SULLA DIFFUSIONE DI TESTI DI PRESUNTE RIVELAZIONI PRIVATE. Comunicato Stampa della Congregazione per la Dottrina della Fede del 29 novembre 1996.

Link: https://nostrasignoradianguera.blogspot.it/2018/04/sulla-diffusione-di-testi-di-presunte.html


lunedì 23 aprile 2018

CHIESA – BENEDETTO XVI (Joseph Aloisius Ratzinger) - PROFEZIE DELLA MADONNA DI ANGUERA: 2.506 - 05.04.2005 Cari figli, la strada sarà breve per colui che verrà con il desiderio di fare un lungo cammino. (Quattordici giorni prima dell' elezione di Benedetto XVI). 2.512 - 19.04.2005 Cari figli, pregate per il nuovo successore di Pietro. Con lui la Chiesa avanzerà, ma sarà perseguitata dai nemici. Il Santo Padre sperimenterà il calvario, perché molte delle sue posizioni andranno a contrastare i nemici della Chiesa. (2 aprile 2005 moriva Giovanni Paolo II, 19 aprile 2005 inizio pontificato Benedetto XVI). 2.539 - 24.06.2005 È bene pregare per Papa Benedetto XVI. La pietra della pietra sarà spezzata. (Due mesi dopo l' insediamento di Papa Benedetto XVI). 2.963 - 01/03/2008 CARI FIGLI, IN UNA DATA MAESTOSA LA CHIESA PIANGERÀ. I FEDELI SI LAMENTERANNO E LE DIREZIONI DELLA CHIESA CAMBIERANNO. (11 febbraio 2013. Benedetto XVI lascia. L' annuncio in latino durante un Concistoro. A marzo il nuovo pontefice. Papa non lascia per una malattia. 11 febbraio 1° apparizione nella grotta di Massabielle a Lourdes a Santa Bernadette Soubirous, giovedì 11 febbraio 1.858). 3502 del 28/06/2011 Cari figli, inginocchiatevi in preghiera per la Chiesa. Giorni di furia verranno contro la Chiesa del mio Gesù e i nemici della Chiesa agiranno per portarla al calvario. Soffro per ciò che vi attende. Pregate anche per il Papa Benedetto XVI. Verranno giorni di tenebre e il dolore sarà grande per i fedeli. Avrete ancora lunghi anni di prove, ma alla fine ci sarà il trionfo del mio Cuore Immacolato. 3.590 - 1 gennaio 2012 Giorni di tenebre verranno per la Chiesa. Il Santo Padre berrà il calice amaro del dolore. Ecco il tempo del calvario per la Chiesa. 3.776 – 13 febbraio 2013 Ora cominciano i primi passi verso il calvario, ma il cammino della croce è ancora lungo. Abbiate fiducia, fede e speranza. Dopo tutta la tribolazione verrà la vittoria. 3.098 - 23/12/2008 ARRIVERÀ IL GIORNO IN CUI CI SARANNO DUE TRONI, MA SOLO SU DI UNO SIEDERÀ IL VERO SUCCESSORE DI PIETRO. Sarà questo il tempo della grande confusione spirituale per la Chiesa. Restate con la verità. Ascoltate quello che vi dico e restate saldi nella fede.


POST DEL 21/02/2013 - AGGIORNAMENTO DEL 31/01/2017


La profezia dimenticata di Ratzinger sul futuro della chiesa


Ad una settimana dal clamoroso annuncio di Benedetto XVI affiora un suo significativo pronunciamento



SANTA MESSA
IMPOSIZIONE DEL PALLIO
E CONSEGNA DELL’ANELLO DEL PESCATORE
PER L’INIZIO DEL MINISTERO PETRINO
DEL VESCOVO DI ROMA
OMELIA DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
Piazza San Pietro
Domenica, 24 aprile 2005
Pregate per me, perché io non fugga, per paura, davanti ai lupi. Preghiamo gli uni per gli altri, perché il Signore ci porti e noi impariamo a portarci gli uni gli altri. 

Papa emerito

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
·         Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 21 nov 2014 alle 09:11.
Papa emerito o romano pontefice emerito è il titolo che il papa della Chiesa cattolica assume, a vita, per effetto della rinuncia all'ufficio di romano pontefice. Confronto tra l'abito papale (a sinistra) e l'abito del papa emerito (a destra).
Il can. 332 - §2 del Codice di diritto canonico prevede che il romano pontefice possa rinunciare al suo ufficio. Si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno l'accetti.
Pur non essendo il primo papa ad aver rinunciato, papa Benedetto XVI è stato nel 2013 l'unico papa ad aver esercitato la facoltà della rinuncia come disciplinata dal predetto can. 332, in vigore dal 1983. Il titolo di papa emerito, non previsto dal diritto canonico al momento della sua rinuncia, fu preferito a quello di vescovo emerito di Roma e adottato per analogia, assumendo che la sua decorrenza coincida con l'inizio della sede vacante.
Il trattamento del papa emerito rimane Sua Santità e sono conservati il nome pontificale e l'abito talare bianco semplice, senza la pellegrina e la fascia. L'anello piscatorio, annullato con l'inizio della sede vacante[1], viene sostituito dall'anello vescovile. Il papa emerito non calza le tradizionali scarpe rosse.

Note

1.  ^ L'annullamento dell'anello papale, Il Post, 5 marzo 2013

Voci correlate

CLICCA CON IL MOUSE SULLA SCRITTA EVIDENZIATA IN GIALLO PER ACCEDERE AL POST COMPLETO


Papa BXVI a Fatima il 13 maggio 2010: "Si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa… L’uomo ha potuto scatenare un ciclo di morte e di terrore, ma non riesce a interromperlo… Oltre questa grande visione della sofferenza del Papa, che possiamo in prima istanza riferire a Papa Giovanni Paolo II, sono indicate realtà del futuro della Chiesa che man mano si sviluppano e si mostrano … e quindi sono sofferenze della Chiesa che si annunciano… Sì! Il Signore, la nostra grande speranza, è con noi; nel suo amore misericordioso, offre un futuro al suo popolo: un futuro di comunione con sé… Possano questi sette anni che ci separano dal centenario delle apparizioni affrettare il preannunciato trionfo del Cuore Immacolato di Maria a gloria della Santissima Trinità”.
COLLEGAMENTO TRA IL TERZO SEGRETO DI FATIMA (assassinio di un vescovo vestito di bianco insieme alla strage del suo seguito di religiosi e laici, su una montagna sovrastata da una croce di legno: la croce di legno  del monte Podbrdo delle apparizioni di Medjugorje)


 AL TERZO SEGRETO DI MEDJUGORJE (alla fine delle apparizioni, segno visibile permanente a Medjugorje )


AL SOGNO DI DON BOSCO (delle due colonne, i due papi uno ferito, beato papa Giovanni Paolo II, l' altro papa verrà ucciso) 

ALLA VISIONE DEL VEGGENTE DI SAN BONICO (stessa dei veggenti di Fatima ma gli parve di riconoscere come vescovo vestito di bianco Benedetto XVI Madonna  della notte di San Bonico provincia di Piacenza -  187°  volta (07/02/08))

PER NOSTRA SIGNORA DI ANGUERA, Brasile (papa Francesco,  messaggio  n°3790 del 16.3.2013 e Messaggio: 2.996 del 13/05/2008)

OPPURE il papa PETRUS ROMANUS II?




PODBRDO E KRIZEVAC - parliamoneinsieme



La Madonna lo ha anche detto esplicitamente, nel messaggio del 1 marzo ... La croce blu è una croce di legno (di quel colore) innalzata ai piedi del Podbrdo, ...









Esiste un'ulteriore interpretazione che collegherebbe il terzo segreto di Fatima con il terzo segreto di Medjugorje. Tale ipotesi partirebbe da quelle di molti altri studiosi che non sono convinti nel vedere nel terzo segreto una semplice rappresentazione allegorica di un attentato al Papa, ma una descrizione precisa di una serie di eventi collocati nel futuro. In tal caso, lo scenario che viene descritto nel terzo segreto di Fatima, non è compatibile con lo scenario dell'attentato di Piazza San Pietro contro Giovanni Paolo II. Il pontefice si trovava a Roma, nella piazza antistante la Basilica di San Pietro e non su una montagna sormontata da una croce. Wojtyla non morì in quell'attentato, cosa che invece accadde nella visione dei veggenti di Fatima. Ultima cosa, solo il Papa venne colpito in quell'attentato, mentre gli altri membri del clero non vennero toccati, mentre nel testo del terzo segreto si legge chiaramente che anche i membri della Chiesa furono colpiti. Invece il terzo segreto Fatima sarebbe molto più compatibile con lo scenario che si verrebbe a creare nel caso in cui si realizzasse il terzo segreto di Medjugorje. Da alcuni cenni infatti è risaputo che il terzo segreto di Medjugorje, dovrebbe essere un segno prodigioso che dovrebbe comparire sulla collina di Medjugorje dove sono cominciate le apparizioni mariane; tale collina è proprio sormontata da una croce. Se il terzo segreto di Medjugorje si realizzerà su quella collina come descritto dai veggenti, allora è plausibile che potrebbe attirare molti più pellegrini del normale e addirittura la visita apostolica del Pontefice con al seguito cardinali, vescovi e sacerdoti. In quel caso si realizzerebbe lo scenario descritto nella visione di Lucia, dove un Vescovo vestito di bianco sale una montagna sormontata da una croce e lì verrebbe colpito a morte insieme agli altri membri del clero che lo accompagnerebbero. In tal caso appare evidente che il terzo segreto di Fatima si completerebbe solo dopo il terzo segreto di Medjugorje. Tale ipotesi inoltre sarebbe compatibile con il sogno di Don Bosco, quello delle due colonne, dove il Papa viene ferito gravemente dai suoi nemici, ma poi si riprende. Successivamente verrebbe ferito una seconda volta ma questa volta muore. Questa sogno sembra descrivere un Papa che subisce un grave attentato e poi sopravvive e poi un altro che invece resta ucciso, come accade nella visione di Lucia.[senza fonte]




TERZA APPARIZIONE (terzo segreto di Fatima)






13 luglio 1917

Scritto da Lucia di Fatima nel 1941 per ordine di sua ecc. mons. José Alves Correia da Silva, che le ordinò di scrivere qualsiasi altra cosa che ricordasse sugli avvenimenti di Fatima.

Alcuni momenti dopo essere arrivati alla Cova da Iria, vicino all'elce, tra una numerosa folla di popolo, mentre dicevamo il Rosario, vedemmo il riflesso della luce familiare e, subito dopo, la Madonna sopra l'elce.

— Che cosa volete da me? — domandai.

— Voglio che veniate qui il 13 del prossimo mese, che continuiate a recitare il Rosario tutti i giorni in onore della Madonna del Rosario per ottenere la pace del mondo e la fine della guerra, perché solo Lei vi potrà aiutare.

— Vorrei chiedervi di dirci chi siete, e di fare un miracolo con il quale tutti credano che Voi ci apparite.

— Continuate a venire qui tutti i mesi. In ottobre dirò chi sono, quello che voglio e farò un miracolo che tutti vedranno per credere.

A questo punto feci alcune richieste, che non ricordo bene quali furono. Quel che mi ricordo è che la Madonna disse che era necessario recitare il Rosario per ottenere le grazie durante l'anno. E continuò: «Sacrificatevi per i peccatori e dite molte volte, specialmente quando fate qualche sacrificio: "O Gesù, è per vostro amore, per la conversione dei peccatori e in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria"». Mentre diceva queste ultime parole, aprì di nuovo le mani come nei due mesi passati. Il riflesso parve penetrare la terra e vedemmo come un mare di fuoco, immersi in questo fuoco i demoni e le anime come se fossero braci trasparenti e nere o abbronzate, con forma umana, che fluttuavano nell'incendio, sollevate dalle fiamme che da loro stesse uscivano insieme a nuvole di fumo, e ricadevano da tutte le parti, simili al cadere di faville nei grandi incendi, senza peso né equilibrio, tra grida e gemiti di dolore e di disperazione, che terrorizzava e faceva tremare di paura. (Dev'essere stato l'impatto con questa visione che mi fece pronunciare quell'«ahi» che dicono di aver sentito da me). I demoni si distinguevano per forme orribili e schifose di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti come neri carboni accesi.

Spaventati e come per invocare soccorso alzammo gli occhi verso la Madonna, che ci disse con bontà e tristezza: «Avete visto l'inferno, dove vanno le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. Se faranno quello che io vi dirò, molte anime si salveranno e ci sarà pace. La guerra sta per finire, ma, se non smetteranno di offendere Dio, sotto il regno di Pio XI, ne comincerà un'altra peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segno che Dio vi dà che sta per punire il mondo dei suoi crimini per mezzo della guerra, della fame e di persecuzioni alla Chiesa e al santo Padre. Per impedirla, verrò a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati. Se ascolteranno le mie richieste, la Russia si convertirà e ci sarà pace; se no, diffonderà i suoi errori nel mondo promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa; i buoni saranno martirizzati; il Santo Padre avrà molto da soffrire; varie nazioni saranno distrutte. Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre mi consacrerà la Russia che si convertirà e sarà concesso al mondo un periodo di pace.In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede. Ecc. Questo non lo dite a nessuno. A Francesco, sì, potete dirlo.

[L'ecc. è il terzo segreto di Fatima scritto da Lucia di Fatima nel 1944:

Dopo le due parti che già ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l'Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza! E vedemmo in una luce immensa che è Dio: "qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti" un Vescovo vestito di Bianco "abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre". Vari altri Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c'era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della Croce c'erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio.]

Quando recitate il Rosario, dite dopo ogni mistero: "O mio Gesù, perdonateci, liberateci dal fuoco dell'inferno, portate in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose"». Seguì un istante di silenzio e domandai:

— Non volete più nulla da me?

— No, oggi non voglio più nulla. — E, come al solito, cominciò a elevarsi verso levante fino a scomparire nell'immensa distanza del firmamento.




Messaggio: 3.590 del 1 gennaio 2012 -  Nostra Signora di Anguera -  “Giorni di tenebre verranno per la Chiesa. Il Santo Padre berrà il calice amaro del dolore. Ecco il tempo del calvario per la Chiesa.”




Messaggio: 2.996 - 13/05/2008 - Nostra Signora di Anguera

 "....  Ecco i tempi che vi ho annunciato in  passato. Arriverà per la Chiesa il momento della sua grande agonia. Dall’alta montagna scenderà il sangue dei  fedeli consacrati. La Chiesa del mio Gesù vivrà il dolore del calvario. Un uomo  vestito di bianco sarà perseguitato e condotto alla morte. Nella festa di un  grande martire, i fedeli avranno di che piangere e lamentarsi...."




Madonna  della Notte San Bonico Provincia di Piacenza -   155°  volta (28/06/07).




“…un giorno lui andrà  dal Papa, presto, lo condurrà Lei, andrà e gli dirà il segreto che Lei gli dirà.”




 Madonna  della notte di San Bonico provincia di Piacenza -  187°  volta (07/02/08).




“pregate tanto per il Papa che in questo momento ha tanto  bisogno di preghiere, pregate perché Lui si salviRimane la luce che prende Celeste, il quale parla in  lingua straniera, poi dice di vedere una montagna  rocciosa, alta e un uomo vestito di bianco che mentre sale su quella montagna  perde sangue. Ad un certo punto l’uomo vestito di bianco si gira e Celeste lo  riconosce come Papa Benedetto  XVI°, poi in cima alla montagna appare la Madonna  che apre le mani e prende il Papa che segue la Madonna lasciando in terra il  Suo mantello.”




Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace n°3790

16.03.2013

Amati figli, Pietro condurrà la Sua barca in mezzo a grandi tempeste. Pregate. Il successore di Pietro avrà bisogno delle vostre preghiere. Egli sperimenterà il calvario. Sarà amato e odiato a causa delle sue posizioni. Ecco i tempi dei dolori. Il veleno è nell'albero, non frutto. La Chiesa del Mio Gesù cammina per un futuro di grandi privazioni, ma come ho già detto, Gesù è al controllo di tutto. Pietro nella terra di Pietro. Ciò che vi dico non potete comprendere adesso, ma calmate i vostri cuori, perchè il Mio Gesù cammina con voi. Il re soffrirà a causa dei suoi sudditi. Non temete. Io sono la vostra Madre e pregherò il




 Mio Gesù per voi. La strada sarà corta per il re,




 simile all'attraversare la famosa piazza.




 Piegate le vostre ginocchia in orazione. Alla fine la vittoria sarà del Signore. Amate la verità e restate con la Chiesa. Le lezioni del passato non possono essere dimenticate. Avanti senza timore. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso riunirvi quì ancora una volta. Io vi benedico, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Restate in pace.




La croce blu è una croce di legno (di quel colore) innalzata ai piedi del Podbrdo, all’inizio di un altro sentiero che porta pure alla spianata delle prime apparizioni.





La collina delle apparizioni

Il luogo delle prime apparizioni della Regina della Pace, alcune centinaia di metri sopra il Podbrdo, si chiama oggi Collina delle Apparizioni. A lato di questo tracciato si erge una grande croce in legno, che segna il posto dove, il terzo giorno delle apparizioni, la Vergine ha invitato per la prima volta alla pace attraverso Marija Pavlovic.




Križevac, il monte della croce questo monte, alto 540 metri, si chiamava una volta Sipovac ma dal 1933 ha preso il nome di Križevac a motivo di una grande croce di cemento, alta 8 metri e mezzo e larga 3, innalzata sulla cima dai parrocchiani per onorare i 1900 anni della redenzione di Cristo. 




Podbrdo, la collina delle apparizioni Il Podbrdo è il luogo in cui la Regina della Pace è apparsa nei primi giorni e anche successivamente, specie in apparizioni serali. Il quarto giorno delle apparizioni, ossia il 27 giugno 1981, il meccanico Marinko Ivankovic, un vicino di casa dei veggenti, che si è offerto di accompagnarli sulla collina del Podbrdo e li aiuta e li protegge dalla folla che rischia di travolgerli, si fa indicare il luogo esatto dell’apparizione e vi posa una pietra con una croce di ferro bianca

Di notte la milizia rimosse la croce. Allora i parrocchiani ne collocarono un’altra, ma le autorità comuniste rimossero anche quella. La cosa si ripeté alcune volte, finché non fu messa una croce d’alluminio definitiva. Attorno alla croce c’era un mucchio di sassi, e su ogni sasso i nomi e le preghiere dei pellegrini e parole di gratitudine per qualche grazia ricevuta. 




Finalmente l’8 settembre 2001 è stata innalzata e benedetta una statua di marmo della Regina della Pace, portata sulla collina dai ragazzi della “Comunità Cenacolo”, essendo risultato vano il tentativo portarla in elicottero. La statua è uguale a quella che si trova nel piazzale della chiesa: entrambe sono state scolpite dall’artista italiano Dino Felici. La statua è stata donata alla Parrocchia dai pellegrini della Corea del Sud dopo la miracolosa guarigione di un bambino coreano. 

Alla base della statua sono scritte le seguenti parole: “Io sono la Regina della Pace 25.06.1981”. Attorno alla statua c’è una stella di Davide realizzata dai ragazzi della “Comunità Cenacolo”. Sullo sfondo è presente una scritta in coreano ed in lingua inglese che dice: “Per la pace della penisola coreana” ed il nome del donatore.

La statua bianca è posta sul luogo esatto in cui la Gospa ha promesso di lasciare un segno “visibile, indistruttibile, filmabile, permanente e che solo Dio può donare” per dimostrare che è stata davvero qui in mezzo a noi in questi anni. 



Probabile segno  permanente, successivo all' attacco nucleare della Corea del Nord contro il Sud ?



La “croce blu” indica il nome di una località, ai piedi della collina delle apparizioni, dove è stato creato un angolo per la preghiera in cui è stato collocata una croce di colore blu.

Essendo facile da raggiungere, è un luogo di preghiera ideale per a coloro che, a causa del proprio stato fisico, non possono salire fin sopra la collina.

Il motivo per cui è chiamata “croce blu” è molto semplice. Ivan, insieme a Nedjo Brecic, membro del suo gruppo di preghiera, decisero di contrassegnare quel luogo con una croce. Il padre di Ivan, Stanko, proprio quel giorno stava pitturando qualcosa con della vernice blu. Ivan e Nedjo ne approfittarono e dipinsero la croce di quello stesso colore. 

I membri del gruppo di preghiera decisero poi di erigere in quel luogo una seconda Croce blu in ricordo di Nedjo, deceduto il 4 luglio 1999 subito dopo l’apparizione proprio nell’anniversario del giorno della nascita del gruppo stesso.




Spazio di preghiera intorno alla croce in legno:Uno spazio per la preghiera silenziosa, dove i pellegrini possono anche accendere candele, è stato sistemato attorno alla croce in legno, nel lato nord-ovest della chiesa.


3.098 - 23/12/2008
Cari figli, sono vostra Madre e sono venuta dal cielo per benedirvi e offrirvi il mio amore. Siate docili e cercate di imitare in tutto mio Figlio Gesù. Lasciate che la grazia del Signore vi trasformi. Non tiratevi indietro. Accogliete i miei appelli e io vi condurrò a un’alta vetta di santità. Fatevi coraggio e testimoniate ovunque i miei messaggi. Conosco le vostre necessità e intercederò presso il mio Gesù per voi. Rallegratevi, perché avete un posto speciale nel mio Cuore Immacolato. Inginocchiatevi in preghiera. L’umanità è malata e ha bisogno di essere curata. Aprite i vostri cuori e sentirete la presenza del mio Gesù nelle vostre vite. Non restate stazionari nel peccato. Siete del Signore e le cose del mondo non sono per voi. La Chiesa del mio Gesù porterà una croce pesante. Arriverà il giorno in cui ci saranno due troni, ma solo su di uno siederà il vero successore di Pietro. Sarà questo il tempo della grande confusione spirituale per la Chiesa. Restate con la verità. Ascoltate quello che vi dico e restate saldi nella fede. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Italia


28 aprile 2009 -  Il Papa visita la tomba di Celestino V all’ Aquila e il dono del pallio papale sulle spoglie: già pensava al rifiuto?

Fonte. http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/papa_tomba_celestino_v_aquila/notizie/250963.shtml

 

3.153 - 28/04/2009
Cari figli, Coraggio. Non scoraggiatevi. Sappiate che i piani del Signore vi condurranno alla vittoria. Ciò che ho iniziato qui è di Dio e nessuna forza umana lo distruggerà. Confidate pienamente nell’amore del Signore e sarete grandi nella fede. Non allontanatevi dalla preghiera. Quando state lontani dalla preghiera, diventate bersaglio del demonio. Ho bisogno di voi. Per ciò che farete in favore dei miei piani, il Signore vi ricompenserà con generosità. Arriverà il giorno in cui un uomo buono e giusto camminerà su questa terra. Per mezzo di Lui le porte si apriranno e i miei appelli saranno diffusi nel mondo. Non preoccupatevi. Ascoltate ciò che vi dico. Chi sta con Dio vincerà. Avanti. Io intercederò presso il mio Gesù per ciascuno di voi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

Mt 16:18 E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.

Gv 10:1 «In verità, in verità vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante. 2 Chi invece entra per la porta, è il pastore delle pecore. 3 Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori. 4 E quando ha condotto fuori tutte le sue pecore, cammina innanzi a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. 5 Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei». 6 Questa similitudine disse loro Gesù; ma essi non capirono che cosa significava ciò che diceva loro.
7 Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore. 8 Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. 9 Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo. 10 Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza. 11 Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore. 12 Il mercenario invece, che non è pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde; 13 egli è un mercenario e non gli importa delle pecore. 14 Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, 15 come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore. 16 E ho altre pecore che non sono di quest'ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore. 17 Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. 18 Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio».



 Mt 10:16 Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe."

Omelia in San Pietro del 24 aprile 2005: Benedetto XVI

"... Cari amici – in questo momento io posso dire soltanto: pregate per me, perché io impari sempre più ad amare il Signore. Pregate per me, perché io impari ad amare sempre più il suo gregge – voi, la Santa Chiesa, ciascuno di voi singolarmente e voi tutti insieme. Pregate per me, perché io non fugga, per paura, davanti ai lupi. Preghiamo gli uni per gli altri, perché il Signore ci porti e noi impariamo a portarci gli uni gli altri. ..."


Fonte: S. Messa - Imposizione del pallio e consegna dell'anello del pescatore per l'inizio del Ministero Petrino del Vescovo di Roma - Omelia di S.S. Benedetto XVI




2.506 - 05.04.2005
Cari figli, la strada sarà breve per colui che verrà con il desiderio di fare un lungo cammino. Sappiate, voi tutti, che il fuoco si diffonderà in varie nazioni, ma il soffio del Signore allontanerà colui che viene con vendetta. Il seme piantato in terra fertile darà buoni frutti. Nel mezzo delle tribolazioni verrà colui che sarà il vostro soccorso. Pregate. Solo nella preghiera raggiungerete la vittoria. Avanti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.




Quattordici giorni prima dell' elezione di Benedetto XVI




2.512 - 19.04.2005
Cari figli, pregate per il nuovo successore di Pietro. Con lui la Chiesa avanzerà, ma sarà perseguitata dai nemici. Il Santo Padre sperimenterà il calvario, perché molte delle sue posizioni andranno a contrastare i nemici della Chiesa. Inginocchiatevi in preghiera. Pregate molto per la Chiesa. La lezione appresa non sarà dimenticata. Gesù guarda la sua Chiesa e si prende cura dei suoi fedeli. La morte non vincerà mai la vita. Il seme piantato darà buoni frutti. La vittoria sarà del Signore. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

2 aprile 2005 moriva Giovanni Paolo II, 
19 aprile 2005 inizio pontificato Benedetto XVI


2.539 - 24.06.2005 



L’annullamento dell’anello papale

«È avvenuto tramite rigatura», dicono dal Vaticano


Padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa del Vaticano (ovvero, di fatto, portavoce) ha detto che si è svolto uno dei rituali simbolici che seguono la fine di un pontificato: l’annullamento dell’Anello del Pescatore, ovvero l’anello d’oro con una raffigurazione di San Pietro che getta una rete (da cui il nome) che veniva utilizzato in genere per apporre il sigillo ai documenti papali, un’usanza sostituita a metà Ottocento da un timbro rosso. Padre Lombardi ha detto:
«L’annullamento dell’anello papale di Benedetto XVI è avvenuto tramite rigatura.»
Fino al pontificato di Giovanni Paolo II, l’Anello del Pescatore veniva spezzato e i resti conservati negli archivi vati
  Cari figli, tornate al Signore. Solo in  Lui è la vostra piena felicità. Pentitevi dei vostri peccati e riconciliatevi  con il Signore per mezzo del Sacramento della Confessione. Nell’ Eucarestia è la  vostra forza. Preparatevi e ricevete il Prezioso Alimento. Il sole di  mezzogiorno sarà considerato più importante di quello della sera. Un uccello  del palazzo andrà ad abitare in un altro nido. Uccello pericoloso del paese dei  re; terra di peccati. Ascoltate con attenzione ciò che vi dico. Pregate sempre  e pregate molto. È bene pregare per Papa  Benedetto XVI. La pietra della pietra sarà spezzata. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della  Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una  volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.  Rimanete nella pace.

Due mesi dopo l' insediamento di Papa Benedetto XVI




2.963 - 01/03/2008
CARI FIGLI, in una data maestosa LA CHIESA PIANGERÀI fedeli si lamenteranno e le direzioni della Chiesa cambieranno. Vi chiedo di continuare a pregare. Siete importanti per la realizzazione dei miei piani. Il Signore vi chiama. Non restate con le mani in mano. Dio ha fretta: ciò che dovete fare, non rimandatelo a domani. L’umanità si è allontanata dal Creatore e gli uomini percorrono le strade dell’autodistruzione. Tornate. Il Signore vi attende a braccia aperte. Non perdetevi d’animo. Sono vostra Madre e sarò sempre vicina a voi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

11 febbraio 2013. Benedetto XVI lascia. L' annuncio in latino durante un Concistoro. A marzo il nuovo pontefice. Papa non lascia per una malattia.

11 febbraio 1° apparizione nella grotta di Massabielle a Lourdes a Santa Bernadette Soubirous, giovedì 11 febbraio 1.858 





2.939 - 05/01/2008
Cari figli, la guerra esploderà su Roma e saranno pochi i sopravvissuti. Colui che si oppone a Cristo porterà sofferenza e dolore a tutta l’EuropaIl Trono di Pietro sarà vuoto. Lacrime di dolore, pianto e lamenti si vedranno nella Chiesa. Inginocchiatevi in preghiera. L’umanità cammina verso l’autodistruzione preparata dalle mani stesse degli uomini. Siate fedeli. Non tiratevi indietro. Rinunciate al peccato e tornate al Signore, che vi ama e vi attende a braccia aperte. Io sono al vostro fianco. Non perdetevi d’animo. Qualunque cosa accada, non permettete che la fiamma della fede si spenga dentro di voi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Italia
2.940 - 08/01/2008
Cari figli, quando il trono cadrà e la permanenza del re non sarà più possibile, ci sarà grande disprezzo per i dogmi e pochi resteranno saldi nella fede. Io sono vostra Madre e soffro per ciò che vi attende. Vivete nel tempo peggiore di quello del diluvio ed è giunto il momento di pentirvi, perché il Signore vi attende a braccia aperte. Non tiratevi indietro. Ciò che dovete fare, non rimandatelo a domani. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.



2.989 - 26/04/2008
Cari figli, arriverà il giorno in cui l’oppositore diffonderà i suoi errori sulla terra e ci sarà grande disprezzo per i buoni costumi. La Chiesa vivrà momenti di grande persecuzione e porterà una croce pesante. Per un determinato periodo, la Chiesa camminerà senza Pietro, ma il mio Gesù sarà fedele alla sua promessa. Coraggio. Io sarò al vostro fianco. Vi chiedo di non allontanarvi dalla preghiera. L’umanità è malata e ha bisogno di essere curata. Tornate al Signore. Avvicinatevi al sacramento della confessione e sarete guariti spiritualmente. Vivete nella grazia del Signore. Non contaminatevi con le cose del mondo. Siete del Signore. Solo lui dovete seguire e servire. GLI UOMINI SAPIENTI FARANNO GRANDI SCOPERTE. DALL’UNIVERSO VERRÀ LA FORZA CHE ILLUMINERÀ LA TERRA. Inginocchiatevi in preghiera. Ripeto: pregate, pregate, pregate. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Italia




3502 del 28/06/2011

Cari figli, inginocchiatevi in preghiera per la Chiesa. Giorni di furia verranno contro la Chiesa del mio Gesù e i nemici della Chiesa agiranno per portarla al calvario. Soffro per ciò che vi attende. Pregate anche per il Papa Benedetto XVI. Verranno giorni di tenebre e il dolore sarà grande per i fedeli. Sono vostra Madre e sono venuta dal cielo per condurvi alla verità. Accogliete il Vangelo e difendete la vera dottrina. Avrete ancora lunghi anni di prove, ma alla fine ci sarà il trionfo del mio Cuore Immacolato. Avanti senza paura. Io sarò sempre al vostro fianco. Non perdetevi d’animo. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

   3.590 - 1 gennaio 2012 


Cari figli, avrete ancora lunghi anni di dure prove. Solo in Gesù troverete la forza per sopportare il peso della croce che verrà. Non perdete la vostra speranza. Dio è molto vicino a voi. Tornate a Lui, che vi ama e vi conosce per nome. Sono la Regina della Pace e sono venuta dal Cielo per portarvi la pace. Riempitevi di coraggio, fede e speranza. Nulla è perduto. Voglio dirvi che siete importanti per la realizzazione dei miei piani. Aprite i vostri cuori. Inginocchiatevi in preghiera. La vostra nazione (Brasile) berrà il calice amaro della sofferenza. Soffro per ciò che vi attende. Siate fedeli. Giorni di tenebre verranno per la Chiesa. Il Santo Padre berrà il calice amaro del dolore. Ecco il tempo del calvario per la Chiesa. Non tiratevi indietro. Qualunque cosa accada, restate con Gesù. Coraggio. Io supplicherò mio Figlio Gesù per ciascuno di voi. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.



Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace n°3776
13.02.2013
Amati figli, restate con Gesù. Non abbiate timore. Dio è al controllo di tutto. Siate uomini e donne di fede. Accogliete coraggiosamente il Vangelo del Mio Gesù e non rifiutate. Appartenete al Signore e nessun male vi colpirà se resterete fedeli. Io sono la vostra Madre e conosco le vostre necessità. Con i vostri esempi e parole mostrate a tutti che state nel mondo, ma non siete del mondo. Ecco il tempo che vi ho annunciato in passato. Coraggio.Ora cominciano i primi passi verso il calvario, ma il cammino della croce è ancora lungo. Abbiate fiducia, fede e speranza. Dopo tutta la tribolazione verrà la vittoria. Non rifiutate. Amate e difendete la verità. Piegate le vostre ginocchia in orazione. Ritornate a Colui che è il vostro Tutto e vi conosce per nome. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso riunirvi quì ancora una volta. Io vi benedico, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Restate in pace.


3.098 - 23/12/2008
Cari figli, sono vostra Madre e sono venuta dal cielo per benedirvi e offrirvi il mio amore. Siate docili e cercate di imitare in tutto mio Figlio Gesù. Lasciate che la grazia del Signore vi trasformi. Non tiratevi indietro. Accogliete i miei appelli e io vi condurrò a un’alta vetta di santità. Fatevi coraggio e testimoniate ovunque i miei messaggi. Conosco le vostre necessità e intercederò presso il mio Gesù per voi. Rallegratevi, perché avete un posto speciale nel mio Cuore Immacolato. Inginocchiatevi in preghiera. L’umanità è malata e ha bisogno di essere curata. Aprite i vostri cuori e sentirete la presenza del mio Gesù nelle vostre vite. Non restate stazionari nel peccato. Siete del Signore e le cose del mondo non sono per voi. La Chiesa del mio Gesù porterà una croce pesante. Arriverà il giorno in cui ci saranno due troni, ma solo su di uno siederà il vero successore di Pietro. Sarà questo il tempo della grande confusione spirituale per la Chiesa. Restate con la verità. Ascoltate quello che vi dico e restate saldi nella fede. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Italia





Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace n°3777
16.02.2013
Amati figli, camminate con Gesù. La strada della santità è piena di ostacoli, ma voi non siete soli. Confidate in Gesù. La vostra vittoria è con Lui. Non permettete che la fiamma della fede si spenga dentro di voi. Siate uomini e donne di coraggio. Riempitevi di speranza. Il Mio Gesù non vi abbandonerà. In questi giorni, intensificate le vostre prehiere per la Chiesa. La chiesa camminerà nel mezzo della grande tribolazione. Non temete.La Chiesa avrà ancora PietroQuello che vi ho annunciato in passato va a realizzarsi. Avanti sul cammino che vi ho indicato. Non rifiutate. Conosco le vostre necessità e pregherò il Mio Gesù per voi. Io sono la vostra Madre e vi amo. Ascoltatemi ed Io vi condurrò sul cammino del bene. Ciò che dovete fare non lasciatelo per il domani. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso riunirvi quì ancora una volta. Io vi benedico, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Restate in pace.



Fonte traduzione messaggi in italiano
http://www.messaggidianguera.net/




RINUNCIA DEL PAPA BENEDETTO XVI E PROFEZIE DI NOSTRA SIGNORA DI ANGUERA
Traduzione automatica  di Google Traslate
ESCLUSIONE DI PAPA BENEDETTO XVI E LA PROFEZIA DI NOSTRA SIGNORA IN ANGUERA 
10/03/2013 alle 13:31 

ESCLUSIONE DI PAPA BENEDETTO XVI E LA PROFEZIA DI NOSTRA SIGNORA IN ANGUERA: VEDERE QUESTA PROFEZIA DI NOSTRA SIGNORA DI ANGUERA. E non dimenticate che GIORNO 11 GIORNO AVVISO DI ESCLUSIONE DI PAPA DATA MAJESTIC:. FESTA DELLA MADONNA DEL LURDES 2.963-Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace 01/03/2008- Anguera / BA. Sabato. Cari figli, in una data maestoso piangere Chiesa. I fedeli sono da deplorare, e cambierà la direzione della Chiesa. Vi chiedo di continuare a pregare. Sono importanti per la realizzazione dei miei piani ... 3409-Messaggio di Nostra Signora, in onda su 07/12/2010 ...... in direzione di un futuro di grandi difficoltà. Giorni difficili sono in arrivo per gli uomini e le donne di fede. Molti si rivoltino contro il successore di Pietro, e ci sarà una crisi di fede. quattordici giorni prima della elezione di Benedetto XVI, la Madonna ha parlato: 2506 Messaggio della Madonna su 05.04.2005 Cari figli, la strada è breve per chi . sarà disponibile con la voglia di fare lunghe passeggiate NEL GIORNO CHE IL PAPA ASSIMIU IL TRONO DI NOSTRA SIGNORA Pietro disse: 2.512 - Messaggio di Nostra Signora a Anjguera / BA 19.04.2005 Cari figli, pregate per il nuovo successore di Pietro. Con lui l'anticipo Chiesa, ma sarà perseguitato da nemici. Il Santo Padre sperimentare il calvario, perché molte delle sue posizioni contrastano con i nemici della Chiesa. Piegate le vostre ginocchia in preghiera. Pregate molto per la Chiesa. La lezione non sarà dimenticato. . Gesù guarda alla sua Chiesa e si preoccupa per i suoi fedeli due mesi e alcuni giorni dopo l'POSSESSO DI PAPA BENEDETTO XVI, la Madonna ha detto: 2539 Messaggio della Madonna, in anguilla / BA. 24.06.2005 Ascoltate attentamente ciò che dico. Pregate sempre e pregare tanto è buono per pregare per il Papa Benedetto XVI. La pietra della pietra sarà spezzato. 2.940-Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace 08/01/2008- Anguera / BA. Martedì. Cari figli, quando la caduta trono e ora non si può rimanere il re, non ci saranno grandi dogmi disprezzo e pochi rimangono saldi nella fede. Messaggio della Madonna, No. 2497, il 19.03.2005 Cari figli, una grande nave sarà in alto mare e quelle presenti saranno sorpresi da Cristo prima di lui. Un regno diviso e una sedia vuota. L'esistenza di due re (due papi) grande confusione diffusa in tutto il mondo, ma Dio verrà in soccorso del suo popolo.

GIORNO 11 GIORNO AVVISO DI ESCLUSIONE DI PAPA DATA MAESTOSA: FESTA DELLA MADONNA DE LURDES



2.963 - 01/03/2008
Cari figli, in una data maestosa la Chiesa piangerà. I fedeli si lamenteranno e le direzioni della Chiesa cambieranno. Vi chiedo di continuare a pregare. Siete importanti per la realizzazione dei miei piani. Il Signore vi chiama. Non restate con le mani in mano. Dio ha fretta: ciò che dovete fare, non rimandatelo a domani. L’umanità si è allontanata dal Creatore e gli uomini percorrono le strade dell’autodistruzione. Tornate. Il Signore vi attende a braccia aperte. Non perdetevi d’animo. Sono vostra Madre e sarò sempre vicina a voi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
3.409 - 7 dicembre 2010
Cari figli, siete del Signore e non dovete temere nulla. La vostra vittoria è in Lui, che è il vostro Bene assoluto e sa di cosa avete bisogno. Aprite i vostri cuori e imparate da Gesù che solo i miti e gli umili di cuore erediteranno il Regno dei Cieli. Siate docili alla mia chiamata e imitate Gesù in tutto. Camminate verso un futuro di grandi difficoltà. Verranno giorni difficili per gli uomini e le donne di fede. Molti si rivolteranno contro il successore di Pietro e ci sarà una grande crisi di fede. Un successore di Pietro porterà una croce pesante e vedrà la morte di molti consacrati. Pregate molto per la Chiesa. Coloro che resteranno saldi nella fede saranno vittoriosi. Non temete. Io sono vostra Madre e sono con voi. Avanti sul cammino che vi ho indicato. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.



2.506 - 05.04.2005
Cari figli, la strada sarà breve per colui che verrà con il desiderio di fare un lungo camminoSappiate, voi tutti, che il fuoco si diffonderà in varie nazioni, ma il soffio del Signore allontanerà colui che viene con vendetta. Il seme piantato in terra fertile darà buoni frutti. Nel mezzo delle tribolazioni verrà colui che sarà il vostro soccorso. Pregate. Solo nella preghiera raggiungerete la vittoria. Avanti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Quattordici giorni prima dell' elezione di Benedetto XVI

2.512 - 19.04.2005
Cari figli, pregate per il nuovo successore di Pietro. Con lui la Chiesa avanzerà, ma sarà perseguitata dai nemici. Il Santo Padre sperimenterà il calvario, perché molte delle sue posizioni andranno a contrastare i nemici della Chiesa. Inginocchiatevi in preghiera. Pregate molto per la Chiesa. La lezione appresa non sarà dimenticata. Gesù guarda la sua Chiesa e si prende cura dei suoi fedeli. La morte non vincerà mai la vita. Il seme piantato darà buoni frutti. La vittoria sarà del Signore. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

2 aprile 2005 moriva Giovanni Paolo II, 
19 aprile 2005 inizio pontificato Benedetto XVI

Alcuni giorni dopo l' insediamento del papa Benedetto XVI la Madonna disse:
2.539 - 24.06.2005
Cari figli, tornate al Signore. Solo in Lui è la vostra piena felicità. Pentitevi dei vostri peccati e riconciliatevi con il Signore per mezzo del Sacramento della Confessione. Nell’Eucarestia è la vostra forza. Preparatevi e ricevete il Prezioso Alimento. Il sole di mezzogiorno sarà considerato più importante di quello della sera. Un uccello del palazzo andrà ad abitare in un altro nido. Uccello pericoloso del paese dei re; terra di peccati. Ascoltate con attenzione ciò che vi dico. Pregate sempre e pregate molto. È bene pregare per Papa Benedetto XVI. La pietra della pietra sarà spezzata. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
2.940 - 08/01/2008
Cari figli, quando il trono cadrà e la permanenza del re non sarà più possibile, ci sarà grande disprezzo per i dogmi e pochi resteranno saldi nella fede. Io sono vostra Madre e soffro per ciò che vi attende. Vivete nel tempo peggiore di quello del diluvio ed è giunto il momento di pentirvi, perché il Signore vi attende a braccia aperte. Non tiratevi indietro. Ciò che dovete fare, non rimandatelo a domani. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
2.947- 25/01/2008
Cari figli, la Chiesa porterà la croce dell’afflizione, della desolazione e dell’umiliazione. A causa di cattivi pastori, si negheranno grandi dogmi di fede e i fedeli diventeranno freddi e pieni di dubbi. La Chiesa sarà tormentata da grandi tempeste e pochi resteranno saldi nella fede. Saranno tempi difficili per i miei poveri figli, ma il Signore non sarà lontano da voi. Dopo tutta la tribolazione, verrà la grande vittoria del Signore. Pregate. Non allontanatevi dalla preghiera. Il Signore vi attende. Camminate con gioia verso l’incontro con Lui. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.







L’ABDICAZIONE DEL PAPA/ Tra profezie apocalittiche, ipotesi di complotto e crisi globale

di Enrica Perucchietti e Gianluca Marletta.

«Non lasciatemi solo, pregate per me, perché io non fugga per paura dinanzi ai lupi».


È con queste parole – quasi un’inusitata implorazione – che ha avuto inizio, più di sette anni fa, il pontificato di Benedetto XVI; parole che oggi risuonano come un’inquietante prefigurazione rispetto ad un avvenimento senza precedenti nella storia moderna come quello dell’abdicazione di un Papa. Si tratta infatti di un avvenimento che, al di là delle poco convincenti giustificazioni “ufficiali”, evoca nell’opinione pubblica un senso di disorientamento e di sconcerto; complice anche la sincronicità con una crisi politica, economica e morale globale che appare, ogni giorno di più, senza precedenti e senza apparente via d’uscita.
È evidente, infatti, come un atto del genere, al di là delle “normalizzanti” giustificazioni massmediatiche, presupponga una situazione di stravolgimento e un travaglio senza precedenti all’interno della più grande istituzione religiosa del mondo; scatenando peraltro, com’é ormai congenito al fluido mondo della cultura di massa contemporanea, un tam tam di illazioni e suggestioni d’ogni tipo, frutto da una parte di un confuso apocalittismo e catastrofismo, ma anche della percezione lucidamente radicata fra i più, di star vivendo un periodo di inusitata trasformazione del mondo.
Da questo punto di vista la sensibilità di massa, che si esprime essenzialmente sul web, si divide tra chi da una parte è tentato di rievocare le numerosissime – e a volte curiose e sconcertanti – profezie su “gli ultimi Papi” di cui è ricchissima la storia carismatica del Cristianesimo, e chi vuole leggere questo sconvolgente passo del Romano Pontefice alla luce della drammatica crisi politica e umana che coinvolge oggi il mondo intero, Chiesa Cattolica compresa.
Le profezie del passato
La notizia dell’abdicazione del papa non poteva che sconvolgere l’opinione pubblica e diffondere suggestioni apocalittiche ben vive nella tradizione cattolica, sebbene il rischio di coniugare previsioni spurie di origine non cristiana (addirittura di stampo new age) a visioni genuine sia sempre evidente. Per rendersi conto di come la notizia abbia scosso i fedeli, basta gettare un’occhiata su internet, dove post, articoli e tweet rilanciano il fascino apocalittico che, archiviata la profezia Maya sulla fine dei Tempi, da meno di due mesi ci eravamo lasciati alle spalle. Ora si rispolverano invece le visioni delle beata Anna Caterina Emmerich e la Profezia di Malachia, passando per il sempiterno Nostradamus, i Vaticinia de Summis Pontificibus, il Ragno Nero o Maria Valtorta. Non possono mancare i riferimenti al ciclo profetico di La Salette (1846), al Terzo Segreto di Fatima e ai sogni di Don Bosco.
A dispetto di quello che si potrebbe credere, l’impressione che ne emerge non è un coacervo di suggestioni apocalittiche ma, al contrario, una linea drammaticamente solidale nel prevedere la Fine dei Tempi e in alcuni casi il cosiddetto Decennio della Tribolazione. Concentrando l’attenzione infatti all’ambito prettamente cristiano (e tralasciando per ora le più criptiche quartine di Nostradamus), i vaticini alludono chiaramente della decadenza morale e spirituale della Chiesa, colpita da apostasia, e della sua imminente fine…
Le visioni di Caterina Emmerick
Caterina Emmerick (1774-1824) parla ad esempio della “falsa chiesa” di Roma “costruita contro ogni regola” al cui interno avrebbero trovato riparo eretici di ogni tipo, dando origine a “divisioni e caos”. I sacerdoti si sarebbero abbandonati addirittura a ogni genere di oscenità, dal gioco d’azzardo al sesso: “Il clero locale diventava tiepido, e vidi una grande oscurità… Allora la visione sembrò estendersi da ogni parte. Intere comunità cattoliche erano oppresse, assediate, confinate e private della loro libertà. Vidi molte chiese che venivano chiuse, dappertutto grandi sofferenze, guerre e spargimento di sangue”. Continua la beata: “Vidi ancora una volta che la Chiesa di Pietro era minata da un piano elaborato dalla setta segreta, mentre le bufere la stavano danneggiando”. La Chiesa appare, come anche nei sogni profetici di Don Bosco, divisa “in due fazioni”.
In particolare, come descritto anche nella visione del Terzo Segreto di Fatima e nel ciclo di La Salette, la Emmerick racconta delle tribolazioni che la Chiesa dovrà affrontare, ed in particolare di un ultimo Papa “molto ammalato e debole” circondato da iniqui e traditori: “Parlai al Papa dei vescovi che presto dovevano essere nominati. Gli dissi anche che non doveva lasciare Roma. Se l’avesse fatto sarebbe stato il caos. Egli pensava che il male fosse inevitabile e che doveva partire per salvare molte cose… Era molto propenso a lasciare Roma, e veniva esortato insistentemente a farlo…”.
Le visioni della Beata sembrano indicare però nel successore al Soglio pontificio un italiano: “Vidi un nuovo Papa che sarà molto rigoroso. Egli si alienerà i vescovi freddi e tiepidi. Non è un romano, ma è italiano. Proviene da un luogo che non è lontano da Roma, e credo che venga da una famiglia devota e di sangue reale. Ma per qualche tempo dovranno esserci ancora molte lotte e agitazioni”.
La monaca di Dresda, invece, nella lettera a Federico I di Prussia predisse che “l’ultimo Pietro giungerà dalla tua terra”, ovvero dalla Prussia, regione storica oggi compresa tra i confini di Russia, Polonia, Lituania e Germania.
Le profezie del Ragno Nero
Un altro profeta a cui non si può non fare riferimento è il Ragno Nero (in tedesco Shwarzer Spinner), un monaco veggente bavarese dell’Ordine cistercense, vissuto probabilmente intorno alla seconda metà del XVI secolo tra Ratisbona, Monaco e Augusta, e meglio conosciuto come Monaco Nero. Il suo nome deriva dal sigillo, in forma di un ragno nero, con cui aveva vergato le sue carte contenenti un lungo elenco di profezie che terminerebbero il 7 giugno 3017 d.C.
A differenza delle profezie di Nostradamus, le previsioni del Ragno Nero sono disposte in ordine cronologico, hanno una matrice cristiana e per la loro chiarezza non necessitano di un particolare commento. È proprio negli scritti del Monaco Nero che ritroviamo un riferimento esplicito al Decennio della Tribolazione (“dieci anni di follia”) che avrebbe avuto inizio nel 2011 e che porterebbero al manifestarsi dell’Anticristo alla guida della Chiesa. L’espressione “dieci anni di follia” potrebbe fare indirettamente riferimento al periodo di tribolazione di cui si parla nell’Antico e nel Nuovo Testamento sotto nomi diversi: il giorno del Signore (Isaia 2: 121; 13: 62Giole 1: 153, 2:1-64; 3:45Tellasonicesi5:26); angoscia, tribolazione o grande tribolazione (Matteo 24:217), il tempo dell’angoscia (Daniele 12:18), etc. concetto che viene ampiamente sviluppato nell’Apocalisse di Giovanni.
Così l’anno 2013 si caratterizzerebbe, per il Ragno Nero, per la fine della Chiesa Cattolica: s’intravvede un Grande Scisma e si paventa l’arrivo di una “Papessa” dal nord Europa. Ci vorranno però ancora tre anni perché “l’ultimo Pietro dei marmi benedirà il lupo, scambiandolo per agnello”.
Scrive il Ragno Nero: “Guardatevi dalla mano inanellata. Benedice, ma nel suo gesto c’è la maledizione./Guardatevi dalle ultime lune di questo tempo bizzarro, perché porteranno mutamenti strani./Nel cuore della vecchia terra si parla la lingua delle catacom be. Ma pochi riescono a intendersi./E di questa confusione appro fitterà un uomo giovane./Molti seminatori rimarranno attoniti, con il braccio alzato, nel vedere passare il nuovo Cesare”.
Malachia, la Monaca di Dresda e il Terzo Segreto di Fatima
Ma è soprattutto con le profezie di Malachia e con quelle della monaca di Dresda che alcuni hanno creduto di rinvenire chiari riferimenti al pontificato di Benedetto XVI e al suo successore. Comune ai due cicli profetici è la visione della fine della Chiesa che si dovrebbe compiere, stando alle interpretazioni degli storici, propri con il successore di Ratzinger.
La profezia di Malachia è una lista di 112 brevi frasi in latino attribuita a San Malachia di Armagh (vissuto nel XII secolo), pubblicata nel 1595 da Arnold de Wyon, uno storico benedettino, come parte del suo libro Lignum Vitæ. La lista descriverebbe tutti i papi (e antipapi) a partire da Celestino II, eletto nel 1143, e si concluderebbe con il papa descritto come “Petrus Romanus” il cui pontificato dovrebbe terminare con la distruzione di Roma: ed è qui che la profezia di Malachia sembrerebbe coincidere con la visione del Terzo Segreto di Fatima, erroneamente (secondo alcuni) identificata con l’attentato del 1981 di Giovanni Paolo II a Piazza San Pietro. Come ha dimostrato Antonio Socci nel suo libro inchiesta, Il quarto segreto di Fatima, si deve infatti ricordare che nessun organo istituzionale del Vaticano ha ufficialmente interpretato la visione di Fatima come la premonizione dell’attentato a Woytila, seppur tale accostamento sia stato proposto all’opinione pubblica: in sostanza, si sarebbe lasciato credere che il Terzo Segreto (che a differenza degli altri Due non contiene alcuna spiegazione, ma solo una visione) si riferisse all’attentato quando, al contrario, la visione indicherebbe esplicitamente (e drammaticamente) altro.
La Vergine, infatti, avrebbe mostrato ai tre pastorelli una scena di guerra, in cui un uomo vestito di bianco (il Pontefice) veniva ferito a morte non da un folle ma da soldati. La visione descritta da Suor Lucia è infatti la seguente:“…E vedemmo in una luce immensa che è Dio […] un Vescovo vestito di Bianco […] Vari altri Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c’era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i Vescovi Sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della Croce c’erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio”.
La descrizione è drammatica: la città di Roma è in rovina, il Pontefice cammina tra i cadaveri e dopo la sua uccisione altri religiosi, uomini e donne vengono sterminati dai soldati. Ora, è evidente che l’attentato di Piazza San Pietro semmai può essere ricondotto al ciclo profetico di La Salette (che allude al ferimento di un Papa) e che può essere considerato come “anticipazione” di Fatima, ma non al Terzo Segreto, mancando non solo la morte del Santo Padre (per colpi di arma da fuoco e frecce!), ma la rovina della città e soprattutto il successivo sterminio di “Vescovi Sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni”. Anche a La Salette, infatti, la Madonna avrebbe accennato alla grave apostasia che avrebbe colpito la Chiesa e a sciagure che gravano sull’umanità e sulla Chiesa stessa, arrivando a profetizzare che il Papa “sarà perseguitato” e gli si “sparerà addosso”. Il Papa a cui fa riferimento la Vergine è stato identificato da alcuni ricercatori con Giovanni Paolo II, non solo per via dell’attentato ma anche perché la sua elezione al soglio pontificio viene descritta come “inaspettata” ed è chiarito che non sarebbe stato “romano”, cioè italiano.
Con La Salette e poi con Fatima la Vergine mostra un’escalation di violenza, sciagure e apostasia che avrebbero colpito la Chiesa ma che, evidentemente, non si sono ancora compiute del tutto: abbiamo un pontefice che viene ferito (ma non ucciso) e un suo successore che viene addirittura martirizzato. Come ha notato Socci, “è facile constatare che è il segreto della Salette (e non il terzo Segreto di Fatima) a corrispondere perfettamente alla vicenda di Giovanni Paolo II. È a lui che si attenta la vita, ed è lui che però, per la protezione della Vergine, si salva. Poi c’è un’altra profezia formulata a Fatima, quella di un pontefice che viene ucciso”. E che non si sarebbe ancora avverata.
Malachia, invece, avrebbe descritto ciascuno dei 112 futuri pontefici attraverso un “motto”. L’avvicendarsi di quelli che secondo la profezia sarebbero gli ultimi papi ha riportato l’attenzione dei ricercatori e dei fedeli su questa profezia, arrivando, in tempi non sospetti, a identificare Benedetto XVI con il penultimo e 111º Papa.
Il 111º papa è infatti descritto come De gloria olivae. Il motto De gloria olivae è stato collegato al nome “Benedetto” perché alcuni benedettini sono anche chiamati “monaci olivetani”. Da notare che nell’araldo del Papa è raffigurata un persona di colore sul lato destro (sinistro rispetto all’osservatore) simbolo della Diocesi di Frisinga di cui fu arcivescovo. Il termine “olivae” è stato connesso al colore di questo viso di moro e collegato al “Papa Nero” menzionato da Nostradamus. Il ramoscello di ulivo è inoltre legato alla pace, causa alla quale Benedetto XVI si è consacrato durante il suo pontificato. Infine, i ricercatori hanno evidenziato come Joseph Ratzinger sia nato nel Sabato Santo del 1927, il 16 aprile, al culmine della Settimana Santa, periodo sotto il segno dell’ulivo.
La profezia sul 112º papa, Petrus Romanus, presagisce invece la fine della Chiesa e la distruzione di Roma dopo l’ascesa al soglio pontificio dell’ultimo papa, in continuità, dunque, con il Terzo Segreto di Fatima. Recita la traduzione italiana della profezia: “Durante l’ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà Pietro il Romano, che pascerà il gregge fra molte tribolazioni; passate queste, la città dei sette colli cadrà ed il tremendo Giudice giudicherà il suo popolo. Amen.
Un’ipotesi precedente all’abdicazione di Benedetto XVI ha sollevato il dubbio che l’epiteto di “Pietro Romano” non sia riferito a un Papa bensì al Cardinal Camerlengo che, alla morte (o abdicazione in questo caso) del Pontefice regnante, siede sul trono di Pietro in attesa dell’elezione del successivo.
Non sono in pochi, così, coloro che fanno notare, con inquietudine, come l’attuale Camerlengo sia il Card. Tarcisio Pietro Evasio Bertone, nato aRomano Canavese nel 1934…! Ma non solo.
Ratzinger abdicherà alle ore 20 del 28 febbraio, data in cui la Chiesa festeggia proprio San Romano. Alcuni hanno fatto anche notare l’importanza numerologica della data in cui è stata comunicata la decisione del Santo Padre: 11 febbraio. Da un lato abbiamo l’11, simbolo di Giustizia, numero “caro” alla massoneria, dall’altro la ricorrenza della Madonna di Lourdes.
Le profezie della monaca di Dresda sembrano completare il ciclo profetico di Malachia, additando gli ultimi pontefici rispettivamente come: “Angelo Guida di Giosafat, con il segno della Gloria” e “Angelo della Pietà, con il segno del Martirio”. Il primo coinciderebbe con il motto malachiano De gloria olivae mentre il secondo con Petrus Romanus.
In entrambi i casi i papi descritti dai motti sarebbero gli ultimi.
Ipotesi di Complotto.
Naturalmente, oltre al filone profetico-apocalittico, impazzano sul web le varie ipotesi complottiste sulle dimissioni di Benedetto XVI. Alcune di queste ipotesi, in realtà, precedono in maniera piuttosto sconcertante l’attuale evento, annunciando già da mesi cosa sarebbe poi realmente accaduto e identificando nei Poteri Forti massonici e nemici del Cristianesimo i “cospiratori” che avrebbero complottato contro l’attuale Pontefice.
Sul sitohttp://www.parrocchie.it/correggio/ascensione/scontro_in_Vaticano_2012.htm, ad esempio, campeggia da mesi un’inquietante articolo dal titolo “Vaticano: complotto per far dimettere il Papa?” in cui si afferma esplicitamente: “La Massoneria ecclesiastica, attraverso queste continue fughe di documenti e di lettere, sta cercando di spingere il Papa alle dimissioni per indire un nuovo Conclave nel tentativo di mettere a capo della Chiesa Cattolica uno dei suoi. Sarebbe la reale vittoria della Massoneria sulla sua più acerrima nemica… Dopo, la strada verso il New World Order sarebbe completamente spianata!”. Il riferimento immediato è ad alcuni scandali e fughe di notizie, tra cui quella pubblicata da “Il Fatto Quotidiano” del 10 Febbraio 2012 a firma di Marco Lillo, in cui si faceva riferimento ad un presunto documento riservato in cui sarebbe stata paventata con preoccupante certezza l’uccisione del Papa (!) entro il Novembre del 2012. Un’inquietante “previsione” poi rivelatasi errata, ma che è stata solo una delle innumerevoli “voci”, calunnie e sibili che hanno circondato la persona del Pontefice specie negli ultimi anni.
Di certo, al di là delle sconcertanti previsioni o delle mere illazioni, c’è il dato di fatto che tutto il pontificato di Benedetto XVI sembra essere trascorso all’ombra (o piuttosto sotto il peso) di un rapporto ambiguo e decisamente “pericoloso” con i Poteri Forti che dominano la scena in Occidente: stiamo parlando, per intenderci, di quei poteri reali, spesso poco visibili ma apparentemente onnipresenti, che caldeggiano la creazione di un Nuovo Ordine Mondiale.
Benedetto XVI e i poteri forti del Nuovo Ordine Mondiale.
Una delle critiche più diffuse sul web alla figura di Benedetto XVI – anche su molti siti cattolici – riguarda la sua debolezza (a volte bollata addirittura come connivenza) verso quei Poteri Forti occidentali che propugnano la costruzione di un Nuovo Ordine Mondiale: debolezza piuttosto sconcertante, data la storica ostilità che i poteri “mondialisti” hanno sempre dimostrato verso tutte le religioni, specie verso il Cattolicesimo.
Di fatto, sembra che tali Poteri Forti abbiano perseguito fin dall’inizio, nei confronti del pontificato di Benedetto XVI, una cinica ma efficace strategia del bastone e della carota, passando dagli scandali mediatici montati ad arte (da ricordare, quello riguardante il famoso “Discorso di Ratisbona” che fece infuriare il mondo islamico a partire da una frase volutamente estrapolata dal contesto, o l’ancor più capzioso “scandalo del preservativo” creato dalla stampa francese durante un viaggio pastorale in Africa) ad una ricerca di consenso o persino di legittimazione da parte dello stesso Pontefice. Un Pontefice, Papa Ratzinger, a capo di una Chiesa aggredita e priva di qualsivoglia difesa, e pertanto facilmente ricattabile dall’esterno come dall’interno.
Ed é forse questa la chiave di lettura per interpretare certe sconcertanti “aperture” del Pontefice verso il Nuovo Ordine Mondiale a partire dal famoso (o per alcuni famigerato) discorso del 25 dicembre 2005, quando un Ratzinger appena eletto pronunciò le parole: “Uomo moderno, adulto eppure talora debole nel pensiero e nella volontà, lasciati prender per mano dal Bambino di Betlemme; non temere, fidati di Lui! La forza vivificante della sua luce ti incoraggia ad impegnarti nell’edificazione di un nuovo ordine mondiale”.
Una sconcertante “benedizione” ad un potere mondiale notoriamente cresciuto in un contesto massonico e anticristiano che è stata persino ribadita, più di recente, nel documento del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, dal titolo: Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale9; in cui si afferma senza mezzi termini la necessità della costituzione di un’Autorità Pubblica Mondiale a partire dalle stesse istituzioni sovranazionali oggi esistenti (ONU, Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale, ecc.); ovvero, a partire da organizzazioni che per decenni hanno fatto, di “valori” ben poco cattolici come quelli della riduzione maltusiana delle nascite, della propaganda abortista e dell’indebitamento dei paesi poveri, un vero cavallo di battaglia!
Eppure Papa Benedetto XVI è quello stesso Cardinal Ratzinger che nel 1999, nell’introduzione al libro di Michel Schooyans, professore dell’Università Cattolica di Loviano, dal significativo titolo di Nuovo Disordine Mondiale (trad. ital., Cinisello Balsamo 1999) – sottotitolo La grande trappola per ridurre il numero dei commensali alla tavola dell’umanità- affermava non senza coraggio: Le tesi portate avanti da Schooyans, oltre ad essere un autentico pugno nello stomaco, esprimono dunque una linea interpretativa che potremmo definire autorevolissima della posizione della Chiesa riguardo ad un problema, quale quello della “vita” e della sua strumentalizzazione, che è preconizzato come un tentativo di “dittatura mondiale” perseguita dai paesi più ricchi e che si avvale, nella visione proposta, di importantissimi strumenti politici quali l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), l’O.N.U., le ONG, la Banca Mondiale e tutte le organizzazioni ad esse collegate. Secondo l’Autore, il Nuovo Ordine Mondiale altro non è che il tentativo di imporre la “filosofia dell’egoismo” dei paesi ricchi ai paesi poveri o in via di sviluppo, ed il dominio di pochi su tutti gli altri”.
Ed è da queste indubbie contraddizioni che è nata in molti la percezione di un Papa fragile e indeciso, ricattabile da Poteri contro i quali egli non sembra aver voluto (o potuto) opporre alcuna resistenza.
Proprio in queste ore, pertanto, sul web rimbalza di continuo la domanda se non sia partita proprio da questi “Poteri” l’ingiunzione a Benedetto XVI di abbandonare il Pontificato, di …fuggire davanti ai lupi, per riprendere la metafora delle stesso Papa appena eletto; una decisione che, qualunque siano le reali ragioni che l’hanno originata, rischia di essere foriera di gravissima confusione e di temibili scandali per un mondo cattolico già profondamente indebolito e lacerato.
1  Poiché vi sarà un giorno del signore degli eserciti
2  Urlate perché è vicino il giorno del Signore; esso viene come una devastazione da parte dell’Onnipotente
3  È infatti vicino il giorno del Signore e viene come uno sterminio dall’Onnipotente.
4  Tremino tutti gli abitanti della regione perché viene il giorno del Signore, per è vicino giorno di tenebra e caligine, giorno di nube e oscurità.
5  Il sole cambierà in tenebre e la luna in sangue, prima che venga il giorno del Signore, grande e terribile.
6  …voi ben sapete che com eun ladro di notte, così verrà il giorno del Signore.
7  Poichè vi sarà allora una tribolazione grande quale mai avvenne dall’inizio del mondo fino a ora, né mai più ci sarà.
8  Vi sarà un tempo di angoscia, come non v’era mai stato dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo
9  Il documento è scaricabile in PDF presso il sito:http://www.pcgp.it/dati/2011-10/24-999999/RIFORMA-MONETARIA-italiano.pdf
CRONACHE
27/02/2013 - OGGI L’ULTIMO ABBRACCIO CON LA PIAZZA
Il desiderio di Benedetto XVI
“Chiamatemi Papa emerito”
Continuerà a indossare la veste bianca ma lascerà le scarpe rosse
GIACOMO GALEAZZI

CITTA’ DEL VATICANO
Resterà «Sua Santità Benedetto XVI». Alle 20 di domani il picchetto della Guardia Svizzera sguarnirà il portone della residenza di Castel Gandolfo e Joseph Ratzinger sarà «Papa emerito» o «Romano Pontefice Emerito».  
Vestirà la talare bianca, senza mantellina. Sfilerà dalla mano l’anello del pescatore e tornerà a indossare quello vescovile. Titolo, veste, elementi dal valore anche simbolico. È stato lui ad indicarli «Ha detto: desidero chiamarmi cosi», riferisce padre Federico Lombardi. Niente titolo di vescovo emerito di Roma. Il Papa non tornerà nemmeno alla talare nera, che pure da cardinale amava indossare spesso al posto di quella porpora. Porterà la veste bianca, ma lascerà le scarpe rosse. «Il Pontefice ha gradito il dono delle scarpe marroni realizzate per lui dagli artigiani di Leon in Messico e continuerà ad utilizzarle», precisa Lombardi.  

Trasloco quasi ultimato. Tra i bagagli del Papa non ci saranno i documenti legati al pontificato e al governo della Chiesa, nè quelli del periodo in cui guidava l’ex Sant’Uffizio. Lo seguiranno solo gli appunti di carattere più personale. Gli altri andranno agli archivi competenti. Oggi l’udienza e domani l’ultimo giorno da Papa e, forse suo malgrado, Ratzinger sarà tutta la giornata sotto i riflettori: prima l’udienza per il saluto con i porporati, nel pomeriggio il trasferimento in elicottero a Castel Gandolfo. La gente vedrà per l’ultima volta Benedetto XVI (almeno nella sua veste di Papa) domani alle 17.30 quando si affaccerà dalla loggia del palazzo di Castel Gandolfo per salutare i fedeli nella piazza antistante. Poi si chiuderà la finestra e Ratzinger si ritirerà per una vita isolata nella preghiera. Il segno pubblico, visibile, della fine del pontificato sarà legato ai suoi «angeli custodi».  

Alle 20 di domani si chiuderà il portone del Palazzo di Castel Gandolfo e gli «svizzeri» lasceranno la guardia: da quel momento in poi loro punto di riferimento sarà il Collegio dei cardinali, fino alla fumata bianca in conclave. Il titolo di «Papa emerito» e la veste bianca vanno insieme. «L’ipotizzata dizione “vescovo emerito di Roma” avrebbe causato confusione - spiega Lombardi -.Hanno riflettuto e lavorato autorevoli esperti», però alla fine «ha deciso l’interessato». Alcuni giuristi della Curia Romana avevano immaginato che Ratzinger potesse vestire una talare giallo oro ed essere chiamato «Sua Beatitudine» come i patriarchi orientali. Domani si abbassano le luci sui 7 anni, 10 mesi e 9 giorni del pontificato. Termina il regno della «purificazione».  

Ma la bufera continua. «Ci sono vittime degli abusi dei preti per cui abbastanza non è mai abbastanza», afferma il conclavista William Levada, favorevole come Dolan alla partecipazione del connazionale Roger Mahony all’elezione pontificia malgrado le accuse di aver coperto il clero pedofilo di Los Angeles. «Si è scusato per gli errori di giudizio fatti in passato», spiega Levada. E sul suo blog Mahony scrive: «Prego anche per quei miei nemici che non possono proprio perdonarmi». 






Benedetto XVI lascia, stupore nel mondo 'Sento il peso. Lo faccio per il bene della Chiesa'

L'annuncio in latino durante un Concistoro: la voce serena e solenne, il volto stanco. Padre Lombardi: 'A marzo il nuovo pontefice. Papa non lascia per una malattia'

11 febbraio, 18:45
Fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2013/02/11/Benedetto-XVI-lascia-pontificato-Papa-dimette-28-febbraio_8225601.html



Le reazioni dei grandi della Terra: 'Sua scelta merita il massimo rispetto'

Stupore nel mondo e in Italia per la decisione di Benedetto XVI di lasciare il Pontificato

11 febbraio, 18:24http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2013/02/11/_8226024.html


IN PRIMO PIANO


Le reazioni dei grandi della Terra: 'Sua scelta merita il massimo rispetto'

-- MONDO --
Stupore nel mondo e in Italia per la decisione di Benedetto XVI. Obama esprime apprezzamento per Benedetto XVI. Merkel: 'Notizia che emoziona'. Ue: 'Rispetto per decisione fuori tradizione'. Napolitano: 'Grande coraggio'

Giovanna Chirri, l'autrice dello scoop Ansa

La vaticanista Ansa autrice dello scoop

-- SPECIALI --
Giovanna Chirri ha dettato il flash alle 11.46, dopo aver ascoltato l'annuncio in latino




Corrispondenze : http://www.apelosurgentes.com.br/noticia.php?id=311




Card.Meisner: chiedemmo a Ratzinger di licenziare Bertone

Wsj, ora Pontefice mediatico

15 febbraio, 22:28fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2013/02/11/Benedetto-XVI-lascia-pontificato-Papa-dimette-28-febbraio_8225601.html

Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace n°3785

05.03.2013

Amati figli, Dio è al controllo di tutto. Confidate in Lui e tutto finirà bene per voi. Io sono venuta dal Cielo per condurvi al Cielo. Aprite i vostri cuori e siate docili. Dite a tutti che Dio ha fretta. Camminate per un futuro di dolori e privazioni, ma non perdetevi d'animo. Il Mio Gesù camminerà al vostro fianco. Cercate forze nella preghiera e nell'ascolto delle parole del Mio Gesù. Nel cuore l'amore alla verità; nelle mani il rosario e la Sacra Scrittura. Il cammino del calvario porta sofferenza, ma la resurrezione porta gioiaLa barca di Pietro oscillerà e ci sarà grande confusione. Pietro e il segreto: ecco la risposta. Coraggio. Non rifiutate. Io vi amo e pregherò il Mio Gesù per ciascuno di voi. Avanti con gioia. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso riunirvi quì ancora una volta. Io vi benedico, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Restate in pace.



2.748 – 20/10/2006

Cari figli, un segreto sarà rivelato e ci sarà grande confusione nel palazzo. Non permettete che nulla vi allontani dalla verità. Pregate. Ascoltate con attenzione la voce del Signore e rispondete con gioia alla sua chiamata. Accogliete i miei appelli, perché desidero condurvi lungo il cammino del bene e della santità. Non tiratevi indietro. Il Signore è con voi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.


Italia



5/03/2013 

"L'addio di Ratzinger è nel messaggio di Fatima"






Il 7 marzo esce il suo nuovo saggio: "Il libro segreto di Papa Ratzinger.L'uomo che ha rinunciato al papato"(Newton Compton)



GIACOMO GALEAZZI

CITTÀ DEL VATICANO

"La verità della rinuncia di Ratzinger va cercata nel messaggio di Fatima", spiega a Vatican Insider Simone Venturini biblista e docente alla Pontificia Università della Santa Croce.





Professore, perché secondo lei perché Ratzinger ha lasciato?

"Nel libro cerco di spiegare in profondità il gesto di Benedetto XVI. Certamente, analizzo i fatti di questi ultimi anni, ma conduco pian piano il lettore a cogliere la visione alta e profetica che il Papa ha della storia della Chiesa, i cui destini sono in mano a Dio e non all'uomo. Il motivo concreto, comunque, potrebbe essere che il Papa avvertiva di non avere più quella energia fisica che gli avrebbe permesso di affrontare con l'adeguata forza gli impegni straordinari che gli si ponevano innanzi.  





Cosa c'è dietro la rinuncia di Benedetto XVI?

"Non credo sia possibile, in questo momento, nascondersi dietro un dito. Ritengo infatti che l'ultimo anno sia stato tremendamente pesante per il Papa. Soprattutto la graduale scoperta di avere intorno a sé un ambiente ostile, non certamente una famiglia come sperava. Una struttura che non corrispondeva alla sua idea di Chiesa al servizio di Dio e degli uomini, accorgendosi nel contempo di non avere più l'energia per attuare quelle necessarie riforme che ne avrebbero modificato la fisionomia".





E' questa la verità?

"Ritengo che sia una lettura parziale e riduttiva dire che il Papa sia fuggito davanti ai lupi, perché il suo è stato un gesto libero e preso con pieno senso di responsabilità davanti a Dio e alla storia". Il gesto di Benedetto XVI non è paragonabile né a quello di Celestino V, né a quello di Gregorio XII. Non solo per i tempi diversi, ma anche e soprattutto perché - ripeto - la scelta del Papa è stata libera e dovuta dalla percezione che aveva di sé di fronte al momento storico che stiamo vivendo. Da qui scaturisce la "normalità" di cui è ammantata la scelta di Benedetto, la sua serenità e calma; il Papa, mai come prima, ha detto chiaro e tondo al mondo e alla chiesa, soprattutto, che non siamo noi i padroni di tutto, ma è Dio. Non si tratta, perciò, di una "svolta laica" del papato, bensì di una vera e propria "svolta teologica"!





Perchè lei dice che anche Benedetto XVI è misteriosamente inserito nel messaggio di Fatima?

"Perché il linguaggio del Terzo segreto di Fatima è simbolico e perché fu lo stesso Benedetto XVI a dire che il messaggio del Terzo segreto è ancora assai attuale. Nel mio libro, analizzando i simboli presenti nel testo del segreto, sostengo che il "Vescovo vestito di bianco" rappresenti la vicenda di Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI e probabilmente anche del suo successore. Nessuno dei tre è stato ucciso, ma tutti e tre sono stati ferocemente attaccati dalla cultura relativista e materialista che a partire da Paolo VI si è sempre più imposta nel mondo, soprattutto in Occidente. Questi attacchi, però, segneranno la graduale e sofferta purificazione della Chiesa che la porterà ad essere quella resta luminosa e splendente di cui parla l'Apocalisse (capitolo 22)".





Quanto hanno inciso gli scandali Vatileaks e Ior sulla decisione clamorosa di Benedetto XVI?

"Probabilmente hanno ferito profondamente la sensibilità umana del Papa e, perciò, hanno indubbiamente giocato un loro ruolo nella decisione del Papa. Tuttavia, proprio nell'ultimo angelus - il 24 febbraio - Benedetto disse che "stava rispondendo ad una chiamata di Dio" che ci riporta al piano provvidenziale di Dio per la Chiesa di oggi, all'interno del quale il Papa si sente profondamente inserito. Certamente, il successore di Benedetto XVI eredita una situazione molto difficile e complessa, ma certamente saprà porsi al di sopra di "scandali e lotte interne" per ridare alla Chiesa quel volto di speranza e di amore di cui l'Italia e il mondo di oggi hanno tanto bisogno".



Papa emerito
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Papa emerito o Romano Pontefice emerito è il titolo che il papa della Chiesa cattolica assume, a vita, per effetto della rinuncia all'ufficio di romano pontefice.

http://bits.wikimedia.org/static-1.22wmf1/skins/common/images/magnify-clip.png
Il papa emerito Benedetto XVI
Il can. 332 - §2 del Codice di Diritto Canonico prevede che il Romano Pontefice possa rinunciare al suo ufficio. Si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno l'accetti.
Il primo e finora unico papa ad aver esercitato la facoltà della rinuncia come disciplinata dal predetto can. 332 è statopapa Benedetto XVI nel 2013, dopo quasi otto anni di pontificato. Il titolo di Papa emerito, non previsto dal diritto canonico al momento della sua rinuncia, fu preferito a quello di vescovo emerito di Roma e adottato per analogia, assumendo che la sua decorrenza coincida con l'inizio della sede vacante.
Il trattamento del papa emerito rimane Sua Santità e sono conservati il nome pontificale e l'abito talare bianco semplice, senza la pellegrina e la fascia. L'anello piscatorio, annullato con l'inizio della sede vacante[1], viene sostituito dall'anello vescovile. Il papa emerito non calza le tradizionali scarpe rosse.

Note [modifica]


L’annullamento dell’anello papale

«È avvenuto tramite rigatura», dicono dal Vaticano


Padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa del Vaticano (ovvero, di fatto, portavoce) ha detto che si è svolto uno dei rituali simbolici che seguono la fine di un pontificato: l’annullamento dell’Anello del Pescatore, ovvero l’anello d’oro con una raffigurazione di San Pietro che getta una rete (da cui il nome) che veniva utilizzato in genere per apporre il sigillo ai documenti papali, un’usanza sostituita a metà Ottocento da un timbro rosso. Padre Lombardi ha detto:
«L’annullamento dell’anello papale di Benedetto XVI è avvenuto tramite rigatura.»
Fino al pontificato di Giovanni Paolo II, l’Anello del Pescatore veniva spezzato e i resti conservati negli archivi vaticani. Oggi invece non è più necessario distruggere fisicamente l’anello.

Cosa succede prima del Conclave

di DAVIDE MARIA DE LUCA – http://www.ilpost.it/wp-content/themes/ilpost/images/ico_bl_tw.png@DM_DELUCA

Un sacco di cose: si spezzano anelli, si sigillano stanze e parecchi cardinali si riuniscono per decidere quando eleggere il prossimo Papa


Dalle 20 del 28 febbraio, Joseph Ratzinger non è più il Papa della Chiesa Cattolica e, come da tradizione secolare, il suo successore sarà scelto attraverso un Conclave, ovvero la riunione a porte chiuse di alcuni cardinali. Ma in questi giorni – prima di arrivare al Conclave vero e proprio – sono previsti diversi rituali, tutti codificati dalle varie “Costituzioni” che sono state via via emanate dai vari Papi. Ci sono alcune cerimonie simboliche, come la distruzione dell’Anello del Pescatore e la chiusura delle stanze papali, ed eventi più “pratici”, come le riunioni dei cardinali che precedono il Conclave oppure il passaggio di consegne tra le varie segreterie di stato e il Cardinale Camerlengo nella gestione degli affari correnti.
La principale Costituzione Apostolica in vigore attualmente è la Universi Dominici Gregis, emanata da Giovanni Paolo II nel 1996, a cui si applicano due emendamenti voluti da Benedetto XVI. Il primo è il De aliquibus mutationibus in normis de electione romani pontificis, con il quale si stabilisce che tutte le votazioni devono essere compiute a maggioranza di due terzi – in precedenza, dopo la ventunesima votazione si poteva procedere a maggioranza assoluta. Il secondo è il Normas Nonnullas, con il quale si dà la facoltà ai cardinali riuniti nella Congregazione Generale di anticipare la data del Conclave, che prima non poteva situarsi prima di 15 giorni dall’inizio della Sede Vacante – il momento, cioè, in cui un Papa muore o si dimette.

Il Cardinale Camerlengo

Un ruolo fondamentale in questo periodo di passaggio è quello del Cardinale Camerlengo che alla morte del Papa – o alle sue dimissioni – diventa la nuova guida della Chiesa per tutte le questioni di ordinaria amministrazione. Tra i suoi compiti, in passato, c’era quello di accertarsi che il Papa fosse effettivamente morto –  chiamandolo tre volte con il nome di battesimo. L’attuale Camerlengo è Tarcisio Bertone, 78 anni, che ha svolto molte delle funzioni di cui parleremo più avanti, tra cui prendere in custodia l’Anello del Pescatore e sigillare le porte degli appartamenti papali. Il Camerlengo viene nominato dal Papa. Quando il Pontefice è in carica le funzioni del Camerlengo sono sostanzialmente simboliche.

La distruzione dell’Anello del Pescatore

Tra le cerimonie simboliche più famose c’è la distruzione di un anello e di un timbro. In un comma della Universi Dominici Gregis (al capitolo II, art. 13) viene prescritto “l’annullamento” dell’Anello del Pescatore – Anulus Piscatoris in latino – e del Sigillo di Piombo. Si tratta di due oggetti simbolici particolarmente importanti per i Pontefici: il primo è un anello d’oro con una raffigurazione di San Pietro che getta una rete (da cui il nome) ed era utilizzato in genere per apporre il sigillo ai documenti, un’usanza sostituita a metà Ottocento da un timbro rosso. Il secondo oggetto è appunto il timbro chiamato Sigillo di Piombo, che è composto da una matrice di plastica (che viene infranta) e da una di piombo che viene conservata.
Tradizionalmente l’anello veniva distrutto usando un martello d’argento e uno scalpello. In precedenza, veniva incisa una croce sulla superficie del sigillo e poi l’anello veniva spezzato e conservato negli archivi vaticani. Dal pontificato di Giovanni Paolo II il rituale è cambiato e il Cardinale Camerlengo oggi ha il compito di “annullare” l’anello: cioè non è più obbligatorio distruggerlo fisicamente. L’usanza però è fino ad oggi rimasta invariata. L’anello di Papa Giovanni II venne infranto dal Camerlengo cardinale Eduardo Martinez Somalo. Per aggiungere una nota pop, nel film Angeli e Demoni del 2009, tratto da un libro di Dan Brown, è presente una scena in cui, alla morte del Pontefice, viene infranto l’Anello del Pescatore.


Il sigillo agli appartamenti del Papa

Al Capitolo V, articolo 31, è prescritto che nessuno possa entrare nelle stanze del Pontefice dopo la sua morte. L’usanza anticamente era giustificata dalla necessità di proteggere gli appartamenti romani dei vescovi e poi del Papa dai saccheggi. Oggi, il motivo principale è mantenere al sicuro i documenti del Pontefice fino a che il suo successore non prenderà possesso delle stanze (documenti che, tra l’altro, sono stati al centro di un grande scandalo negli ultimi mesi). Gli appartamenti vengono chiusi con appositi sigilli. A farlo, la sera di giovedì 1 marzo, è stato il Camerlengo Tarcisio Bertone, in un rituale solenne durante il quale impugnava la ferula papale, uno scettro a forme di croce che rappresenta l’autorità del Pontefice.

I dicasteri

I Dicasteri della Curia Romana sono in qualche modo simili al governo e ai ministeri di un qualsiasi paese del mondo. Tutti questi “ministeri”, più il Segretario di Stato – una specie di capo di governo – hanno cessato le loro funzioni dall’entrata in vigore della Sede Vacante e i titolari della cariche sono decaduti. Le loro funzioni sono state in gran parte attribuite al Cardinale Camerlengo, che in questo caso è lo stesso ex-Segretario di Stato, il cardinale e arcivescovo Tarcisio Bertone.

Le congregazioni dei cardinali

E veniamo ai passi concreti per arrivare al Conclave. Dall’inizio della Sede Vacante vengono formate due Congregazioni di cardinali: la prima si chiama “Generale” e raccoglie tutti i cardinali, compresi quelli che hanno più di 80 anni e quindi non possono votare per eleggere il Papa. Questa Congregazione discute e approva gli affari più importanti della Chiesa durante la Sede Vacante e decide, tra le altre cose, la data del Conclave.
L’altra Congregazione si chiama “Particolare” ed è formata dal Camerlengo più tre cardinali estratti a sorte tra i cardinali elettori – cioè che potranno effettivamente votare il nuovo Pontefice – già arrivati a Roma. Questi tre cardinali restano in carica tre giorni, dopo di che devono essere estratti a sorte altri tre. La Congregazione Particolare discute e decide sulle questioni meno importanti.
La prima riunione della Congregazione Generale è fissata per lunedì mattina alle 9 e 30 nella Sala Nervi, nota anche come Aula Paolo VI, un auditorium inaugurato nel 1971 accanto alla basilica di San Pietro. Alle 17 ci sarà una seconda riunione. La Congregazione dovrà quindi decidere se riunirsi di nuovo e quando. Il compito principale sarà stabilire la data del Conclave – che si svolge nella Cappella Sistina.
Tradizionalmente la data deve cadere tra i 15 e i 20 giorni dall’inizio della Sede Vacante, ma con un motu proprio – cioè una decisione autonoma del Pontefice, non suggerita da membri della Curia – Benedetto XVI ha stabilito, poco prima di rendere effettive le sue dimissioni, che il Conclave potrà decidere di anticipare la data rispetto ai 15 giorni canonici. Al momento la data più probabile per l’inizio del Conclave è l’11 marzo.

A) MARTIRIO DEL PAPA FRANCESCO (PER CAUSA VIOLENTA, ES. ATTO TERRORISTICO,  OPPURE PER ESAURIMENTO PSICOFISICO A SEGUITO DEI CONTRASTI INTERNI ALLA CHIESA), DEL SANTO PADRE FRANCESCO (Re= SOVRANO DELLO STATO DELLA CITTA’ DEL VATICANO), AVVERRA’ IN TERRA SANTA DOVE RISIEDEVA IL PRIMO PAPA SAN PIETRO.

3.790 - 16 marzo 2013 Messaggio della Madonna di Anguera
Cari figli, Pietro condurrà la sua barca in mezzo a grandi tempeste. Pregate. Il successore di Pietro avrà bisogno delle vostre preghiere. Egli sperimenterà il calvario. Sarà amato e odiato a motivo delle sue posizioni. Ecco i tempi dei dolori. Il veleno è nell’albero, non nel frutto. La Chiesa del mio Gesù cammina verso un futuro di grandi prove ma, come ho già detto, Gesù ha tutto sotto controllo. Pietro nella terra di Pietro. Quello che dico non lo potete capire adesso, ma tranquillizzate i vostri cuori, perché il mio Gesù cammina con voi. Il re soffrirà a causa dei suoi sudditi. Non temete. Sono vostra Madre e supplicherò il mio Gesù per voi. La strada sarà breve per il re, come l’attraversare della famosa piazza. Inginocchiatevi in preghiera. Alla fine la vittoria sarà del Signore. Amate la verità e restate con la Chiesa. Le lezioni del passato non possono essere dimenticate. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace. 

Simone, detto Pietro (Betsaida2-4 ? – Roma, circa 67), fu uno dei dodici apostoli di Gesù; è considerato il primo papa della Chiesa cattolica.
Nato in Galilea, fu un pescatore ebreo di Cafarnao. Il suo nome originario era Šim’ôn (שמעון, lett. "colui che ascolta" traslitterato in greco come Σίμων)[3].

Papa Francesco [N 1] (in latinoFranciscus PP., in spagnoloFrancisco, nato Jorge Mario Bergoglio [N 2]Buenos Aires17 dicembre 1936) è dal 13 marzo 2013[2] il 266º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, 8º sovrano dello Stato della Città del Vaticanoprimate d'Italia, oltre agli altri titoli propri del romano pontefice.




B) CALVARIO DEL PAPA EMERITO BENEDETTO XVI NELLA FESTA DEL PRIMO MARTIRE, SANTO STEFANO

FESTA DI SANTO STEFANO CADE DI VENERDI’ ALLE SEGUENTI DATE - VENERDI’ 26 DICEMBRE 2014  OPPURE 26 DICEMBRE 2025

2.996 - 13/05/2008
Cari figli, accogliete con gioia i miei appelli. Sono venuta dal cielo per aiutarvi. Non allontanatevi dal cammino che vi ho indicato. Ho fretta. Non tiratevi indietro. Ho bisogno di voi. Aprite i vostri cuori e io vi condurrò a mio Figlio Gesù. Vivete nella grazia del Signore. Non permettete che il peccato vi allontani da Dio. L’umanità è malata e ha bisogno di essere curata. Pentitevi e riconciliatevi con Dio. Ecco i tempi che vi ho annunciato in passato. Arriverà per la Chiesa il momento della sua grande agonia. Dall’alta montagna scenderà il sangue dei fedeli consacrati. La Chiesa del mio Gesù vivrà il dolore del calvario. Un uomo vestito di bianco sarà perseguitato e condotto alla morte. Nella festa di un grande martire, i fedeli avranno di che piangere e lamentarsi. Pregate. Solo nella preghiera troverete la forza per il vostro cammino. Avanti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
22050 > Santo Stefano Primo martire 26 dicembre - Festa   MR 
4 segreto di fatima
Terzo segreto di Fatima

ipotizzo BENEDETTO XVI come candidato ottimale identificato nel personaggio del terzo segreto di Fatima, per i seguenti motivi:
In quanto Papa emerito (Papa ufficiale è Francesco), rimane pur sempre Vescovo ma non veste le tradizionali scarpe bianche. Secondo la descrizione dei veggenti il Vescovo vestito di bianco, attraversa tremulo, una grande città in rovina per recarsi alla Grande Croce formata da tronchi grezzi su un montagna ripida (Roma costruita su 7 colli dove si trova la montagna ripida?  Forse Gerusalemme?) Perché dopo una distruzione di una città il Santo Padre vecchio, malato, tremulo, con passo vacillante,  sentirebbe la necessità di recarsi in processione ad una Grande Croce di tronchi grezzi (ad oggi non ancora costruita in alcun luogo), su una montagna ripida?  Cosa rappresenta? Forse sarà iI ricordo del Grande Segno del cielo: la croce luminosa che verrà vista da ogni nazione?)

 

Il testo del Terzo segreto di Fatima 

Questo il testo del messaggio, reso pubblico dalla Chiesa cattolica nel 2000:[4]
« Dopo le due parti che già ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva grandi fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo intero; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l'Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza! E vedemmo in una luce immensa che è Dio: “qualcosa di simile a   come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti” un Vescovo vestito di Bianco “abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre”. Vari altri Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c'era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i Vescovi Sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della Croce c'erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio. »
1.    ^ Il messaggio di Fatima. Vatican.va. URL consultato in data 4 dicembre 2009.

Papa emerito

Papa emerito o romano pontefice emerito è il titolo che il papa della Chiesa cattolica assume, a vita, per effetto della rinuncia all'ufficio di romano pontefice..
Confronto tra l'abito papale (a sinistra) e l'abito del papa emerito (a destra).
Il can. 332 - §2 del Codice di diritto canonico prevede che il romano pontefice possa rinunciare al suo ufficio. Si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno l'accetti.
Il primo e finora unico papa ad aver esercitato la facoltà della rinuncia come disciplinata dal predetto can. 332 è stato papa Benedetto XVI nel 2013, dopo quasi otto anni di pontificato. Il titolo di papa emerito, non previsto dal diritto canonico al momento della sua rinuncia, fu preferito a quello di vescovo emerito di Roma e adottato per analogia, assumendo che la sua decorrenza coincida con l'inizio della sede vacante.
Il trattamento del papa emerito rimane Sua Santità e sono conservati il nome pontificale e l'abito talare bianco semplice, senza la pellegrina e la fascia. L'anello piscatorio, annullato con l'inizio della sede vacante[1], viene sostituito dall'anello vescovile. Il papa emerito non calza le tradizionali scarpe rosse.

Note


APOCALISSE – IL GRANDE SEGNO: LA GRANDE CROCE SARA’ VISTA IN TUTTA LA TERRA. " Mt 24:30 Allora comparirà nel cielo il segno del Figlio dell'uomo" 2.907 - 24/10/2007 IL GRANDE SEGNO SARÀ VISTO DA TUTTI. LA GRANDE CROCE ILLUMINERÀ IL CIELO E TUTTI GLI OCCHI VEDRANNO. SARÀ LA GRANDE POSSIBILITÀ PER TUTTI DI PENTIRSI E TORNARE AL DIO DELLA SALVEZZA E DELLA PACE. INGINOCCHIATEVI IN PREGHIERA E VEDRETE LA MANO POTENTE DI DIO AGIRE 2.857 - 30/06/2007 IL SIGNORE MOSTRERÀ AGLI UOMINI IL SUO GRANDE SEGNO. LA GRANDE CROCE SARÀ VISTA IN TUTTA LA TERRA. GLI UOMINI POTRANNO CONTEMPLARLA E IL SIGNORE BENEDIRÀ LE LORO VITE. SARÀ LA GRANDE OPPORTUNITÀ PER LA CONVERSIONE 1.157 – 31 agosto 1996 CARI FIGLI, LA MIA PRESENZA QUI È GRANDE: È UN GRANDE SEGNO DELL’AMORE DI DIO PER VOI 2.476 - 29.01.2005 Cari figli, il grande segno di Dio lascerà confusi gli uomini sapienti. L’acqua del mare perderà il suo sapore naturale. Quando Dio parla vuole essere ascoltato. L’umanità affronterà grandi crisi. Oh uomini, tornate in fretta. Ciò che vi dico non è per spaventarvi, ma perché possiate essere preparati 2.479 - 05.02.2005 Egli mostrerà un grande segno agli uomini. Quando sentirete la terra tremare, sappiate che Dio vi sta parlando. 2.766 - 28/11/2006 Un grande segno di Dio si vedrà a Smirne (Turchia) e gli uomini resteranno meravigliati. 2.779 - 30/12/2006 Dio invierà un grande segno agli uomini e tutti gli occhi vedranno. L’oro sarà in alto; le fiamme attraverseranno i cieli. Quando Dio chiama vuole essere ascoltato. 2.815 - 24.03. Il Signore farà sorgere un grande segno nel cielo del Brasile. Sarà la grande possibilità per il grande ritorno. Ci saranno tribolazioni e molti dei miei poveri figli piangeranno e si lamenteranno. Accadrà un fatto grandioso, che richiamerà l’attenzione del mondo. Gli uomini saranno confusi e non avranno spiegazioni. 2.861 - 10/07/2007 Cari figli, quando arriverà il grande giorno, in cui il Signore darà agli uomini la possibilità di ritornare al suo amore, l’angelo del Signore toccherà il cielo e questo cambierà colore. Le montagne scenderanno e gli uomini contempleranno una bellezza infinita. Il Signore sarà presente nei cuori di coloro che si apriranno alla sua chiamata. Sarà il giorno del grande segno. La terra sarà in pace. Il Signore asciugherà le vostre lacrime e vedrete la mano potente di Dio agire. 2.988 - 22/04/2008 IL TRIONFO DELLA CHIESA PORTERÀ GLI UOMINI E LE DONNE LONTANI A TORNARE AL SIGNORE. GLI ERETICI SARANNO SCONFITTI E, PENTITI, TORNERANNO ALLA CHIESA. UN GRANDE SEGNO DI DIO SI VEDRÀ NELLA CHIESA. SARÀ LA POSSIBILITÀ PER I MIEI POVERI FIGLI LONTANI. 3.111- 20/1/2009. NELLA FESTA DI UN GRANDE SANTO CI SARÀ UN GRANDE SEGNO NEL CIELO D’EUROPA. GLI UOMINI NON TROVERANNO SPIEGAZIONI. STATE ATTENTI AI SEGNI DI DIO. 3.149 - 18/04/2009DOPO LA GRANDE TRIBOLAZIONE, LA TERRA SARÀ TRASFORMATA E TUTTO SARÀ DIVERSO. LE COSE CHE OGGI CONTEMPLATE CESSERANNO DI ESISTERE. TUTTO SARÀ NUOVO. TRASFORMATI, UOMINI E DONNE GIUSTI ABITERANNO LA TERRA. TUTTO QUESTO VERRÀ DOPO IL GRANDE SEGNO, CHE SARÀ L’ULTIMA POSSIBILITÀ PER LA CONVERSIONE DELL’UMANITÀ. 3.443 - 22 febbraio 2011 DIO MANDERÀ UN GRANDE SEGNO AGLI UOMINI LONTANI. SARÀ LA POSSIBILITÀ, PER TUTTI GLI UOMINI, DI DECIDERSI PER DIO. CI SARÀ IL TRIONFO DEL SIGNORE E GLI ELETTI CONTEMPLERANNO CIÒ CHE GLI OCCHI UMANI NON HANNO MAI CONTEMPLATO. SARÀ QUESTO IL TEMPO DEL TRIONFO DEFINITIVO DEL MIO CUORE IMMACOLATO. 3.525 - 15 agosto 2011 Dio mostrerà un grande segno e gli uomini non avranno spiegazione. Dopo la grande tribolazione il Signore trasformerà la Terra e vedrete la Mano Potente di Dio agire. 3.586 - 24 dicembre 2011Qualunque cosa accada, restate con Gesù. Egli ha tutto sotto controllo. Confidate in Lui e vedrete la trasformazione della Terra. L’umanità sarà rinnovata dalla Misericordia di Gesù. Sorgerà un grande segno di Dio e gli uomini resteranno meravigliati. I lontani saranno condotti alla verità e gli eletti del Signore possederanno grande fede.



- FESTA DI SANTO STEFANO CADE DI VENERDI’ ALLE SEGUENTI DATE - VENERDI’ 26 DICEMBRE 2014  OPPURE 26 DICEMBRE 2025
UN VENERDI’ SARA’ SEGNATO PER SEMPRE – GRANDE TERREMOTO - EVENTO SUL SINAI
2.569 - 01.09.2005 Messaggio della Madonna di Anguera
Cari figli, ecco che si avvicinano i tempi dei dolori. Ora si avvicinano i tempi per la realizzazione di grandi e dolorosi avvenimenti. UN TERREMOTO SCONVOLGERÀ GLI UOMINI. Pregate. Accogliete i miei appelli. Nel Sinai ci sarà un grande evento. Sappiate che gli uomini berranno il veleno preparato con le proprie mani. Prima che sia reso omaggio a tre grandi, vedrete orrori. UN VENERDÌ SARÀ SEGNATO PER SEMPRE. Abbiate cura della vostra vita spirituale. Siate in tutto come Gesù. Ascoltate gli uomini e obbedite a Dio. La vostra salvezza verrà dal Signore. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

C) DOPO IL CALVARIO DEL SANTO PADRE, INIZIO DELLA TRIBOLAZIONE PER IL PIANETA TERRA.
IL DICEMBRE DI DOLORE E IL GIORNO DI VENERDI’
2.585 - 08.10.2005 Messaggio  della Madonna di Anguera.
CARI FIGLI, UNA REGIONE DEL BRASILE RESTERÀ DESERTA. GLI UOMINI SAPIENTI NE DARANNO L’ANNUNCIO E I MIEI POVERI FIGLI ABBANDONERANNO LE LORO CASE. Pregate. Vi attendono grandi sofferenze. L’Albania conoscerà una croce pesante. Soffro per ciò che vi attende. Inginocchiatevi in preghiera. Aprite i vostri cuori al Signore. Solo in Lui è la vostra vera liberazione. SARÀ GRANDE. SARÀ IL DICEMBRE DI DOLORE. Confidate nel Signore e sperate in Lui con fiducia. Chi è con il Signore vincerà. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
2.569 - 01.09.2005
Cari figli, ecco che si avvicinano i tempi dei dolori. Ora si avvicinano i tempi per la realizzazione di grandi e dolorosi avvenimenti. UN TERREMOTO SCONVOLGERÀ GLI UOMINI. Pregate. Accogliete i miei appelli. Nel Sinai ci sarà un grande evento. Sappiate che gli uomini berranno il veleno preparato con le proprie mani. Prima che sia reso omaggio a tre grandi, vedrete orrori. UN VENERDÌ SARÀ SEGNATO PER SEMPRE. Abbiate cura della vostra vita spirituale. Siate in tutto come Gesù. Ascoltate gli uomini e obbedite a Dio. La vostra salvezza verrà dal Signore. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
2.849 - 12/06/2007
Cari figli, la sofferenza arriverà agli abitanti della grande città che ha il nome di apostolo. ACCADRÀ UN VENERDÌ E MOLTI DEI MIEI POVERI FIGLI CONOSCERANNO UNA CROCE PESANTE. Inginocchiatevi in preghiera. Dio vuole salvarvi. Non allontanatevi dalla verità. Cercate il Signore. Egli vi attende a braccia aperte. Credete fermamente in mio Figlio Gesù. Confidate in Lui e tutto finirà bene per voi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

Gli apostoli negli Atti degli Apostoli

L'inizio degli Atti degli Apostoli parla di undici apostoli. Manca, rispetto al Vangelo di Luca, Giuda Iscariota che è morto dopo aver tradito Gesù; dopo l'Ascensione di Gesù un dodicesimo apostolo, Mattia, viene integrato per sorteggio:
1.     Pietro (sepolto a Roma nella basilica di San Pietro)
2.     Giovanni (sepolto ad Efeso)
3.     Giacomo (sepolto a Santiago de Compostela)
4.     Andrea (sepolto in parte a Patrasso, reliquie ad Amalfi e a Pienza)
5.     Filippo (sepolto a Roma insieme a Giacomo di Alfeo nella basilica dei XII Apostoli)
6.     Tommaso (sepolto a Ortona)
7.     Bartolomeo (sepolto a Roma, chiesa di San Bartolomeo)
8.     Matteo (sepolto a Salerno, nella cattedrale)
9.     Giacomo di Alfeo (sepolto a Roma insieme a Filippo nella basilica dei XII Apostoli)
10. Simone lo Zelota (sepolto a Roma insieme a Giuda Taddeo nella basilica di San Pietro)
11. Giuda di Giacomo detto Giuda Taddeo (sepolto a Roma insieme a Simone lo Zelota nella basilica di San Pietro)
12. Mattia, (sepolto a Padova, nella basilica di Santa Giustina, vicino all'evangelista Luca)

Gli apostoli nel Vangelo di Giovanni

Il Vangelo di Giovanni non riporta l'elenco degli apostoli, e ne cita esplicitamente sette, più altri due la cui identificazione non è univoca:
Non è presente esplicitamente il numero degli apostoli, ma si dice che Giuda Iscariota era "uno dei Dodici"
3.089 - 02/12/2008
Cari figli, sperate con gioia nel Signore. Credete fermamente nella sua vittoria anche se ai vostri occhi, molte volte, le situazioni sembrano delle sconfitte. Sappiate che la vittoria sarà del Signore. Gridate al mondo: il Signore regnerà vittorioso nella sua Chiesa. LA GRANDE E MAGGIORE TRIBOLAZIONE DELLA CHIESA SARÀ DI VENERDÌ, MA SUBITO DOPO VERRÀ LA VITTORIA DEL SIGNORE. Non tiratevi indietro. Anche davanti alle grandi persecuzioni, non perdetevi d’animo. Chi sta con il Signore non sarà mai sconfitto. Inginocchiatevi in preghiera e quando sentite il peso della croce chiamate Gesù. In lui è la vostra forza e speranza. Avanti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
3.145 - 10/04/2009 (Venerdì Santo)
Cari figli, solo in Gesù è la vostra salvezza. Oggi ricordate la sua consegna totale e cosciente per la salvezza dell’umanità. Confidate nel suo amore. Lui vi conosce per nome e vuole salvarvi. Non tiratevi indietro. Siate coraggiosi e ovunque testimoniate che siete unicamente di Cristo. Quando sentite il peso della croce, chiamate mio Figlio Gesù, perché solo Lui è il vostro soccorso nei momenti difficili. Verranno giorni in cui sulla terra saranno pochi gli uomini e le donne di fede. La grande confusione spirituale allontanerà molti dei miei poveri figli dal cammino di Dio. L’umanità affronterà grandi prove. Gerusalemme e molte città vicine sperimenteranno una croce pesante. Grande sarà la devastazione. Inginocchiatevi in preghiera. Solamente con la preghiera sarete capaci di sopportare il peso delle prove che verranno. Avanti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Israele





3.199 - 11 agosto 2009
Cari figli, io sono vostra Madre e vengo dal cielo per chiamarvi alla conversione sincera. Non restate con le mani in mano. Vivete nel tempo delle grandi confusioni spirituali ed è giunto il momento del vostro ritorno al Signore. Sappiate che Gesù si aspetta molto da voi. Inginocchiatevi e pregate e tutto finirà bene per voi. L’umanità cammina verso un grande abisso e i miei poveri figli porteranno una croce pesante. Giorni difficili attendono l’umanità. Convertitevi in fretta. Il Signore vi ama e vi vuole. Non sentitevi soli. Nei momenti più dolorosi per voi, il Signore vi proteggerà e voi sperimenterete la sua vittoria. Un fenomeno straordinario accadrà in Europa. Gli uomini non sapranno spiegarselo. Quando gli uomini testimonieranno il sorgere della grande luce, sappiate che è vicina la grande battaglia finale. Gli uomini la chiameranno “secondo sole”. Ciò che vi ho annunciato in passato si realizzerà. Coraggio. Intercederò presso il mio Gesù per voi. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

Cari figli, accogliete i miei appelli, perché desidero trasformarvi e condurvi a mio Figlio Gesù. Voglio portarvi tutti in cielo. Convertitevi in fretta. Non restate lontani dalla preghiera. Quando pregate attraete su di voi le benedizioni del Signore. Nella preghiera sarete capaci di scoprire i tesori di Dio che è dentro di voi. Date il vostro contributo per il trionfo definitivo del mio Cuore Immacolato. Nel tempo della grande tribolazione, i miei consacrati saranno protetti. Gli angeli del Signore li aiuteranno ed essi non inciamperanno. Il male starà lontano da loro. CORAGGIO. IL MIO GESÙ FARÀ UN GRANDE MIRACOLO E TUTTI GLI OCCHI LO VEDRANNO. SARÀ QUESTO MIRACOLO IL MOTIVO DI CONVERSIONE DEGLI ATEI E DI TUTTI COLORO CHE HANNO ABBRACCIATO FALSE DOTTRINE. ACCADRÀ DI DOMENICA, NELLA FESTA DI UN GRANDE MARTIRE. Io sono vostra Madre e sono venuta dal cielo per indicarvi il cammino della salvezza. Non desistite. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.


D) LE PROFEZIE DI ANGUERA IDENTIFICANO IL MARTIRIO DI DUE PAPI E LA SEDE VACANTE DI PIETRO PER QUALCHE TEMPO SARA’ RICOPERTA DAL VESCOVO CAMERLENGO Alla morte del pontefice (o in caso di rinuncia), come incarico speciale, presiede invece il periodo della cosiddetta Sede vacante Sede apostolica vacante

Un caso particolare è la sede apostolica vacante, cioè quando tra la morte o la rinuncia di un pontefice e l'elezione del suo successore, il trono di San Pietro resta vuoto il cardinale camerlengo, il quale assume di fatto le funzioni del governo ordinario della Chiesa. Le funzioni del papa non vengono assunte da alcun prelato, ma solamente l'ordinaria amministrazione viene gestita da un collegio di tre cardinali che assumono a rotazione i relativi compiti

2.989 - 26/04/2008 Messaggio della Madonna di Anguera
Cari figli, arriverà il giorno in cui l’oppositore diffonderà i suoi errori sulla terra e ci sarà grande disprezzo per i buoni costumi. La Chiesa vivrà momenti di grande persecuzione e porterà una croce pesante. Per un determinato periodo, la Chiesa camminerà senza Pietro, ma il mio Gesù sarà fedele alla sua promessa. Coraggio. Io sarò al vostro fianco. Vi chiedo di non allontanarvi dalla preghiera. L’umanità è malata e ha bisogno di essere curata. Tornate al Signore. Avvicinatevi al sacramento della confessione e sarete guariti spiritualmente. Vivete nella grazia del Signore. Non contaminatevi con le cose del mondo. Siete del Signore. Solo lui dovete seguire e servire. GLI UOMINI SAPIENTI FARANNO GRANDI SCOPERTE. DALL’UNIVERSO VERRÀ LA FORZA CHE ILLUMINERÀ LA TERRA. Inginocchiatevi in preghiera. Ripeto: pregate, pregate, pregate. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Italia

3.096 - 19/12/2008
CARI FIGLI, ARRIVERÀ IL GIORNO IN CUI SULLA TERRA SARANNO POCHI GLI UOMINI E LE DONNE DI FEDE. LA CHIESA CAMMINERÀ SENZA PIETRO E MOLTI CERCHERANNO DI SEGUIRE LE PROPRIE IDEE. MANCHERANNO VOCAZIONI AL SACERDOZIO E PER LA CHIESA SARÀ UN TEMPO DI DOLOROSA PROVA. Pregate molto per la Chiesa. Il disprezzo per il sacro sarà presente in ogni luogo e molte anime saranno fredde e senza Dio. Soffro per ciò che vi attende. Vi amo e sono venuta dal cielo per soccorrervi. Accogliete i miei appelli. Non permettete che il demonio vi allontani dalla verità. Coraggio. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

Italia
3.279 - 13 febbraio 2010
Cari figli, confidate nel Signore. Lui asciugherà le vostre lacrime e vedrete la trasformazione della terra. Rallegratevi, perché i vostri nomi sono già scritti nel cielo. Il calvario dell’umanità inizierà un venerdì, ma poi verrà la vittoria di Dio e voi sarete condotti al grande giorno della vittoria. Ciò che il Signore ha riservato per i suoi eletti, gli occhi umani non l’hanno mai visto. Coraggio. Non allontanatevi dalla preghiera. È necessario che tutto ciò accada (gli eventi attuali), ma alla fine ci sarà il trionfo definitivo del mio Cuore Immacolato. Fatevi coraggio e testimoniate a tutti i miei appelli. Ho molto bisogno di voi. Restate saldi sul cammino che vi ho indicato. Confidate pienamente nella Mia materna protezione. Non vi lascerò da soli. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.





Il proto martire Santo Stefano 26 dicembre 
2.996 - 13/05/2008
Cari figli, accogliete con gioia i miei appelli. Sono venuta dal cielo per aiutarvi. Non allontanatevi dal cammino che vi ho indicato. Ho fretta. Non tiratevi indietro. Ho bisogno di voi. Aprite i vostri cuori e io vi condurrò a mio Figlio Gesù. Vivete nella grazia del Signore. Non permettete che il peccato vi allontani da Dio. L’umanità è malata e ha bisogno di essere curata. Pentitevi e riconciliatevi con Dio. Ecco i tempi che vi ho annunciato in passato. Arriverà per la Chiesa il momento della sua grande agonia. Dall’alta montagna scenderà il sangue dei fedeli consacrati. La Chiesa del mio Gesù vivrà il dolore del calvario. Un uomo vestito di bianco sarà perseguitato e condotto alla morte. Nella festa di un grande martire, i fedeli avranno di che piangere e lamentarsi. Pregate. Solo nella preghiera troverete la forza per il vostro cammino. Avanti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.



venerdì 26 dicembre 2014 SANTO 



STEFANO

2.569 - 01.09.2005 

Cari figli, ecco che si avvicinano i tempi dei dolori. Ora si avvicinano i tempi per la realizzazione di grandi e dolorosi avvenimenti. UN terremoto SCONVOLGERÀ GLI UOMINI. Pregate. Accogliete i miei appelli. Nel Sinai ci sarà un grande evento. Sappiate che gli uomini berranno il veleno preparato con le proprie mani. Prima che sia reso omaggio a tre grandi, vedrete orrori. UN VENERDÌ SARÀ SEGNATO PER SEMPRE. Abbiate cura della vostra vita spirituale. Siate in tutto come Gesù. Ascoltate gli uomini e obbedite a Dio. La vostra salvezza verrà dal Signore. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.



IL DICEMBRE DI DOLORE

2.585 - 08.10.2005
CARI FIGLI, UNA REGIONE DEL BRASILE RESTERÀ DESERTA. GLI UOMINI SAPIENTI NE DARANNO L’ANNUNCIO E I MIEI POVERI FIGLI ABBANDONERANNO LE LORO CASE. Pregate. Vi attendono grandi sofferenze. L’Albania conoscerà una croce pesante. Soffro per ciò che vi attende. Inginocchiatevi in preghiera. Aprite i vostri cuori al Signore. Solo in Lui è la vostra vera liberazione. Sarà grandeSarà il dicembre di dolore. Confidate nel Signore e sperate in Lui con fiducia. Chi è con il Signore vincerà. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
 .
Papa Benedetto XVI
265º papa della Chiesa cattolica
Elezione
19 aprile 2005
Insediamento
24 aprile 2005
Fine pontificato
28 febbraio 2013
Motto
Cooperatores veritatis
Cardinali creati
Predecessore
Successore
Nome
Joseph Aloisius Ratzinger
Nascita
Marktl, 16 aprile 1927(86 anni)
Firma
Benedetto XVI (in latinoBenedictus PP. XVI, in tedescoBenedikt XVI., nato Joseph Aloisius RatzingerMarktl16 aprile 1927) è papa emerito della Chiesa cattolica. È stato vescovo di Roma e 265º papa della Chiesa cattolica, 7º sovrano dello Stato della Città del Vaticano, primate d'Italia, oltre agli altri titoli propri del romano pontefice, dal 19 aprile 2005 al 28 febbraio 2013.[1] È stato il 7º pontefice tedesco nella storia della Chiesa cattolica.
Nel concistoro ordinario dell'11 febbraio 2013 ha annunciato la sua rinuncia «al ministero di vescovo di Roma, successore di San Pietro», con decorrenza della sede vacante dalle ore 20.00 del 28 dello stesso mese[2][3]: da quel momento il suo titolo è diventato romano pontefice emerito o papa emerito mentre il suo trattamento è rimasto quello di Sua Santità.[4] È l'8º pontefice a rinunciare al ministero petrino, se si considerano unicamente i casi dei papi ClementePonzianoSilverioBenedetto IXGregorio VICelestino V e Gregorio XII, di cui si hanno fonti storiche certe.[5]
Al soglio pontificio gli succede papa Francesco, eletto il 13 marzo 2013 al 5º scrutinio del conclave del 2013.
Biografia
Infanzia e gioventù
Joseph Aloisius Ratzinger nacque il 16 aprile, il giorno di sabato santo dell'anno 1927, nella casa dei genitori a Marktl am Inn, in Baviera, presso il numero 11 di Schulstrasse e fu battezzato lo stesso giorno. È il terzo figlio, il più giovane, di Maria Rieger e Joseph Ratzinger.
Il padre era commissario di gendarmeria e proveniva da una modesta famiglia di agricoltori della diocesi di Passavia, nella Bassa Baviera. Servì sia la Landespolizei sia la Ordnungspolizei prima di ritirarsi nel 1937 nella città di Traunstein. Fu descritto come un antinazista che, in resistenza alle camicie brune di Hitler, fece trasferire la sua famiglia diverse volte.[6] La madre era figlia di artigiani di Rimsting, sul lago Chiem in Baviera. Prima di sposarsi aveva lavorato come cuoca in diversi alberghi. Come la bisnonna, anche la nonna materna, Maria Tauber-Peintner, è nata a Rasa il 29 giugno 1855, in un paesino alto atesino appartenente al comune di Naz-Sciaves nei pressi di Bressanone, che allora si trovava nell'impero austro-ungarico, mentre dal 1919 è in territorio italiano.[7]

Il fratello Georg disse del padre: "Era un acerrimo nemico del nazismo perché credeva che fosse in conflitto con la nostra fede".[8] La famiglia Ratzinger conobbe inoltre da vicino l'orrore del programma di eutanasia dei portatori di handicap del regime nazista. Fu lo stesso cardinale Ratzinger a raccontarlo in una conferenza del Pontificio consiglio della pastorale per gli operatori sanitari in Vaticano, il 28 novembre 1996, e John Allen, biografo di Ratzinger, scrisse di quella vicenda: "Ratzinger aveva un cugino con sindrome di Down che nel 1941 aveva 14 anni. Questo cugino era solo pochi mesi più giovane di Ratzinger e fu portato via dalle autorità naziste per una "terapia". Non molto tempo dopo la famiglia ricevette la notizia che era morto, presumibilmente fu ritenuto uno degli "indesiderabili" di quel periodo e fu eliminato".[9] La loro sorella Maria non si sposò mai e fece la promessa ai genitori di prendersi cura dei suoi fratelli. Morì nel 1991, realizzando quella promessa.[10] Il loro prozio Georg Ratzinger fu invece un presbitero e membro del Reichstag, cioè del parlamento tedesco.
Nel 1939, all'età di 12 anni si iscrisse al seminario minore di Traunstein,[11] in cui rimase fino al 1942, anno in cui il seminario fu chiuso per uso militare e gli studenti furono mandati a casa. Tornò allora al ginnasio di Traunstein.[12] Dopo i 14 anni, nel 1941, Ratzinger fu iscritto nella Gioventù hitleriana, come previsto dalla legge Gesetz über die Hitlerjugend, emendata il 6 marzo 1939 e in vigore dal 25 marzo 1939 fino al 1945, che obbligava tutti i giovani di età compresa fra i 14 e i 18 anni ad arruolarvisi. Dopo la chiusura del seminario continuò le sue presenze obbligatorie alla Gioventù hitleriana contro la sua volontà, per non ricevere sanzioni pecuniarie sulle tasse scolastiche del ginnasio. Le sanzioni pecuniarie furono evitate grazie a un professore di matematica comprensivo, che gli permise di non partecipare alle riunioni.[13] Nel libro Sale della terra, Ratzinger disse: "Grazie a Dio a scuola c’era un insegnante di matematica molto comprensivo. Era personalmente nazista, ma una persona onesta. Un giorno mi disse: «Vacci almeno una volta, così saremo a posto». Quando però si accorse che io non volevo, mi disse: «Ti capisco, sistemerò io la faccenda»".[14]
Il servizio militare
All'età di 16 anni, nel 1943, il giovane Joseph venne assegnato al programma Luftwaffenhelfer, "personale di supporto alla Luftwaffe", insieme a molti suoi compagni di classe. Dapprima fu inviato con la sua unità a Ludwigsfelde, a nord di Monaco, e fu assegnato in un reparto di artiglieria contraerea esterno alla Wehrmacht che difendeva gli stabilimenti della BMW. Fu assegnato per un anno ad un reparto di intercettazioni radiofoniche.
Il 10 settembre 1944 la sua unità fu sciolta e poté fare ritorno alla sua famiglia, ma già tornando a casa Ratzinger ricevette l'avviso di un nuovo progetto, nel Reichsarbeitsdienst. Fu quindi trasferito al confine ungherese dell'Austria, annessa alla Germania nell'Anschluss, nel 1938, e incaricato di costruire le difese anticarro in preparazione dell'attesa offensiva dell'Armata Rossa.
Il 20 novembre 1944 la sua unità fu nuovamente sciolta e Ratzinger fece nuovamente ritorno a casa. Dopo tre settimane fu arruolato nell'esercito tedesco a Monaco e assegnato alla caserma di fanteria nel centro di Traunstein, la stessa città nelle cui vicinanze la sua famiglia viveva. Dopo la formazione di base nella fanteria fu inviato insieme alla sua unità a compiere marce in alcune città tedesche cantando canti nazionalsocialisti per sollevare il morale della popolazione. Non fu mai inviato al fronte e durante tutto questo periodo non ebbe mai necessità di sparare un colpo; non si trovò mai a partecipare a scontri armati.[15] Come egli stesso ricordò, nell'aprile del 1945 durante una di queste marce, disertò. Le diserzioni erano molto diffuse durante le ultime settimane di guerra, sebbene i disertori fossero soggetti a fucilazione se catturati. Ratzinger riuscì ad evitare la fucilazione, prevista per i disertori, grazie ad un sergente che lo fece scappare.[15]
Con la disfatta tedesca e l'arrivo degli americani nella cittadina, Ratzinger fu identificato come soldato e fu recluso per alcune settimane in un campo degli Alleati, vicino a Ulma, come prigioniero di guerra. Venne rilasciato il 19 giugno 1945. La famiglia Ratzinger si riunì a Traunstein quando anche il fratello Georg, prigioniero in Italia, fece ritorno.
Studi filosofici e teologici; il presbiterato
Nel 1946 Jospeh si iscrisse all'Istituto superiore di filosofia e teologia di Frisinga, ove studiò filosofia e teologia cattolica, ma ben presto, nel 1947, si trasferì nel seminario Herzogliches Georgianum di Monaco di Baviera, un seminario interdiocesano dove confluivano tutti i candidati al sacerdozio della Baviera, e continuò gli studi di filosofia e teologia presso l'Università Ludwig Maximilian, ivi adiacente, fino al 1950. Egli descrisse gli anni di Frisinga come un periodo culturalmente molto ricco e stimolante. La formazione che ricevette risentì soprattutto del neoplatonismoagostiniano e del pensiero di Pascal, correnti filosofiche molto presenti nell'ambiente culturale tedesco.
Il 29 ottobre 1950 fu ordinato diacono per le mani di Johannes Baptist Neuhäusler, allora vescovo titolare di Calidone mentre il 29 giugno 1951all'età di 24 anni assieme a suo fratello maggiore Georg fu ordinato presbitero dal cardinale Michael von Faulhaber, allora arcivescovo di Monaco e Frisinga.
L'11 luglio 1953 discusse la tesi di dottorato in teologia su sant'Agostino, dal titolo Popolo e casa di Dio nella dottrina agostiniana della Chiesa, riportando la valutazione massima summa cum laude. Nel 1955 presentò la dissertazione su san Bonaventura dal titolo La teologia della storia di san Bonaventura, sotto la guida del docente di teologia fondamentale Gottlieb Söhngen, per l'abilitazione all'insegnamento universitario. Venne accusato dal correlatore Michael Schmaus di un «pericoloso modernismo» per il fatto che le idee teologiche espresse avrebbero potuto portare alla soggettivizzazione del concetto di rivelazione. La tesi fu opportunamente modificata, pur conservando comunque la struttura di pensiero, e l'anno successivo Ratzinger superò l'esame di abilitazione. I suoi contrasti con il correlatore, sorti soprattutto perché ne aveva criticato le posizioni considerandole ormai superate,[16] favorirono un avvicinamento a Karl Rahner, noto teologo accademico della Nouvelle Théologie e sostenitore della riforma della Chiesa, che lo stesso Schmaus aveva invitato a Königstein, assieme a tutti i dogmatici di lingua tedesca, per la Pasqua del 1956 al fine di costituire l'associazione tedesca dei teologi dogmatici e fondamentali.
La carriera accademica e il Concilio Vaticano II
Nel maggio 1957 ottenne la cattedra di teologia fondamentale presso l'Università di Monaco. Nel dicembre 1957 ottenne la cattedra di teologia dogmatica e fondamentale presso l'Istituto superiore di teologia e filosofia di Frisinga. Divenne professore all'Università di Bonn nel 1959 e la sua lezione inaugurale fu su Il Dio della fede e il Dio della filosofia. Nel 1963 si trasferì all'Università di Münster.
Per il giovane professore fu un'esperienza fondamentale la partecipazione, dal 1962, al concilio Vaticano II dove acquisì notorietà internazionale. Inizialmente partecipò come consulente teologico dell'arcivescovo di Colonia cardinale Josef Frings, e poi come perito del Concilio, su interessamento dello stesso Frings, fin dalla fine della prima sessione. Risulta interessante sottolineare che Ratzinger, grazie al cardinale Frings che lo teneva aggiornato, poté consultare regolarmente gli schemi preparatori (schemata) che sarebbero stati presentati ai Padri dopo la convocazione dell'assemblea conciliare. Fu un periodo in cui arricchì molto le proprie conoscenze teologiche, avendo infatti avuto modo di incontrare molti teologi come Henri De Lubac, Jean DaniélouYves CongarGérard Philips, oltre a cardinali e vescovi di tutto il mondo. Durante il tempo del Concilio, per la collaborazione con teologi come Hans Küng e Edward Schillebeeckx, Ratzinger fu visto come un riformatore.
Nel 1966 fu nominato alla cattedra di teologia dogmatica presso l'Università di Tubinga, dove fu collega di Hans Küng. Nel suo libro del 1968, Introduzione al cristianesimo, scrisse che il papa ha il dovere di sentire differenti voci all'interno della Chiesa prima di prendere una decisione, e minimizzò la centralità del papato. Durante questo tempo prese le distanze dall'atmosfera di Tubinga e dalle tendenze marxiste del movimento studentesco degli anni sessanta, che divenne rapidamente radicale negli anni 1967 e 1968, concludendosi in una serie di disturbi e disordini nei mesi di aprile e maggio 1968. Ratzinger riconobbe sempre più una connessione tra questi sviluppi e quelli associati, come anche il diminuito rispetto tra i suoi studenti per l'autorità, con l'allontanamento dagli insegnamenti cattolici tradizionali.[17] Nonostante la sua inclinazione riformista, le sue idee finirono per contrastare con le idee liberali, ottenendo una diffusione nei circoli teologici.[18] Alcune voci, tra cui quelli di Hans Küng, ritennero queste idee proiettate verso il conservatorismo, mentre lo stesso Ratzinger in un'intervista del 1993 affermò: "Non vedo interruzione, negli anni, delle mie vedute di teologo".[19] Ratzinger continuò a difendere il lavoro del Concilio Vaticano II e in particolare Nostra Aetate, il documento sul rispetto delle altre religioni, sull'ecumenismo e sulla dichiarazione del diritto alla libertà di religione. In seguito, come prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, espresse più chiaramente la posizione della Chiesa cattolica sulle altre religioni nel documento Dominus Iesus, dell'anno 2000, che riguarda l'impegno dei cattolici romani nel dialogo ecumenico. Durante i suoi anni all'Università di Tubinga, pubblicò articoli sulla rivista teologica riformista Concilium, anche se scelse temi meno riformisti di altri partecipanti alla rivista, come appunto Hans Küng ed Edward Schillebeeckx.
Nel 1969 tornò in Baviera, chiamato all'Università di Ratisbona. Nel 1972 fondò la rivista teologica Communio insieme con Hans Urs von BalthasarHenri de LubacWalter Kasper e altri. Communio, ora pubblicata in diciassette lingue, tra cui tedesco, inglese e spagnolo, divenne un giornale di spicco del pensiero teologico cattolico nell'orizzonte contemporaneo. Fino alla sua elezione a papa rimase uno dei più prolifici collaboratori della rivista. Nel 1976 suggerì che la Confessione augustana potesse essere eventualmente riconosciuta come una dichiarazione di fede cattolica.[20][21]
Fu vice-presidente dell'Università di Ratisbona dal 1976 al 1977.[22]
Il 24 marzo 1977 venne nominato arcivescovo di Monaco e Frisinga da papa Paolo VI ed il 28 maggio dello stesso anno ricevette la consacrazione episcopale per mano di Josef Stangl, vescovo di Würzburg, assistito dal vescovo di Ratisbona Rudolf Graber e dal vescovo ausiliare di Monaco e Frisinga Ernst Tewes.
Come motto episcopale scelse l'espressione Cooperatores veritatis, collaboratori della verità, tratta dalla Terza lettera di Giovanni al versetto 8. Lo stesso mons. Ratzinger ne dette spiegazione:
« Per un verso, mi sembrava che era questo il rapporto esistente tra il mio precedente compito di professore e la nuova missione. Anche se in modi diversi, quel che era e continuava a restare in gioco era seguire la verità, stare al suo servizio. E, d'altra parte, ho scelto questo motto perché nel mondo di oggi il tema della verità viene quasi totalmente sottaciuto; appare infatti come qualcosa di troppo grande per l'uomo, nonostante che tutto si sgretoli se manca la verità. »
Il 15 febbraio 1982, poco meno di un lustro dopo la nomina episcopale, si dimise da arcivescovo di Monaco e Frisinga in virtù delle nuove disposizioni papali che lo chiamarono a stabilirsi in Vaticano.
Cardinale di Santa Romana Chiesa
Pochi mesi dopo la nomina ad arcivescovo, il 27 giugno 1977 lo stesso papa Paolo VI lo creò cardinale, assegnandogli il titolo presbiterale di Santa Maria Consolatrice al Tiburtino. In quella stessa occasione Montini lo definì un «insigne maestro di teologia».[23] Prese possesso del titolo il 15 ottobre 1977.
L'anno successivo prese parte al conclave dell'agosto 1978 e dell'ottobre 1978 che elessero al soglio pontificio rispettivamente Albino Luciani e Karol Wojtyła. Il 25 novembre 1981 papa Giovanni Paolo II lo nominò prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, presidente della Pontificia Commissione Biblica e della Commissione Teologica Internazionale. Dal 1986 al 1992 fu inoltre chiamato a presiedere la Commissione per la preparazione del Catechismo per la Chiesa universale. Il 15 aprile 1993 fu elevato alla dignità di cardinale vescovo e gli fu affidata la sede suburbicaria di Velletri-Segni, che mantenne fino alla sua elezione a papa. Prese possesso della sede il 16 maggio 1993. Dal 2003 fu presidente della Commissione cardinalizia per la preparazione del Compendio del Catechismo della Chiesa cattolica.
Gli incarichi di prefetto e presidente delle commissioni pontificie terminarono il 2 aprile 2005 con la morte di papa Giovanni Paolo II. Partecipò anche al suo terzo conclave che iniziò il 18 aprile 2005 e in qualità di decano del Sacro Collegio dei cardinali presiedette la messa Pro Eligendo Romano Pontifice e lo stesso conclave che lo elesse papa.
Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede

Per approfondire, vedi De Delictis Gravioribus e Crimen sollicitationis.
Il 25 novembre 1981 papa Giovanni Paolo II lo nominò prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, l'organo della Santa Sede che si occupa di vigilare sulla correttezza della dottrina cattolica, carica che manterrà fino all'elevazione al soglio pontificio.
Nel 1985, rompendo la lunga tradizione di discrezione che caratterizzava l'ex Sant'Uffizio, accettò di essere intervistato dal giornalista italiano Vittorio Messori, già autore di due saggi su Gesù. Dall'incontro dell'agosto 1984 in un'ala chiusa del seminario di Bressanone, nacque il libro Rapporto sulla fede che, oltre a riscuotere successo in termini di vendite, provocò adesioni ma anche critiche all'interno e all'esterno della Chiesa cattolica.[24]
Nel 1986, nel ruolo di prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, firmò il documento intitolato Cura pastorale delle persone omosessuali, in cui si definisce l'omosessualità come condizione oggettivamente disordinata[25].
In qualità di prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, fu autore dell'epistola De Delictis Gravioribus datata 18 maggio 2001 e rivolta a tutti i vescovi e ad altri membri della gerarchia della Chiesa cattolica. Successivamente, è stato citato come imputato dalla Corte distrettuale della contea di Harris (Texas), perché accusato di "ostruzione della giustizia" a seguito dell'invio dell'epistola. Secondo l'accusa, il documento della Congregazione potrebbe aver favorito la copertura di prelati coinvolti nei casi di molestie sessuali negli Stati Uniti (molti dei quali su minorenni).
Il 20 settembre 2005 però il Dipartimento di Stato statunitense ha accolto la richiesta di concedere al Papa l'immunità diplomatica, in quanto capo in carica di uno Stato sovrano, esentandolo di fatto dal processo[26].
Decano del Collegio Cardinalizio

Il 27 novembre 2002 venne eletto decano del Collegio cardinalizio ed il 30 novembre seguente ottenne, in aggiunta alla sede suburbicaria di Velletri-Segni, la sede di Ostia quale privilegio del decano del Sacro collegio. Nonostante avesse avanzato più volte le richieste di congedo, mantenne il suo incarico in curia e divenne uno dei più stretti collaboratori del pontefice, soprattutto con l'aggravarsi delle sue condizioni di salute[27]
Il 25 marzo 2005Venerdì santo, guidò le meditazioni della tradizionale Via Crucis al Colosseo. In tale occasione pronunciò forti parole riguardanti la Chiesa, denunciando una cristianità che «stancatasi della fede ha abbandonato il Signore»:[28]
« Signore, spesso la tua Chiesa ci sembra una barca che sta per affondare, una barca che fa acqua da tutte le parti. E anche nel tuo campo di grano vediamo più zizzania che grano. La veste e il volto così sporchi della tua Chiesa ci sgomentano. Ma siamo noi stessi a sporcarli! Siamo noi stessi a tradirti ogni volta, dopo tutte le nostre grandi parole, i nostri grandi gesti. Abbi pietà della tua Chiesa! »
Il 1º aprile 2005 tenne a Subiaco una conferenza dal titolo «L'Europa nella crisi delle culture», nella quale tracciò uno scenario della Chiesa in Europa e criticò fortemente «la forma attuale della cultura illuminista» che costituisce «la contraddizione in assoluto più radicale non solo del cristianesimo, ma delle tradizioni religiose e morali dell'intera umanità».[29]
Venerdì 8 aprile 2005, come decano del Sacro Collegio, presiedette la messa esequiale del romano pontefice defunto Giovanni Paolo II. Come vuole la costituzione apostolica Universi Dominici Gregis, presiedette inoltre la Missa pro eligendo Romano Pontifice il mattino del 18 aprile 2005, che fu il rito d'apertura dei lavori del conclave per l'elezione del successore di papa Giovanni Paolo II. Durante l'omelia pronunciò un discorso che sarebbe divenuto celebre come suo "programma di pontificato". In essa denunciò il pericolo di una «dittatura del relativismo, che non riconosce nulla come definitivo e lascia come ultima misura solo il proprio io e le proprie voglie», opponendo ad essa «un'altra misura: il Figlio di Dio, il vero uomo», «misura del vero umanesimo», «criterio per discernere tra vero e falso, tra inganno e verità»; disse quindi che: «questa fede adulta dobbiamo maturare, a questa fede dobbiamo guidare il gregge di Cristo» anche se «avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo».[30][31]
Elezione a Romano Pontefice
Per approfondire, vedi Conclave del 2005.

Ratzinger fu eletto papa durante il secondo giorno del conclave del 2005, al quarto scrutinio, nel pomeriggio del 19 aprile 2005. Scelse il nome di papa "Benedetto XVI". Alle 17:56 fu dato l'annuncio dell'elezione con la tradizionale fumata bianca del comignolo della Cappella Sistina (ci fu in effetti un'iniziale incertezza sul colore del fumo, ma i dubbi furono sciolti alle 18:07, dal suono delle campane della basilica di San Pietro in Vaticano). Dopo circa mezz'ora, il cardinale protodiacono Jorge Arturo Medina Estévez si affacciò dal balcone della loggia centrale della basilica per annunciare l'habemus Papam.[32]
Nel suo primo discorso da papa, seguito dalla benedizione Urbi et Orbi, riservò un ricordo al suo amico e predecessore Giovanni Paolo II:
« Cari fratelli e sorelle, dopo il grande papa Giovanni Paolo II, i signori cardinali hanno eletto me, un semplice ed umile lavoratore nella vigna del Signore. Mi consola il fatto che il Signore sa lavorare ed agire anche con strumenti insufficienti e soprattutto mi affido alle vostre preghiere. Nella gioia del Signore risorto, fiduciosi nel suo aiuto permanente, andiamo avanti. Il Signore ci aiuterà e Maria sua Santissima Madre, starà dalla nostra parte. Grazie. »
(Il primo messaggio pubblico di papa Benedetto XVI)
Secondo la ricostruzione più puntuale del conclave,[33] raccolta dal vaticanista Lucio Brunelli, il cardinale più votato dopo Ratzinger sarebbe stato l'arcivescovo di Buenos Aires Jorge Mario Bergoglio, mentre gli altri candidati (come Carlo Maria MartiniCamillo Ruini e Angelo Sodano) avrebbero ricevuto poche preferenze.
Il pontificato
La scelta del nome pontificale
Il 27 aprile Benedetto XVI spiegò, in occasione della sua prima udienza generale in piazza San Pietro, le ragioni della scelta del suo nome pontificale:
« Ho voluto chiamarmi Benedetto XVI per riallacciarmi idealmente al venerato pontefice Benedetto XV, che ha guidato la Chiesa in un periodo travagliato a causa del primo conflitto mondiale. Fu coraggioso e autentico profeta di pace e si adoperò con strenuo coraggio dapprima per evitare il dramma della guerra e poi per limitarne le conseguenze nefaste. Sulle sue orme desidero porre il mio ministero a servizio della riconciliazione e dell'armonia tra gli uomini e i popoli, profondamente convinto che il grande bene della pace è innanzitutto dono di Dio, dono purtroppo fragile e prezioso da invocare, tutelare e costruire giorno dopo giorno con l'apporto di tutti. »

« Il nome Benedetto evoca, inoltre, la straordinaria figura del grande "Patriarca del monachesimo occidentale", san Benedetto da Norciacompatrono d'Europa insieme ai santi Cirillo e Metodio e le sante donne Brigida di SveziaCaterina da Siena ed Edith Stein. La progressiva espansione dell'ordine benedettino da lui fondato ha esercitato un influsso enorme nella diffusione del cristianesimo in tutto il continente. San Benedetto è perciò molto venerato anche in Germania e, in particolare, nella Baviera, la mia terra d'origine; costituisce un fondamentale punto di riferimento per l'unità dell'Europa e un forte richiamo alle irrinunciabili radici cristiane della sua cultura e della sua civiltà. »
Lo stemma papale
Blasonatura dello stemma papale di Papa Benedetto XVI

Di rosso, cappato di oro, alla conchiglia dello stesso; la cappa destra, alla testa di moro al naturale, coronata e collarinata di rosso; la cappa sinistra, all'orso al naturale, lampassato e caricato di un fardello di rosso, cinghiato di nero.
È tradizione, da almeno otto secoli, per vescovi, cardinali e per il pontefice adottare uno stemma araldico, dal Rinascimento con questo stemma sono decorati i monumenti e le opere fatte edificare dal papa, oltre che i documenti da lui scritti.
Benedetto XVI ha deciso di mantenere nel suo stemma i simboli che aveva usato da vescovo prima e da cardinale poi introducendo alcune novità rispetto ai suoi predecessori: lo scudo infatti ha la forma a calice e si presenta cappato, ovvero diviso in tre campi da due linee ricurve che partono dal centro del bordo superiore e raggiungono la metà dei fianchi:
·         Il campo centrale presenta una conchiglia, simbolo dei pellegrini[34], ma che ricorda anche la leggenda secondo cui Agostino d'Ippona, incontrando su una spiaggia un bambino che con una conchiglia voleva svuotare il mare dalla sua acqua, comprese l'impossibilità per la mente umana di capire il mistero di Dio. La conchiglia inoltre compare anche nello stemma del monastero di Schotten, a Ratisbona, a cui Benedetto XVI è particolarmente legato.
·         Il campo destro presenta un orso che trasporta un fardello, simbolo dell'arcidiocesi di Frisinga, richiama la leggenda di san Corbiniano, primo vescovo di Frisinga. La tradizione vuole che il santo, mentre si recava a Roma, venisse assalito da un orso che uccise il suo cavallo. Corbiniano allora rimproverò l'orso e lo costrinse a portare il suo bagaglio fino a Roma, dove lo liberò. Inoltre papa Benedetto XVI ricorda le parole di sant'Agostino nel commento al salmo 72: «Sono divenuto per te come una bestia da soma, e così io sono in tutto e per sempre vicino a te», e l'orso diventa per lui il simbolo dello stesso pontefice.
·         Il campo sinistro presenta la testa di un moro, anch'esso simbolo dell'arcidiocesi di Frisinga, che per Benedetto XVI è simbolo dell'universalità della Chiesa.
Dietro lo scudo, com'è consuetudine, si trovano le due chiavi "decussate", cioè incrociate, una d'oro e l'altra d'argento, simbolo di san Pietro. Per significare la dignità pontificale è stato introdotta in basso l'immagine del pallio, segno della collegialità e dell'unità tra il papa e la Chiesa e indossato anche dai metropoliti; si tratta del primo pontefice che inserisce il pallio nel suo simbolo.
La tiara
Un segno di forte discontinuità con la tradizione araldica papale[35] è dato dall'introduzione per la prima volta di una mitria, sopra lo scudo, in sostituzione della tiara papale, sempre presente negli stemmi dei precedenti pontefici, sin dall'elezione di papa Clemente V (1305), pur se non più indossata a partire dal pontificato di papa Paolo VI. La mitria è color argento e riporta tre fasce dorate in orizzontale (a conservare i tre poteri della tiara: Ordine, Giurisdizione e Magistero) collegate in verticale e al centro per indicare l'unità dei poteri nella stessa persona. Lo stemma fu disegnato per mano del cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, esperto in araldica, su indicazione dell'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche.
Secondo alcuni commentatori,[36] tra i quali lo storico Giorgio Rumi, Benedetto XVI avrebbe scelto volutamente la mitria «a segnare una maggiore vicinanza ai Vescovi» per ricordare che il papa è "unus inter pares", oltre che per eliminare gli "orpelli e i segni rinascimentali", per propugnare un pontificato in "stile francescano", mentre secondo altri[36] la sostituzione della tiara con la mitria, ritenuta più indicativa di spiritualità, sarebbe stata l'ultima innovazione dei cerimonieri pontifici legati alla riforma liturgica postconciliare introdotta dall'arcivescovo Annibale Bugnini, maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie al tempo di papa Paolo VI; secondo questa interpretazione sarebbe «uno stemma che Benedetto XVI ha dovuto subire senza poter reagire».[36] Riguardo alla rimozione della tiara dal simbolo papale così Ratzinger si è espresso: «La tiara era già stata eliminata da Paolo VI. Era comunque rimasta nello stemma papale, e adesso e sparita anche da lì».[37]
Il 10 ottobre 2010 in occasione dell'Angelus, dal davanzale della finestra delle benedizioni di Palazzo Apostolico, è stato esposto uno stratum di velluto, donatogli da un fedele, con uno stemma modificato: sulla sommità è posta la tiara, secondo l'antico uso e la parte esterna dello scudo è ispirata allo stemma di papa Urbano VIII che si può vedere sui pilastri del Baldacchino del Bernini nella Basilica Vaticana.[38] L'azienda Ars Regia, che lo ha prodotto, ha affermato di aver realizzato sin dall'Avvento 2007 alcuni paramenti con lo stemma nella medesima foggia.[39] La tiara è ancora presente nello storico ornamento, a forma di stemma pontificio, formato con fiori e piante di un'aiuola dei Giardini Vaticani[40] e conservato, durante il recente restauro, sugli apici del tronetto di Leone XIII.
Benedetto XVI ha mantenuto la tiara nei simboli ufficiali dell'emblema della Santa Sede e nella bandiera dello Stato della Città del Vaticano.
Il 25 maggio 2011 a papa Benedetto XVI è stato donata una tiara personale, dall'uomo d'affari tedesco e devoto cattolico Dieter Philippi, creata da un laboratorio bulgaro specializzato in paramenti liturgici ortodossi. Tale gesto è stato compiuto come auspicio per l'unità dei cristiani[41]. Benedetto XVI però non ha mai fatto uso di questa tiara in pubbliche cerimonie.
Il motto
Nello stemma di Benedetto XVI non compare nessun motto, come del resto non compariva neppure negli stemmi dei suoi immediati predecessori. Quando è stato eletto vescovo, ha scelto come motto due parole dalla Terza lettera di Giovanni, «Cooperatores Veritatis». Se Giovanni Paolo II richiamò esplicitamente il motto scelto da vescovo (Totus tuus) una volta divenuto papa (compare ad esempio nel mosaico del Palazzo apostolico raffigurante la Mater Ecclesiae, ben visibile da piazza San Pietro), Benedetto XVI, da papa, non ha mai citato esplicitamente il motto Cooperatores veritatis[42].
Domenica 24 aprile 2005 si tenne in piazza San Pietro la messa ("Santa Messa di imposizione del pallio e consegna dell'anello del pescatore per l'inizio del Ministero petrino del vescovo di Roma", tradizionalmente detta "Messa di incoronazione" fino a papa Paolo VI) per l'inizio del ministero petrino di Benedetto XVI, il quale pronunciò un'omelia, interrotta 35 volte dagli applausi dei fedeli in piazza San Pietro[43], all'insegna dell'ecumenismo, della continuità nei confronti del suo predecessore e dell'apertura verso i fedeli.
« Ed ora, in questo momento, io debole servitore di Dio devo assumere questo compito inaudito, che realmente supera ogni capacità umana. Come posso fare questo? Come sarò in grado di farlo? Voi tutti, cari amici, avete appena invocato l'intera schiera dei santi, rappresentata da alcuni dei grandi nomi della storia di Dio con gli uomini. In tal modo, anche in me si ravviva questa consapevolezza: non sono solo. Non devo portare da solo ciò che in realtà non potrei mai portare da solo. La schiera dei santi di Dio mi protegge, mi sostiene e mi porta. E la Vostra preghiera, cari amici, la Vostra indulgenza, il Vostro amore, la Vostra fede e la Vostra speranza mi accompagnano »
Al termine della cerimonia il Papa attraversò con la jeep piazza San Pietro, gremita di oltre 400.000 persone,[43] e ricevette le delegazioni internazionali nella basilica.
La presa di possesso della Cattedra romana
Il 7 maggio 2005 nella basilica di San Giovanni in Laterano si tenne la messa di insediamento sulla cattedra romana del vescovo di Roma. Durante l'omelia il Papa riprese il concetto di "debole servitore di Dio": «Colui che è il titolare del ministero petrino deve avere la consapevolezza di essere un uomo fragile e debole - come sono fragili e deboli le sue proprie forze - costantemente bisognoso di purificazione e di conversione».[44]
Le riforme di Curia
Nel marzo 2006 papa Benedetto XVI iniziò a ridimensionare la Curia Romana con la fusione di quattro Consigli pontifici esistenti: il Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti fu riunito inizialmente al Pontificio consiglio della giustizia e della pace sotto la presidenza del cardinale Renato Martino fino al 2009. Allo stesso modo il cardinale Paul Poupard presidenziò ilPontificio consiglio della cultura e il Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, anche se entrambi i consigli mantennero separati uffici.
Dal maggio 2007 il Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso passò al cardinale Jean-Louis Pierre Tauran, quindi nuovamente separato e presieduto da un altro presidente. Nel giugno 2010creò il Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione e assegnò la presidenza all'arcivescovo Rino Fisichella.
Modifica delle norme in materia di conclave
Con motu proprio datato 11 giugno 2007, Benedetto XVI ha emendato la costituzione apostolica Universi Dominici Gregis del 1996 di Giovanni Paolo II, ristabilendo il quorum della maggioranza di due terzi, indipendentemente dal numero di scrutini, per l'elezione dei pontefici. Con un ulteriore motu proprio del 22 febbraio 2013, intitolato Normas nonnullas, ha introdotto nuove modifiche allaUniversi Dominici Gregis, relative alla facoltà del Collegio cardinalizio di anticipare o posticipare l'inizio del conclave subordinatamente alla presenza di tutti i cardinali elettori, all'inalienabilità dell'elettorato attivo e passivo per i cardinali elettori, alla tutela del segreto sotto pena di scomunica latae sententiae, al rafforzamento delle misure di sicurezza, all'abolizione dell'elezione del pontefice per acclamazione e per compromesso, prevedendo unicamente l'elezione per scrutinio.[45]
L'attenzione ai temi del Concilio Vaticano II
documenti del Concilio Vaticano II sono stati più volte ripresi da papa Ratzinger nei suoi discorsi e documenti. A quarant'anni dalla sua conclusione egli prega affinché il Concilio Vaticano II possa continuare a guidare la Chiesa «per contribuire ad instaurare nel mondo quella fraternità universale che risponde alla volontà di Dio sull'uomo». L'attualità di quei documenti, secondo il Pontefice, è oggi addirittura aumentata; in ogni caso, il Papa ha, più volte, esplicitamente ripudiato quell'interpretazione che vorrebbe intendere il Vaticano II come un procedimento di rottura, rispetto alla tradizione della Chiesa.
L'ermeneutica della continuità
Per approfondire, vedi Ermeneutica del Concilio Vaticano II.
Il 22 dicembre 2005, in un discorso ai membri della Curia romana, ha espresso una chiara posizione su questo argomento, sostenendo la cosiddetta ermeneutica della continuità. Egli, seguendo con più vigore la linea tracciata dai suoi predecessori, ha testualmente affermato l'erroneità dell'opinione secondo la quale il Concilio Vaticano II avrebbe dato vita ad una sorta di "rivoluzione" all'interno della Chiesa che autorizzerebbe a mutare, rispetto al passato, il costante insegnamento del magistero in materia di dottrina o di fede. Di conseguenza, l'unica interpretazione lecita dei documenti del Concilio Vaticano II, deve comunque procedere in assoluto accordo, rispetto al contenuto ed allo spirito delle precedenti proposizioni che hanno dato vita al "depositum Fidei" proprio alla tradizione cattolica:[46]
« Il Concilio Vaticano II, con la nuova definizione del rapporto tra la fede della Chiesa e certi elementi essenziali del pensiero moderno, ha rivisto o anche corretto alcune decisioni storiche, ma in questa apparente discontinuità ha invece mantenuto ed approfondito la sua intima natura e la sua vera identità. La Chiesa è, tanto prima quanto dopo il Concilio, la stessa Chiesa una, santa, cattolica ed apostolica in cammino attraverso i tempi; essa prosegue “il suo pellegrinaggio fra le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio”, annunziando la morte del Signore fino a che Egli venga »
Il 10 marzo 2010 ha ribadito questa convinzione, affermando che:[47]
« Dopo il Concilio Vaticano II alcuni erano convinti che tutto fosse nuovo, che ci fosse un'altra Chiesa, che la Chiesa pre-conciliare fosse finita e ne avremmo avuta un'altra, totalmente "altra". Un utopismo anarchico! E grazie a Dio i timonieri saggi della barca di Pietro, papa Paolo VI e papa Giovanni Paolo II, da una parte hanno difeso la novità del Concilio e dall'altra, nello stesso tempo, hanno difeso l'unicità e la continuità della Chiesa, che è sempre Chiesa di peccatori e sempre luogo di Grazia »
La ripresa di aspetti della tradizione

Benedetto XVI, con mons. Guido Marini a Fátimanel 2010, indossa la mozzetta bianca damascata.
Il ritorno a una liturgia maggiormente legata alla tradizione della Chiesa è uno dei tratti del pontificato di Benedetto XVI.[senza fonte] In uno dei primi atti del suo pontificato nell'esortazione post-sinodale Sacramentum caritatis (2007), discutendo dell'utilizzo della lingua latina, in sintonia con le direttive del Concilio Vaticano II, ne viene raccomandato l'uso, per manifestare l'universalità e unitarietà della Chiesa, durante le "grandi celebrazioni" che avvengono nel corso degli incontri internazionali, ad eccezione delle letture, dell'omelia e della preghiera dei fedeli, utilizzo da estendere per le preghiere più note della tradizione ed eventualmente l'esecuzione di canti gregoriani nelle liturgie; viene altresi raccomandata che la preparazione dei sacerdoti nei seminari includa la comprensione e capacita' di celebrare la messa in latino .[48]
Il 7 luglio 2007 è stato promulgato il motu proprio Summorum Pontificum, che dà la possibilità a qualunque sacerdote cattolico di celebrare, entro precise condizioni, la messa secondo il "Messale Romano" promulgato da Pio V rivisto da Giovanni XXIII del 1962, anteriore alla riforma liturgica del 1970 e  caduto in disuso dopo la riforma e rinnovamento dello stesso ad opera di Paolo VI. A tali funzioni i fedeli sono ammessi, secondo il provvedimento stesso, solo se essi stessi lo richiedono; l'eventuale decisione di una comunità di celebrare con questo messale in modo abituale dovrà essere presa dai superiori maggiori nel rispetto delle regole. Precedentemente questa possibilità celebrativa era riservata ai soli sacerdoti che avessero ottenuto il permesso dal proprio ordinario, secondo quanto stabilito dal motu proprio Ecclesia Dei promulgato da Giovanni Paolo II nel 1988 (che auspicava una larga generosità dei vescovi nel concedere il permesso). Il provvedimento è stato corredato da una lettera di accompagnamento, nella quale il Papa ha auspicato che questa nuova disciplina possa rappresentare un passo verso il riassorbimento dello scisma dei lefebvriani. La nuova norma introdotta, specifica che il Messale di Paolo VI è la espressione ordinaria della “lex orandi” (“legge della preghiera”) della Chiesa cattolica di rito latino e quello edito dal Giovanni XXIII è espressione straordinaria della medesima “lex orandi” da tenere in debito onore per il "suo uso venerabile e antico", entrambi sono usi dell'unico Rito romano. Benedetto XVI, dopo l'elezione papale, ha comunque celebrato sempre secondo il messale di Paolo VI.
Nel corso del suo pontificato Papa Benedetto XVI ha reindossato alcuni abiti pontifici risalenti al Rinascimento e in disuso da qualche decennio: la mozzetta di velluto rosso bordata di ermellino bianco, che fu usata fino al pontificato di Paolo VI e il cui uso è ripreso sin dai primi mesi di pontificato di Benedetto XVI; a partire dalla Pasqua 2008 il Papa ha riutilizzato la mozzetta di damasco bianco bordata di ermellino, che era stata utilizzata per l'ultima volta da Paolo VI il 26 marzo 1967 quando firmò l'enciclica Populorum Progressio e che Benedetto XVI ha indossato durante il periodo pasquale (da Pasqua fino a Pentecoste). A partire dal 2006, durante le udienze generali tenute all'aperto, nei mesi estivi, ha utilizzato il "saturno", un copricapo rosso a tesa larga, adatto soprattutto a proteggersi dal caldo, spesso indossato da Giovanni XXIII e da Paolo VI e, nei primi anni di pontificato, anche da Giovanni Paolo II. Nel corso di due udienze generali il 21 e 28 dicembre 2005 ha indossato il camauro, un copricapo di velluto rosso bordato di pelliccia d'ermellino bianco utilizzato dai papi fino al Settecento, e quindi ripreso da Leone XIII e successivamente da Giovanni XXIII; riguardo al possibile significato di recupero di forma antiche e consolidate che si poteva desumerne dal recupero di questo accessorio ha fornito questa precisazione: «L'ho indossato una sola volta. Avevo semplicemente molto freddo e la testa è per me un punto molto sensibile. E mi sono detto: "Visto che c'è, mettiamo questo camauro". Ma è stato veramente solo il tentativo di difendermi dal freddo. Da allora non l'ho più indossato. Perché non nascessero inutili interpretazioni»[49].
Il recupero della tradizione liturgica



Papa Benedetto XVI con il pallio papale in uso fino al IX secolo e dal 2005 al 2008 e la ferula di papa Paolo VI, insieme a Piero Marini. Il pallio attualmente orna le Sacre Spoglie di San Celestino V, al quale papa Ratzinger rese omaggio visitando dal città de L'Aquila dopo il terremoto del 6 aprile 2009

A partire dal novembre 2007 il Papa ha sostituito il Maestro delle cerimonie liturgiche pontificie (colui che prepara e assiste le liturgie papali) monsignor Piero Marini con monsignor Guido Marini,ritenuto interprete[chi formula questo giudizio?] di una liturgia «sobria e solenne»[50] e in linea con la tradizione[51]. A partire dalle prime celebrazioni del Papa con monsignor Guido Marini, sono stati reintrodotti camici in pizzo, mitrie gemmate e piviali tradizionali; la croce è stata ricollocata al centro dell'altare affiancata dai sette candelabri (ad «indicare la centralità del crocifisso nella celebrazione eucaristica e l'orientamento esatto che tutta l'assemblea è chiamata ad avere durante la liturgia eucaristica: non ci si guarda, ma si guarda a Colui che è nato, morto e risorto per noi, il Salvatore»[52]); inoltre è stato utilizzato dopo lungo tempo il trono dello Spirito Santo, fabbricato durante il pontificato di papa Leone XIII. L'alto trono papale è stato posizionato al centro dell'altare «in particolari circostanze, per semplicemente mettere in risalto la presidenza liturgica del Papa, successore di Pietro e vicario di Cristo».[52] Il 6 gennaio 2009, in occasione della solennità dell'Epifania, Benedetto XVI ha riutilizzato il tronetto di papa Pio IX per la prima volta dopo la sua musealizzazione, avvenuta trent'anni prima sotto il pontificato di papa Giovanni Paolo II, che aveva deciso di non utilizzarlo.[53]
Il 13 gennaio 2008 Benedetto XVI ha celebrato la messa all'altare antico della Cappella Sistina nella postura ad orientem,[54] ossia con l'officiante con il viso rivolto verso l'altare e le spalle verso i fedeli. Questa scelta è stata giustificata dalla volontà di recuperare «la bellezza e l'armonia» della Cappella Sistina affrescata da Michelangelo, senza ricorrere all'altare su pedana mobile tante volte usato da Giovanni Paolo II.
A partire dal 22 maggio 2008, festa del Corpus Domini, il Papa ha comunicato i fedeli che erano inginocchiati davanti a lui, seguendo la tradizione, e cioè non consegnando la particola consacrata nelle loro mani ma mettendola direttamente nelle bocche. La prassi tradizionale vuole evidenziare maggiormente il significato dell'Eucaristia come rinnovato sacrificio di Gesù rispetto a quella ordinariamente in uso, che evidenzia maggiormente la dimensione della mensa.[non chiaro][55]
In un'intervista all'Osservatore Romano del 26 giugno 2008, monsignor Guido Marini ha illustrato dettagliatamente molti degli aspetti delle celebrazioni liturgiche di Benedetto XVI, che sono apparsi come un ritorno alla tradizione, dichiarando che «le vesti liturgiche adottate, come anche alcuni particolari del rito, intendono sottolineare la continuità della celebrazione liturgica attuale con quella che ha caratterizzato nel passato la vita della Chiesa. L'ermeneutica della continuità è sempre il criterio esatto per leggere il cammino della Chiesa nel tempo. Ciò vale anche per la liturgia. Come un Papa cita nei suoi documenti i Pontefici che lo hanno preceduto, in modo da indicare la continuità del magistero della Chiesa, così nell'ambito liturgico un Papa usa anche vesti liturgiche e suppellettili sacre dei Pontefici che lo hanno preceduto per indicare la stessa continuità anche nella lex orandi». Tuttavia ha voluto far notare che Benedetto XVI non ha utilizzato sempre abiti liturgici antichi e ne indossa spesso di moderni concludendo che «l'importante non è tanto l'antichità o la modernità, quanto la bellezza e la dignità, componenti importanti di ogni celebrazione liturgica».[52]
Piero Marini aveva ripristinato per Benedetto XVI l'uso del pallio lungo e incrociato sulla spalla sinistra utilizzato fino al IX secolo, ma, a causa anche di alcuni fastidiosi problemi di carattere pratico che questo pallio aveva comportato, dal 29 giugno 2008 il papa ha iniziato ad indossare un nuovo pallio ispirato ai modelli rinascimentali e progettato dal sediario Luca Mancinotti dalla forma circolare chiusa, con i due estremi pendenti sul petto e sulla schiena. Le croci che lo adornano restano rosse, ma la foggia è più larga e lunga, rispetto a quelli utilizzati dai pontefici precedenti, a rimarcare la differenza di giurisdizione del vescovo di Roma.
Benedetto XVI ha cambiato anche il pastorale, ripristinando il modello usato da papa Pio IX (ferula), quello dorato a forma di croce latina al posto di quello argentato di Lello Scorzelli con la figura del crocifisso introdotto da papa Paolo VI. Il 28 novembre 2009 Benedetto XVI ha cambiato nuovamente ferula, simile nelle fattezze a quella di Pio IX, ricevuta in dono dal Circolo San Pietro. Mons. Guido Marini ha spiegato che la nuova ferula, anch'essa a forma di croce latina, «può essere considerata a tutti gli effetti il pastorale di Benedetto XVI».[56]
In occasione del pontificale per la canonizzazione di sette nuovi santi, il 21 ottobre 2012 il papa ha indossato il fanone papale, riservandolo alle più importanti solennità dell'anno liturgico.
Dimissioni dallo stato clericale: il vescovo Fernando Lugo
Nel luglio 2008 Benedetto XVI è stato l'artefice della prima dimissione dallo stato clericale di un vescovo nella storia della Chiesa: si tratta di Fernando Lugo, eletto tre mesi prima presidente del Paraguay alla guida di un partito di sinistra. La richiesta di riduzione allo stato laicale, inizialmente respinta, era stata posta dallo stesso Lugo all'indomani della sua avvenuta elezione. Il ripensamento del Pontefice è stato accolto come "un gesto d'amore" da parte dell'interessato, che così ha commentato: "Che amore deve avere Benedetto XVI per il Paraguay se per il bene del nostro paese ha deciso di esonerarmi da tutte le responsabilità clericali!"[57].
La lotta alla pedofilia nel clero
Il "caso Maciel"
Ratzinger, come prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, si occupò del caso «a partire dal 1998» quando la Congregazione «ricevette accuse, già in parte rese pubbliche, contro il Rev.do Marcial Maciel Degollado, fondatore della Congregazione dei Legionari di Cristo, per delitti riservati all’esclusiva competenza del Dicastero».[58] Maciel era accusato di pedofilia, di altri abusi sessuali su seminaristi[59] e di abuso del sacramento della confessione per aver assolto alcune delle sue vittime[60]. Maciel commise tali delitti in modo plurimo e continuativo tra gli anni quaranta e gli anni sessanta.[59] Il 19 maggio 2006 la Sala stampa della Santa Sede rese pubblica la decisione della Congregazione per la Dottrina della Fede «– tenendo conto sia dell'età avanzata del Rev.do Maciel che della sua salute cagionevole – di rinunciare ad un processo canonico e di invitare il Padre ad una vita riservata di preghiera e di penitenza, rinunciando ad ogni ministero pubblico».[58][61] Ratzinger, ormai papa Benedetto XVI, approvò queste decisioni. La colpevolezza di Padre Maciel fu riconosciuta dai Legionari di Cristo[62] e dichiarata esplicitamente dalla Santa Sede[63] nel 2010.
Nel febbraio del 2009[64] e ancora nel marzo del 2010[62] in concomitanza con alcune notizie di stampa,[65] i Legionari di Cristo informarono che Maciel aveva «avuto una figlia nel contesto di una relazione prolungata e stabile con una donna» e che erano «apparse altre due persone, tra loro fratelli, che affermano di essere suoi figli, frutto di una relazione con un’altra donna».[62] Un mese dopo la Segreteria di Stato della Santa Sede decise di inviare una visita apostolica ai Legionari di Cristo,[66] che si concluse nel 2010 appurando che «la condotta di P. Marcial Maciel Degollado ha causato serie conseguenze nella vita e nella struttura della Legione, tali da richiedere un cammino di profonda revisione» del carisma, dell'esercizio dell'autorità e delle Costituzioni.[63]
A seguito della visita apostolica Benedetto XVI nominò delegato pontificio per la Congregazione dei Legionari di Cristo il cardinale Velasio De Paolis.[67] Una successiva visita apostolica al Regnum Christi si concluse nel giugno del 2011[68] con la decisione del delegato pontificio di procedere alla revisione degli statuti e dei regolamenti del Regnum Christi e di separare il governo della congregazione dal governo del Regnum Christi.[69]
Il "caso Irlanda"
A seguito degli scandali di pedofilia nella Chiesa irlandese, scoppiati a partire dal 2009 con la pubblicazione dei rapporti Ryan e Murphy che denunciavano numerosi casi di abusi sessuali su minori compiuti da sacerdoti e religiosi dagli anni trenta fino agli anni 2000 e il tentativo di insabbiamento da parte della Chiesa locale, il portavoce della sala stampa vaticana Federico Lombardi spiegò l'11 dicembre 2009 che il papa condivideva «la rabbia, il senso di tradimento e la vergogna provate da così tanti fedeli cattolici irlandesi» e che avrebbe seguito con «massima attenzione» la questione.[70] Nel corso dei mesi successivi il papa incontrò i responsabili e i vescovi della Chiesa irlandese e presentarono le dimissioni alcuni vescovi con responsabilità pastorali nelle diocesi interessate[71]; si parlò anche della possibilità di dimissioni per il primate d'Irlanda, Sean Brady[72].
Il 20 marzo 2010 Benedetto XVI ha pubblicato una lettera pastorale rivolta ai fedeli cattolici d'Irlanda. In essa il Papa ha spiegato di «condividere lo sgomento e il senso di tradimento [...] sperimentato al venire a conoscenza di questi atti peccaminosi e criminali e del modo in cui le autorità della Chiesa in Irlanda li hanno affrontati», chiedendo ad essa «in primo luogo di riconoscere davanti al Signore e davanti agli altri, i gravi peccati commessi contro ragazzi indifesi» e accusando la «preoccupazione fuori luogo per il buon nome della Chiesa e per evitare gli scandali, che hanno portato come risultato alla mancata applicazione delle pene canoniche in vigore e alla mancata tutela della dignità di ogni persona». Rivolgendosi poi ai sacerdoti e ai religiosi colpevoli di tali abusi, ha scritto: «Avete tradito la fiducia riposta in voi da giovani innocenti e dai loro genitori. Dovete rispondere di ciò davanti a Dio onnipotente, come pure davanti a tribunali debitamente costituiti. Avete perso la stima della gente dell'Irlanda e rovesciato vergogna e disonore sui vostri confratelli. Quelli di voi che siete sacerdoti avete violato la santità del sacramento dell'Ordine Sacro, in cui Cristo si rende presente in noi e nelle nostre azioni. Insieme al danno immenso causato alle vittime, un grande danno è stato perpetrato alla Chiesa e alla pubblica percezione del sacerdozio e della vita religiosa.».[73][74]
Ricorso alla Corte Penale Internazionale
Nel settembre del 2011 il gruppo di associazioni delle vittime dei preti pedofili Snap (Survivors network of those abused by priests[75]) e il Centro per i diritti costituzionali (Center for Constitutional Rights[76]) depositarono presso la Corte Penale Internazionale dell'Aia un ricorso[77] in cui accusavano Benedetto XVI, il segretario di Stato cardinale Tarcisio Bertone, il suo predecessore cardinale Angelo Sodano e il prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, cardinale William Levada, di crimini contro l'umanità[78] per la presunta copertura dei reati commessi da sacerdoti contro i minori[79][80][81].
Nel febbraio del 2012 l'accusa venne ritirata dallo stesso avvocato querelante Jeff Anderson. Secondo il legale della Santa Sede Jeffrey S. Lena la notifica provocò «l’archiviazione immediata della causa, senza che sia necessaria una sentenza in merito emanata dalla corte». Il motivo di tale scelta fu, ancora secondo Lena: «Hanno ritirato tutto perché sapevano che avrebbero perso se avessero continuato a perseguire il caso. Non volevano una pronuncia negativa da parte del giudice» che avrebbe fatto giurisprudenza.[82][83].
Nel giugno del 2013, i mezzi di comunicazione informarono che la Corte Penale Internazionale aveva respinto la richiesta del Centro per i diritti costituzionali, affermando la propria mancanza di giurisdizione sui fatti.[84]
Viaggi apostolici
Per approfondire, vedi Viaggi apostolici di Benedetto XVI.
Oltre a numerose visite apostoliche in Italia Benedetto XVI ha compiuto viaggi apostolici in 21 paesi di tutti i continenti: è stato tre volte in Germania(una volta a motivo della XX Giornata Mondiale della Gioventù di Colonia), poi in Polonia, terra di papa Giovanni Paolo II, in Spagna (tre viaggi, uno per la XXVI Giornata Mondiale della Gioventù), in Turchia, in Austria, in Francia, in Repubblica Ceca, a Malta, in Portogallo, a Cipro, nel Regno Unito, in Croazia e a San Marino. Sette i viaggi apostolici intercontinentali: in Brasile, negli Stati Uniti d'America, in Messico, a Cuba, in Australia, in Africa (CamerunAngola e Benin), nel Libano, e in Terra Santa (Giordania e Israele).
Concistori ordinari pubblici, per la creazione di nuovi cardinali
Per approfondire, vedi Concistori di papa Benedetto XVI.
Benedetto XVI ha presieduto cinque concistori: il primo il 24 marzo 2006, il secondo il 24 novembre 2007, il terzo il 20 novembre 2010, il quarto il 18 febbraio 2012, il quinto il 24 novembre 2012.

Nel primo ha nominato 15 cardinali (di cui 12 elettori), nel secondo 23 (di cui 18 elettori), nel terzo 24 (di cui 20 elettori), nel quarto 22 (di cui 18 elettori), nel quinto 6.

Nel primo concistoro del 2006 sono stati elevati alla porpora prevalentemente arcivescovi impegnati nel governo pastorale di una diocesi nel mondo. Nel secondo concistoro del 2007 si è invece avuta anche una forte componente di "cardinali di Curia", ossia impegnati nelle diverse funzioni della Santa Sede.

Nel suo terzo concistoro del 2010 è da segnalare la presenza massiccia di porporati "di Curia" (10 su 20). Con il quarto concistoro ha creato cardinali in buon numero italiani e appartenenti alla Curia, mentre nessuno dei cardinali creati nel quinto concistoro era europeo.
Controversie
Nell'agosto 2006 Franca Rame si domandava, a proposito dell'appartenenza del premio Nobel Günter Grass alle SS, alludendo all'arruolamento obbligatorio di Ratzinger nella Hitlerjugend: «Allora cosa dovrebbe fare Benedetto XVI? Restituire il pontificato?». Lo storico del nazismo tedesco Joachim Fest rispose sulle pagine di Repubblica: «Il giovane Joseph Ratzinger fu arruolato a forza dai nazisti, e solo come ausiliario nella contraerea. Il giovane Günter Grass invece si presentò volontario. E tra la contraerea e le SS c'era una bella differenza davanti alla Coscienza del mondo. Ma vogliamo scherzare? Una cosa era aiutare obbligati i cannonieri antiaerei contro i bombardieri alleati, altro era vestire volontari l'uniforme di chi massacrava partigiani sovietici, ebrei polacchi o donne e bambini francesi a Oradour-sur-Glane. Chi, come Franca Rame, chiede di criticare il Papa non meno di Grass, non sa o non vuole né pensare né ricordare la Storia»[85].
La lezione di Ratisbona del 2006
Sempre fedele all'insegnamento dei documenti conciliari, il Papa ha ricordato la dichiarazione Nostra Aetate, che ha precisato «l'atteggiamento della Comunità ecclesiale nei confronti delle religioni non cristiane», riaffermando il rapporto speciale che i cristiani hanno con gli ebrei, la stima verso i musulmani e i membri delle altre religioni, confermando «lo spirito di fraternità universale che bandisce qualsiasi discriminazione o persecuzione religiosa». Tuttavia, in apparente contraddizione con le precedenti dichiarazioni, la citazione di una frase dell'imperatore bizantino Manuele II Paleologo a proposito della guerra santa "Mostrami pure ciò che Maometto ha portato di nuovo, e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava"[86], fatta da Benedetto XVI nell'ambito di una lectio magistralis presso l'Università di Ratisbona durante il suo viaggio in Baviera, ha provocato nel mondo islamico violente reazioni.
Successivamente, Benedetto XVI, durante un Angelus trasmesso anche da Al Jazira, ha detto di essere «vivamente rammaricato per le reazioni», specificando di non condividere il pensiero espresso nel testo citato a Ratisbona e invitando l'Islam al dialogo: «Sono vivamente rammaricato per le reazioni suscitate da un breve passo del mio discorso all'Università di Ratisbona, ritenuto offensivo per la sensibilità dei credenti musulmani»[87]. Senza alcun precedente nella storia della Chiesa, nel 2007 e nel 2008 sono avvenuti più scambi culturali e teologici ad altissimo livello tra cattolici e musulmani, culminati con un incontro fra una nutrita delegazione di intellettuali e teologi islamici e lo stesso Benedetto XVI, in Vaticano.
La lezione all'Università La Sapienza
Il 15 gennaio 2008 il Papa, su richiesta del rettore dell'Università di Roma "La Sapienza", fu invitato ad intervenire all'inaugurazione dell'anno accademico. Tale scelta fu criticata da 67 docenti della stessa università, il che portò la Santa Sede a declinare l'invito e suscitò diverse polemiche nel mondo politico, giornalistico e scientifico.
I negazionisti della Shoah
Il rapporto con la comunità ebraica visse un periodo di crisi all'indomani della remissione della scomunica a quattro vescovi lefebvriani, concessa il 21 gennaio 2009. Nello stesso giorno la televisione svedese SVT rende infatti pubblica un'intervista nella quale mons. Richard Williamson (uno dei quattro vescovi) aveva pubblicamente professato una posizione negazionista sulla Shoah, in ragione della quale il Rabbinato capo di Israele rimanda alcuni incontri con il Vaticano[88].
Sollecitato da più parti, lo stesso Pontefice nell'udienza generale del 28 gennaio 2009 ha espresso parole chiare volte a contestare ogni forma di negazionismo della Shoah e a esprimere piena solidarietà agli ebrei hanno mostrato la precisa ed esplicita volontà della Chiesa nel voler continuare il dialogo: «In questi giorni nei quali ricordiamo la Shoah, mi ritornano alla memoria le immagini raccolte nelle mie ripetute visite ad Auschwitz, uno dei lager nei quali si è consumato l'eccidio efferato di milioni di ebrei, vittime innocenti di un cieco odio razziale e religioso. Mentre rinnovo con affetto l’espressione della mia piena e indiscutibile solidarietà con i nostri Fratelli destinatari della Prima Alleanza, auspico che la memoria della Shoah induca l'umanità a riflettere sulla imprevedibile potenza del male quando conquista il cuore dell'uomo. La Shoah sia per tutti monito contro l'oblio, contro la negazione o il riduzionismo. [...] La Shoah insegni sia alle vecchie sia alle nuove generazioni che solo il faticoso cammino dell'ascolto e del dialogo, dell’amore e del perdono conduce i popoli, le culture e le religioni del mondo all'auspicato traguardo della fraternità e della pace nella verità. Mai più la violenza umili la dignità dell'uomo!»[89]. Nella stessa occasione il Pontefice ha esplicitato chiaramente che la remissione della scomunica ai quattro vescovi scismatici è stata compiuta come «atto di paterna misericordia» e che egli auspicava che a questo gesto facesse séguito «il sollecito impegno da parte loro di compiere gli ulteriori passi necessari per realizzare la piena comunione con la Chiesa, testimoniando così vera fedeltà e vero riconoscimento del magistero e dell'autorità del Papa e del Concilio Vaticano II»[89]. Critiche al Papa sul caso Williamson sono state espresse da Angela Merkel[90], successivamente rientrate in una "comune affermazione" di condanna e ricordo della Shoah a seguito di un colloquio telefonico fra il Papa e la stessa cancelliera tedesca.
Il 4 febbraio 2009 la Segreteria di Stato della Santa Sede diffonde infine una nota in cui si afferma:[91] «Le posizioni di Mons. Williamson sulla Shoah sono assolutamente inaccettabili e fermamente rifiutate dal Santo Padre, come Egli stesso ha rimarcato il 28 gennaio scorso quando, riferendosi a quell'efferato genocidio, ha ribadito la Sua piena e indiscutibile solidarietà con i nostri Fratelli destinatari della Prima Alleanza, e ha affermato che la memoria di quel terribile genocidio deve indurre "l'umanità a riflettere sulla imprevedibile potenza del male quando conquista il cuore dell'uomo", aggiungendo che la Shoah resta "per tutti monito contro l'oblio, contro la negazione o il riduzionismo, perché la violenza fatta contro un solo essere umano è violenza contro tutti"».
«Il Vescovo Williamson, per una ammissione a funzioni episcopali nella Chiesa - aggiunge la nota - dovrà anche prendere in modo assolutamente inequivocabile e pubblico le distanze dalle sue posizioni riguardanti la Shoah, non conosciute dal Santo Padre nel momento della remissione della scomunica».
La lotta all'AIDS
Nuove critiche sono state indirizzare a Ratzinger durante il suo viaggio in Camerun e Angola del marzo 2009. Alla domanda se durante il viaggio avrebbe affrontato il problema della lotta contro l'AIDS, Benedetto XVI ha dichiarato che la distribuzione dei preservativi non sarebbe una soluzione contro l'AIDS, ma anzi costituirebbe un aggravio del problema. La dichiarazione del Papa è stata stigmatizzata da più governi e da molti fra uomini politici, scienziati, organizzazioni umanitarie e personale coinvolto nella lotta all'AIDS, con ripercussioni anche sul piano diplomatico: in aprile il Belgio ha inoltrato una protesta formale presso la Santa Sede, chiedendone la ritrattazione; il legislativo spagnolo ha stabilito di votare in dicembre una risoluzione con il medesimo testo. Nella comunità scientifica si è registrata la dura presa di posizione del periodico medico Lancet, che in un editoriale del 28 marzo ha accusato il Papa di aver «distorto la verità scientifica» con affermazioni «oltraggiose ed estremamente inaccurate».
Magistero e altri interventi
Papa Benedetto XVI ha assunto un ruolo di primo piano nell'insegnamento e nella spiegazione della fede cattolica, e ancora nella ricerca di soluzioni ai problemi di discernimento della fede. Un ruolo che ha assunto attivamente anche in virtù della sua fama di teologo e del suo precedente incarico di Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
La critica al relativismo
Nell'omelia della Missa pro eligendo Romano Pontifice l'allora cardinale Ratzinger pronunciò le seguenti parole:
« Avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo. Mentre il relativismo, cioè il lasciarsi portare "qua e là da qualsiasi vento di dottrina", appare come l'unico atteggiamento all'altezza dei tempi odierni. Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie. »
(Joseph Ratzinger, Omelia della Missa pro eligendo Romano Pontifice)

Mt 15:9 Invano essi mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini».

Mc 7:7 Invano essi mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini.

At 20:30 perfino di mezzo a voi sorgeranno alcuni a insegnare dottrine perverse per attirare discepoli dietro di sé.

1Tm 4:1 Lo Spirito dichiara apertamente che negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede, dando retta a spiriti menzogneri e a dottrine diaboliche,

Eb 13:9 Non lasciatevi sviare da dottrine diverse e peregrine, perché è bene che il cuore venga rinsaldato dalla grazia, non da cibi che non hanno mai recato giovamento a coloro che ne usarono.
2Tm 4:3 Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, 4 rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole. 5 Tu però vigila attentamente, sappi sopportare le sofferenze, compi la tua opera di annunziatore del vangelo, adempi il tuo ministero.
Papa Benedetto XVI ha spesso definito il relativismo l'odierno problema centrale della fede; il 6 giugno 2005, in un discorso alla Diocesi di Roma presso la Basilica di San Giovanni in Laterano, ha osservato:
« Oggi un ostacolo particolarmente insidioso all'opera educativa è costituito dalla massiccia presenza, nella nostra società e cultura, di quel relativismo che, non riconoscendo nulla come definitivo, lascia come ultima misura solo il proprio io con le sue voglie, e sotto l'apparenza della libertà diventa per ciascuno una prigione, perché separa l'uno dall'altro, riducendo ciascuno a ritrovarsi chiuso dentro il proprio "io". »
(Papa Benedetto XVI, Messaggio per la celebrazione della XLV Giornata Mondiale della Pace)
La dittatura del relativismo secondo Benedetto XVI è la sfida principale della Chiesa e dell'umanità: alla radice di questo problema ci sarebbe l'autolimitazione della ragione kantiana, in contraddizione con l'acclamazione della scienza moderna, la cui eccellenza si fonda sul potere della ragione di conoscere la verità. Questa auto-amputazione della ragione porterebbe a patologie della religione come il terrorismo e a patologie della scienza come i disastri ecologici. Benedetto XVI ha anche analizzato le rivoluzioni fallimentari e le ideologie violente del XX secolo, valutandole come la conversione di un punto di vista parziale in guida assoluta: «L'assolutizzazione di ciò che non è assoluto ma relativo si chiama totalitarismo».
Lo stesso 6 giugno 2005 Benedetto XVI ha aggiunto delle considerazioni sui temi del matrimonio, del sesso e dell'aborto:
« Le varie forme odierne di dissoluzione del matrimonio, come le unioni libere e il "matrimonio di prova", fino allo pseudo-matrimonio tra persone dello stesso sesso, sono invece espressioni di una libertà anarchica, che si fa passare a torto per vera liberazione dell'uomo. Una tale pseudo-libertà si fonda su una banalizzazione del corpo, che inevitabilmente include la banalizzazione dell'uomo. Proprio da qui diventa del tutto chiaro quanto sia contrario all'amore umano, alla vocazione profonda dell'uomo e della donna, chiudere sistematicamente la propria unione al dono della vita, e ancora più sopprimere o manomettere la vita che nasce. »
(Papa Benedetto XVI, Messaggio per la celebrazione della XLV Giornata Mondiale della Pace)
Fede e ragione
Il 26 settembre 2005 in un colloquio concesso ad Hans Küng, il Papa teologo ha «apprezzato» lo «sforzo» di Küng di «contribuire ad un rinnovato riconoscimento degli essenziali valori morali dell'umanità attraverso il dialogo delle religioni e nell'incontro con la ragione secolare», ha sottolineato che «l'impegno per una rinnovata consapevolezza dei valori che sostengono la vita umana è un obiettivo importante del suo Pontificato» e ha anche affermato di condividere il tentativo di Küng di «ravvivare il dialogo tra fede e scienze naturali e di far valere, nei confronti del pensiero scientifico, la ragionevolezza e la necessità della Gottesfrage ( Questione di Dio)».
Nella lectio magistralis intitolata Fede, ragione e università, tenuta presso l'Università di Ratisbona durante il suo viaggio in Baviera nel settembre2006, il Papa ha sviluppato un intervento sul tema dei rapporti tra fede e ragione, già oggetto di uno studio di papa Giovanni Paolo II (enciclica Fides et Ratio1998).
Benedetto XVI, pronunciandosi nettamente contro ogni forma di imposizione violenta di un credo religioso, ha espresso la sua «convinzione che agire contro la ragione sia in contraddizione con la natura di Dio» e che nell'elemento del Logos (espressione greca per "parola", cioè verbo di Dio, ma anche "ragione") si trovi «la profonda concordanza tra ciò che è greco nel senso migliore e ciò che è fede in Dio sul fondamento della Bibbia».
Anche in occasione del viaggio apostolico nel Regno Unito del settembre del 2010 è stato illustrato il rapporto tra fede e ragione come «un processo che funziona nel doppio senso»: «distorsioni della religione», come il settarismo e il fondamentalismo, «emergono quando viene data una non sufficiente attenzione al ruolo purificatore e strutturante della ragione all'interno della religione»; d'altra parte «senza il correttivo fornito dalla religione, infatti, anche la ragione può cadere preda di distorsioni, come avviene quando essa è manipolata dall'ideologia, o applicata in un modo parziale, che non tiene conto pienamente della dignità della persona umana».[92].
L'11 ottobre 2011 il Pontefice ha indetto un Anno della fede, che si svolgerà dall'11 ottobre 2012 al 24 novembre 2013, per «riscoprire i contenuti della fede professata, celebrata, vissuta e pregata, e riflettere sullo stesso atto con cui si crede»[93].
La morale sessuale
Il 23 luglio 1992 la Congregazione per la Dottrina della fede guidata dall'allora cardinale Ratzinger, pubblicò un documento dal titolo Alcune considerazioni concernenti la Risposta a proposte di legge sulla non discriminazione delle persone omosessuali.[94]
Il 29 novembre 2005 il Vaticano approvò definitivamente il documento[95] con cui la Chiesa cattolica vieta l'accesso ai seminari a tutte le persone che «praticano l'omosessualità», hanno «tendenze omosessuali profondamente radicate» o che sostengono «la cosiddetta cultura gay» («Qualora, invece, si trattasse di tendenze omosessuali che fossero solo l'espressione di un problema transitorio, come, ad esempio, quello di un'adolescenza non ancora compiuta, esse devono comunque essere state chiaramente superate almeno tre anni prima dell'Ordinazione diaconale»).
Importante è ricordare che il giovane che desidera essere prete nella Chiesa cattolica, di rito latino, sceglie uno stato di vita celibatario. Qualunque siano i suoi orientamenti sessuali è chiamato alla castità e alla continenza. Nel rito orientale, invece, occorre decidere, prima di ordinarsi, se sposarsi o meno; chi si ordina senza sposarsi è chiamato a rimanere celibe in futuro.
Nel n. 2358 del Catechismo della Chiesa cattolica, testo questo firmato da Giovanni Paolo II ma preparato da una commissione guidata dall'allora cardinal Ratzinger, si legge: «Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione». Nel Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica, Benedetto XVI ribadì il no agli atti che vanno contro la morale sessuale cattolica: stuproprostituzionepornografia, fornicazione, adulterio, atti omosessuali, masturbazione e contraccezione, nonché qualsiasi pratica sessuale che «si proponga come scopo o come mezzo, di impedire la procreazione». Tali atti vengono definiti come i «principali peccati contro la castità». Benedetto XVI invitò tutti gli individui ad accettare la propria identità sessuale, ricordando però che «Dio ha creato l'uomo maschio e femmina». Vengono considerati contro la morale cattolica anche inseminazione e fecondazione artificiale «perché dissociano la procreazione dall'atto con cui gli sposi si donano mutuamente, instaurando così un dominio della tecnica sull'origine e sul destino della persona umana».[96]
Il 1º dicembre 2005, in occasione della XVIII Giornata Mondiale per la Lotta all'AIDS, Benedetto XVI sostenne che la strategia da seguire nella lotta all'AIDS dev'essere basata «su continenza, promozione della fedeltà nel matrimonio, importanza della vita familiare, educazione, assistenza ai poveri», non menzionando l'uso del preservativo, condannato, come detto, dalla Chiesa cattolica. Il 18 marzo 2009 condanna esplicitamente l'uso del preservativo contro l'AIDS, asserendo che il preservativo «non serve a risolvere il problema», suscitando forti reazioni contrarie nei rappresentanti dei principali paesi della UE.
L'11 maggio 2006, rivolgendosi ai partecipanti ad un congresso internazionale dell'Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia, riaffermò che la «differenza sessuale» di un uomo e una donna «ha come fine un'unione aperta alla trasmissione della vita» e invitò «ad evitare la confusione tra il matrimonio e altre unioni basate su un amore debole. Solo l'amore tra uomo e donna è capace di costruire una società casa di tutti gli uomini».
Documenti e opere
Per approfondire, vedi Opere e documenti di Benedetto XVI.
Encicliche
Per approfondire, vedi Deus caritas estSpe salvi e Caritas in veritate.
Papa Benedetto XVI ha scritto molti saggi e durante il suo pontificato ha promulgato tre lettere encicliche:
Deus caritas est (Dio è amore), 2006. La prima enciclica tratta dell'essere umano che, creato ad immagine di Dio che è amore, è in grado di fare esperienza dell'amore: dare se stesso a Dio e agli altri (agape), ricevendo e vivendo l'amore di Dio nella contemplazione. Questa vita di amore è visibile nell'esempio della vita dei santi come madre Teresa di Calcutta e la Vergine Maria, ed è la direzione che i cristiani abbracciano quando credono che Dio li ama in Gesù Cristo. L'enciclica contiene quasi 16.000 parole in 42 paragrafi. Il primo tempo è stato scritto da Benedetto XVI in tedesco, nella sua lingua madre, nell'estate del 2005, mentre la seconda metà si dice ricavata da dagli scritti incompleti lasciati dal suo predecessore, papa Giovanni Paolo II. L'enciclica è stata firmata dal papa il giorno di Natale del 2005, tuttavia fu promulgata in latino soltanto un mese dopo; è stata tradotta in italiano, inglese, francese, tedesco, polacco, portoghese e spagnolo. Inoltre è la prima enciclica ad essere pubblicata da quando la santa sede ha richiesto il diritto d'autore sugli scritti ufficiali del pontefice.
Spe Salvi (Salvati nella speranza), 2007. La seconda enciclica tratta la virtù della speranza ed è stata rilasciata il 30 novembre 2007.
Caritas in veritate (L'amore nella verità), 2009. La terza enciclica è stata firmata il 29 giugno 2009, festa dei santi Pietro e Paolo, e rilasciata il 7 luglio 2009. In essa il papa ha voluto proseguire gli insegnamenti della Chiesa in seno alla giustizia sociale. Ha rilevato che da molto tempo si è aggiunta anche l'economia "all'elenco dei campi in cui si manifestano gli effetti perniciosi del peccato", e ha invitato i cristiani a riscoprire l'etica delle relazioni commerciali ed economiche.
Durante il suo pontificato iniziò anche la scrittura di una nuova enciclica dedicata alla fede, a completare la trilogia dedicata alle tre virtù teologali. La lettera enciclica, dal titolo Lumen Fidei, è stata consegnata da Benedetto XVI al suo successore Francesco, che ne ha esteso e firmato il lavoro.[97][98]
Esortazioni apostoliche
Per approfondire, vedi Sacramentum caritatis e Verbum Domini.
Inoltre, ha pubblicato quattro esortazioni apostoliche:
·         Sacramentum caritatis2006, sull'Eucaristia, in seguito al sinodo dei vescovi del 2005.
·         Verbum Domini2010, sulla Parola, in seguito al sinodo dei vescovi del 2008.
·         Africae munus2011, come risultato del sinodo dei vescovi per l'Africa del 2009.
·         Ecclesia in Medio Oriente2012, documento frutto del sinodo speciale dei vescovi svoltosi nella Città del Vaticano nel mese di ottobre 2010.
Trilogia sulla figura di Gesù di Nazareth
Ha pubblicato tre libri personali sulla figura storica di Gesù Cristo:
·         Gesù di Nazaret nel 2007,
·         L'infanzia di Gesù nel 2012.
Nel 2010 è stato pubblicato un libro-intervista di Benedetto XVI con Peter Seewald, titolato Luce del mondo.
I messaggi per la pace
·         Nel luglio 2005 intervenne sugli attentati di Londra: «Preghiamo per le vittime degli attentati di Londra, ma anche per gli attentatori, Dio ama la vita».
·         25 dicembre 2005: nel messaggio urbi et orbi per il Natale, ha chiamato l'umanità del terzo millennio a un risveglio spirituale, senza il quale «l'uomo dell'era tecnologica rischierebbe di restare vittima dei successi della sua stessa intelligenza».
·         1º gennaio 2006: durante la messa per il nuovo anno, ha invitato l'ONU a una rinnovata coscienza delle proprie responsabilità per promuovere la giustizia, la solidarietà e la pace nel mondo.
·         16 aprile 2006: nel messaggio urbi et orbi del giorno di Pasqua ha parlato della situazione politica internazionale auspicando che per le crisi legate al nucleare, e dunque in particolare per l'Iran, si giunga a una composizione onorevole per tutti, mediante negoziati seri e leali, e si rafforzi nei responsabili delle Nazioni e delle Organizzazioni internazionali la volontà di realizzare una pacifica convivenza tra etnie, culture e religioni, che allontani la minaccia del terrorismo. Il pontefice ha poi parlato della situazione in Iraq, chiedendo la pace, e del conflitto in Terra Santa, ribadendo il diritto di Israele ad esistere e auspicando la creazione di uno stato palestinese. Nel discorso è anche presente un invito alla concordia per l'Italia, in riferimento allo scontro post-elettorale del 2006.
·         17 giugno 2007: parlando da Assisi, in occasione dell'800º anniversario della conversione di San Francesco, rivolge un appello affinché abbiano fine tutte le guerre nel mondo. L'appello viene reiterato il 25 gennaio 2007 al messaggio urbi et orbi per il Natale.
·         Nel messaggio per la Giornata della pace del 2012, scrive che «La pace non è un sogno, non è un’utopia: è possibile. I nostri occhi devono vedere più in profondità, sotto la superficie delle apparenze e dei fenomeni, per scorgere una realtà positiva che esiste nei cuori, perché ogni uomo è creato ad immagine di Dio e chiamato a crescere, contribuendo all’edificazione di un mondo nuovo». Ribadendo poi i principi della difesa della vita e della famiglia fondata sul matrimonio, ha affermato: «Questi principi non sono verità di fede, né sono solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa. Essi sono inscritti nella natura umana stessa, riconoscibili con la ragione, e quindi sono comuni a tutta l’umanità. L’azione della Chiesa nel promuoverli non ha dunque carattere confessionale, ma è rivolta a tutte le persone, prescindendo dalla loro affiliazione religiosa. Tale azione è tanto più necessaria quanto più questi principi vengono negati o mal compresi, perché ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace.»[99]
Benedetto XVI nei campi di sterminio di Auschwitz-Birkenau
Il 28 maggio 2006 si è recato, nel corso di una visita in Polonia, nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. Nel corso della preghiera in ricordo delle vittime del nazismo, ha detto:[100]
« Prendere la parola in questo luogo di orrore, di accumulo di crimini contro Dio e contro l'uomo che non ha confronti nella storia, è quasi impossibile – ed è particolarmente difficile e opprimente per un cristiano, per un Papa che proviene dalla Germania. In un luogo come questo vengono meno le parole, in fondo può restare soltanto uno sbigottito silenzio – un silenzio che è un interiore grido verso Dio: Perché, Signore, hai taciuto? Perché hai potuto tollerare tutto questo? È in questo atteggiamento di silenzio che ci inchiniamo profondamente nel nostro intimo davanti alla innumerevole schiera di coloro che qui hanno sofferto e sono stati messi a morte; questo silenzio, tuttavia, diventa poi domanda ad alta voce di perdono e di riconciliazione, un grido al Dio vivente di non permettere mai più una simile cosa. »
La globalizzazione
Durante la messa dell'Epifania del gennaio 2008 papa Benedetto XVI asserì che «non si può dire infatti che la globalizzazione sia sinonimo di ordine mondiale, tutt'altro» ed aggiunse «i conflitti per la supremazia economica e l'accaparramento delle risorse energetiche, idriche e delle materie prime rendono difficile il lavoro di quanti, ad ogni livello, si sforzano di costruire un mondo giusto e solidale».[101]
Relazioni con le altre comunità religiose
L'impegno ecumenico
Il dialogo con la Chiesa ortodossa
Uno degli snodi fondamentali del pontificato di Benedetto XVI è il dialogo ecumenico con il Patriarcato di Costantinopoli e la Chiesa ortodossa tutta.
Questa attenzione da parte di Benedetto XVI è sottolineata da uno dei suoi primi atti ufficiali da pontefice, il primo Motu Proprio "L'antica e venerabile basilica" del 31 maggio 2005, in cui rinnova esplicitamente il mandato ai monaci benedettini della basilica di San Paolo fuori le mura di promuovere e curare speciali eventi di carattere ecumenico, proprio nella basilica eretta sul luogo di sepoltura dell'apostolo Paolo.
Durante il viaggio apostolico in Turchia nel 2006, il Papa ha assistito alla Divina Liturgia ortodossa celebrata da Bartolomeo I, insieme hanno visitato il santuario di Efeso e scritto una dichiarazione congiunta. Nel 2007 si sono incontrati a Ravenna i rappresentanti delle due Chiese per intavolare un dialogo al fine di attenuare le divergenze teologiche.
Il 29 giugno 2008, nella Basilica Vaticana, durante la celebrazione dei santi Pietro e Paolo, Benedetto XVI ha ceduto la parola a Bartolomeo I durante l'omelia, quindi i due hanno recitato insieme il Credo in lingua greca. Quest'ultimo è un segno importantissimo per l'appianamento della disputa sul filioque. Al termine della celebrazione hanno impartito entrambi la propria benedizione solenne.
Il 5 ottobre 2008, su invito di Benedetto XVI, anche Bartolomeo I partecipa all'apertura dei lavori del Sinodo dei vescovi cattolici (tematizzato sulla Parola di Dio) nella Basilica di san Paolo fuori le mura. Il 18 ottobre successivo, Bartolomeo I interviene nel vivo dei lavori del Sinodo, con un discorso pronunciato nella Cappella Sistina, nel quale ha parlato apertamente di una prospettiva unitaria fra cattolici ed ortodossi: è il primo patriarca ortodosso a partecipare attivamente ai lavori di un Sinodo cattolico ed il primo a pronunciare un discorso nel luogo nel quale vengono eletti i successori di Pietro.
Il 27 giugno 2009, in un discorso alla delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli presenti a Roma in occasione della conclusione dell'Anno Paolino, ha detto che:
« Lo sapete già, ma ho piacere anche oggi di confermare che la Chiesa cattolica intende contribuire in tutti i modi che le saranno possibili al ristabilimento della piena comunione, in risposta alla volontà di Cristo per i suoi discepoli e conservando nella memoria l'insegnamento di Paolo, il quale ci ricorda che siamo stati chiamati "a una sola speranza". [...] Desidero che i partecipanti al dialogo cattolico-ortodosso sappiano che le mie preghiere li accompagnano e che questo dialogo ha il totale sostegno della Chiesa cattolica. Di tutto cuore, auspico che le incomprensioni e le tensioni incontrate fra i delegati ortodossi durante le ultime sessioni plenarie di questa commissione siano superate nell'amore fraterno, di modo che questo dialogo sia più ampiamente rappresentativo dell'ortodossia. »
(Discorso alla delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, 27 giugno 2009[102])
Il 17 agosto 2012 a Varsavia viene firmato un "Messaggio congiunto" di riconciliazione fra la Chiesa cattolica polacca e la Chiesa ortodossa russa: il testo, sottoscritto dal Presidente della conferenza episcopale polacca Józef Michalik e dal Patriarca russo Cirillo I, impegna le due Chiese perché «venga iniziato un cammino di dialogo sincero nella speranza che esso sani le ferite del passato, faciliti il superamento dei nostri mutui pregiudizi e incomprensioni e ci rafforzi nella nostra ricerca di riconciliazione»[103]. Da Roma, Benedetto XVI ha definito la dichiarazione «un evento importante, che suscita speranza per il futuro»[104].

Nessun commento:

Posta un commento

CRITERI DI MODERAZIONE UTILIZZATI PER I COMMENTI PUBBLICATI SUL BLOG NOSTRA SIGNORA DI ANGUERA. https://nostrasignoradianguera.blogspot.it/2016/09/moderazione-commenti-sul-blog-nostra.html

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.