacramenti porteranno una croce pesante. Cercate forza nell’Eucaristia e vivete rivolti al Paradiso, per il quale unicamente siete stati creati, e non conoscerete mai la sconfitta. Avanti sul cammino che vi ho indicato. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
3.590 - 1 gennaio 2012
Cari figli, avrete ancora lunghi anni di dure prove. Solo in Gesù troverete la forza per sopportare il peso della croce che verrà. Non perdete la vostra speranza. Dio è molto vicino a voi. Tornate a Lui, che vi ama e vi conosce per nome. Sono la Regina della Pace e sono venuta dal Cielo per portarvi la pace. Riempitevi di coraggio, fede e speranza. Nulla è perduto. Voglio dirvi che siete importanti per la realizzazione dei miei piani. Aprite i vostri cuori. Inginocchiatevi in preghiera. La vostra nazione (Brasile) berrà il calice amaro della sofferenza. Soffro per ciò che vi attende. Siate fedeli. Giorni di tenebre verranno per la Chiesa. Il Santo Padre berrà il calice amaro del dolore. Ecco il tempo del calvario per la Chiesa. Non tiratevi indietro. Qualunque cosa accada, restate con Gesù. Coraggio. Io supplicherò mio Figlio Gesù per ciascuno di voi. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

2.505 - 04.04.2005
Cari figli, pregate con il cuore e non allontanatevi dalla verità. Arriverà il giorno in cui ci sarà disprezzo nella casa di Dio e ciò che è sacro sarà gettato fuori. Un xino (?)* sarà sul trono contrastando molti, ma Dio è il Signore della Verità. Ciò che vi dico adesso non potete comprenderlo, ma un giorno vi sarà rivelato e tutto sarà chiaro per voi. Lo specchio: ecco il mistero. Come bambini, abbiate fiducia. Come servi, siate fedeli. Dio ha tutto sotto controllo. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
*In spagnolo il termine xino, gergale, significa "cinese". Forse anche in Brasile ha lo stesso significato?

2.939 - 05/01/2008
Cari figli, la guerra esploderà su Roma e saranno pochi i sopravvissuti. Colui che si oppone a Cristo porterà sofferenza e dolore a tutta l’Europa. Il Trono di Pietro sarà vuoto. Lacrime di dolore, pianto e lamenti si vedranno nella Chiesa. Inginocchiatevi in preghiera. L’umanità cammina verso l’autodistruzione preparata dalle mani stesse degli uomini. Siate fedeli. Non tiratevi indietro. Rinunciate al peccato e tornate al Signore, che vi ama e vi attende a braccia aperte. Io sono al vostro fianco. Non perdetevi d’animo. Qualunque cosa accada, non permettete che la fiamma della fede si spenga dentro di voi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Italia
2.940 - 08/01/2008
Cari figli, quando il trono cadrà e la permanenza del re non sarà più possibile, ci sarà grande disprezzo per i dogmi e pochi resteranno saldi nella fede. Io sono vostra Madre e soffro per ciò che vi attende. Vivete nel tempo peggiore di quello del diluvio ed è giunto il momento di pentirvi, perché il Signore vi attende a braccia aperte. Non tiratevi indietro. Ciò che dovete fare, non rimandatelo a domani. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
2.951 - 02/02/2008
Cari figli, un regno si dividerà e sorgerà un altro regno, causando grande confusione. Un re sarà tolto dal suo trono e il popolo di Dio perderà. Io sono vostra Madre e voglio dirvi che questi sono i momenti decisivi per l’umanità. La Chiesa del mio Gesù soffrirà un grande tradimento. State attenti e non allontanatevi dalla preghiera. Aprite i vostri cuori. Accogliete il Signore e cercate forza nell’Eucarestia. Siete importanti per la realizzazione dei miei piani. Siate forti e ferventi nella fede. Dopo tutta la tribolazione, il Signore verrà a voi con grande vittoria. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

2.952 - 05/02/2008
Cari figli, un ordine sarà dato da un Ordine. Nella sua promessa ci sarà falsità e il trono di Pietro sarà scosso. Vivete ora i tempi delle grandi confusioni spirituali. Siate forti. Avvicinatevi al confessionale, all’Eucarestia e alla Parola di Dio, perché solo così troverete forza per le vostre vite. Io sono vostra Madre e so di cosa avete bisogno. Non tiratevi indietro. Dio ha bisogno di voi. Siate docili alla sua chiamata. Amate, difendete la verità e sarete vittoriosi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Italia

2.953 - 06/02/2008
Cari figli, l’oppositore troverà nel palazzo la chiave che gli aprirà la porta per agire nel mondo. Con la sua astuzia coinvolgerà uomini e donne di grande sapienza. Il suo progetto coinvolgerà uomini di scienza e di religione. Attirerà verso il suo velenoso progetto governanti del mondo intero; persone famose e persone semplici. Gli uomini fedeli porteranno una croce pesante, ma il mio Gesù lo vincerà e l’umanità troverà la liberazione. Inginocchiatevi in preghiera. Siate fedeli al Signore e restate saldi sul cammino che vi ho indicato. Sono venuta dal cielo per condurvi al mio Gesù. Non tiratevi indietro. Aprite i vostri cuori e accettate la volontà di Dio per le vostre vite. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Italia
3.419 - 1 gennaio 2011 (1° messaggio del giorno)


Cari figli, sono la Regina della Pace e sono venuta dal cielo per portarvi la pace. Camminate verso un futuro di grandi prove. Entrate ora nel tempo annunciato da secoli dai profeti. Ecco i tempi dei dolori per l’umanità. Inginocchiatevi in preghiera. Il futuro vi riserva anche scoperte straordinarie attese dagli uomini. Rallegratevi, perché il Signore è al vostro fianco e solo nella sua grazia troverete la salvezza. La Chiesa del mio Gesù porterà una croce pesante. Vivrà il calvario a causa delle persecuzioni e il dolore sarà grande per gli uomini e le donne di fede. Vi chiedo di mantenere accesa la fiamma della fede. Solo con la forza della preghiera potete restare fedeli a mio Figlio Gesù e alla Santa dottrina. Voglio condurvi alla santità. Aprite i vostri cuori alla mia chiamata e imitate mio Figlio Gesù in tutto. Il re conoscerà una grande sofferenza e il suo trono sarà scosso. Pregate, pregate, pregate. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.




DOSTOEVSKIJ, LA LEGGENDA DEL GRANDE INQUISITORE
Essendo La leggenda il vertice del pensiero di Dostoevskij, ne presentiamo il testo completo. Nel romanzo il racconto è messo in bocca ad Ivàn Karamazov.

F. M. Dostoevskij, I fratelli Karamazov

La mia azione si svolge in Spagna, a Siviglia, al tempo piú pauroso dell’inquisizione quando ogni giorno nel paese ardevano i roghi per la gloria di Dio e
con grandiosi autodafé
si bruciavano gli eretici.
Oh, certo, non è cosí che Egli scenderà, secondo la Sua promessa, alla fine dei tempi, in tutta la gloria celeste, improvviso “come folgore che splende dall’Oriente all’Occidente”. No, Egli volle almeno per un istante visitare i Suoi figli proprio là dove avevano cominciato a crepitar i roghi degli eretici. Nell’immensa Sua misericordia, Egli passa ancora una volta fra gli uomini in quel medesimo aspetto umano col quale era passato per tre anni in mezzo agli uomini quindici secoli addietro. Egli scende verso le “vie roventi” della città meridionale, in cui appunto la vigilia soltanto, in un “grandioso autodafé”, alla presenza del re, della corte, dei cavalieri, dei cardinali e delle piú leggiadre dame di corte, davanti a tutto il popolo di Siviglia, il cardinale grande inquisitore aveva fatto bruciare in una volta, ad majorem Dei gloriam, quasi un centinaio di eretici. Egli è comparso in silenzio, inavvertitamente, ma ecco – cosa strana – tutti Lo riconoscono. Spiegare perché Lo riconoscano, potrebbe esser questo uno dei piú bei passi del poema. Il popolo è attratto verso di Lui da una forza irresistibile, Lo circonda, Gli cresce intorno, Lo segue. Egli passa in mezzo a loro silenzioso, con un dolce sorriso d’infinita compassione. Il sole dell’amore arde nel Suo cuore, i raggi della Luce, del Sapere e della Forza si sprigionano dai Suoi occhi e, inondando gli uomini, ne fanno tremare i cuori in una rispondenza d’amore. Egli tende loro le braccia, li benedice e dal contatto di Lui, e perfino dalle Sue vesti, emana una forza salutare. Ecco che un vecchio, cieco dall’infanzia, grida dalla folla: “Signore, risanami, e io Ti vedrò”, ed ecco che cade dai suoi occhi come una scaglia, e il cieco Lo vede. Il popolo piange e bacia la terra dove Egli passa. I bambini gettano fiori dinanzi a Lui, cantano e Lo acclamano: “Osanna!”. “E’ Lui, è Lui”, ripetono tutti, “dev’essere Lui, non può esser che Lui”. Egli si ferma sul sacrato della cattedrale di Siviglia nel preciso momento in cui portano nel tempio, fra i pianti, una candida bara infantile aperta: c’è dentro una bambina di sette anni, unica figlia di un insigne cittadino. La bimba morta è tutta coperta di fiori. “Egli risusciterà la tua bambina”, gridano dalla folla alla madre piangente. Il prete della cattedrale uscito incontro alla bara guarda perplesso e aggrotta le sopracciglia. Ma ecco risonare a un tratto il grido della madre della bambina morta. Essa si getta ai Suoi piedi: “Se sei Tu, risuscita la mia creatura!”, esclama, tendendo le braccia verso di Lui. Il corteo si ferma, la bara è deposta sul sacrato ai Suoi piedi. Egli la guarda con pietà e le Sue labbra pronunziano piano ancora una volta: “Talitha kum”, “e la fanciulla si levò”. La bambina si solleva nella bara, si siede e guarda intorno sorridendo con gli occhietti sgranati, pieni di stupore. Ha nelle mani il mazzo di rose bianche col quale era distesa nella bara. Il popolo si agita, grida, singhiozza; ed ecco in questo stesso momento passare accanto alla cattedrale, sulla piazza, il cardinale grande inquisitore in persona. È un vecchio quasi novantenne, alto e diritto, dal viso scarno, dagli occhi infossati, ma nei quali, come una scintilla di fuoco, splende ancora una luce. Oh, egli non ha piú la sontuosa veste cardinalizia di cui faceva pompa ieri davanti al popolo, mentre si bruciavano i nemici della fede di Roma: no, egli non indossa in questo momento che il suo vecchio e rozzo saio monastico. Lo seguono a una certa distanza i suoi tetri aiutanti, i servi e la “sacra” guardia. Si ferma dinanzi alla folla e osserva da lontano. Ha visto tutto, ha visto deporre la bara ai piedi di Lui, ha visto la bambina risuscitare, e il suo viso si è abbuiato. Aggrotta le sue folte sopracciglia bianche e il suo sguardo brilla di una luce sinistra. Egli allunga un dito e ordina alle sue guardie di afferrarlo. E tanta è la sua forza e a tal punto il popolo è docile, sottomesso e pavidamente ubbidiente, che la folla subito si apre davanti alle guardie e queste, in mezzo al silenzio di tomba che si è fatto di colpo, mettono le mani su Lui e Lo conducono via. Per un istante tutta la folla, come un solo uomo, si curva fino a terra davanti al vecchio inquisitore; questi benedice il popolo in silenzio e passa oltre. Le guardie conducono il Prigioniero sotto le volte di un angusto e cupo carcere nel vecchio edificio del Santo Uffizio e ve Lo rinchiudono. Passa il giorno, sopravviene la scura, calda, “afosa” notte di Siviglia. L’aria “odora di lauri e di limoni”. In mezzo alla tenebra profonda si apre a un tratto la ferrea porta del carcere, e il grande inquisitore in persona con una fiaccola in mano lentamente si avvicina alla prigione. È solo, la porta si richiude subito alle sue spalle. Egli si ferma sulla soglia e considera a lungo, per uno o due minuti, il volto di Lui. Infine si accosta in silenzio, posa la fiaccola sulla tavola e Gli dice:
– “Sei Tu, sei Tu?” – Ma, non ricevendo risposta, aggiunge rapidamente: – “Non rispondere, taci. E che potresti dire? So troppo bene quel che puoi dire. Del resto, non hai il diritto di aggiunger nulla a quello che Tu già dicesti una volta. Perché sei venuto a disturbarci? Sei infatti venuto a disturbarci, lo sai anche Tu. Ma sai che cosa succederà domani? Io non so chi Tu sia, e non voglio sapere se Tu sia Lui o soltanto una Sua apparenza, ma domani stesso io Ti condannerò e Ti farò ardere sul rogo, come il peggiore degli eretici, e quello stesso popolo che oggi baciava i Tuoi piedi si slancerà domani, a un mio cenno, ad attizzare il Tuo rogo, lo sai? Sí, forse Tu lo sai”, – aggiunse, profondamente pensoso, senza staccare per un attimo lo sguardo dal suo Prigioniero.
– Io non comprendo bene Ivàn, che voglia dir questo – sorrise Aljòsa, che aveva sempre ascoltato in silenzio; – è semplicemente una fantasia delirante, o un errore del vecchio, un assurdo qui pro quo?
– Ammetti pure quest’ultima ipotesi, – scoppiò a ridere Ivàn, – se il realismo contemporaneo ti ha già tanto guastato che tu non possa tollerare nulla di fantastico; vuoi che sia un qui pro quo? E sia pure! È vero, – e tornò a ridere, – il vecchio ha novant’anni e da un pezzo la sua idea poteva averlo fatto impazzire. Egli poteva essere stato colpito dall’aspetto esteriore del Prigioniero. Poteva infine essere un semplice delirio, la visione di un vecchio novantenne sulla soglia della morte, sovreccitato per giunta dall’autodafé dei cento eretici bruciati la vigilia. Ma qui pro quo o fantasia troppo sfrenata, non è lo stesso per noi? L’importante qui è solo che il vecchio deve infine manifestare il proprio pensiero e lo manifesta e dice ad alta voce ciò che per novant’anni ha taciuto.
– E il Prigioniero rimane zitto? Lo guarda e non dice nemmeno una parola?
– Ma è cosí che deve essere, in ogni caso, – rise nuovamente Ivàn. – Il vecchio stesso Gli osserva che Egli non ha il diritto di aggiunger nulla a quanto già fu detto. C’è appunto qui, se vuoi, il tratto piú fondamentale del cattolicesimo romano, come a dire. “Tutto è stato da Te trasmesso al papa, tutto quindi è ora nelle mani del papa, e Tu non venirci a disturbare, quanto meno prima del tempo”. In questo senso non solo parlano, ma anche scrivono i cattolici, i gesuiti almeno. L’ho letto io stesso nelle opere dei loro teologi. “Hai Tu il diritto di rivelarci anche un solo segreto del mondo da cui sei venuto?”. – Gli domanda il mio vecchio e risponde egli stesso per Lui: – “No, Tu non l’hai, se non vuoi aggiungere qualcosa a quello che già fu detto e togliere agli uomini quella libertà che tanto difendesti quando eri sulla terra. Tutto ciò che di nuovo Tu ci rivelassi attenterebbe alla libertà della fede umana, giacché apparirebbe come un miracolo, mentre la libertà della fede già allora, millecinquecent’anni or sono, Ti era piú cara di tutto. Non dicevi Tu allora spesso: “Voglio rendervi liberi?”. Ebbene, adesso Tu li ha veduti, questi uomini “liberi”, – aggiunge il vecchio con un pensoso sorriso. – Sí, questa faccenda ci è costata cara, – continua, guardandolo severo, – ma noi l’abbiamo finalmente condotta a termine, in nome Tuo. Per quindici secoli ci siamo tormentati con questa libertà, ma adesso l’opera è compiuta e saldamente compiuta. Non credi che sia saldamente compiuta? Tu mi guardi con dolcezza e non mi degni neppure della Tua indignazione? Ma sappi che adesso, proprio oggi, questi uomini sono piú che mai convinti di essere perfettamente liberi, e tuttavia ci hanno essi stessi recato la propria libertà, e l’hanno deposta umilmente ai nostri piedi. Questo siamo stati noi ad ottenerlo, ma è questo che Tu desideravi, è una simile libertà?”.
– Io torno a non comprendere, – interruppe Aljòsa, – egli fa dell’ironia, scherza?
– Niente affatto. Egli fa un merito a sé ed ai suoi precisamente di avere infine soppresso la libertà e di averlo fatto per rendere felici gli uomini. “Ora infatti per la prima volta (egli parla, naturalmente, dell’inquisizione) è diventato possibile pensare alla felicità umana. L’uomo fu creato ribelle; possono forse dei ribelli essere felici? Tu eri stato avvertito, – Gli dice, – avvertimenti e consigli non Ti erano mancati, ma Tu non ascoltasti gli avvertimenti. Tu ricusasti l’unica via per la quale si potevano render felici gli uomini, ma per fortuna, andandotene, rimettesti la cosa nelle nostre mani. Tu ci hai promesso, Tu ci hai con la Tua parola confermato, Tu ci hai dato il diritto di legare e di slegare, e certo non puoi ora nemmeno pensare a ritoglierci questo diritto. Perché dunque sei venuto a disturbarci?”.
– Ma che cosa significa: “Non Ti sono mancati avvertimenti e consigli?” – domandò Aljòsa.
– Ma qui appunto sta l’essenza di ciò che il vecchio deve esprimere. “Lo spirito intelligente e terribile, lo spirito dell’autodistruzione e del non essere, – continua il vecchio, – il grande spirito. Ti parlò nel deserto, e nei libri ci è riferito come egli Ti avesse “tentato”. Non è cosí? Ma si poteva mai dire qualcosa di piú vero di quanto egli Ti rivelò nelle tre domande che Tu respingesti e che nei libri sono dette “tentazioni”? Tuttavia, se mai ci fu sulla terra un vero e clamoroso miracolo, fu in quel giorno, nel giorno di quelle tre tentazioni. Precisamente nella formulazione di quelle tre domande era racchiuso il miracolo. Se si potesse, soltanto a mo’ di esempio e di ipotesi, immaginare che quelle tre domande dello spirito terribile fossero scomparse dai libri senza lasciare traccia e che occorresse ricostruirle, pensarle e formularle di nuovo, per rimetterle nei libri, e se per questo si riunissero tutti i sapienti della terra – governanti, prelati, dotti, filosofi, poeti, – e si assegnasse loro questo compito: immaginate, formulate tre domande tali da corrispondere all’importanza dell’evento non solo, ma da esprimere per giunta in tre parole, in tre proposizioni umane, tutta la futura storia del mondo e dell’umanità, – ebbene, credi Tu che tutta la sapienza della terra, insieme raccolta, potrebbe concepire qualcosa di simile per forza e profondità a quelle tre domande che Ti furono allora rivolte nel deserto dallo spirito intelligente e possente? Già solo da quelle domande e dal prodigio della loro formulazione si può capire che si ha da fare non con lo spirito umano transitorio, ma con quello eterno ed assoluto. In quelle tre domande infatti è come compendiata e predetta tutta la storia ulteriore dell’umanità, sono dati i tre archetipi in cui si concreteranno tutte le insolubili, contraddizioni storiche dell’umana natura su tutta la terra. Questo non poteva ancora, a quel tempo, essere cosí chiaro, poiché l’avvenire era ignoto, ma adesso, passati quindici secoli, noi vediamo che in quelle tre domande tutto era stato a tal segno divinato e predetto e che tutto si è a tal segno avverato, che non è piú possibile aggiungervi o toglierne alcunché.
“Decidi Tu stesso chi avesse ragione, se Tu o colui che allora T’interrogava. Ricordati la prima domanda: se non la lettera il senso era questo: “Tu vuoi andare e vai al mondo con le mani vuote, con non so quale promessa di una libertà che gli uomini, nella semplicità e nella innata intemperanza loro, non possono neppur concepire, che essi temono e fuggono, giacché nulla mai è stato per l’uomo e per la società umana piú intollerabile della libertà! Vedi Tu invece queste pietre in questo nudo e infocato deserto? Mutale in pani e l’umanità sorgerà dietro a Te come un riconoscente e docile gregge, con l’eterna paura di vederti ritirare la Tua mano, e di rimanere senza i Tuoi pani”. Ma Tu non volesti privar l’uomo della libertà e respingesti l’invito, perché, cosí ragionasti, che libertà può mai esserci, se la ubbidienza è comprata coi pani? Tu obiettasti che l’uomo non vive di solo pane, ma sai Tu che nel nome di questo stesso pane terreno, insorgerà contro di Te lo spirito della terra e lotterà con Te e Ti vincerà, e tutti lo seguiranno, esclamando: “Chi è comparabile, a questa bestia? Essa ci ha dato il fuoco del cielo!”. Sai Tu che passeranno i secoli e l’umanità proclamerà per bocca della sua sapienza e della sua scienza che non esiste il delitto, e quindi nemmeno il peccato, ma che ci sono soltanto degli affamati? “Nutrili e poi chiedi loro la virtú!”, ecco quello che scriveranno sulla bandiera che si leverà contro di Te e che abbatterà il Tuo tempio. Al posto del Tuo tempio sorgerà un nuovo edificio, sorgerà una nuova spaventosa torre di Babele, e, quand’anche essa restasse, come la prima, incompiuta, Tu avresti però potuto evitare questa nuova torre e abbreviare di mille anni le sofferenze degli uomini, giacché essi verranno a noi, dopo essersi arrovellati per mille anni intorno alla loro torre! Essi torneranno allora a cercarci sotto terra, nelle catacombe, dove ci nasconderemo (perché saremo di nuovi perseguitati e torturati), ci troveranno e ci grideranno: “Nutriteci, perché quelli che ci avevano promesso il fuoco del cielo non ce l’han dato”. E allora saremo noi a ultimare la loro torre, giacché la ultimerà chi li sfamerà e noi soli li sfameremo, in nome Tuo, facendo credere di farlo in nome Tuo. Oh, mai, mai essi potrebbero sfamarsi senza di noi! Nessuna scienza darà loro il pane, finché rimarranno liberi, ma essi finiranno per deporre la loro libertà ai nostri piedi e per dirci: “Riduceteci piuttosto in schiavitú ma sfamateci!”. Comprenderanno infine essi stessi che libertà e pane terreno a discrezione per tutti sono fra loro inconciliabili, giacché mai, mai essi sapranno ripartirlo fra loro! Si convinceranno pure che non potranno mai nemmeno esser liberi, perché sono deboli, viziosi, inetti e ribelli. Tu promettevi loro il pane celeste, ma, lo ripeto ancora, può esso, agli occhi della debole razza umana, eternamente viziosa ed eternamente abietta, paragonarsi a quello terreno? E se migliaia e diecine di migliaia di esseri Ti seguiranno in nome del pane celeste, che sarà dei milioni e dei miliardi di esseri che non avranno la forza di posporre il pane terreno a quello celeste? O forse Ti sono care soltanto le diecine di migliaia di uomini grandi e forti, mentre i restanti milioni, numerosi come la sabbia del mare, di esseri deboli, che però Ti amano, non devono servire che da materiale per i grandi e per i forti? No, a noi sono cari anche i deboli. Essi sono viziosi e ribelli, ma finiranno per diventar docili. Essi ci ammireranno e ci terranno in conto di dèi per avere acconsentito, mettendoci alla loro testa, ad assumerci il carico di quella libertà che li aveva sbigottiti e a dominare su loro, tanta paura avranno infine di esser liberi! Ma noi diremo che obbediamo a Te e che dominiamo in nome Tuo. Li inganneremo di nuovo, perché allora non Ti lasceremo piú avvicinare a noi. E in quest’inganno starà la nostra sofferenza, poiché saremo costretti a mentire. Ecco ciò che significa quella domanda che Ti fu fatta nel deserto, ed ecco ciò che Tu ricusasti in nome della libertà, da Te collocata piú in alto di tutto. In quella domanda tuttavia si racchiudeva un grande segreto di questo mondo. Acconsentendo al miracolo dei pani, Tu avresti dato una risposta all’universale ed eterna ansia umana, dell’uomo singolo come dell’intera umanità: “Davanti a chi inchinarsi?”. Non c’è per l’uomo rimasto libero piú assidua e piú tormentosa cura di quella di cercare un essere dinanzi a cui inchinarsi. Ma l’uomo cerca di inchinarsi a ciò che già è incontestabile, tanto incontestabile, che tutti gli uomini ad un tempo siano disposti a venerarlo universalmente. Perché la preoccupazione di queste misere creature non è soltanto di trovare un essere a cui questo o quell’uomo si inchini, ma di trovarne uno tale che tutti credano in lui e lo adorino, e precisamente tutti insieme. E questo bisogno di comunione nell’adorazione è anche il piú grande tormento di ogni singolo, come dell’intera umanità, fin dal principio dei secoli. È per ottenere quest’adorazione universale che si sono con la spada sterminati a vicenda. Essi hanno creato degli dèi e si sono sfidati l’un l’altro: “Abbandonate i vostri dèi e venite ad adorare i nostri, se no guai a voi e ai vostri dèi!”. E cosí sarà fino alla fine del mondo, anche quando gli dèi saranno scomparsi dalla terra: non importa, cadrànno allora in ginocchio davanti agli idoli. Tu conoscevi, Tu non potevi non conoscere questo fondamentale segreto della natura umana, ma Tu rifiutasti l’unica irrefragabile bandiera che Ti si offrisse per indurre tutti a inchinarsi senza discussione dinanzi a Te; la bandiera del pane terreno, e la rifiutasti in nome della libertà e del pane celeste. Guarda poi quel che hai fatto in seguito. E sempre in nome della libertà! Io Ti dico che non c’è per l’uomo pensiero piú angoscioso che quello di trovare al piú presto a chi rimettere il dono della libertà con cui nasce questa infelice creatura. Ma dispone della libertà degli uomini solo chi ne acqueta la coscienza. Col pane Ti si dava una bandiera indiscutibile: l’uomo si inchina a chi gli dà il pane, giacché nulla è piú indiscutibile del pane; ma, se qualcun altro accanto a Te si impadronirà nello stesso tempo della sua coscienza, oh, allora egli butterà via anche il Tuo pane e seguirà colui che avrà lusingato la sua coscienza. In questo Tu avevi ragione. Il segreto dell’esistenza umana infatti non sta soltanto nel vivere, ma in ciò per cui si vive. Senza un concetto sicuro del fine per cui deve vivere, l’uomo non acconsentirà a vivere e si sopprimerà piuttosto che restare sulla terra, anche se intorno a lui non ci fossero che pani. Questo è giusto, ma che cosa è avvenuto? Invece di impadronirti della libertà degli uomini. Tu l’hai ancora accresciuta! Avevi forse dimenticato che la tranquillità e perfino la morte è all’uomo piú cara della libera scelta fra il bene ed il male? Nulla è per l’uomo piú seducente che la libertà della sua coscienza, ma nulla anche è piú tormentoso. Ed ecco che, in luogo di saldi principi, per acquetare la coscienza umana una volta per sempre, Tu hai scelto tutto quello che c’è di piú inconsueto, enigmatico e impreciso, hai scelto tutto quello che superava le forze degli uomini, e hai perciò agito come se Tu non li amassi per nulla, e chi mai ha fatto questo? Colui che era venuto a dare per essi la Sua vita! Invece d’impadronirti della libertà umana, Tu l’hai moltiplicata e hai per sempre gravato col peso dei suoi tormenti la vita morale dell’uomo. Tu volesti il libero amore dell’uomo, perché Ti seguisse liberamente, attratto e conquistato da Te. In luogo di seguire la salda legge antica, l’uomo doveva per l’avvenire decidere da sé liberamente, che cosa fosse bene che cosa fosse male, avendo dinanzi come guida la sola Tua immagine; ma non avevi Tu pensato che, se lo si fosse oppresso con un cosí terribile fardello come la libertà di scelta, egli avrebbe finito per respingere e contestare perfino la Tua immagine e la Tua verità? Essi esclameranno, alla fine, che la verità non è in Te, perché era impossibile abbandonarli fra ansie ed angosce maggiori di come Tu facesti, lasciando loro tante inquietudini e tanti insolubili problemi. In tal modo preparasti Tu stesso la rovina del Tuo regno, e non darne piú la colpa a nessuno. Ma è questo intanto che Ti offriva? Ci sono sulla terra tre forze, tre sole forze capaci di vincere e conquistare per sempre la coscienza di questi deboli ribelli, per la felicità loro; queste forze sono: il miracolo, il mistero e l’autorità. Tu respingesti la prima, la seconda e la terza e desti cosí l’esempio. Lo spirito sapiente e terribile. Ti aveva posto sul culmine del tempio e Ti aveva detto: “Se vuoi sapere se Tu sei Figlio di Dio, gettati in basso, poiché di Lui è detto che gli angeli Lo sosterranno e Lo porteranno, ed Egli non cadrà e non si farà alcun male, e saprai allora se Tu sei il Figlio di Dio e proverai allora quale sia la Tua fede nel Padre Tuo”; ma Tu, udito ciò, respingesti l’offerta, non Ti lasciasti convincere e non Ti gettasti giú. Oh, certo, Tu agisti allora con una magnifica fierezza, come Iddio, ma gli uomini, questa debole razza di ribelli, sono essi forse dèi? Oh, Tu comprendesti allora che, facendo un solo passo, un solo movimento per gettarti giú, avresti senz’altro tentato il Signore e perduto ogni fede in Lui, e Ti saresti sfracellato sulla terra che eri venuto a salvare, e si sarebbe rallegrato lo spirito sagace che Ti aveva tentato. Ma, ripeto, ce ne sono forse molti come Te? E in verità potevi Tu ammettere, non fosse che per un momento, che anche gli uomini avessero la forza di resistere a una simile tentazione? È forse fatta la natura umana per respingere il miracolo e, in cosí terribili momenti della vita, di fronte ai piú terribili, fondamentali e angosciosi problemi dell’anima, rimettersi unicamente alla libera decisione del cuore? Oh, Tu sapevi che la Tua azione si sarebbe tramandata nei libri, avrebbe raggiunto la profondità dei tempi e gli ultimi confini della terra, e sperasti che, seguendo Te, anche l’uomo si sarebbe accontentato di Dio, senza bisogno di miracoli. Ma Tu non sapevi che, non appena l’uomo avesse ripudiato il miracolo, avrebbe subito ripudiato anche Dio, perché l’uomo cerca non tanto Dio quanto i miracoli. E siccome l’uomo non ha la forza di rinunziare al miracolo, cosí si creerà dei nuovi miracoli, suoi propri, e si inchinerà al prodigio di un mago, ai sortilegi di una fattucchiera, foss’egli anche cento volte ribelle, eretico ed ateo. Tu non scendesti dalla croce quando Ti si gridava, deridendoti e schernendoti: “Discendi dalla croce e crederemo che sei Tu”. Tu non scendesti, perché una volta di piú non volesti asservire l’uomo col miracolo, e avevi sete di fede libera, non fondata sul prodigio. Avevi sete di un amore libero, e non dei servili entusiasmi dello schiavo davanti alla potenza che l’ha per sempre riempito di terrore. Ma anche qui Tu giudicavi troppo altamente degli uomini, giacché, per quanto creati ribelli, essi sono certo degli schiavi. Vedi e giudica, son passati quindici secoli, guardali: chi hai Tu innalzato fino a Te? Ti giuro, l’uomo è stato creato piú debole e piú vile che Tu non credessi! Può egli forse compiere quel che puoi compiere Tu? Stimandolo tanto, Tu agisti come se avessi cessato di averne pietà, perché troppo pretendesti da lui, e chi ha fatto questo? Colui che lo amava piú di se stesso! Stimandolo meno, avresti anche meno preteso da lui, e questo sarebbe stato piú vicino all’amore, perché piú leggera sarebbe stata la sua soma. Egli è debole e vile. Che importa che egli adesso si sollevi dappertutto contro la nostra autorità e si inorgoglisca della sua rivolta? È l’orgoglio del bambino e dello scolaretto. Sono i piccoli bimbi che si sono ribellati in classe e hanno cacciato il maestro. Ma anche l’esaltazione dei ragazzetti avrà fine e costerà loro cara. Essi abbatteranno i templi e inonderanno di sangue la terra. Ma si avvedranno infine, gli sciocchi fanciulli, di essere bensí dei ribelli, ma dei ribelli deboli e incapaci di sopportare la propria rivolta. Versando le loro stupide lacrime, riconosceranno infine che chi li creò ribelli se ne voleva senza dubbio burlare. Essi lo diranno nella disperazione, e le loro parole saranno una bestemmia che li renderà anche piú infelici, perché la natura umana non sopporta la bestemmia e alla fin fine se ne vendica sempre da sé. Inquietudine dunque, tumulto e infelicità: ecco l’odierna sorte degli uomini, dopo che Tu tanto patisti per la loro libertà! Il Tuo grande profeta dice nella sua visione e nella sua parabola di aver visto tutti i partecipi della prima resurrezione e che ce n’erano dodicimila per ciascuna tribú. Ma se erano tanti, vuol dire che quelli erano piú dèi che uomini. Essi sopportarono la Tua croce, essi sopportarono diecine d’anni di vita famelica nel nudo deserto, cibandosi di cavallette e di radici; e certo Tu puoi appellarti con orgoglio a questi eroi della libertà, dell’amore libero, del libero e magnifico sacrificio da essi compiuto in nome Tuo. Ma ricordati che erano in tutto appena alcune migliaia, ed erano per giunta degli dèi, ma i rimanenti? E che colpa hanno gli altri, gli uomini deboli, di non aver potuto sopportare ciò che i forti poterono? Che colpa ha l’anima debole, se non ha la forza di accogliere cosí terribili doni? Possibile che Tu sia venuto davvero solo agli eletti e per gli eletti? Ma se è cosí, c’è qui un mistero e noi non possiamo comprenderlo. E se c’è un mistero, anche noi avevamo il diritto di predicarlo e di insegnare agli uomini che non è la libera decisione dei loro cuori quello che importa, né l’amore, ma un mistero, a cui essi debbono ciecamente inchinarsi, anche contro la loro coscienza. E cosí abbiamo fatto. Abbiamo corretto l’opera Tua e l’abbiamo fondata sul miracolo, sul mistero e sull’autorità. E gli uomini si sono rallegrati di essere nuovamente condotti come un gregge e di vedersi infine tolto dal cuore un dono cosí terribile, che aveva loro procurato tanti tormenti. Avevamo noi ragione d’insegnare e di agire cosí? Parla! Forse che non amavamo l’umanità, riconoscendone cosí umilmente l’impotenza, alleggerendo con amore il suo fardello e concedendo alla sua debole natura magari anche di peccare, ma però col nostro consenso? Perché mi guardi in silenzio coi tuoi miti occhi penetranti? Va’ in collera, io non voglio il Tuo amore, perché io stesso non Ti amo. E che cosa dovrei nasconderti? Non so forse con chi parlo? Tutto ciò che ho da dirti, già Ti è noto, lo leggo nei Tuoi occhi. E dovrei io nasconderti il nostro segreto? Forse Tu vuoi proprio udirlo dalle mie labbra, ascolta dunque: noi non siamo con Te, ma con lui, ecco il nostro segreto! Da lungo tempo non siamo piú con Te, ma con lui, sono ormai otto secoli. Sono esattamente otto secoli che accettammo da lui ciò che Tu avevi rifiutato con sdegno, quell’ultimo dono ch’egli Ti offriva, mostrandoti tutti i regni della terra: noi accettammo da lui Roma e la spada di Cesare e ci proclamammo re della terra, gli unici re, sebbene non abbiamo ancora avuto il tempo di compiere interamente l’opera nostra. Ma di chi la colpa? Oh, quest’opera è finora soltanto agli inizi, ma è cominciata! Ancora a lungo si dovrà attenderne il compimento e molto ancora soffrirà la terra, ma noi raggiungeremo la mèta, saremo Cesari, e allora penseremo all’universale felicità degli uomini. Tu però già allora avresti potuto accettare la spada di Cesare. Perché ricusasti quest’ultimo dono? Accogliendo questo terzo consiglio dello spirito possente, Tu avresti compiuto tutto ciò che l’uomo cerca sulla terra, e cioè: a chi inchinarsi, a chi affidare la propria coscienza e in qual modo, infine, unirsi tutti in un formicaio indiscutibilmente comune e concorde, giacché il bisogno di unione universale è il terzo e l’ultimo tormento degli uomini. Sempre l’umanità mirò nel suo insieme ad organizzarsi universalmente. Molti furono i grandi popoli con una grande storia, ma quanto piú elevati erano quei popoli, tanto piú erano infelici, perché piú fortemente degli altri sentivano il bisogno dell’unione universale degli uomini. I grandi conquistatori, i Timùr e i Gengis-Chan, passarono come un turbine sulla terra, cercando di conquistare l’universo, ma anche essi, per quanto inconsapevolmente, espressero quello stesso potente bisogno umano di unione mondiale ed universale. Accettando il mondo e la porpora di Cesare, Tu avresti fondato il regno universale e dato la pace universale. Chi mai infatti deve dominare gli uomini, se non quelli che dominano la loro coscienza e nelle cui mani è il loro pane? E noi abbiamo preso la spada di Cesare, ma naturalmente, prendendola, ripudiammo Te e andammo dietro a lui. Oh, passeranno ancora secoli di orgia del libero pensiero, di umana scienza e di antropofagia, perché, avendo cominciato a costruire la loro torre di Babele senza di noi, è con l’antropofagia che termineranno. Ma proprio allora la bestia striscerà verso di noi e leccherà i nostri piedi e li spruzzerà con le lacrime di sangue dei suoi occhi. E noi ci assideremo sulla bestia e leveremo in alto una coppa su cui sarà scritto “Mistero!”. Ma allora soltanto, e allora spunterà per gli uomini il regno della pace e della felicità. Tu sei fiero dei Tuoi eletti, ma Tu non hai che eletti, mentre noi daremo la pace a tutti. D’altra parte, c’è anche questo: quanti di quegli eletti, e di quei forti che avrebbero potuto diventarlo, si sono infine stancati di attenderli, e hanno portato e ancora porteranno su altri campi le forze del loro spirito e la fiamma del loro cuore, e finiranno anche per sollevare contro di te la loro libera bandiera! Ma questa bandiera l’innalzasti Tu stesso. Con noi invece tutti saranno felici e piú non si rivolteranno, né si stermineranno fra loro, come facevano dappertutto nella Tua libertà. Oh, noi li persuaderemo che allora soltanto essi saranno liberi, quando rinunzieranno alla libertà loro in favore nostro e si sottometteranno a noi. Ebbene, avremo ragione, perché ricorderanno a quali orrori di servitú e di turbolenza li conducesse la Tua libertà. La libertà, il libero pensiero e la scienza li condurranno in tali labirinti e li porranno davanti a tali portenti e misteri insolubili, che di essi gli uni, ribelli e furiosi, si distruggeranno da sé, gli altri, ribelli ma deboli si distruggeranno fra loro, mentre i rimanenti, imbelli e infelici, si trascineranno ai nostri piedi e ci grideranno: “Sí, voi avevate ragione, voi soli possedevate il Suo segreto e noi torniamo a voi, salvateci da noi medesimi”. Ricevendo i pani da noi, certo vedranno chiaramente che prendiamo i loro stessi pani, guadagnati dalle loro stesse braccia, per distribuirli fra essi, senza miracolo alcuno, vedranno che noi non abbiamo mutato in pani le pietre, ma in verità, piú che del pane stesso, saranno lieti di riceverlo dalle nostre mani! Giacché troppo bene ricorderanno che prima, senza di noi, gli stessi pani da essi guadagnati si mutavano nelle loro mani in pietre, mentre, dopo il ritorno a noi, le pietre medesime si sono mutate nelle mani loro in pani. Troppo, troppo apprezzeranno quel che significa sottomettersi una volta per sempre! E finché gli uomini non capiranno questo, saranno infelici. Ma chi piú di tutti, dimmi, ha favorito questa incomprensione? Chi ha diviso il gregge e l’ha disperso per vie sconosciute? Ma il gregge tornerà a raccogliersi, tornerà a sottomettersi, e questa volta per sempre. Allora noi daremo loro la tranquilla, umile felicità degli esseri deboli, quali essi furono creati. Oh, noi li persuaderemo infine a non inorgoglirsi, ché Tu li innalzasti e in tal modo insegnasti loro a inorgoglirsi: proveremo loro che sono deboli, che sono soltanto dei poveri bimbi, ma che la felicità infantile è la piú dolce di tutte. Essi diverranno mansueti, guarderanno a noi e a noi si stringeranno, nella paura, come i pulcini alla chioccia. Ci ammireranno e avranno paura di noi, e saranno fieri che noi siamo cosí potenti e cosí intelligenti da aver potuto pacificare un cosí tumultuoso e innumere gregge. Temeranno la nostra collera, i loro spiriti si faranno timidi, i loro occhi lacrimosi, come quelli dei bambini e delle donne, ma altrettanto facilmente passeranno, a un nostro cenno, all’allegrezza, ed al riso, alla gioia luminosa ed alle felici canzoni infantili. Certo li obbligheremo a lavorare, ma nelle ore libere dal lavoro organizzeremo la loro vita come un giuoco infantile con canti e cori e danze innocenti. Oh, noi consentiremo loro anche il peccato, perché sono deboli e inetti, ed essi ci ameranno come bambini, perché permetteremo loro di peccare. Diremo che ogni peccato, se commesso col nostro consenso, sarà riscattato, che permettiamo loro di peccare perché li amiamo e che, in quanto al castigo per tali peccati, lo prenderemo su di noi. Cosí faremo, ed essi ci adoreranno come benefattori che si saranno gravati coi loro peccati dinanzi a Dio. E per noi non avranno segreti. Permetteremo o vieteremo loro di vivere con le proprie mogli ed amanti, di avere o di non avere figli, – sempre giudicando in base alla loro ubbidienza, – ed essi s’inchineranno con allegrezza e con gioia. Tutti, tutti i piú tormentosi segreti della loro coscienza, li porteranno a noi, e noi risolveremo ogni caso, ed essi avranno nella nostra decisione una fede gioiosa, perché li libererà dal grave fastidio e dal terribile tormento odierno di dovere personalmente e liberamente decidere. E tutti saranno felici, milioni di esseri, salvo un centinaio di migliaia di condottieri. Giacché noi soli, noi che custodiremo il segreto, noi soli saremo infelici. Ci saranno miliardi di pargoli felici e centomila martiri che avranno preso su di sé la maledizione di discernere il bene dal male. Essi morranno in pace, in pace si spegneranno nel nome Tuo e oltre la tomba non troveranno che la morte. Ma noi conserveremo il segreto e li lusingheremo, per la loro felicità, con una ricompensa celeste ed eterna. Infatti, quand’anche in quell’altro mondo ci fosse qualcosa, non sarebbe certo per esseri simili. Si dice e si profetizza che Tu verrai e vincerai di nuovo, che verrai coi Tuoi eletti, superbi e possenti, ma noi diremo che essi hanno salvato solamente se stessi, mentre noi abbiamo salvato tutti. Si dice che la meretrice seduta sulla bestia, con la coppa del mistero nelle mani, sarà svergognata, che i deboli torneranno a rivoltarsi, strapperanno la sua porpora e denuderanno il suo corpo “impuro”. Ma io allora mi alzerò e Ti additerò i mille milioni di bimbi felici, che non conobbero il peccato. E noi, che ci siamo caricati dei loro peccati, per la felicità loro, noi sorgeremo dinanzi a Te e diremo: “Giudicaci, se puoi e se osi”. Sappi che io non Ti temo. Sappi che anch’io fui nel deserto, che anch’io mi nutrivo di cavallette e di radici, che anch’io benedicevo la libertà di cui Tu letificasti gli uomini, che anch’io mi ero preparato ad entrare nel numero dei Tuoi eletti, nel numero dei potenti e dei forti, con la brama di “completare il numero”. Ma mi ricredetti e non volli servire la causa della follia. Tornai indietro e mi unii alla schiera di quelli che hanno corretto l’opera Tua. Lasciai gli orgogliosi e tornai agli umili per la felicità di questi umili. Ciò che Ti dico si compirà e sorgerà il regno nostro. Ti ripeto che domani stesso Tu vedrai questo docile gregge gettarsi al primo mio cenno ad attizzare i carboni ardenti del rogo sul quale Ti brucerò per essere venuto a disturbarci. Perché se qualcuno piú di tutti ha meritato il nostro rogo, sei Tu. Domani Ti arderò. Dixi”.
Ivàn, si fermò. Egli si era accalorato e aveva parlato con fervore; quando poi ebbe finito, fece improvvisamente un sorriso.
Aljòsa, che l’aveva sempre ascoltato in silenzio e verso la fine, in preda a straordinaria agitazione, molte volte aveva voluto interrompere il discorso del fratello, ma si era visibilmente trattenuto, si mise d’un tratto a parlare, come scattando:
– Ma... è un assurdo! – esclamò, arrossendo. – Il tuo poema è l’elogio di Gesú e non la condanna... come tu volevi. E chi ti crederà là dove parli della libertà? È cosí, è forse cosí che va intesa? È quello il concetto che ne ha l’ortodossia?... Quella è Roma, e neppure tutta Roma, sbaglio, sono i peggiori fra i cattolici, sono gli inquisitori, i gesuiti!... E un personaggio fantastico come il tuo inquisitore non può esistere affatto. Che cosa sono quei peccati degli uomini che egli ha presi su di sé? Chi sono quei detentori del mistero, che si sono addossata non so quale maledizione per la felicità degli uomini? Quando mai si son visti? Noi conosciamo i gesuiti, se ne parla male, ma sono forse come i tuoi? Non sono affatto cosí, sono tutt’altra cosa... Sono semplicemente l’armata romana per il futuro regno universale terreno, con l’imperatore, il pontefice romano, alla testa... ecco il loro ideale, ma senza nessun mistero e nessuna sublime tristezza... La piú semplice brama di potere, di sordidi beni terreni, di asservimento... una specie di futura servitú della gleba, nella quale essi sarebbero i proprietari fondiari... ecco tutto quello che essi vogliono. Forse non credono nemmeno in Dio. Il tuo inquisitore con le sue sofferenze non è che una fantasia...
– Fermati, fermati! – rise Ivàn, – come ti sei scaldato! Fantasia, tu dici, sia pure! Fantasia, certo. Permetti però: credi tu davvero che tutto questo movimento cattolico degli ultimi secoli non sia in realtà che una brama di potere in vista soltanto di beni volgari? È forse padre Paisio che t’insegna cosí?
– No, no, al contrario, padre Paisio diceva una volta perfino qualcosa del tuo genere... ma era una cosa diversa, certo, tutta diversa, – si riprese Aljòsa.
– Informazione preziosa, però, nonostante il tuo “tutta diversa”. Io ti domando: perché i tuoi gesuiti e inquisitori si sarebbero collegati solo in vista di beni materiali e volgari? Perché non può incontrarsi fra di loro neanche un solo martire, tormentato da una nobile sofferenza e amante dell’umanità? Vedi: supponi che fra tutti questi uomini non desiderosi che di sordidi beni materiali se ne sia trovato anche uno solo come il mio vecchio inquisitore, che abbia mangiato anche lui radici nel deserto e si sia accanito a domare la propria carne per rendersi libero e perfetto, ma che però abbia in tutta la sua vita amato l’umanità: a un tratto ha aperto gli occhi e ha veduto che non è una gran felicità morale raggiungere la perfezione del volere, per doversi in pari tempo convincere che milioni di altre creature di Dio sono rimaste imperfette, che esse non saranno mai in grado di servirsi della loro libertà, che dai miseri ribelli non usciranno mai dei giganti per condurre a compimento la torre, che non per simili paperotti il grande idealista ha sognato la sua armonia... Dopo aver compreso tutto ciò, egli è tornato indietro e si è unito... alle persone intelligenti. Non poteva questo accadere?
– A chi si è unito, a quali persone intelligenti? – esclamò Aljòsa quasi adirato. – Essi non hanno né tanta intelligenza, né misteri o segreti di sorta... Forse soltanto l’ateismo, ecco tutto il loro segreto. Il tuo inquisitore non crede in Dio, ecco tutto il suo segreto!
– E anche se fosse cosí? Infine tu hai indovinato. È proprio cosí, è ben qui soltanto che sta tutto il segreto, ma non è forse una sofferenza, almeno per un uomo come lui, che ha sacrificato tutta la sua vita nel deserto per una grande impresa e non ha perduto l’amore per l’umanità? Al tramonto dei suoi giorni egli acquista la chiara convinzione che unicamente i consigli del grande e terribile spirito potrebbero instaurare un qualche ordine fra i deboli ribelli, “esseri imperfetti e incompiuti, creati per derisione”. Ed ecco che, di ciò convinto, vede come occorra seguire le indicazioni dello spirito intelligente, del terribile spirito della morte e della distruzione, e, all’uopo, accettare la menzogna e l’inganno, guidare ormai consapevolmente gli uomini alla morte e alla distruzione, e intanto ingannarli per tutto il cammino, affinché non possano vedere dove sono condotti affinché questi miseri ciechi almeno lungo il cammino si stimino felici. E nota: l’inganno è compiuto in nome di Quello nel cui ideale il vecchio ha per tutta la sua vita cosí appassionatamente creduto! Non è questa un’infelicità? E anche se un solo uomo simile si fosse trovato alla testa di tutta quell’armata “avida di potere in vista di soli beni volgari”, non sarebbe sufficiente quest’unico perché si avesse la tragedia? Piú ancora: basterebbe che ci fosse alla testa un solo uomo cosí perché si scoprisse, finalmente, la vera idea direttiva di tutta l’opera di Roma, con tutte le sue armate e i suoi gesuiti, l’idea suprema dell’opera stessa. Te lo dico schietto, io credo fermamente che quest’unico non sia mai mancato fra quelli che erano alla testa del movimento. Chissà, ce ne sono stati anche fra i pontefici romani! Chissà, questo vecchio maledetto, che cosí ostinatamente e cosí a modo suo ama l’umanità, esiste forse anche oggidí sotto l’aspetto di tutta una schiera di vecchi consimili, e non già casualmente, ma perché esiste come un accordo, come una segreta alleanza, già da gran tempo stabilita per custodire il mistero, per salvaguardarlo dagli uomini sventurati ed imbelli, allo scopo di rendere costoro felici. Cosí è senza dubbio, e cosí dev’essere. Io immagino che perfino i massoni abbiano, fra i loro principi, qualcosa di analogo a questo mistero e che i cattolici odino tanto i massoni perché vedono in essi dei concorrenti, che spezzano l’unità dell’idea, mentre unico deve essere il gregge e unico il pastore... Del resto, difendendo il mio pensiero, io ho l’aria di un autore che non sopporta la tua critica. Ma basta di ciò!
– Sei forse massone anche tu! – sfuggí ad Aljòsa. – Tu non credi in Dio, – soggiunse, ma ormai con profonda amarezza. Gli parve inoltre che il fratello lo guardasse con fare canzonatorio. – E come termina il tuo poema? – domandò a un tratto, con lo sguardo a terra, – o è già terminato?
– Io volevo finirlo cosí: l’inquisitore, dopo aver taciuto, aspetta per qualche tempo che il suo Prigioniero gli risponda. Il Suo silenzio gli pesa. Ha visto che il Prigioniero l’ha sempre ascoltato, fissandolo negli occhi col suo sguardo calmo e penetrante e non volendo evidentemente obiettar nulla. Il vecchio vorrebbe che dicesse qualcosa, sia pure di amaro, di terribile. Ma Egli tutt’a un tratto si avvicina al vecchio in silenzio e lo bacia piano sulle esangui labbra novantenni. Ed ecco tutta la Sua risposta. Il vecchio sussulta. Gli angoli delle labbra hanno avuto un fremito; egli va verso la porta, la spalanca e Gli dice: “Vattene e non venir piú... non venire mai piú... mai piú!”. E Lo lascia andare per “le vie oscure della città”. Il Prigioniero si allontana.
– E il vecchio?
– Il bacio gli arde nel cuore, ma il vecchio persiste nella sua idea.

F. M. Dostoevskij, I fratelli Karamazov, Garzanti, Milano, 1979, vol. I, pagg. 263 e 282

Profezia di Malachia

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La profezia di Malachia è una lista di 112 brevi frasi in latino, da alcuni ritenute una premonizione attribuita a San Malachia di Armagh[1][2].
La lista ha la pretesa di descrivere tutti i papi (compresi alcuni antipapi) partendo da Celestino II (eletto nel 1143), e si conclude con un papa descritto come "Petrus Romanus" il cui pontificato, secondo la profezia, terminerà con la distruzione della città di Roma.

Indice

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Provenienza [modifica]

La profezia fu pubblicata nel 1595 da Arnold de Wyon, uno storico benedettino, come parte del suo libro Lignum Vitæ. Wyon attribuisce la lista a San Malachia, vescovo di Armagh nel XII secolo. Secondo la versione tradizionale, nel 1139, Malachia fu chiamato a Roma da Papa Innocenzo II. A Roma Malachia ebbe una visione di futuri papi; Malachia riportò la visione, con una sequenza di passaggi criptici, in un manoscritto dal titolo Prophetia de Summis Pontificibus. Il manoscritto fu depositato negli Archivi Vaticani e successivamente dimenticato fino alla sua riscoperta nel 1590.
Dall'altra parte, è stato rilevato che nella biografia di Malachia scritta da Bernardo di Chiaravalle non ci sono menzioni della profezia; e non ci sono citazioni della profezia prima della sua pubblicazione nel 1595[3]. Molti, compresa l'ultima edizione della Enciclopedia Cattolica, suggeriscono che la profezia sia un falso delXVI secolo; alcuni hanno suggerito che sia stata realizzata dal falsario umbro Alfonso Ceccarelli attorno al 1590.[4]
Alcuni hanno suggerito che sia stata creata da Nostradamus e attribuita a Malachia perché un veggente non sarebbe stato attaccato per aver profetizzato la distruzione del papato. I sostenitori della profezia, come lo scrittore John Hogue, sostengono che sebbene l'autore della profezia sia incerto, le predizioni restano valide.

I motti [modifica]

Malachia avrebbe descritto ciascuno dei 111 (o 112, a seconda delle versioni) futuri pontefici attraverso un "motto"; i motti vanno da papa Celestino II (1143-1144) fino alla fine dei tempi, descrivendo il destino dei papi e della Chiesa Cattolica. Non tutti i "motti" hanno la stessa precisione, alcuni sono molto generici. In particolare, nello scorso secolo, si è sottolineata la precisione dei motti anteriori al 1600 (cioè anteriori alla comparsa della presunta profezia) e la minore precisione di quelli successivi. Tuttavia l'avvicendarsi di quelli che secondo la profezia sarebbero gli ultimi papi dei tempi (secondo alcune interpretazioni papa Benedetto XVI sarebbe il penultimo), ha riportato l'attenzione su questa profezia.

Profezie sui papi anteriori al 1595 [modifica]

Si riportano alcuni esempi:
  • papa Celestino II (Ex castro Tiberis = "da un castello sul Tevere". Il papa era originario di Città di Castello);
  • papa Lucio II (Inimicus expulsus = "nemico espulso, cacciato". Papa Lucio II aveva il cognome "Caccianemici");
  • papa Eugenio III (Ex magnitudine montis= "dalla grandezza del monte". Papa Eugenio III era signore di Montemagno);
  • papa Alessandro III (Ex ansere custode = "dall'oca custode". Lo stemma familiare del Papa raffigurava, fra l'altro, un'oca);
  • papa Celestino V (Ex eremo celsus = "elevato da un eremo"; Papa Celestino V era un eremita).

Profezie sui papi posteriori al 1595 [modifica]

  • papa Urbano VIII (Lilium et rosa= "il giglio e la rosa". Papa Urbano VIII era originario di Firenze, che ha un giglio rosso nello stemma);
  • papa Pio VII (Aquila rapax= "aquila rapace, ladra". Papa Pio VII fu rapito da Napoleone, il cui stemma era un'aquila);
  • papa Leone XII (Canis et coluber = "cane e serpente". Papa Leone XII fu definito dai suoi collaboratori fedele alla causa della Chiesa come il cane ed allo stesso tempo prudente nei suoi attacchi come un serpente);
  • papa Pio IX (Crux de cruce. Il pontificato di Pio IX vide l'unificazione italiana sotto i Savoia, nel cui stemma vi era una croce).

Profezie su papi recenti [modifica]

Leone XIII
Il 102º papa ha il motto "Lumen de coelo". L'emblema di Gioacchino Pecci era una stella cometa sullo sfondo del cielo.
Pio X
Il 103º papa ha il motto "Ignis ardens". Per la sua bontà e la sua ardente fede, Giuseppe Sarto fu proclamato santo. Si potrebbe anche ricordare con quanto zelo egli combatté il Modernismo.
Benedetto XV
Il 104º papa ha il motto "Religio depopulata". Il pontificato di Giacomo della Chiesa fu funestato dagli avvenimenti della Grande Guerra e dai numerosi lutti che ne conseguirono. Il motto sembra riferirsi all'enorme numero di cattolici che caddero sul fronte di guerra, ma potrebbe esserci anche un accenno alla terribile epidemia di spagnola, che fece ancora più vittime partendo proprio dalla Spagna, un paese cattolico.
Pio XI
Il 105º papa ha il motto "Fides intrepida". La fede di Achille Ratti, nativo di Desio, lo indusse a lanciare coraggiosi anatemi contro il comunismo e soprattutto contro il fascismo ed il nazismo rampante (enciclica Mit Brennender Sorge, "Con ardente preoccupazione").
Papa Pio XII
Il 106º papa della profezia, identificato con papa Pio XII, reca il motto Pastor angelicus. Il cognome di Pio XII è Pacelli che, come amava ricordare lo stesso pontefice, in latino vuol dire "Pace del Cielo" (Pax caeli) e pertanto viene collegato alla profezia. In vita fu soprannominato Pastor Angelicus e gli fu dedicato un cine-documentario, in cui Pio XII recitò nel ruolo di se stesso, con questo titolo.
Papa Giovanni XXIII
Il 107º papa, identificato con papa Giovanni XXIII, è indicato come Pastor et nauta (pastore e marinaio). Il pontefice, in quanto tale, è pastore di anime, ma è possibile che nella storia della Chiesa non tutti i papi l'hanno trasmesso. Ecco perché si dice che: "Lo Spirito Santo richiamò la sua Chiesa con una forte Irruzione, per far cambiare rotta con papa Giovanni XXIII". Roncalli fu Patriarca di Venezia, antica potenza marittima, ed ancora oggi porto di mare. Inoltre era di umili origini.
Papa Paolo VI
Il 108º papa, identificato con papa Paolo VI, viene descritto come Flos florum (fiore dei fiori, che tradizionalmente indica il giglio). Lo stemma papale di Paolo VI riporta tre gigli.
Papa Giovanni Paolo I
Il 109º papa, identificato con papa Giovanni Paolo I, è indicato come De medietate Lunae o De media aetate Lunae, cioè "il periodo medio di una luna", di circa un mese.
Inoltre, come riscontrabile sul calendario lunare del 1978, Albino Luciani salì al soglio pontificio, e morì, in giorni di luna media. Il papato di Giovanni Paolo I durò circa un mese, a causa dell'improvvisa e discussa morte.
Papa Giovanni Paolo II
Il 110º papa, identificato con papa Giovanni Paolo II, reca il motto De labore Solis. In latino "labor", letteralmente "fatica, lavoro", significa anche "eclisse", pertanto il signicato della locuzione potrebbe essere "Dell'eclissi di sole". Consultando il registro delle eclissi solari della Nasa[5] risulta che Giovanni Paolo, nato il 18 maggio 1920, nacque proprio il giorno di una eclissi solare parziale (non visibile però dal luogo di nascita). Giovanni Paolo II è morto il 2 aprile 2005, giorno in cui non è avvenuta alcuna eclissi. Tuttavia la salma del pontefice è rimasta esposta imbalsamata - secondo il rito del Novendiale - fino all'8 aprile 2005, giorno delle esequie. Tale giorno è avvenuta un'eclissi solare ibrida, anch'essa però non visibile da Roma.[6] Un'interpretazione ancora diversa fa risalire invece questo motto ai numerosissimi viaggi fatti dal pontefice (a guisa del sole stesso) in tutto il mondo. Un'altra teoria ancora più divagante riconduce il motto alle esperienze del Santo Padre Giovanni Paolo II; infatti egli è ricordato come il papa che rivoluzionò le antiche tradizioni della Chiesa di Roma, mostrandosi agli occhi di tutti come il papa di una nuova era e di un risorgimento cattolico mondiale e portando in tutto il mondo la Parola di Cristo. Rinnovò il rapporto fra cristianesimo e giovani, fu il primo papa ad approcciare con le tecnologie informatiche, come il PC ed il sito del Vaticano, e divulgò con nuovi metodi il cristianesimo per tutti. Il sole del motto sopracitato potrebbe anche alludere allo Spirito Santo, infatti secondo alcune persone vicine a Giovanni Paolo II il papa era un mistico che interloquiva direttamente con Cristo Dio, rivelandoSi solo ed unicamente a lui sotto le sembianze dello Spirito Santo (ecco spiegati anche i diversi miracoli rivelati a lui e da lui in vita ed in morte); in questo modo era da tramite e intermediario facendo sì che si adempisse il "labor" dell'onnipotente sulla Terra e la Sua Parola. [Testimonianze: Socci].
Papa Benedetto XVI
Il 111º papa, identificato con papa Benedetto XVI, è descritto come De gloria olivae. Il motto De gloria olivae è stato collegato al nome "Benedetto" perché alcuni benedettini sono anche chiamati "monaci olivetani". Da notare che nell'araldo del Papa è raffigurata un persona di colore sul lato destro (sinistro rispetto all'osservatore) simbolo della Diocesi di Frisinga di cui fu arcivescovo. Il termine "olivae" è stato collegato al colore di questo viso di moro. Il 26 aprile 2009 Benedetto ha proclamato santo Bernardo Tolomei, fondatore dell'ordine degli Olivetani. Interpreti calligrafici che hanno visionato i documenti originali sostengono che si può leggere De gloria divae, fondendo "ol" in "d".[senza fonte]

Il testo della profezia con gli abbinamenti ai Pontefici [modifica]

TestoA chi viene riferito'Spiegazione proposta
Ex castro TiberisCelestino II(Guido di Città di Castello 1143 - 1144)Nato a Città di Castello, sul Tevere
Inimicus expulsusLucio II (Lucio Caccianemici 1144 - 1145)Di cognome Caccianemici
Ex magnitudine montisEugenio III(Bernardo Paganelli 1145 - 1153)Nato a Montemagno
Abbas SuburranusAnastasio IV(Corrado della Suburra 1153 - 1154)Abate della Suburra
De rure alboAdriano IV(Niccolò Breakspear 1154 - 1159)Nato a Sant'Albano
Ex tetro carcereVittore IV (antipapa)(Ottaviano de' Monticello 1159 - 1164)Cardinale di San Nicola in carcere
De via TranstiberinaPasquale III (antipapa) (Guido da Crema 1164 - 1168)Cardinale di Santa Maria in Trastevere
De Pannonia TusciaeCallisto III (antipapa)(Giovanni di Strumi 1168 - 1178)Ungherese (pannone), cardinale di Tuscolo
Ex ansere custodeAlessandro III(Rolando Bandinelli 1159 - 1181)Un'oca presente nello stemma di famiglia
Lux in ostioLucio III (Ubaldo Allucignoli 1181 - 1185)Cardinale di Ostia, di cognome Allucignoli
Sus in cribroUrbano III(Umberto Crivelli 1185 - 1187)Di cognome Crivelli
Ensis LaurentiiGregorio VIII(Alberto Mosca 1187 - 1187)Cardinale di San Lorenzo in Lucina, aveva due spade nello stemma
De Schola exietClemente III(Paolo Scolari 1187 - 1191)Di cognome Scolari
De rure bovensiCelestino III(Giacinto Orsini dei Boboni 1191 - 1198)Di cognome Boboni
Comes signatusInnocenzo III(Giovanni Lotario 1198 - 1216)Apparteneva alla famiglia dei Conti di Segni
Canonicus de latereOnorio III (Cencio Savelli 1216 - 1227)Era canonico lateranense
Avis OstiensisGregorio IX(Ugolino dei Conti di Segni 1227 - 1241)Cardinale di Ostia, aveva un'aquila nello stemma
Leo SabinusCelestino IV(Goffredo Castiglioni di Milano 1241 - 1242)Vescovo di Sabina
Comes LaurentiusInnocenzo IV(Sinibaldo dei Conti Fieschi 1242 - 1254)Cardinale di San Lorenzo in Lucina
Signum OstienseAlessandro IV(Rinaldo dei Conti dei Segni 1254 - 1261)Cardinale di Ostia, apparteneva alla famiglia dei Conti di Segni
Hierusalem CampaniaeUrbano IV(Giacomo Troyes Pantaleone 1261 - 1264)Patriarca di Gerusalemme, era originario della Champagne
Draco depressusClemente IV(Guido le Gros di Saint-Gilles 1265 - 1268)Nel suo stemma appare un drago schiacciato, depresso.
Anguinus virGregorio X(Tobaldo dei Visconti di Piacenza 1271 - 1276)
Concionator GallusInnocenzo V(Pietro di Tarantasia 1276 - 1276)Ricevette la celebre "cattedra francese" nel 1259, col grado di magister.
Bonus ComesAdriano V(Ottobono dei Conti Fieschi 1276 - 1276)Discendente dei Conti di Lavagna (comes), svolse un'appassionata opera di pacificazione (bonus) a tutto campo.
Piscator ThuscusGiovanni XXI(Pietro di Giuliani 1276 - 1277)
Rosa compositaNiccolò III (Gian Gaetano Corsini 1277 - 1280)
Ex teloneo liliacei MartiniMartino IV(Simone di Brion 1281 - 1285)Veniva dalla tesoreria di San Martino in Francia.
Ex rosa leoninaOnorio IV(Jacopo Savelli 1285 - 1287)Lo stemma dei nobili Savelli riporta una rosa con due leoni.
Picus inter escasNiccolò IV(Gerolamo di Ascoli 1288 - 1292)
Ex eremo celsusCelestino V(Pietro Anglerio da Morrone 1294 - 1294)Era un eremita.
Ex undarum benedictioneBonifacio VIII(Benedetto Caetani 1294 - 1303)Nel suo stemma sono presenti delle onde e il suo nome di battesimo era Benedetto.
Concionator patereusBenedetto XI(Nicolò Bacca-Sini 1303 - 1304)Entrò nel convento dei frati predicatori.
De fessis aquitanicisClemente V(Bertrando di Goth 1305 - 1314)
De sutore orseoGiovanni XXII(Giacomo Duèse 1316 - 1334)
Corvus schismaticusNiccolò V (antipapa) (Pietro Rinalducci 1328 - 1330)Nacque a Corvaro, frazione di Borgorose (RI)
Frigidus AbbasBenedetto XII(Giacomo Furnier 1334 - 1342)Era abate di Frontfroide.
De rosa AttrebatensiClemente VI(Pietro Roger di Beaufort 1342 - 1352)Nel suo stemma sono raffigurate delle rose.
De montibus PammachiiInnocenzo VI(Stefano Aubert 1352 - 1362)
Gallus VicecomesUrbano V(Guglielmo Grimoard 1362 - 1370)Nacque a Pont-de-Montvert località dell' antica Gallia
Novus de virgine fortiGregorio XI(Ruggero di Beaufort 1370 - 1378)
De cruce ApostolicaClemente VII (antipapa)(Roberto dei Conti di Ginevra 1378 - 1394)
Luna CosmedinaBenedetto XIII (antipapa) (Pietro de Luna 1394 - 1417)
Schisma BarchinoniumClemente VIII (antipapa) (Gil Sànchez de Muñoz 1423 - 1429)
De inferno praegnantiUrbano VI(Bartolomeo Prignano 1378 - 1389)Il suo cognome era Prignano.
Cubus de mixtioneBonifacio IX(Pietro Tomacelli 1389 - 1404)
De meliore sydereInnocenzo VII(Cosma Migliorati 1404 - 1406)Il suo cognome era Migliorati e nel suo stemma era presente una stella
Nauta de Ponte nigroGregorio XII(Angelo Correr 1406 - 1415)Nacque a Venezia storica città marinara e fu anche cardinale e negroponte.
Flagellum solisAlessandro V (antipapa) (Pietro Filargis 1409 - 1410)Nello stemma sono molto evidenti i raggi del Sole simili a fruste
Cervus SirenaeGiovanni XXIII (antipapa)(Baldassarre Cossa 1410 - 1415)Proveniva da Ischia, di fronte a Capri, detta "Isola delle sirene".
Corona veli aureiMartino V(Oddone Colonna 1417 - 1431)Nello stemma di Martino V c'è una corona d'oro sollevata da terra.
Lupa CoelestinaEugenio IV(Gabriele Condolmer 1431 - 1447)
Amator CrucisFelice V (antipapa)(Amedeo VIII Principe di Savoia 1440 - 1449)Lo stemma dei Savoia è una croce.
De modicitate LunaeNiccolò V(Tommaso Parentuccelli 1447 - 1455)Nasce a Sarzana, situata vicino a dove sorgeva la città romana di Luni.
Bos pascensCallisto III(Alfonso de Borgia 1455 - 1458)Nel suo stemma è raffigurato un bue che pascola.
De Capra et AlbergoPio II (Enea Silvio Piccolomini 1458 - 1464)Dopo aver studiato alle università di Siena e Firenze, si stabilì a Siena come insegnante, ma nel 1431 accettò il posto di segretario di Domenico Capranica, vescovo di Fermo, allora sulla strada che lo conduceva al Concilio di Basilea per protestare contro l'ingiustizia del nuovo papa Eugenio IV, che gli rifiutava il cardinalato al quale era stato designato da Martino V. Arrivato a Basilea dopo numerose avventure, successivamente servì Capranica e diversi altri signori.
De Cervo et LeonePaolo II (Pietro Barbo 1464 - 1471)
Piscator minoritaSisto IV(Francesco della Rovere 1471 - 1484)
Praecursor SiciliaeInnocenzo VIII(Giovanni Battista Cybo 1484 - 1492)
Bos Albanus in portuAlessandro VI(Rodrigo Borgia 1492 - 1503)Nel suo stemma è raffigurato un bue ed egli fu cardinale vescovo di Albano prima, e di Porto-Santa Rufina poi.
De parvo hominePio III (Francesco Todeschini Piccolomini 1503 - 1503)Il cognome Piccolomini deriva da "piccolo uomo" (in latino appunto "parvo homine")
Fructus Jovis juvabitGiulio II (Giuliano della Rovere 1503 - 1513)L'emblema di Giuliano della Rovere era una quercia che nell'antichità veniva ritenuta albero sacro a Giove.
De craticula PolitianaLeone X(Giovanni de' Medici 1513 - 1521)
Leo FlorentiusAdriano VI(Adriano Florensz di Utrecht 1522 - 1523)Il suo secondo nome era "Florensz"
Flos pilei aegriClemente VII(Giulio de' Medici 1523 - 1534)Clemente VII si riammalò della malattia che lo aveva colpito nel 1529 e che spesso tornava a visitarlo. Il papa morì a Roma il 25 settembre 1534, dopo aver mangiato l'amanita phalloides (un fungo mortale).
Hiacinthus medicorumPaolo III(Alessandro Farnese 1534 - 1549)
De corona montanaGiulio III (Giovanni Maria Ciocchi del Monte 1550 - 1555)In riferimento al cognome "Del Monte" o anche al suo simbolo in cui compaiono monti e corone di alloro
Frumentum floccidumMarcello II(Marcello Cervini 1555 - 1555)
De fide PetriPaolo IV (Gian Pietro Carafa 1555 - 1559)
Esculapii pharmacumPio IV (Giovanni Angelo de'Medici 1559 - 1565)Esculapio era il dio protettore della medicina e dei medici
Angelus nemorosusPio V (Michele Ghislieri 1566 - 1572)
Medium corpus pilarumGregorio XIII (Ugo Boncompagni 1572 - 1585)
Axis in medietate signiSisto V (Felice Peretti 1585 - 1590)Il suo stemma è attraversato al centro da una banda rossa obliqua
De rore coeliUrbano VII(Giovan Battista Castagna 1590 - 1590)
Ex antiquitate UrbisGregorio XIV(Nicola Sfondrati 1590 - 1591)
Pia civitas in belloInnocenzo IX(Giovanni Antonio Facchinetti 1591 - 1591)
Crux RomuleaClemente VIII(Ippolito Aldobrandini 1592 - 1605)
Undosus virLeone XI(Alessandro de' Medici 1605 - 1605)
Gens perversaPaolo V (Camillo Borghese 1605 - 1621)Nello stemma della famiglia Borghese compare un basilisco, simbologicamente rappresentante della perversione
In tribulatione pacisGregorio XV(Alessandro Ludovisi 1621 - 1623)
Lilium et rosaUrbano VIII(Maffeo Barberini 1623 - 1644)Papa Urbano VIII era originario di Firenze che ha un giglio rosso nello stemma e il colore della rosa è il rosso
Jucunditas crucisInnocenzo X(Giovanni Battista Pamphilj 1644 - 1655)
Montium CustosAlessandro VII(Fabio Chigi 1655 - 1667)Lo stemma di famiglia riporta 6 monti "custoditi" da una stella a 8 punte
Sydus olorumClemente IX(Giulio Rospigliosi 1667 - 1669)
De flumine magnoClemente X(Emilio Altieri 1670 - 1676)Fu incaricato da papa Urbano VIII di sovrintendere ai lavori di protezione del territorio di Ravenna dalle piene del fiume Po, il più lungo d'Italia
Bellua insatiabilisInnocenzo XI(Benedetto Odescalchi 1676 - 1689)Qua si fa riferimento al periodo storico che vedeva il potere nelle mani di Luigi XIV ovvero il Re Sole noto per le innumerevoli conquiste e colonizzazioni. Luigi XIV fu inoltre in costante contrapposizione con papa Innocenzo XI.
Poenitentia gloriosaAlessandro VIII(Pietro Ottoboni 1689 - 1691)
Rastrum in portaInnocenzo XII(Antonio Pignatelli 1691 - 1700)
Flores circundatiClemente XI(Giovanni Francesco Albani 1700 - 1721)
De bona religioneInnocenzo XIII(Michelangelo Conti 1721 - 1724)
Miles in belloBenedetto XIII(Pier Francesco Orsini 1724 - 1730)
Columna excelsaClemente XII(Lorenzo Corsini 1730 - 1740)Questo papa è famoso per aver fatto realizzare la nuova facciata della basilica di San giovanni in Laterano la quale è formata da un imponente colonnato.
Animal ruraleBenedetto XIV(Prospero Lambertini 1740 - 1758)Durante il conclave, lo stesso Lambertini si definí un "asino" per indicare la propria laboriositá
Rosa UmbriaeClemente XIII(Carlo Rezzonico 1758 - 1769)
Ursus veloxClemente XIV(Lorenzo Ganganelli 1769 - 1774)
Peregrinus apostolicusPio VI (Giovanni Angelo Braschi 1775 - 1799)
Aquila rapaxPio VII (Gregorio Barnaba Chiaramonti 1800 - 1823)Questo papa fu arrestato da Napoleone durante il proprio pontificato, il simbolo di Napoleone era come noto un' aquila.
Canis et coluberLeone XII(Annibale della Genga 1823 - 1829)
Vir religiosusPio VIII(Francesco Saverio Castiglioni 1829 - 1830)
De balneis EthruriaeGregorio XVI(Bartolomeo Alberto Cappellari 1831 - 1846)
Crux de crucePio IX (Giovanni Maria Mastai-Ferretti 1846 - 1878)Il pontificato di Pio IX vide l'unificazione italiana sotto i Savoia, nel cui stemma vi era una croce
Lumen in coeloLeone XIII(Gioacchino Pecci 1878 - 1903)Nel suo stemma è raffigurata una cometa
Ignis ardensPio X (Giuseppe Sarto 1903 - 1914)
Religio depopulataBenedetto XV(Giacomo Della Chiesa 1914 - 1922)Il motto potrebbe riferirsi alla concomitanza fra prima guerra mondiale ed epidemia di influenza spagnola le quali decimarono in particolar modo popolazioni di fede cristiana.
Fides intrepidaPio XI (Achille Ratti 1922 - 1939)
Pastor angelicusPio XII (Eugenio Pacelli 1939 - 1958)
Pastor et nautaGiovanni XXIII(Angelo Roncalli 1958 - 1963)Nato da famiglia umile (Pastor) e Patriarca di Venezia (Nauta)
Flos florumPaolo VI(Giovanbattista Montini 1963 - 1978)Nel cui stemma pontificio comparivano tre gigli
De medietate LunaeGiovanni Paolo I(Albino Luciani 1978 - 1978)Il suo papato durò solo un mese lunare
De labore solisGiovanni Paolo II(Karol Wojtyla 1978 - 2005)La sua grande attività pastorale è stata pari al lavoro del sole. De labore solis significa anche eclissi solare ed in effetti sia il giorno della nascita sia quello del suo funerale si verificarono eclissi solari, eventi piuttosto rari.
Gloria olivaeBenedetto XVI(Joseph Ratzinger 2005 - )Il nome Benedetto glorificherebbe l' ordine dei Benedettini di cui fa parte l' ordine degli Olivetani.
Petrus Romanus
In persecutione extrema Sanctae Romanae Ecclesiae sedebit Petrus Romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus; quibus transactis, civitas septicollis diruetur, et Judex tremendus iudicabit populum suum. Finis.
Traduzione: Durante l'ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà Pietro il Romano, che pascerà il gregge fra molte tribolazioni; passate queste, la città dei sette colli cadrà ed il tremendo Giudice giudicherà il suo popolo. Amen.

Profezia su Petrus Romanus [modifica]

La profezia sul 112º papa, Petrus Romanus, presagisce la fine della Chiesa e la distruzione di Roma dopo l'ascesa al soglio pontificio dell'ultimo papa.
Alcuni ipotizzano che possa essere Benedetto XVI stesso il Pietro Romano di Malachia, ritenendo che il pontificato di Giovanni Paolo II sia da dividere in due motti, prima e dopo l'attentato da parte di Ali Agca. C'è anche l'ipotesi secondo cui la profezia su Petrus Romanus non sarebbe il motto di un papa ma la descrizione del pontificato di Benedetto XVI.
In caso contrario, non è chiaro se De gloria olivae e Petrus Romanus devono essere intesi come pontefici consecutivi, poiché il testo non lo precisa. La risposta negativa a tale quesito è utilizzata dai sostenitori dell'autenticità (e dell'attendibilità) della profezia per sostenere che Joseph Ratzinger non è, alla luce di essa, il penultimo papa.
Un'ipotesi recente lascia pensare che Pietro Romano non sia riferito a un Papa, bensì al Cardinal Camerlengo che, alla morte del pontefice regnante, siede sul trono di Pietro in attesa dell'elezione del successivo. Da notare che l'attuale Camerlengo è il Card. Tarcisio Pietro Evasio Bertone, nato a Romano Canavese nel 1934. Dunque la strana coincidenza che nel suo nome completo sia contenuta la parola Pietro e nella sua località di nascita ci sia la parola Romano.
Si può notare che il nome "Pietro Romano" contraddice la prassi pontificia di non assumere il nome del primo papa (Pietro apostolo). Il nome è invece in linea con alcune coincidenze storiche, famose nell'immaginario collettivo, che vedono l'ultimo sovrano di una dinastia portare il nome del primo (es.: Romolo Augusto, come il primo re e il primo imperatoreUmberto II, come il fondatore della dinastia SavoiaCarlo d'Asburgo, come il fondatore del Sacro Romano Impero;Costantino XI, come il fondatore di Costantinopoli).
Il nome di questo pontefice potrebbe essere Romano, in quanto Petrus potrebbe significare semplicemente "papa" ("tu es Petrus"). In questo caso si tratterebbe di papa Romano II, in quanto papa Romano I regnò dall'agosto al novembre dell'897.
Un'ultima teoria è concorde con il resto dei motti. I motti nella loro elencazione, non hanno mai coinciso con il nome ma, il più delle volte, con le loro particolari azioni e circostanze. Seguendo quindi la normale prassi di tutti i 111° motti precedenti, il motto Pietro Romano si spiegherebbe così:
Pietro: Primo papa, è stato testimone della prima persecuzione della Chiesa e simbolo del papato in genere. Quindi si suppone che il papa con questo motto parteciperà ad una nuova persecuzione ma non è detto che sia nuovamente di sangue.
Romano: Questo è un po' più difficile da comprendere, perché comunque non deve far parte del nome. Potrebbe essere il suo luogo di origine reale, ma anche simbolico. Roma per il Cattolicesimo, rappresenterebbe la nuova Gerusalemme, centro indiscusso di rivelazione divina per più di 2000 anni di storia dell'antico Israele. Quindi potrebbe rappresentare: il nuovo Pietro l'israeliano.

La teoria del "Caput Nigrum" [modifica]

Nel testo "La profezia dell'ultimo papa" di Schmeig Maria Olaf, edizioni Fazi 2001 si apprende che nella trascrizione delle profezie sarebbe andato perduto un motto, Caput nigrum. Tuttavia non ci sono altre fonti che confermino questa tesi.
Se la tesi fosse vera, esso si potrebbe adattare allo stemma di Benedetto XVI, raffigurante una testa di moro ("moro di Frisinga" o "caput ethiopicum"). In questo caso il motto De gloria olivae scivolerebbe al posto seguente, soddisfacendo l'opinione di chi ritiene doversi riferire a un papa benedettino destinato a guidare la Chiesa negli ultimi tempi, conformemente a un'altra profezia attribuita allo stesso San Benedetto. Non è chiaro però se il presunto motto perduto debba ritenersi precedente o successivo a De gloria olivae. Per alcuni sembra infatti evocare significativamente la classica figura del papa nero, parte delle profezie diNostradamus sugli ultimi tempi. Altri additano il fatto che l'interpretazione in altri Papi è dovuta proprio allo stemma araldico.
Un'altra teoria potrebbe essere che il "caput nigrum" non fosse riferito ad un papa ma ad un importante regnante al tempo dell'ultimo Papa e dunque al tempo previsto per la fine del mondo. Tale "regnante" potrebbe essere ad esempio l'attuale presidente degli Stati Uniti d'America, Barack Hussein Obama.

La teoria dell'errata numerazione e degli antipapi [modifica]

Nell'elenco di Malachia sono presenti dieci antipapi. Questa inspiegabile numerazione va a sfalsare la corretta attribuzione dei motti secondo la profezia in quanto dieci papi ricorrono due volte (per esempio Giovanni XXIII). Infatti i motti si riferiscono chiaramente ai papi e a nessun antipapa e questo è chiaro nella profezia stessa. In base a questi presupposti diventa evidente che i motti sono da redistribuire in quanto l'inserimento degli antipapi appare come una vistosa forzatura per far coincidere la previsione con alcuni papi contemporanei.
Pertanto scalando gli antipapi nell'attribuzione dei motti, viene a sconvolgersi l'attribuzione classica: Pio XII non sarà più il Pastor Angelicus, ma il Peregrinus Apostolicus, mentre Paolo VI non è più il Flos Florum, bensì il Canis et Coluber. Questo significa che mancano ancora dodici motti da attribuire.

Curiosità [modifica]

Note [modifica]

  1. ^ (ENLa voce riguardante "Prophecies" nella Catholic Encyclopedia
  2. ^ (ENLa voce riguardante "St. Malachy" nella Catholic Encyclopedia
  3. ^ H.J. Lawlor, St. Bernard of Clairvaux's Life of St. Malachy of Armagh, The Macmillan Company, 1920, p. 267; http://www.youpublish.com/files/24435.
  4. ^ Gabriele Pepe. Introduzione allo studio del Medioevo latino in books.google.it. URL consultato il 22 maggio 2010.
  5. ^ http://eclipse.gsfc.nasa.gov/SEcat/SEdecade1911.html
  6. ^ http://eclipse.gsfc.nasa.gov/SEcat/SEdecade2001.html
  7. ^ Antibufala

Bibliografia [modifica]

Voci correlate [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]

Scetticismo [modifica]

Lettura alternativa della Profezia [modifica]



Profezie sugli ultimi Papi:
Intorno al 1140 il vescovo Irlandese Malachia profetizzò le successioni
papali, sino al tempo in cui Pietro sarebbe ritornato sulla terra per
riprendere le chiavi della chiesa, secondo alcuni queste profezie sono
state scritte con la collaborazione ispirata di San Bernardo.
Le profezie di Malachia si riferiscono per lo più al luogo di
provenienza dei pontefici, allo stemma della famiglia o anche a eventi
storici che caratterizzeranno il suo pontificato.
Esse sono costituite da 111 motti latini che descrivono in maniera
impressionante i 111 papi che si sarebbero avvicendati sul trono di
Pietro dal 1144 fino alla fine dei tempi.

1 Ex Castro Tiberi Celestino II. (1143-1144)
Il motto sembra alludere al paesino di origine
di questo papa. Nacque a Città di castello sul
Tevere.

2 Inimicus expulsus Lucio Caccianemici (1144-1145)
Il motto potrebbe avere due spiegazioni.
L'allusione al cognome (Inimicus) e la brutale
fine di questo papa che morì colpito da una
pietra mentre veniva espulso dal Campidoglio.

3 Ex magnitude montis Beato Eugenio III (1145-1153)
Pietro Pignatelli, nativo di Montemagno (Pisa),
racchiude nel paese di origine il significato del
motto.

4 Abbas Suburranus Anastasio IV (1153-1154)
Corrado Suburri fu abate di S. Rudo.

5 De ruro albo Adriano IV (1154-1159)
Niccolò Breaksper, nato in Inghilterra a
Sant'Albano, morì ad Anagni. Il motto deriverebbe
dalla città di nascita.

6 Ex tetro carcere Antipapa Vittore IV
Gregorio Conti era Cardinale di S. Vittore, noto
carcere romano.

7 Ex ansere custode Alessandro III (1159-1181)
Rolando Papero Bandinelli. Finora non è stato
possibile collegare il motto a nessun avvenimento
legato a questo papa.

8 De via Transtibertina Antipapa Pasquale III.
Guido da Crema ricoprì il ruolo di Cardinale in
S. Maria in Trastevere. (Transtibertina).

9 Lux in ostio Lucio III (1181-1185)
Ubaldo Allucignoli fu Cardinale di Ostia. Nel
motto appare chiare il riferimento sia al nome
papale, sia al cognome di origine, sia alla
cittadina di Ostia.

10 De Pannonia Tusciae Antipapa Callisto III.
Cardinale di Tuscolo, proveniva dall'Ungheria,
che anticamente faceva parte di una vasta regione
denominata Pannonia.

11 Sus in cribo Urbano III (1185-1187)
Uberto Crivelli aveva nel proprio stemma l'immagine
di un maiale (sus). La parola cribo, inoltre sembra
alludere in qualche modo al cognome Crivelli

12 Ensis Laurentii Gregorio VIII (1187)
Alberto Mosca era Cardinale di S. Lorenzo in
Lucina. Nel suo stemma campeggia una spada (ensis)
13 De schola Exiet Clemente III (1187-1191)
Paolo Scolari, Vescovo di Palestrina. Il riferim.
al cognome è evidente.

14 De rure bovense Celestino III (1191-1198)
Giacinto Orsini della Casata dei Borbone.

15 Comes signatus Innocenzo III (1198-1216)
Giovanni Loterio dei conti di Tuscolo da Segni.

16 Canonicus de latere Onorio III (1216-1227)
Cencio Savelli, canonico in Laterano.

17 Avis ostiensis Gregorio IX (1227-1241)
Ugolino dei conti di Tuscolo da Segni, Cardinale
di Ostia. Nel suo stemma appare un'aquila (avis)

18 Leo Sabinus Celestino IV (1241)
Goffredo Castiglioni di Milano, Vescovo di Sabina
Anche in questo caso nello stemma c'è un leone.

19 Comes Laurentius Innocenzo IV (1242-1254)
Sinibaldo dei conti Fieschi, già cardinale di
S. Lorenzo in Lucina.

20 Signus Ostiense Alessandro IV (1254-1261)
Rinaldo dei conti di Segni, Cardinale di Ostia

21 Jerusalem Campaniae Urbano IV (1261-1264)
Giacomo Troyes Pantaleone, nativo della Champagne
e patriarca di Gerusalemme, eletto papa ancor
prima di essere nominato cardinale.

22 Drago depressus Clemente IV (1261-1264)
Guido le Gros di Saint Gilles. Nel suo stemma vi
è un'aquila che tiene stretta tra gli artigli un
grosso drago.

23 Anguineus vir Gregorio X (1271-1276)
Teobaldo dei Visconti di Piacenza. Malachia lo
indica come "uomo del serpente" (anguineus vir)
perchè nel suo stemma campeggia in evidenza un
serpente.

24 Concionator gallus Innocenzo V (1276)
Pietro di Parantasia, di origine francese (gallus)
malgrado i soli cinque mesi di pontificato è
unanimamente ricordato come un uomo di chiesa
probo ed eccellente predicatore (concionator)

25 Bonus Comes Adriano V (1276).
Ottobono de' Conti Fieschi morì prima di essere
incoronato papa.

26 Piscator tuscus Giovanni XXI (1276-1277)
Pietro di Giuliani, famoso medico e filosofo,
Cardinale di Tuscolo. Il suo nome di battesimo era
quello del famoso pescatore, primo papa della
Chiesa cattolica.

27 Rosa Composita Niccolò III (1277-1280)
Nello stemma di Giangaetano Corsini appariva una
rosa. Egli fu poi soprannominato "compositus"
perchè nel corso del suo pontificato si impegnò
sopratutto nel tentare di riunire la Chiesa latina
e quella greca.

28 Ex telonio liliacei Martino IV (1281-1285)
Martinii Simone di Brion, canonico e tesoriere di S.Martino
di Toursin in Francia. Nel suo stemma vi erano
rappresentati alcuni gigli.

29 Ex rosa leonina Onorio IV (1285-1287)
Jacopo Savelli aveva come stemma dei leoni
attorniati da rose.

30 Picus Inter escas Niccolo IV (1288-1292)
Il motto relativo a Gerolamo di Ascoli Piceno non
è ben chiaro. L'unico accenno plausibile protrebbe
essere quello alla città natale. (picus)

31 Ex eremo celsus Celestino V (1294)
Pietro Anglerio da Morrone fu eremita e fondatore
dell'ordine dei Celestini.

32 Ex undarum Bonifacio VIII (1294-1303)
benedictione Benedetto Gaetani. Il motto si riferisce al suo
nome di battesimo ed al suo stemma nel quale
figurano delle onde marine.

33 Concionator patarens Benedetto XI (1303-1304)
Nicolò Bacca-Sini era nato a Patara e apparteneva
all'ordine dei predicatori (concionator)

34 De fascis aquitanicis Clemente V (1305-1314)
Lo stemma di Bertrando di Goth è costituito da
fascie parallele. Sotto il suo pontificato
avvenne il trasferimento della sede papale da
Roma ad Avignone.

35 De sutore orseo Giovanni XXII (1316-1334)
Giacomo Duese era figlio di un umile calzolaio.

36 Corvus schismaticus Antipapa Nicolò V.
Pietro Rinalducci, originario di Corvaro, fù
tra i maggiori esponenti dello scisma papale.

37 Frigidus Abbas Benedetto XII (1334-1342)
Giacomo Fournier, fu eletto papa mentre era abate
presso il monastero do Fontanafredda.

38 Ex rosa atrebatesi Clemente VI (1342-1352).
Pietro Roger di Beaufort fu vescovo di Arras ed
aveva un emblema con sei rose.

39 De montibus Pammachii Innocenzo VI (1352-1362)
Nell'emblema di Stefano Aubert campeggiano sei
montagne. Egli fu eletto papa mentre era cardinale
dei Santi Giovanni e Paolo, titolo anticamente
soprannominato "Pammacchio".

40 Gallus vicecomes Urbano V (1362-1370).
Guglielmo Grimoard, francese (gallus), fu Nunzio
(comes) presso i Visconti di Milano.

41 Novus de Virgine Gregorio XI (1370-1378)
fortii Nipote di Clemente VI, Ruggero di Beaufort fu
Cardinale di Santa Maria Nuova (Virgine)

42 De cruce apostolica Antipapa Clemente VII
Cardinale dei dodici apostoli. Il suo emblema
raffigurava una grossa croce.

43 Luna cosmedina Antipapa Benedetto XIII.
Pietro de Luna, fu eletto papa mentre ricopriva
il titolo di Cardinale di Santa Maria in Cosmedin

44 Schismo barcinonicum Antipapa Clemente VIII.
Canonico di Barcellona (barcinonicum) fu fautore
di una politica volta a consolidare lo scisma.

45 De inferno pregnani Urbano VI (1378-1389)
Bartolomeo Prignano, napoletano, nacque in una
località denominata "inferno".

46 Cubus de mixtione Bonifacio VII (1389-1404)
Lo stemma di Pietro Tommacelli era costituito da
cubi.

47 De miliore sidere Innocenzo VII (1404-1406)
Il motto si riferisce al cognome di Cosma
Migliorati ed al suo stemma recante una stella.

48 Nauta de Ponte Nigro L'espressione nauta (marinaio-barcaiolo) viene
usata da Malachia per disegnare i papi che
provenivano dalla città di Venezia. Angelo Corrier
infatti era nato a Venezia ed era stato Cardinale
Commendatario di Negroponte.

49 Flagellum solis Antipapa Alessandro V.
Pietro Filargiro aveva uno stemma in cui
campeggiava un sole splendente. Malachia lo indica
come flagellum perchè contribui ad aggravare e
radicalizzare lo scisma del papato.

50 Cervus Sirenae Antipapa Giovanni XXIII
Baldassarre Cossa era nato a Napoli, città il cui
emblema è rappresentato dalla sirena Partenope, ed
aveva nello stemma l'immagine di un cervo.

51 Corono veli aurei Martino V (1417-1431)
L'emblema di Ottone Colonna era una corona dorata.

52 Lupa coelestina Eugenio IV (1431-1447)
Il simbolo di Gabriele Condolmer, canonico della
compagnia dei Celestini era una lupa.

53 Amator Crucis Antipapa Felice V.
Lo stemma di casa Savpia di cui Amedeo VIII era
principe è una croce rossa su campo bianco.
L'espressione amator si riferisce probabilmente
al tormento interiore ed alle accese controversie
che accompagnarono questo papa in tutto l'arco
del suo antipontificato.

54 De modicitate lunae Niccolò V (1447-1455)
Tommaso Parentuccelli era nato a Luni di Sarzana
ed apparteneva ad una famiglia molto povera
(modicitate).

55 Bos pascens Callisto III (1455-1458)
Nello stemma di Alfonso de Borgia compare un bue
al pascolo.

56 De capra et albergo Pio II (1458-1464).
Enea Silvio Piccolomini fu segretario dei
Cardinali Capranica e Albergatti.

57 De cervo et leone Paolo II (1464-1471)
Pietro Barbo era stato Cardinale di San Marco
(evangelista che ha per simbolo un leone alato) e
Commendatario della Chiesa di Cervia.

58 Piscator minorita Sisto IV (1471-1484)
Francescano degli ordini minori, Francesco della
Rovere era figlio di un umile pescatore.

59 Praecursor Siciliae Innocenzo VIII (1484-1492)
Giovanni Battista Cybo visse alla corte del re di
Sicilia.

60 Bos Albanus in portu Alessandro Vi (1492-1503)
L'emblema di Rodrigo Borgio era um bue. Egli fu
Cardinale e Vescovo di Albano e Porto.

61 De parvo homine Pio III (1503)
Francesco Todeschi. Il motto farebbe riferimento
al cognome materno Piccolomini.

62 Fructus Jovis juvabit Giulio II (1503-1513)
L'emblema di Giuliano della Rovere era una quercia che
nell'antichità veniva ritenuta albero sacro a Giove.

63 De craticule Leone X (1513-1521)
Politiana Il nome del padre di Giovanni de' Medici era
Lorenzo, santo martirizzato sulla graticola.
L'espressione Politiana deriverebbe invece da
Angelo Poliziano di cui egli fu discepolo.

64 Leo florentius Adriano VI (1522-1523)
Adriano Florent di Utrecht aveva come stemma leone

65 Flos pilae Clemente VII (1523-1534).
Giulio de' Medici, fiorentino, aveva nel proprio
stemma una palla attorniata da gigli.

66 Hyacinthus medicorum Paolo III (1534-1549)
Alessandro Farnese, cardinale dei SS. Cosma e
Damiano, aveva gigli nel suo stemma.

67 De corona montana Giulio III (1550-1555).
Giovanni Maria Ciocchi del Monte. Il suo emblema
raffigurava due corone.

68 Frumentum floccidum Marcello II (1555).
Marcello Cervini nacque a Montepulciano. Il suo
stemma raffigura un cervo e del frumento. Qui
l'aggettivo floccidum sta ad intendere la breve
durata del suo pontificato di solo 23 giorni.

69 De fide Petri Paolo IV (1555-1559).
Giampietro Carafa fu promotore del Tribunale della
fede. Il petri ricorda la "pietra" su cui fu
fondata la chiesa.

70 Aesculapii pharmacum Pio IV (1559-1565).
Giovanni Angelo de' Medici. Il motto sembra
derivare dal cognome della casata. Esculapio,
infatti, era considerato il dio della medicina e
primo medico della storia.

71 Angelus nemorosus Pio V (1566-1572).
L'aggettivo nemorosus (boscoso) starebbe ad
indicare il luogo di nascita (Bosco in prov. di
Alessandria) di Michele Ghisleri.

72 Medium corpus pilarum Gregorio XIII (1572-1585)
Ugo Boncompagni è passato alla storia come
l'ideatore del Calendario Gregoriano.

73 Axis in medietate Sisto V (1585-1590).
signi Felice Perretti aveva come stemma un leone diviso
a meta da un'ascia.

74 De rori coeli Urbano VII (1590)
Il motto potrebbe derivare dal fatto che
GiovanBattista Castagna fu Arcivescovo di Rossano
cittadina nella quale tradizione si dice fosse
venuta giù la manna.

75 De antiquitate urbis Gregorio XIV (1590-1591)
Nicola Sfrondati proveniva dall'antica cittadina
di Cremona.

76 Pia civitas in bello Innocenzo IX (1591).
Il motto sembra indicare il ruolo di sostegno del
suo pontificato in un periodo storico caratteriz.
da cruente guerre.

77 Crux romulea Clemente VIII (1592-1605).
Ippolito Aldobrandini apparteneva ad una nota
famiglia originaria di Roma ma da tempo radicatasi
a Firenze. Nel suo stemma campeggia una croce
romana.

78 Undosus vir Leone XI (1605)
Il motto si riferisce probabilmente alla breviss.
durata del suo pontificato.

79 Gens perversa Paolo V (1605-1621)
Camillo Borghese. Il significato del motto è
rimasto misterioso nonostante varie interpretaz.

80 In tribulatione pacis Gregorio XV (1621-1623).
Alessandro Ludovisi istitutore della "Propaganda
Fide" nel corso di tutto il suo pontificato fu
faticosamente impegnato a sedare guerre e
controversie politiche.

81 Lilium et rosa Urbano VIII (1623-1644).
Lo stemma di Maffeo Barberinio era animato da
api che volano su gigli e rose.

82 Jacunditas crucis Innocenzo X (1644-1655)
Giovanni Battista Panphily fu proclamato papa nel
giorno dell'esaltazione della croce.

83 Montium custus Alessandro VII (1655-1667)
Lo stemma di Fabio Chigi era costituito da tre
colline su campeggiava una stella. Questo papa
istituì nella capitale un Monte di Pietà.

84 Sidus olorum Clemente IX (1667-1669)
L'elezione di Giulio Rospigliosi avvenne nella
camera dei cigni (olorum).

85 De flumine magno Clemente X (1670-1676)
Emilio Altieri fu eletto papa in un giorno in cui
il fiume Tevere era in piena (flumine magno)

86 Bellua insatiabilis Innocenzo XI (1676-1689)
Benedetto Odescalchi. Nessuna attinenza è stata
finora riscontrata.

87 Poenitentia gloriosa Alessandro VIII (1689-1691)
L'elezione di Pietro Ottobuoni avvenne nel giorno
di San Brunone, Santo ricordato per essere stato
uno dei più grandi penitenti della Chiesa cattol.

88 Rastrum in porta Innocenzo XII (1691-1700)
Antonio Pignatelli apparteneva all'omonima illustr.
casata napoletana che risiedeva presso una porta
della città soprannominata "del rastrello".

89 Flores circumdati Clemente XI (1700-1721).
Giovanni Francesco Albani aveva uno stemma
incorniciato da fiori.

90 De bona religione Innocenzo XIII (1721-1724).
Michelangelo Conti, condanno aspramente ogni forma
di eresia ed in particolare:Giansenismo e Quietismo

91 Miles in bello Benedetto XIII (1724-1730)
Pier Francesco Orsini. L'epoca del suo pontificato
fu caratterizzata da aspre guerre.

92 Columna excelsa Clemente XII (1730-1740)
Lorenzo Corsini è ricordato sopratutto per i grandi
e lussuosi edifici che fece erigere.

94 Animal rurale Benedetto XIV (1740-1758).
Non è chiaro a cosa si riferisca il motto.

95 Rosa Umbiae Clemente XIII (1758-1769)
Durante il pontificato di Carlo Rezzonico venne
istituito l'ordine francescano che ebbe la sua
prima sede in umbria.

96 Ursus velox Clemente XIV (1769-1774)
Lorenzo Ganganelli, passato alla storia per aver
sciolto l'ordine dei Gesuiti, avevfa nel proprio
stemma l'immagine di un orso.

97 Peregrinus Pio VI (1774-1799).
Apostolicus Il motto si spiega con le vicissitudini che questo
Papa dovette affrontare. Giovanni Angelo Braschi,
infatti, fu fatto prigioniero dai francesi e
condotto da questi prima a Siena, poi a Bologna ed
infine a Parma.

98 Aquila rapax Pio VII (1800-1823)
Gregorio Barnaba discendente dei conti Chiaramonti
fu fatto prigioniero da Napoleone Bonaparte. In
questo caso l'aquila rapace starebbe ad indicare
lo stemma napoleonico su cui campeggi un'aquila.

99 Canis et coluber Leone XII (1823-1829)
Annibale della Genga definito dai suoi collaborat.
fedele alla causa della Chiesa come il cane ed
allo stesso tempo prudente nei suoi attacchi come
un serpente.

100 Vir religiosus Pio VIII (1823-1830).
Il misticismo è stato una delle maggiori caratter.
del pontificato di Francesco Saverio dei Castigl.

101 De balneis Etruriae Gregorio XVI (1831-1836)
Bartolomeo Alberto Capellari apparteneva all'ordine
dei Camaldolesi, ordine nato in terra di Etruria.

102 Crux de cruce Pio IX (1846-1878).
Durante il pontificato di Giovanni Maria Mastai
Ferretti, Roma divenne capitale d'Italia. Pio IX
fu dunque costretto a sovrapporre la croce papale a
quella sabauda.

103 Lumen de coelo Leone XIII (1878-1903)
L'emblema di Gioacchino Pecci era una stella sullo
sfondo del cielo.

104 Ignis ardens Pio X (1903-1914).
Per la sua bontà e la sua ardente fede, Giuseppe
Sarto fu proclamato santo.

105 Religio de populata Benedetto XV (1914-1922)
Il pontificato di Giacomo della Chiesa fu funestato
dagli avvenimenti della grande guerra e dai numero-
si lutti che ne conseguirono. Il motto sembra rife-
rirsi all'enorme numero di cattolici che caddero
sul fronte di guerra.

106 Fides intrepida Pio XI (1922-1939)
La fede di Achille Ratti, nativo di Desio, lo indu-
sse a lanciare coraggiosi anatemo contro il nazismo
rampante e il comunismo.

107 Pastor angelicus Pio XII (1939-1958).
Angelo Pacelli, fu pastore della chiesa nel corso
della seconda guerra mondiale e nel difficile periodo
della ricostruzione post-bellica. A lui toccò il
compito di essere la guida spirituale e materiale di un
mondo che si preparava a risorgere dalla ceneri della
guerra.

108 Pastor et nauta Giovanni XXIII (1958-1963)
Angelo Roncalli fu Patriarca di Venezia.

109 Flos florum Paolo VI (1963-1978)
Giovanbattista Montini viene profetizzato con il
termine "Flos Florum", cioè fiore dei fiori, che
secondo il simbolismo floreale, è il giglio.
Nello stemma dei Montini appaiono difatti 3 Gigli.

110 De medietate lunae Giovanni Paolo I (1978).
Il pontificato di Albino Luciani, già Patriarca
di Venezia durò solo 31 giorni, "Il tempo di una
luna" riferito al ciclo lunare.
Infatti il suo pontificato durò dal 26 agosto 1978
al 25 Settembre 1978. Solo 31 Giorni !

111 De labore solis Giovanni Paolo II.
Karol Wojtyla, verrà ricordato come il papa
polacco. Il motto potrebbe riferirsi al fatto che
proviene da un paese dell'est (levante del sole) o
dall'enorme lavoro di espansione del suo
pontificato (è il papa che in assoluto ha visitato
più paesi del mondo), che ha portato la chiesa a
possedere un "regno" su sembra non tramontare mai
il sole. Comunque, poichè il suo pontificato non è
ancora terminato è difficile attribuire con
precisione un significato al motto.

112 De gloria olivae Il successore di Giovanni Paolo II viene definito
con l'ulivo, simbolo di pace. Sarà un portatore di
pace ?
Quale incognita si nasconde dietro il motto
De gloria ulivae, cioè "la gloria dell'ulivo"?
Alcuni commentatori hanno avanzato altre ipotesi.
Potrebbe essere collegato allo stemma del nuovo
cardinale, come già è avvenuto per altri papi, o
alludere al cognome Oliva, appellativo abbastanza
diffuso in Italia, Spagna e Corsica.
Inoltre, non dobbiamo dimenticare che nella tradiz.
biblica il ramo d'olivo è il simbolo dei Giudei.
Naturalmente non è possibile rispondere a queste
domande. Non ci resta che aspettare e sperare che,
almeno su queste ultime due profezie, il profeta
abbia commesso un errore.

113 Petrus romanus L'ultimo papa prima della fine del mondo. Il nome
è quanto mai suggestivo. Mentre Pietro I fu il
primo pastore della Chiesa cattolica, detentore
delle chiavi del cielo, Pietro II dovrà restituire
il mandato e chiudere per sempre le porte del
mondo.
A quest'ultimo papa che chiude la profezia, Malachia ha voluto dedicare non
solo un motto ma alcuni versi latini:

"In persecutione extrema sacrae romanae ecclesiae sedebit Petrus romanus,
qui pascet oves in multis tribulationibus; quibi transactis, civitas septis
collis diruetur, ed Judex tremendus judicabit populum suum. Amen"

La traduzione è la seguente:

"Durante l'ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa, siederà Pietro il
romano, che pascerà il suo gregge tra molte tribolazioni; quando queste
saranno terminate, la città dai sette colli sarà distrutta, ed il temibile
giudice giudicherà il suo popolo. E così sia."

nel periodo di Pietro II i cristiani ritorneranno nelle catacombe, come
duemila anni fa; quando essi ritorneranno alla luce del sole, la chiesa
non sarà più quella di un tempo e nemmeno il mondo sarà quello del passato.
Con Pietro II non ci sarà la fine del Cristianesimo, ma la fine di
quel tipo di cristianesimo sorto dalle ceneri dell'impero romano
d'occidente. Al vertice della chiesa non ci sarà più nessun pontefice in
quanto lo spirito santo illuminerà tutti gli uomini e ci sarà come un
paradiso sulla terra.
Il centro della cristianità non sarà più Roma. La città eterna verrà
spazzata via in una notte d'estate, come un fuscello di paglia.
E di essa non rimarra che un vago ricordo.

La profezia sulla distruzione di Roma si trova in un messaggio
trovato nel XVI secolo e attribuito genericamente al Monaco di Padova.
In questo messaggio si dice:

" Quando l'uomo salirà sulla luna, grandi cose staranno per maturare
sulla terra. Roma verrà abbandonata, come gli uomini abbandonano una
vecchia megera, e del Colosseo non rimarrà che una montagna di pietre
avvelenate"
----------------------------------------------------------------------------

Da:"De Magnis tribolationibus et Statu Ecclesiae, stampate a Venezia
nel 1527"

Queste profezie, meno conosciute di quelle di Malachia, presentano
un vaticinio sulla succesione degli ultimi papi.
Giovanni XXIII viene qui presentato come "uomo di grande umanità
e dalla parlata francese". Papa Roncalli rappresentò difatti per
molti anni la chiesa di Roma a Parigi.
Con il suo successore iniziano le tribolazioni della chiesa.
In questo tempo "l'ombra dell'Anticristo inizierà a oscurare la
Città Eterna".
Significativo è il messaggio che riguarda Giovanni Paolo I:
"Passerà rapido come una stella cadente, il pastore della laguna", e
infatti papa Luciani, che veniva da Venezia, ebbe un pontificato
di 31 giorni.
Giovanni Paolo II: "Verrà da lontano e macchierà col suo sangue
la pietra [...] e verrà strappato alla vita". Si prevede quindi
una conclusione tragica e violenta del pontificato di papa Wojtyla.
Rimangono ancora due pontefici. Il primo sarà un "seminatore di
pace e di speranza, in un mondo che vive l'ultima speranza"; il
secondo verrà a Roma da terre lontane "per incontrare la tribolazione
e la morte".
"Come possiamo capire dove dobbiamo andare, se non sappiamo perchè siamo qui?"
"Senza uno scopo, quale scelta?"
Gandalf

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MALACHIA
http://web.tiscali.it/ky/malachia_papi.htm
Intorno al 1140 il vescovo Irlandese Malachia profetizzò le successioni 
papali, sino al tempo in cui Pietro sarebbe ritornato sulla terra per
riprendere le chiavi della chiesa, secondo alcuni queste profezie sono 
state scritte con la collaborazione ispirata di San Bernardo.
Le profezie di Malachia si riferiscono per lo più al luogo di 
provenienza dei pontefici, allo stemma della famiglia o anche a eventi 
storici che caratterizzeranno il suo pontificato.
Esse sono costituite da 111 motti latini che descrivono in maniera
impressionante i 111 papi che si sarebbero avvicendati sul trono di
Pietro dal 1144 fino alla fine dei tempi.
1 Ex Castro Tiberi Celestino II. (1143-1144)
Il motto sembra alludere al paesino di origine
di questo papa. Nacque a Città di castello sul
Tevere.
2 Inimicus expulsus Lucio Caccianemici (1144-1145)
Il motto potrebbe avere due spiegazioni.
L'allusione al cognome (Inimicus) e la brutale
fine di questo papa che morì colpito da una
pietra mentre veniva espulso dal Campidoglio.
3 Ex magnitude montis Beato Eugenio III (1145-1153)
Pietro Pignatelli, nativo di Montemagno (Pisa),
racchiude nel paese di origine il significato del
motto.
4 Abbas Suburranus Anastasio IV (1153-1154)
Corrado Suburri fu abate di S. Rudo.
5 De ruro albo Adriano IV (1154-1159)
Niccolò Breaksper, nato in Inghilterra a
Sant'Albano, morì ad Anagni. Il motto deriverebbe
dalla città di nascita.
6 Ex tetro carcere Antipapa Vittore IV
Gregorio Conti era Cardinale di S. Vittore, noto
carcere romano.
7 Ex ansere custode Alessandro III (1159-1181)
Rolando Papero Bandinelli. Finora non è stato
possibile collegare il motto a nessun avvenimento
legato a questo papa.
8 De via Transtibertina Antipapa Pasquale III.
Guido da Crema ricoprì il ruolo di Cardinale in
S. Maria in Trastevere. (Transtibertina).
9 Lux in ostio Lucio III (1181-1185)
Ubaldo Allucignoli fu Cardinale di Ostia. Nel
motto appare chiare il riferimento sia al nome
papale, sia al cognome di origine.
10 De Pannonia Tusciae Antipapa Callisto III.
Cardinale di Tuscolo, proveniva dall'Ungheria,
che anticamente faceva parte di una vasta regione
denominata Pannonia.
11 Sus in cribo Urbano III (1185-1187) Uberto 
Crivelli aveva nel proprio stemma l'immagine
di un maiale (sus). La parola cribo, inoltre sembra
alludere in qualche modo al cognome Crivelli.
12 Ensis Laurentii Gregorio VIII (1187)
Alberto Mosca era Cardinale di S. Lorenzo in
Lucina. Nel suo stemma campeggia una spada (ensis).
13 De schola Exiet Clemente III (1187-1191)
Paolo Scolari, Vescovo di Palestrina. Il riferim.
al cognome è evidente.
14 De rure bovense Celestino III (1191-1198)
Giacinto Orsini della Casata dei Borbone.
15 Comes signatus Innocenzo III (1198-1216)
Giovanni Loterio dei conti di Tuscolo da Segni.
16 Canonicus de latere Onorio III (1216-1227)
Cencio Savelli, canonico in Laterano.
17 Avis ostiensis Gregorio IX (1227-1241)
Ugolino dei conti di Tuscolo da Segni, Cardinale
di Ostia. Nel suo stemma appare un'aquila (avis).
18 Leo Sabinus Celestino IV (1241)
Goffredo Castiglioni di Milano, Vescovo di Sabina
Anche in questo caso nello stemma c'è un leone.
19 Comes Laurentius Innocenzo IV (1242-1254)
Sinibaldo dei conti Fieschi, già cardinale di
S. Lorenzo in Lucina.
20 Signus Ostiense Alessandro IV (1254-1261)
Rinaldo dei conti di Segni, Cardinale di Ostia
cittadina di Ostia.
21 Jerusalem Campaniae Urbano IV (1261-1264)
Giacomo Troyes Pantaleone, nativo della Champagne
e patriarca di Gerusalemme, eletto papa ancor
prima di essere nominato cardinale.
22 Drago depressus Clemente IV (1261-1264)
Guido le Gros di Saint Gilles. Nel suo stemma vi
è un'aquila che tiene stretta tra gli artigli un
grosso drago.
23 Anguineus vir Gregorio X (1271-1276)
Teobaldo dei Visconti di Piacenza. Malachia lo
indica come "uomo del serpente" (anguineus vir)
perchè nel suo stemma campeggia in evidenza un
serpente.
24 Concionator gallus Innocenzo V (1276)
Pietro di Parantasia, di origine francese (gallus)
malgrado i soli cinque mesi di pontificato è
unanimamente ricordato come un uomo di chiesa
probo ed eccellente predicatore (concionator).
25 Bonus Comes Adriano V (1276).
Ottobono de' Conti Fieschi morì prima di essere
incoronato papa.
26 Piscator tuscus Giovanni XXI (1276-1277)
Pietro di Giuliani, famoso medico e filosofo,
Cardinale di Tuscolo. Il suo nome di battesimo era
quello del famoso pescatore, primo papa della
Chiesa cattolica.
27 Rosa Composita Niccolò III (1277-1280)
Nello stemma di Giangaetano Corsini appariva una
rosa. Egli fu poi soprannominato "compositus"
perchè nel corso del suo pontificato si impegnò
sopratutto nel tentare di riunire la Chiesa latina
e quella greca.
28 Ex telonio liliacei Martino IV (1281-1285)
Martinii Simone di Brion, canonico e tesoriere di S.Martino
di Toursin in Francia. Nel suo stemma vi erano
rappresentati alcuni gigli.
29 Ex rosa leonina Onorio IV (1285-1287)
Jacopo Savelli aveva come stemma dei leoni
attorniati da rose.
30 Picus Inter escas Niccolo IV (1288-1292)
Il motto relativo a Gerolamo di Ascoli Piceno non
è ben chiaro. L'unico accenno plausibile protrebbe
essere quello alla città natale (picus).
31 Ex eremo celsus Celestino V (1294)
Pietro Anglerio da Morrone fu eremita e fondatore
dell'ordine dei Celestini.
32 Ex undarum Bonifacio VIII (1294-1303)
benedictione Benedetto Gaetani. Il motto si riferisce al suo
nome di battesimo ed al suo stemma nel quale
figurano delle onde marine.
33 Concionator patarens Benedetto XI (1303-1304)
Nicolò Bacca-Sini era nato a Patara e apparteneva
all'ordine dei predicatori (concionator).
34 De fascis aquitanicis Clemente V (1305-1314)
Lo stemma di Bertrando di Goth è costituito da
fascie parallele. Sotto il suo pontificato
avvenne il trasferimento della sede papale da
Roma ad Avignone.
35 De sutore orseo Giovanni XXII (1316-1334)
Giacomo Duese era figlio di un umile calzolaio.
36 Corvus schismaticus Antipapa Nicolò V.
Pietro Rinalducci, originario di Corvaro, fù
tra i maggiori esponenti dello scisma papale.
37 Frigidus Abbas Benedetto XII (1334-1342)
Giacomo Fournier, fu eletto papa mentre era abate
presso il monastero do Fontanafredda.
38 Ex rosa atrebatesi Clemente VI (1342-1352).
Pietro Roger di Beaufort fu vescovo di Arras ed
aveva un emblema con sei rose.
39 De montibus Pammachii Innocenzo VI (1352-1362)
Nell'emblema di Stefano Aubert campeggiano sei
montagne. Egli fu eletto papa mentre era cardinale
dei Santi Giovanni e Paolo, titolo anticamente
soprannominato "Pammacchio".
40 Gallus vicecomes Urbano V (1362-1370).
Guglielmo Grimoard, francese (gallus), fu Nunzio
(comes) presso i Visconti di Milano.
41 Novus de Virgine Gregorio XI (1370-1378)
fortii Nipote di Clemente VI, Ruggero di Beaufort fu
Cardinale di Santa Maria Nuova (Virgine)
42 De cruce apostolica Antipapa Clemente VII
Cardinale dei dodici apostoli. Il suo emblema
raffigurava una grossa croce.
43 Luna cosmedina Antipapa Benedetto XIII.
Pietro de Luna, fu eletto papa mentre ricopriva
il titolo di Cardinale di Santa Maria in Cosmedin.
44 Schismo barcinonicum Antipapa Clemente VIII.
Canonico di Barcellona (barcinonicum) fu fautore
di una politica volta a consolidare lo scisma.
45 De inferno pregnani Urbano VI (1378-1389)
Bartolomeo Prignano, napoletano, nacque in una
località denominata "inferno".
46 Cubus de mixtione Bonifacio VII (1389-1404)
Lo stemma di Pietro Tommacelli era costituito da
cubi.
47 De miliore sidere Innocenzo VII (1404-1406)
Il motto si riferisce al cognome di Cosma
Migliorati ed al suo stemma recante una stella.
48 Nauta de Ponte Nigro L'espressione nauta (marinaio-barcaiolo) viene
usata da Malachia per disegnare i papi che
provenivano dalla città di Venezia. Angelo Corrier
infatti era nato a Venezia ed era stato Cardinale
Commendatario di Negroponte.
49 Flagellum solis Antipapa Alessandro V.
Pietro Filargiro aveva uno stemma in cui
campeggiava un sole splendente. Malachia lo indica
come flagellum perchè contribui ad aggravare e
radicalizzare lo scisma del papato.
50 Cervus Sirenae Antipapa Giovanni XXIII
Baldassarre Cossa era nato a Napoli, città il cui
emblema è rappresentato dalla sirena Partenope, ed
aveva nello stemma l'immagine di un cervo.
51 Corono veli aurei Martino V (1417-1431)
L'emblema di Ottone Colonna era una corona dorata.
52 Lupa coelestina Eugenio IV (1431-1447)
Il simbolo di Gabriele Condolmer, canonico della
compagnia dei Celestini era una lupa.
53 Amator Crucis Antipapa Felice V.
Lo stemma di casa Savpia di cui Amedeo VIII era
principe è una croce rossa su campo bianco.
L'espressione amator si riferisce probabilmente
al tormento interiore ed alle accese controversie
che accompagnarono questo papa in tutto l'arco
del suo antipontificato.
54 De modicitate lunae Niccolò V (1447-1455)
Tommaso Parentuccelli era nato a Luni di Sarzana
ed apparteneva ad una famiglia molto povera
(modicitate).
55 Bos pascens Callisto III (1455-1458)
Nello stemma di Alfonso de Borgia compare un bue
al pascolo.
56 De capra et albergo Pio II (1458-1464).
Enea Silvio Piccolomini fu segretario dei
Cardinali Capranica e Albergatti.
57 De cervo et leone Paolo II (1464-1471)
Pietro Barbo era stato Cardinale di San Marco
(evangelista che ha per simbolo un leone alato) e
Commendatario della Chiesa di Cervia.
58 Piscator minorita Sisto IV (1471-1484)
Francescano degli ordini minori, Francesco della
Rovere era figlio di un umile pescatore.
59 Praecursor Siciliae Innocenzo VIII (1484-1492)
Giovanni Battista Cybo visse alla corte del re di
Sicilia. 
60 Bos Albanus in portu Alessandro Vi (1492-1503)
L'emblema di Rodrigo Borgio era um bue. Egli fu
Cardinale e Vescovo di Albano e Porto.
 61 De parvo homine Pio III (1503)
Francesco Todeschi. Il motto farebbe riferimento
al cognome materno Piccolomini.
62 Fructus Jovis juvabit Giulio II (1503-1513)
L'emblema di Giuliano della Rovere era una quercia che
nell'antichità veniva ritenuta albero sacro a Giove.
63 De craticule Leone X (1513-1521)
Politiana Il nome del padre di Giovanni de' Medici era
Lorenzo, santo martirizzato sulla graticola.
L'espressione Politiana deriverebbe invece da
Angelo Poliziano di cui egli fu discepolo.
64 Leo florentius Adriano VI (1522-1523)
Adriano Florent di Utrecht aveva come stemma leone
65 Flos pilae Clemente VII (1523-1534).
Giulio de' Medici, fiorentino, aveva nel proprio
stemma una palla attorniata da gigli.
66 Hyacinthus medicorum Paolo III (1534-1549)
Alessandro Farnese, cardinale dei SS. Cosma e
Damiano, aveva gigli nel suo stemma.
67 De corona montana Giulio III (1550-1555).
Giovanni Maria Ciocchi del Monte. Il suo emblema
raffigurava due corone.
68 Frumentum floccidum Marcello II (1555).
Marcello Cervini nacque a Montepulciano. Il suo
stemma raffigura un cervo e del frumento. Qui
l'aggettivo floccidum sta ad intendere la breve
durata del suo pontificato di solo 23 giorni.
69 De fide Petri Paolo IV (1555-1559).
Giampietro Carafa fu promotore del Tribunale della
fede. Il petri ricorda la "pietra" su cui fu
fondata la chiesa. 
70 Aesculapii pharmacum Pio IV (1559-1565). 
Giovanni Angelo de' Medici. Il motto sembra 
derivare dal cognome della casata. Esculapio, 
infatti, era considerato il dio della medicina e 
primo medico della storia. 
71 Angelus nemorosus Pio V (1566-1572). 
L'aggettivo nemorosus (boscoso) starebbe ad 
indicare il luogo di nascita (Bosco in prov. di 
Alessandria) di Michele Ghisleri. 
72 Medium corpus pilarum Gregorio XIII (1572-1585) 
Ugo Boncompagni è passato alla storia come 
l'ideatore del Calendario Gregoriano. 
73 Axis in medietate Sisto V (1585-1590). 
signi Felice Perretti aveva come stemma un leone diviso 
a meta da un'ascia. 
74 De rori coeli Urbano VII (1590) 
Il motto potrebbe derivare dal fatto che 
GiovanBattista Castagna fu Arcivescovo di Rossano 
cittadina nella quale tradizione si dice fosse 
venuta giù la manna. 
75 De antiquitate urbis Gregorio XIV (1590-1591) 
Nicola Sfrondati proveniva dall'antica cittadina 
di Cremona. 
76 Pia civitas in bello Innocenzo IX (1591). 
Il motto sembra indicare il ruolo di sostegno del 
suo pontificato in un periodo storico caratteriz. 
da cruente guerre. 
77 Crux romulea Clemente VIII (1592-1605). 
Ippolito Aldobrandini apparteneva ad una nota 
famiglia originaria di Roma ma da tempo radicatasi 
a Firenze. Nel suo stemma campeggia una croce
romana.
78 Undosus vir Leone XI (1605) 
Il motto si riferisce probabilmente alla breviss. 
durata del suo pontificato. 
79 Gens perversa Paolo V (1605-1621) 
Camillo Borghese. Il significato del motto è 
rimasto misterioso nonostante varie interpretaz.
80 In tribulatione pacis Gregorio XV (1621-1623). 
Alessandro Ludovisi istitutore della "Propaganda 
Fide" nel corso di tutto il suo pontificato fu 
faticosamente impegnato a sedare guerre e 
controversie politiche. 
81 Lilium et rosa Urbano VIII (1623-1644). 
Lo stemma di Maffeo Barberinio era animato da 
api che volano su gigli e rose. 
82 Jacunditas crucis Innocenzo X (1644-1655) 
Giovanni Battista Panphily fu proclamato papa nel 
giorno dell'esaltazione della croce. 
83 Montium custus Alessandro VII (1655-1667) 
Lo stemma di Fabio Chigi era costituito da tre 
colline su campeggiava una stella. Questo papa 
istituì nella capitale un Monte di Pietà. 
84 Sidus olorum Clemente IX (1667-1669) 
L'elezione di Giulio Rospigliosi avvenne nella 
camera dei cigni (olorum). 
85 De flumine magno Clemente X (1670-1676) 
Emilio Altieri fu eletto papa in un giorno in cui 
il fiume Tevere era in piena (flumine magno) 
86 Bellua insatiabilis Innocenzo XI (1676-1689) 
Benedetto Odescalchi. Nessuna attinenza è stata 
finora riscontrata. 
87 Poenitentia gloriosa Alessandro VIII (1689-1691) 
L'elezione di Pietro Ottobuoni avvenne nel giorno 
di San Brunone, Santo ricordato per essere stato
uno dei più grandi penitenti della Chiesa cattol.
88 Rastrum in porta Innocenzo XII (1691-1700) 
Antonio Pignatelli apparteneva all'omonima illustr. 
casata napoletana che risiedeva presso una porta
della città soprannominata "del rastrello".
89 Flores circumdati Clemente XI (1700-1721). 
Giovanni Francesco Albani aveva uno stemma 
incorniciato da fiori. 
90 De bona religione Innocenzo XIII (1721-1724). 
Michelangelo Conti, condanno aspramente ogni forma 
di eresia ed in particolare:Giansenismo e Quietismo 
91 Miles in bello Benedetto XIII (1724-1730) 
Pier Francesco Orsini. L'epoca del suo pontificato 
fu caratterizzata da aspre guerre. 
92 Columna excelsa Clemente XII (1730-1740) 
Lorenzo Corsini è ricordato sopratutto per i grandi
e lussuosi edifici che fece erigere.
94 Animal rurale Benedetto XIV (1740-1758). 
Non è chiaro a cosa si riferisca il motto. 
95 Rosa Umbiae Clemente XIII (1758-1769) 
Durante il pontificato di Carlo Rezzonico venne 
istituito l'ordine francescano che ebbe la sua 
prima sede in umbria. 
96 Ursus velox Clemente XIV (1769-1774) 
Lorenzo Ganganelli, passato alla storia per aver 
sciolto l'ordine dei Gesuiti, avevfa nel proprio 
stemma l'immagine di un orso. 
97 Peregrinus Pio VI (1774-1799). 
Apostolicus Il motto si spiega con le vicissitudini che questo 
Papa dovette affrontare. Giovanni Angelo Braschi,
infatti, fu fatto prigioniero dai francesi e
condotto da questi prima a Siena, poi a Bologna ed
infine a Parma.
98 Aquila rapax Pio VII (1800-1823) 
Gregorio Barnaba discendente dei conti Chiaramonti 
fu fatto prigioniero da Napoleone Bonaparte. In 
questo caso l'aquila rapace starebbe ad indicare
lo stemma napoleonico su cui campeggi un'aquila.
99 Canis et coluber Leone XII (1823-1829) 
Annibale della Genga definito dai suoi collaborat. 
fedele alla causa della Chiesa come il cane ed 
allo stesso tempo prudente nei suoi attacchi come 
un serpente. 
100 Vir religiosus Pio VIII (1823-1830). 
Il misticismo è stato una delle maggiori caratter. 
del pontificato di Francesco Saverio dei Castigl. 
101 De balneis Etruriae Gregorio XVI (1831-1836) 
Bartolomeo Alberto Capellari apparteneva all'ordine 
dei Camaldolesi, ordine nato in terra di Etruria. 
102 Crux de cruce Pio IX (1846-1878). 
Durante il pontificato di Giovanni Maria Mastai 
Ferretti, Roma divenne capitale d'Italia. Pio IX 
fu dunque costretto a sovrapporre la croce papale a 
quella sabauda. 
103 Lumen de coelo Leone XIII (1878-1903) 
L'emblema di Gioacchino Pecci era una stella sullo 
sfondo del cielo. 
104 Ignis ardens Pio X (1903-1914). 
Per la sua bontà e la sua ardente fede, Giuseppe 
Sarto fu proclamato santo. 
105 Religio de populata Benedetto XV (1914-1922) 
Il pontificato di Giacomo della Chiesa fu funestato 
dagli avvenimenti della grande guerra e dai numero- 
si lutti che ne conseguirono. Il motto sembra rife- 
rirsi all'enorme numero di cattolici che caddero 
sul fronte di guerra. 
106 Fides intrepida Pio XI (1922-1939) 
La fede di Achille Ratti, nativo di Desio, lo indu- 
sse a lanciare coraggiosi anatemo contro il nazismo 
rampante e il comunismo. 
107 Pastor angelicus Pio XII (1939-1958). 
Angelo Pacelli, fu pastore della chiesa nel corso 
della seconda guerra mondiale e nel difficile periodo 
della ricostruzione post-bellica. A lui toccò il 
compito di essere la guida spirituale e materiale di un 
mondo che si preparava a risorgere dalla ceneri della 
guerra. 
108 Pastor et nauta Giovanni XXIII (1958-1963) 
Angelo Roncalli fu Patriarca di Venezia. 
109 Flos florum Paolo VI (1963-1978) 
Giovanbattista Montini viene profetizzato con il 
termine "Flos Florum", cioè fiore dei fiori, che
secondo il simbolismo floreale, è il giglio.
Nello stemma dei Montini appaiono difatti 3 Gigli.
110 De medietate lunae Giovanni Paolo I (1978). 
Il pontificato di Albino Luciani, già Patriarca 
di Venezia durò solo 31 giorni, "Il tempo di una 
luna" riferito al ciclo lunare. 
Infatti il suo pontificato durò dal 26 agosto 1978 
al 25 Settembre 1978. Solo 31 Giorni ! 
111 De labore solis Giovanni Paolo II. 
Karol Wojtyla, verrà ricordato come il papa 
polacco. Il motto potrebbe riferirsi al fatto che 
proviene da un paese dell'est (levante del sole) o 
dall'enorme lavoro di espansione del suo 
pontificato (è il papa che in assoluto ha visitato 
più paesi del mondo), che ha portato la chiesa a 
possedere un "regno" su sembra non tramontare mai 
il sole. Comunque, poichè il suo pontificato non è 
ancora terminato è difficile attribuire con 
precisione un significato al motto. 
112 De gloria olivae.
Il successore di Giovanni Paolo II viene definito 
con l'ulivo, simbolo di pace. Sarà un portatore di 
pace ? 
Quale incognita si nasconde dietro il motto 
De gloria ulivae, cioè "la gloria dell'ulivo"? 
Alcuni commentatori hanno avanzato altre ipotesi. 
Potrebbe essere collegato allo stemma del nuovo 
cardinale, come già è avvenuto per altri papi, o 
alludere al cognome Oliva, appellativo abbastanza 
diffuso in Italia, Spagna e Corsica. 
Inoltre, non dobbiamo dimenticare che nella tradiz. 
biblica il ramo d'olivo è il simbolo dei Giudei. 
Naturalmente non è possibile rispondere a queste 
domande. Non ci resta che aspettare e sperare che, 
almeno su queste ultime due profezie, il profeta 
abbia commesso un errore. 
113 Petrus romanus.
L'ultimo papa prima della fine del mondo. Il nome 
è quanto mai suggestivo. Mentre Pietro I fu il 
primo pastore della Chiesa cattolica, detentore 
delle chiavi del cielo, Pietro II dovrà restituire 
il mandato e chiudere per sempre le porte del 
mondo. 
 
A quest'ultimo papa che chiude la profezia, Malachia ha voluto dedicare non 
solo un motto ma alcuni versi latini: 
"In persecutione extrema sacrae romanae ecclesiae sedebit Petrus romanus, 
qui pascet oves in multis tribulationibus; quibi transactis, civitas septis 
collis diruetur, ed Judex tremendus judicabit populum suum. Amen" 
La traduzione è la seguente: 
"Durante l'ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa, siederà Pietro il 
romano, che pascerà il suo gregge tra molte tribolazioni; quando queste 
saranno terminate, la città dai sette colli sarà distrutta, ed il temibile 
giudice giudicherà il suo popolo. E così sia." 
Nel periodo di Pietro II i cristiani ritorneranno nelle catacombe, come 
duemila anni fa; quando essi ritorneranno alla luce del sole, la chiesa 
non sarà più quella di un tempo e nemmeno il mondo sarà quello del passato. 
Con Pietro II non ci sarà la fine del Cristianesimo, ma la fine di 
quel tipo di cristianesimo sorto dalle ceneri dell'impero romano 
d'occidente. Al vertice della chiesa non ci sarà più nessun pontefice in
quanto lo spirito santo illuminerà tutti gli uomini e ci sarà come un
paradiso sulla terra.
Il centro della cristianità non sarà più Roma. La città eterna verrà
spazzata via in una notte d'estate, come un fuscello di paglia.
E di essa non rimarra che un vago ricordo.
La profezia sulla distruzione di Roma si trova in un messaggio
trovato nel XVI secolo e attribuito genericamente al Monaco di Padova.
In questo messaggio si dice:
"Quando l'uomo salirà sulla luna, grandi cose staranno per maturare 
sulla terra. Roma verrà abbandonata, come gli uomini abbandonano una 
vecchia megera, e del Colosseo non rimarrà che una montagna di pietre 
avvelenate".
Da: "De Magnis tribolationibus et Statu Ecclesiae", stampate a Venezia 
nel 1527.

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