SULLA DIFFUSIONE DI TESTI DI PRESUNTE RIVELAZIONI PRIVATE. Comunicato Stampa della Congregazione per la Dottrina della Fede del 29 novembre 1996.

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Profeta

Deuteronomio 18:18 io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò. 19 Se qualcuno non ascolterà le parole, che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto. 20 Ma il profeta che avrà la presunzione di dire in mio nome una cosa che io non gli ho comandato di dire, o che parlerà in nome di altri dèi, quel profeta dovrà morire. 21 Se tu pensi: Come riconosceremo la parola che il Signore non ha detta? 22 Quando il profeta parlerà in nome del Signore e la cosa non accadrà e non si realizzerà, quella parola non l'ha detta il Signore; l'ha detta il profeta per presunzione; di lui non devi aver paura.

venerdì 16 settembre 2016

SIRIA – BATTAGLIA DI DAMASCO (dal 15 luglio 2012 al 4 agosto 2012) – GUERRA CIVILE DAL 15 MARZO 2011 - CONFLITTO IN CORSO) Profezia della Madonna di Anguera in fase di svolgimento 2.768 - 05/12/2006 CARI FIGLI, ARRIVERA’ IL GIORNO IN CUI GLI ABITANTI DI DAMASCO FUGGIRANNO, MA LA MORTE IMPEDIRA’ LA FUGA DI MOLTI.



2.552 - 23.07.2005
Cari figli, pregate. Allontanatevi definitivamente dal peccato e tornate a Colui che è la vostra Via, Verità e Vita. L’umanità non farà molti passi prima di incontrare la distruzione. Siate del Signore. Cercate la santità se volete la salvezza. La Siria tradirà, ma poi berrà il suo stesso veleno. Sappiate che Dio ha fretta. Ciò che dovete fare non rimandatelo a domani. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

Cari figli, arriverà il giorno in cui gli abitanti di Damasco fuggiranno, ma la morte impedirà la fuga di molti. Inginocchiatevi in preghiera. L’umanità porterà una croce pesante. Gli uomini si sono allontanati dal Creatore e camminano verso l’abisso della distruzione. Io sono vostra Madre e soffro a causa dei miei poveri figli che camminano come ciechi che guidano altri ciechi. Convertitevi in fretta. Ciò che dovete fare, non rimandatelo a domani. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.


Damasco (araboدِمَشْقDimašq) è la capitale e la seconda città più popolosa[senza fonte] della Siria, con circa 1.600.000 ab. (stima del 2007), mentre l'area metropolitana, con oltre 5.000.000 è la più popolata. Città storica, nata nello stesso periodo delle civiltà mesopotamiche, in origine la sua popolazione era costituita da genti di stirpe semitica orientale, successivamente note come Aramei. È considerata la più antica città del mondo fra quelle abitate in maniera continuativa


2.597 - 01.11.2005
Cari figli, convertitevi. Non restate stazionari. Dio ha fretta e voi non potete vivere lontani dalla sua grazia. Siate uomini e donne di preghiera fervente. Io sono vostra Madre e cammino con voiIn un tempio si verificherà una grande esplosione. Gli uomini del terrore agiranno con grande furia. L’umanità si è allontanata dal Creatore ed è giunto il momento del grande ritorno. IN BULGARIA SI VEDRÀ UNA GRANDE DISTRUZIONE. SARÀ GRANDE, MAGGIORE NON È ESISTITA. Pregate. Ecco il tempo opportuno che il Signore vi offre per convertirvi. ACCADRÀ NEL NORDEST E SARÀ DI GRANDE MAGNITUDINE. Tornate in fretta. Pentitevi e assumete il vostro vero ruolo di cristiani. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

Guerra civile siriana

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
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Data
15 marzo 2011 - (conflitto in corso)
Luogo
Siria, con sconfinamento principale in Iraq e sconfinamenti minori in Libano, Turchia e Giordania
Esito
Conflitto in corso
·         Sospensione della Siria dall'Organizzazione della Cooperazione Islamica[1]
·         Distruzione sotto egida ONU dell'arsenale chimico siriano[2]
·         Estensione del conflitto su scala regionale[3], con sconfinamento principale in Iraq e sconfinamenti minori in Libano, Turchia e Giordania
·         Intervento internazionale con bombardamenti aerei su obiettivi ribelli[4][5]

Voci correlate

·         Attacco chimico di Ghūṭa
·         Bashar al-Assad
·         Primavera araba
·         Storia della Siria
·         Stato Islamico
·         Storia della Siria
·         Unità di Protezione Popolare

Siria, armi chimiche usate da Assad e ISIS: la conferma arriva da un rapporto delle Nazioni Unite


Fonte: http://www.asiablog.it/2016/08/25/siria-armi-chimiche/


A Damasco, capitale della Siria anno zero
Damasco


Battaglia di Damasco

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
·         Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 1 feb 2016 alle 05:16.
Data
15 luglio 2012 - 4 agosto 2012
Luogo
Esito
Vittoria dell'esercito siriano[1]
·         Offensiva ribelle respinta
·         Uccisione di 4 alti esponenti della sicurezza e del governo siriani[2]
·         Ritirata ribelle verso i quartieri periferici
·          
·         La battaglia di Damasco, denominata anche operazione Vulcano di Damasco [9] è stata una battaglia occorsa durante la guerra civile siriana ed iniziata il 15 luglio 2012[10].
·         In seguito all'iniziale conquista da parte dei ribelli di molti distretti della città, inclusi quelli centrali, e all'uccisione di 4 alti rappresentanti del governo siriano, i miliziani hanno dovuto ritirarsi a causa del vincente contrattacco governativo. Per la prima volta vengono impiegati carri armati ed elicotteri nelle aree centrali della capitale siriana.
·         Lo svolgimento e soprattutto gli eventi accaduti il 18 luglio rendono questa battaglia una delle più importanti della guerra civile siriana. Infatti i ribelli siriani hanno raggiunto la massima vicinanza alla vittoria finale, non riuscendo però a infliggere il colpo decisivo per determinare il crollo del governo. La successiva vincente controffensiva ha determinato l'allontanamento definitivo dei ribelli dal centro di Damasco, ha reso evidente il mancato appoggio popolare alla rivolta armata e determinato la prima vera sconfitta dell'Esercito siriano libero.

La battaglia

L'offensiva

Per l'offensiva vengono spostati verso la capitale miliziani da Homs e Idlib[11]. I ribelli si riversano in città dando luogo ad una serie di scontri a fuoco con l'esercito regolare e applicando la tattica della guerriglia cittadina[12]. Viene attaccato l'aeroporto[13] e le zone centrali della città, vicino alla Banca Centrale[14]. Intensi combattimenti si susseguono nei quartieri di Midan, Kfar Sousa, Barzeh e Qabun[15]. In soli due giorni l'esercito regolare conta 70 morti[16] e arretra in molte aree della città. Dopo la sorpresa iniziale, il governo corre ai ripari, impiegando carri armati, aerei ed elicotteri[15]. Vengono chiamati rinforzi dalle alture del Golan per proteggere la capitale[17]. L'avanzata dei ribelli è così rapida che in una nota l'intelligence israeliana afferma: "Il regime è disperato. Il suo controllo su Damasco si fa sempre più debole"[15].

L'attentato del 18 luglio

Il 18 luglio è il giorno più difficile per il governo siriano. I ribelli fanno detonare una bomba posizionata nel quartier generale della Sicurezza Nazionale colpendo i più alti vertici della Difesa e dell'Intelligence siriana[2]. Vengono uccisi il Ministro della Difesa, Generale Dawoud Rajiha[18], il Viceministro della Difesa e cognato diBashar al-Assad, Generale Assef Shawkat[19], l'Assistente del Vicepresidente, Generale Hasan Turkmani[20] e il direttore dell'Ufficio della Sicurezza Nazionale, Generale Hisham Ikhtiyar. Vengono feriti gravemente altre figure di spicco del governo, come il fratello di Bashar al-Assad, Maher al-Assad, a capo della Guardia Repubblicana e il Ministro degli Interni Mohammad al-Shaar.
La notizia della decapitazione dei vertici militari siriani demoralizza le truppe sul campo. La notte stessa la 3ª Armata Siriana si ritira da molti distretti della città, abbandonando l'equipaggiamento[21]. Il comandante Mohammad al-Bardan diserta insieme ai suoi uomini, unendosi all'Esercito Siriano Libero[22]. Nel terzo e quarto giorno di battaglia vengono uccisi 60 soldati[23].
Il 19 luglio gli scontri continuano e i ribelli avanzano verso l'aeroporto[24]. La presenza di Bashar al-Assad a Lattakia, roccaforte alawita[25], il trasferimento della madre e della sorella a Tartus[25] e le voci, poi rivelatesi false, di una fuga della moglie Asma al-Assad in Russia[26], fanno pensare ad un prossimo crollo del regime.

La controffensiva

Il 20 luglio invece, Assad ritorna a Damasco[27] e l'esercito siriano scatena una controffensiva su larga scala[28]. In breve tempo l'esercito riesce a riconquistare il distretto di Midan[29] e tutto il centro storico[30]. I ribelli sono costretti a ritirarsi anche dal campo profughi palestinese di Yarmouk, respinti dall'esercito e le milizie palestinesi filogovernative[31].
Il giorno dopo i ribelli sono costretti a ritirarsi anche da Tadamon, Qaboun e Barzeh[32].
Tra le file dei ribelli viene riportata la presenza del gruppo armato di ispirazione islamista Liwa al-Islam, che nella ritirata si rende protagonista di attacchi ai civili di religione cristiana e sciita[33].
Nei giorni seguenti continuano gli scontri, ma lentamente l'esercito siriano riesce a respingere gli assalti dei ribelli facendo largo uso dell'aviazione[34].
Il 23 luglio gran parte della città è in mano all'esercito regolare[35]. Tra le file dell'Esercito siriano libero, emergono i primi disaccordi sull'opportunità dell'attacco. Il colonnello Riad Al Asaad accusa Qassim Saadedine, a capo dell'operazione[36].
Il 4 agosto, con l'entrata delle truppe nel distretto di Tadamon, ultima roccaforte ribelle, la battaglia si conclude con la prima vera sconfitta dell'Esercito Siriano Libero[37].

Conseguenze

Il fallimento dell'Operazione Vulcano di Damasco, che è arrivata ad un passo da far collassare il regime siriano, è dovuta principalmente all'impossibilità dei ribelli di consolidare il terreno conquistato dopo il primo attacco a sorpresa. La popolazione civile infatti non garantisce sostegno ai ribelli, composti prevalentemente da miliziani provenienti dalle regioni a nord del paese[38]. Si crea per la prima volta una reale spaccatura anche tra i settori della società che solidarizzavano con le prime manifestazioni pacifiche e i ribelli armati.

I ribelli tuttavia mantengono il controllo di parte dei sobborghi della capitale e di alcuni villaggi, da cui lanciano sporadici attacchi verso la città.

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