sabato 24 dicembre 2011

IRAN - Proteste popolari terminate del 14/02/2011. Previsto il 30/04/2005, messaggio n. 2.516- Profezia compiuta della Madonna di Anguera. Cari figli, inginocchiatevi in preghiera per la pace nel mondo. L’umanità vive forti tensioni e cammina verso l’autodistruzione. UN UOMO orgoglioso farà accordi con l’Iran. Lui sembra essere un pacificatore, ma in verità sarà una spina per molte nazioni. Gli UOMINI DEL TERRORE , capeggiati da colui che ha l’apparenza di un profeta, porteranno sofferenza e dolore al nido dell’aquila e al Paese del Salvatore.

  • POST DEL 14/02/2011  (PROFEZIA IN FASE DI SVOLGIMENTO PER PROTESTE IN CORSO) - AGGIORNATO AL 16/09/2018 (PROTESTE IN CORSO TERMINATE PRIMA PARTE PROFEZIA COMPIUTA MA PROFEZIA ANCORA IN FASE DI SVOLGIMENTO PER LA SECONDA PARTE).

IRAN –14/02/2011 PROTESTE IN CORSO
PROTESTE TERMINATE
Previsto il: 30/04/2005, messaggio n. 2.516
Morti: 12
Feriti: decine
Scomparsi: N.B.

Arresti: centinaia
Colpiti: intera popolazione (75.330.000 stima 2011)

Obiettivo: dimissioni di Hosni Mubarak e cambiamento del regime politico in senso democratico
Motivazione: aumento vertiginoso dei prezzi dei generi alimentari
Casus belli: assenza di tutela dei diritti individuali, assenza di democrazia
Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Proteste_in_Iran_del_2011



PARTE PROFEZIA COMPIUTA
Un uomo orgoglioso farà accordi con l’Iran. Lui sembra essere un pacificatore, ma in verità sarà una spina per molte nazioni
Nucleare: intesa tra Russia e Iran per la 

costruzione di 8 reattori
http://news.leonardo.it/intesa-tra-russia-e-iran-per-la-costruzione-di-8-reattori-nucleari/


https://nostrasignoradianguera.blogspot.com/2016/02/uomo-orgoglioso-vladimir-putin-la-spina.htmlPARTE PROFEZIA NON ANCORA AVVERATA
Gli uomini del terrore, capeggiati da colui che ha l’apparenza di un profeta, porteranno sofferenza e dolore al nido dell’aquila e al Paese del Salvatore.


Cari figli, inginocchiatevi in preghiera per la pace nel mondo. L’umanità vive forti tensioni e cammina verso l’autodistruzione. Un uomo orgoglioso farà accordi con l’Iran. Lui sembra essere un pacificatore, ma in verità sarà una spina per molte nazioni. Gli uomini del terrore, capeggiati da colui che ha l’apparenza di un profeta, porteranno sofferenza e dolore al nido dell’aquila e al Paese del Salvatore. Ecco che sono giunti i tempi da me predetti. Pregate. State attenti. Io sono vostra Madre e sono al vostro fianco. Avanti con speranza. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.


Fonte: http://www.messaggidianguera.net/


2.542 - 29.06.2005
Cari figli, pregate per la Chiesa. Il demonio causerà grande confusione e molti perderanno la fede. Siate unicamente del Signore e non permettete che nulla vi allontani dal suo Amore. In Iran ci sarà un grande terremoto che ucciderà molti uomini. Non ce n’è mai stato uno simileUna città brasiliana, che un tempo era la capitale, vivrà momenti di grande afflizione. Inginocchiatevi in preghiera. Io sono al vostro fianco anche se non mi vedete. Non temete. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Rio de Janeiro

2.848 - 09/06/2007
Cari figli, tornate al Signore. Non state con le mani in mano. Dio ha fretta. Inginocchiatevi in preghiera e supplicate al Signore la sua Misericordia per voi. Un grande terremoto scuoterà l’Iran e il segreto nascosto sarà raggiuntoSoffro per ciò che vi attende. Non perdetevi d’animo davanti alle vostre difficoltà. Io intercederò presso il mio Gesù per voi. Siate buoni gli uni con gli altri. Amate. Senza amore non potete comprendere i disegni di Dio per le vostre vite. Avanti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.



SCHEDA: Lunga scia di terremoti in Iran
L'ultimo piu' devastante, nel dicembre 2003, con 31 mila morti
16 aprile, 14:44
ROMA - L'Iran e' stato colpito da un ultimo devastante terremoto, talmente forte che e' stato avvertito anche in Qatar, Pakistan e India, con i palazzi che hanno tremato a New Delhi e a Dubai, dove sono state evacuati i grattacieli. Questo, e' senza dubbio il terremoto piu' grave dell'ultimo quarantennio, con una magnitudo di ben 7.8 e probabilmente centinaia di morti.
Nel Paese, situato su diverse e importanti faglie sismiche, i terremoti sono frequenti.
Ecco quelli che hanno provocato piu' vittime e danni: - Solo il 9 aprile scorso un sisma di magnitudo 6.3 aveva colpito il sud dell'Iran, nei pressi della centrale nucleare di Bushehr, causando quasi 40 morti e centinaia di feriti.
A questo ha fatto seguito uno sciame sismico continuato fino ad oggi.
- Dicembre 2003: il terremoto piu' grave dell'ultimo periodo, di magnitudo 6,6. Provoco' circa 31mila vittime e devasto' il sud est del paese, distruggendo anche l'antica citta' di Bam.
- Maggio 1997: oltre 1.600 morti per un sisma di magnitudo 7,1 con epicentro nella regione del Khorassan. Solo due mesi prima un'altra scossa disastrosa, vicino alla citta' nord-occidentale di Ardebil, costo' la vita a un migliaio di persone mentre 35 mila rimasero senza casa.
- Giugno 1990: morirono circa 40.000 persone e un altro mezzo milione rimase senza tetto nella regione del Ghilan.
- Settembre 1978: pochi mesi prima della rivoluzione islamica, si contarono 25 mila vittime nella regione orientale del Khorassan per un sisma di magnitudo di 7,7. In quell'occasione fu interamente distrutta la citta'-oasi di Tabas, considerata alla stregua di un museo per le sue bellezze architettoniche.
- Aprile 1972: furono 5.000 i morti per un terremoto che colpi' la regione meridionale di Qir.
- Agosto 1968: un sisma di 7,2 gradi Richter causo' circa 11.600 morti nella provincia di Khorassan nel nordest del Paese.
- Settembre 1962: oltre 12.000 morti nelle regioni di Qazvin Hamadan Saveh per un terremoto di magnitudo 7,2. Oltre a questi disastri maggiori, dall'inizio del secolo scorso almeno 30 scosse sismiche hanno causato in Iran la morte di piu' di 70.000 persone.


Terremoto devastante in Iran, si temono centinaia morti
Il più potente sisma nel Paese da 40 anni. Avvertito anche in Qatar, India e Pakistan.
16 aprile, 17:15

Scossa di magnitudo 7.8  in Iran. Il terremoto e' stata avvertito anche in Qatar, India e Pakista. La scossa è stata registrata nei pressi della città Khash, che conta oltre 50.000 abitanti, al confine tra Iran e Pakistan. "E' stato il terremoto più potente che ha colpito l'Iran da 40 anni ad oggi e ci attendiamo centinaia di vittime" ha dichiarato un responsabile governativo iraniano che ha voluto mantenere l'anonimato. Nel 2003 un sisma di magnitudo 6,6 provocò in Iran 31mila morti.
Il bilancio provvisorio delle vittime è di almeno 81 morti e migliaia di edifici crollati.
 L'Usgs ha fissato a 7.8 la magnitudo del sisma che ha colpito il sudest dell'Iran al confine con il Pakistan. L'epicentro è stato localizzato a circa 86 km dalla città di Khash e 81 km da Saravan, entrambe con oltre 50.000 abitanti, e a 167 km da Iranshahr, che invece ne conta quasi 100.000. La zona colpita "é un'area rurale, con la gran parte delle case costruite con mattoni di fango.
La città di Hiduch nel sudest dell'Iran, abitata da mille persone,  "é stata interamente distrutta" dal sisma che ha colpito l'area. Lo scrive il Guardian, citando fonti iraniane.
La zona al confine tra Iran e Pakistan è nota per essere fortemente sismica poiché è il crocevia di quattro grandi placche tettoniche (quella Arabica, l'Eurasiatica, l'Indiana e l'Africana), più la piccola placca dell'Anatolia. L'ente per la sorveglianza geologica degli Stati Uniti, l'Usgs, rileva che il segno tangibile dell'intensa attività delle placche in quest'area è la conformazione delle montagne, che risulta dai movimenti compressivi. La spinta esercitata nell'area colpita oggi dal terremoto si deve soprattutto all' incontro fra la placca Eurasiatica, quella Africana e quella Iraniana.
La compagnia russa costruttrice della centrale nucleare di Bushehr afferma che l'impianto non ha subito alcun danno dal devastante sisma che ha scosso l'Iran sud orientale. La centrale è situata dalla parte opposta, affacciata sul Golfo, dove pure il terremoto è stato pesantemente avvertito.
La forte scossa di terremoto che ha colpito oggi l'Iran si è avvertita distintamente anche negli Emirati Arabi Uniti (Eau). A differenza dei tremori percepiti durante il sisma del 9 Aprile, questa volta le onde telluriche hanno fatto tremare visibilmente anche i piani bassi degli edifici. I residenti e gli studenti di centinaia i grattacieli e scuole si sono riversati nelle strade e nei cortili. "Ho visto tremare i muri e mi sono precipitata per strada. Prima però ho avvistato più vicini di casa possibile di seguirmi", ha detto all'ANSA con la voce tremante Rosa D'amico, da trent'anni residente a Abu Dhabi. Al momento non si registra alcuna vittima o danno negli Eau. L'epicentro del sisma, di magnitudo 7.8 è stato localizzato ad oltre 100km di profondità al confine tra Iran e Pakistan.
La scossa è stata avvertita anche a New Delhi e nella città satellite di Gurgaon. I tremori hanno scatenato il panico fra i residenti dei piani alti dei palazzi che sono scappati in strada. Tuttavia non si registrano per ora vittime o danni alle abitazioni, secondo quanto riferisce la televisione Cnn-Ibn che ha interrotto la programmazione per seguire in diretta l'evento. Il sisma ha fatto tremare la terra anche in Gujarat, Punjab e nella vallata himalayana del Kashmir, colpita da un forte terremoto nel 2005. Il sisma, avente magnitudo di 7,8 gradi, è stato avvertito anche nelle metropoli del Pakistan. Le televisioni mostrano la popolazione in strada, ma secondo i media locali non ci sono notizie su eventuali crolli
Solo una settimana fa un terremoto di magnitudo 6,1 Richter aveva colpito la provincia di Bushehr causando almeno 39 morti e circa 850 feriti secondo il bilancio della Fars. Anche secondo l'Aiea, l'agenzia atomica internazionale, il sisma però non aveva provocato alcun danno all'unica centrale atomica iraniana, quella che sorge nell'area. L'Iran è un paese fortemente sismico: già nell'agosto scorso vi era stato un terremoto con 306 morti e circa 4.500 feriti a Tabriz, nel nordovest. Il sisma che nel dicembre 2003 colpì l'antica città di Bam, con le sue case di fango, causò 31 mila morti e ancor più tragico fu il terremoto del giugno 1990, ancora una volta nel nord-ovest, che fece circa 37 mila vittime e più di 100 mila feriti nelle province di Gilan e Zanjan.



TUTTE LE PROFEZIE DI ANGUERA SULL' IRAN

2.516 - 30.04.2005
Cari figli, inginocchiatevi in preghiera per la pace nel mondo. L’umanità vive forti tensioni e cammina verso l’autodistruzione. Un uomo orgoglioso farà accordi con l’Iran. Lui sembra essere un pacificatore, ma in verità sarà una spina per molte nazioni. Gli uomini del terrore, capeggiati da colui che ha l’apparenza di un profeta, porteranno sofferenza e dolore al nido dell’aquila e al Paese del Salvatore. Ecco che sono giunti i tempi da me predetti. Pregate. State attenti. Io sono vostra Madre e sono al vostro fianco. Avanti con speranza. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Russia, Israele


2.542 - 29.06.2005
Cari figli, pregate per la Chiesa. Il demonio causerà grande confusione e molti perderanno la fede. Siate unicamente del Signore e non permettete che nulla vi allontani dal suo Amore. In Iran ci sarà un grande terremoto che ucciderà molti uomini. Non ce n’è mai stato uno simile. Una città brasiliana, che un tempo era la capitale, vivrà momenti di grande afflizione. Inginocchiatevi in preghiera. Io sono al vostro fianco anche se non mi vedete. Non temete. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Rio de Janeiro
2.557 - 04.08.2005
Cari figli, restate con il Signore. O uomini, dove volete andare? Sappiate che non c’è salvezza al di fuori di Cristo. Lui è la Luce del mondo e chi sta con Cristo avrà la vita trasformata. Non lasciatevi contaminare. L’umanità cammina verso la distruzione. La terra si agiterà e tremerà per il grande olocausto atomico. L’Iran sarà devastato da Israele. Ecco i tempi difficili per l’umanità. Tornate al Signore. Dite a tutti che questo è il tempo favorevole per la conversione. Arriverà il giorno in cui molti si pentiranno della vita trascorsa senza Dio, ma sarà tardi. Ciò che dovete fare non rimandatelo a domani. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

2.649 – 04/03/2006
Cari figli, vi amo come siete e desidero vedervi felici già qui sulla terra e più tardi con me in cielo. Vi chiedo di mantenere accesa la fiamma della fede. L’umanità si è allontanata da Dio e i miei poveri figli camminano come ciechi guidando altri ciechi. Da una famosa Cordigliera verrà il terrore e la morte passerà per Mosselbai. Grida di disperazione si udranno in Birmania e a Messina. La forza della preghiera vi condurrà alla pace. Non dimenticate: Dio vi ama e vi chiama. Non perdetevi d’animo. Coraggio. Io sarò sempre con voi. VERRÀ DALL’IRAN E GLI UOMINI AVRANNO PAURA. Il Giappone berrà il calice amaro del dolore. Soffro per i miei poveri figli. Pregate. Pregate. Pregate. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Messina, comune italiano e capoluogo di provincia della Regione Siciliana
La Birmania (Myanmar in lingua birmanaPyidaunzu Thanmăda Myăma Nainngandaw, pronunciato [pjìdà̀uɴzṵ θà̀ɴməda̯ mjəmà nàiɴŋàɴdɔ̀]), è uno Stato dell'Asia sudorientale
Mossel Bay (af. Mosselbaai) è una città del del Sudafrica, nella provincia del Capo Occidentale. Centro portuale, si affaccia sull'oceano Indiano in una baia a est del capo di Buona Speranza e a ovest di Humansdorp.
Una catena montuosa o cordigliera è un gruppo di montagne facenti parte del medesimo sistema montuoso geologico, confinante con pianure o separato da altre catene montuose da passi o fiumi.
Alcune tra le principali catene montuose terrestri sono:

2.848 - 09/06/2007
Cari figli, tornate al Signore. Non state con le mani in mano. Dio ha fretta. Inginocchiatevi in preghiera e supplicate al Signore la sua Misericordia per voi. Un grande terremoto scuoterà l’Iran e il segreto nascosto sarà raggiunto. Soffro per ciò che vi attende. Non perdetevi d’animo davanti alle vostre difficoltà. Io intercederò presso il mio Gesù per voi. Siate buoni gli uni con gli altri. Amate. Senza amore non potete comprendere i disegni di Dio per le vostre vite. Avanti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
3.305 - 11 aprile 2010
Cari figli, Io sono vostra Madre e vi amo. Ho ancora nobili cose da rivelarvi. Vi chiedo di essere docili, perché voglio condurvi a mio Figlio Gesù. Assumete il vostro vero ruolo di cristiani. Siate fedeli al Vangelo e testimoniate a tutti le meraviglie di Dio. State attenti. Qualunque cosa accada, non allontanatevi dalla verità. Lasciate che la fiamma della fede illumini il vostro cammino spirituale. Il mio Gesù vi attende a braccia aperte. Non permettete che le tenebre del male si avvicinino a voi. Siete del Signore e solo Lui dovete servire e seguire. L’umanità berrà il calice amaro della sofferenza. Un fatto spaventoso accadrà in Iran, in Pakistan e ad Angra dos Reis. I fatti accadranno in epoche differenti, ma saranno uguali. I miei poveri figli vivranno momenti di angoscia. Soffro per ciò che vi attende. Inginocchiatevi e pregate. Non esitate. Io sarò al vostro fianco. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Angra dos Reis (stato Rio de Janeiro – Brasile)

3.387 - 16 ottobre 2010
Cari figli, non temete. Io sono con voi. Coraggio. Depositate la vostra fiducia in Dio e vedrete la pace regnare sulla terra. Cercate forza nella preghiera e nelle parole di mio Figlio Gesù. Avvicinatevi al confessionale per ricevere il perdono del Signore. Camminate gioiosamente incontro al mio Gesù nell’Eucarestia. In Lui è la vostra piena felicità. Allontanatevi definitivamente da ogni male e servite il Signore. L’umanità è malata e ha bisogno di essere curata. Gli uomini si sono allontanati da Dio e l’umanità cammina in una triste cecità spirituale. Sono venuta dal cielo per offrirvi il mio Cuore Immacolato come rifugio per questi tempi di tribolazione. Ecco il tempo della grande battaglia spirituale. Fortificatevi nell’amore. Io intercederò presso il mio Gesù per voi. La terra tremerà a Tangshan. Un avvenimento simile accadrà in Iran. Sono giunti i tempi da me predetti. Pregate, pregate, pregate. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.455 - 20 marzo 2011 
Cari figli, coraggio. Il mio Gesù è con voi. La vostra vita qui sulla terra è, in verità, un continuo susseguirsi di incontri con Gesù. Incontrate Gesù nei Sacramenti, che sono i canali della sua azione misericordiosa e salvifica; nei suoi ministri e in tutti coloro che incontrate nel vostro quotidiano. Non perdete le opportunità che il Signore vi concede. Arriverà il giorno in cui molti dovranno pentirsi della vita trascorsa senza Dio, ma per molti sarà tardi. Non rimanete stazionari. Non rimandate a domani quello che dovete fare. Dio ha fretta. Convertitevi e assumete il vostro vero ruolo di cristiani. Io sono vostra Madre e so cosa vi aspetta. Inginocchiatevi davanti alla croce e supplicate la Misericordia del mio Gesù per le vostre vite. Ecco il tempo delle tribolazioni per l’umanità. Vedrete ancora orrori sulla terra. Kerman* chiederà aiuto e i miei poveri figli porteranno una croce pesante. Siate miti e umili di cuore e date il meglio di voi nella missione che il Signore vi ha affidato. Avanti. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
* ipotesi: provincia iraniana e omonimo capoluogo/cittadina della California (Usa)

3.480 - 9 maggio 2011 
Cari figli, lasciatevi guidare dallo Spirito Santo, perché solo così potete fare pienamente la volontà del Signore. Confidate nel Signore e sperate in Lui con grande gioia. Voi non siete soli. Il mio Signore è con voi. La sua presenza amica vi darà forza per sopportare il peso delle prove che verranno. Pregate. Non vivete lontani dalla preghiera. Golestan (regione dell'Iran) chiederà aiuto e i miei poveri figli porteranno una croce pesante. Soffro per ciò che vi attende. Non allontanatevi dal cammino che vi ho indicato. Nella grande tribolazione finale, gli uomini e le donne di preghiera contempleranno le meraviglie del Signore. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

3.507 - 9 luglio 2011 
Cari figli, ecco il tempo opportuno per convertirvi. Non vivete lontani dal Signore. Egli vi ama e vi attende con immenso amore di Padre. Date il meglio di voi nella missione che vi è stata affidata. Dite a tutti che Dio ha fretta. Non rimandate a domani quello che dovete fare. Vivete nel tempo delle grandi confusioni spirituali. Il nemico di Dio vuole allontanarvi dalla verità. State attenti. Inginocchiatevi in preghiera. Ascoltatemi. Voglio portarvi a mio Figlio Gesù. Aprite i vostri cuori e siate docili ai miei appelli. Zanjan Meta: la morte verrà e il dolore sarà grande per i miei poveri figli. Soffro per ciò che vi attende. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace. 
Zanjan (farsi زنجان) è il capoluogo della regione di Zanjan e della provincia omonima. Nel 2006 aveva 341.801 abitanti. (Iran). Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Zanjan
Toponimi di Meta sono presenti nelle seguenti nazioni: Italia, Usa, Colombia. Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Meta

3.549 - 6 ottobre 2011 

Cari figli, inginocchiatevi in preghiera. L’umanità ha bisogno di pace e solo attraverso la preghiera potete ottenere la grazia della pace. Vi invito ad accogliere i miei appelli, perché solo così vi potrò condurre a Gesù. Aprite i vostri cuori all’amore del Signore e ascoltate la sua voce. Soffro per ciò che vi attende. La morte passerà per Tabriz e i miei poveri figli porteranno una croce pesante. Dite a tutti che Dio ha fretta. Non vivete fermi nel peccato. Pentitevi sinceramente e servite il Signore con fedeltà. Conosco ciascuno di voi per nome e supplicherò il mio Gesù per voi. Ascoltatemi e sarete grandi nella fede. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

Tabriz, la più grande città dell'Iran nordoccidentale.

3.564 - 5 novembre 2011 
Cari figli, sono vostra Madre e sono instancabile. Sono venuta dal Cielo per condurvi a  mio Figlio Gesù. Aprite i vostri cuori e assumete il vostro vero ruolo di cristiani. Vi chiedo di mantenere accesa la fiamma della vostra fede e di cercare di testimoniare ovunque che siete veramente del Signore. Non permettete che il peccato vi allontani dalla grazia di Gesù. Siete del Signore e solo Lui dovete seguire e servire. Vivete nel tempo delle grandi confusioni spirituali. State attenti per non essere ingannati. Amate e difendete la verità. Accogliete il Vangelo e vivete i miei appelli. Non voglio obbligarvi, ma ascoltatemi. Jaén e Neyriz grideranno e miei poveri figli porteranno una croce pesante. Soffro per ciò che vi attende. Pregate. Solo con la forza della preghiera potete costruire un mondo più giusto e fraterno. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Jaén è un comune spagnolo di 116.393 abitanti (2007) situato nella comunità autonoma dell'Andalusia.

Neyrīz o Niriz (farsi نی‌ریز) è il capoluogo della provincia di Neyriz, circoscrizione Centrale, nella regione di Fars . Iran

3.576 - 29 novembre 2011 

Cari figli, vi chiedo di mantenere accesa la fiamma della vostra fede e di cercare di imitare in tutto mio Figlio Gesù. Fuggite dal peccato e abbracciate la grazia della santità. Abbiate fiducia, fede e speranza. Confidate pienamente nel potere di Dio e vivete rivolti al Paradiso, per il quale unicamente siete stati creati. L’umanità si è allontanata da Dio e ha bisogno di essere curata. Accogliete con amore i miei appelli. Voglio aiutarvi. Non tiratevi indietro. Ho bisogno del vostro sì. Un fatto doloroso accadrà a Sanandaj e i miei poveri figli porteranno una croce pesante. Inginocchiatevi in preghiera. Sono venuta dal cielo per condurvi a mio Figlio Gesù. Egli è il vostro unico e vero Salvatore. Coraggio. Non rimandate a domani quello che dovete fare. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

Sanandaj (Sinne o Sennaسنه in curdoسنندج in farsi) è il capoluogo della regione iraniana del Kurdistan, situato nella zona occidentale del paese a maggioranza curda: è il capoluogo della provincia omonima

3.577 - 3 dicembre 2011 

Cari figli, vi amo. Sono venuta dal cielo per mostrarvi il cammino della santità. Aprite i vostri cuori e siate docili ai miei appelli. Conosco ciascuno di voi per nome e supplicherò il mio Gesù per voi. Vi chiedo di vivere con fedeltà il Vangelo del mio Gesù. Dedicate parte del vostro tempo alla preghiera e non permettete che le cose del mondo vi allontanino dal Signore. Cercate forza nell’Eucaristia e testimoniate che appartenete al Signore. L’umanità cammina verso un grande abisso. Soffro per ciò che vi attende. La morte passerà per DonskoyAsker e Kerman e i miei poveri figli piangeranno e si lamenteranno. Non tiratevi indietro. Restate saldi sul cammino che vi ho indicato nel corso di questi anni. Voglio aiutarvi, ma ascoltatemi. Non permettete che il demonio vi allontani dalla verità. Confidate in Gesù. In Lui è la vostra piena felicità. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

Donskoj, in russoДонской[?], è un termine russo che indica
Asker è un comune norvegese della contea di Akershus, si trova nella periferia di Oslo.

La regione di Kerman (in persiano: استان کرمان), in italiano Carmania, è una delle 31 regioni

(ostan) dell'Iran.


3.659 - 29 maggio 2012

Cari figli, sono vostra Madre e sono venuta dal Cielo per benedirvi e condurvi a mio Figlio Gesù. Non state con le mani in mano. Dio ha fretta e voi non potete vivere fermi nel peccato. Conosco ciascuno di voi per nome e voglio vedervi felici già qui sulla terra e più tardi con me in Cielo. Voi siete il popolo eletto di Dio ed Egli aspetta il vostro sì. Non perdetevi d’animo. Abbiate fiducia, fede e speranza. L’umanità è contaminata dal peccato e ha bisogno di essere curata. Giorni difficili verranno per l’umanità. Avrete ancora lunghi anni di dure prove. Cercate forza nella preghiera, perché solo così potete ottenere vittoria. Un fatto doloroso accadrà in Iran e il dolore sarà grande per i miei poveri figli. Un evento simile accadrà a Brasilia. Ecco il tempo che vi ho annunciato in passato. Tornate a Gesù. Egli vi ama e vi attende a braccia aperte. Avanti senza paura. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace. 
Brasilia (Brasília in portoghese) è la capitale del Brasile.



3.743 - 28 novembre 2012
Cari figli, sono la Madre della Grazia e della Misericordia. Vivete rivolti al Paradiso, per il quale unicamente siete stati creati. Non vivete lontani dalla grazia. Appartenete al Signore e solo Lui dovete seguire e servire con fedeltà. Allontanatevi da tutto quello che paralizza in voi l’amore di Dio. Vivete nel tempo delle grandi tribolazioni. Pregate molto davanti alla croce. Pentitevi e tornate a mio Figlio Gesù. Egli è il vostro Tutto e solo in Lui è la vostra vera liberazione e salvezza. Vi chiedo di continuare sul cammino che vi ho indicato. Non voglio forzarvi, ma quello che dico dev’essere preso sul serio. Dio ha fretta. Non rimandate a domani quello che dovete fare. Siate fedeli al Vangelo del mio Gesù. Ascoltate la voce della Chiesa e testimoniate ovunque che siete veramente di Cristo. Soffro per le vostre sofferenze. Sivas e Azerbaigian: la morte verrà e il dolore sarà grande per i miei poveri figli. Pregate, pregate, pregate. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.
Sivas (in greco Σεβάστεια, Sebastia) è una città turca di 292.965 abitanti (2009) capoluogo della provincia omonima.

Regione dell'Azarbaijan orientale ed occidentale
in Iran




Proteste in Iran del 2011

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Le proteste in Iran del 2011 si inseriscono nel contesto delle proteste recentemente sviluppatesi nel Maghreb e nella regione mediorientale a seguito di un vertiginoso aumento dei prezzi dei generi alimentari a fine 2010.

Disordini in diverse città iraniane

Proteste sulla scia della rivolta egiziana

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Lo stesso argomento in dettaglio: Sommosse popolari in Egitto del 2011.
Il 14 febbraio, sull'onda di sommosse popolari in Egitto che hanno portato alle dimissioni il presidente Hosni Mubarak, scontri tra forze di sicurezza e dimostranti anti-governativi avvengono a Isfahan, nell'Iran centrale, mentre altre manifestazioni vengono organizzate nello stesso giorno dall'opposizione iraniana a Teheran e in altre città del paese.[2]
Lo stesso 14 febbraio le autorità iraniane dispongono centinaia di arresti contro i dimostranti.[3] Due sono i morti nelle manifestazioni avvenute a Teheran, dove migliaia di oppositori sono tornati a scendere in piazza dopo quasi 14 mesi.[4] In occasione del funerale di una delle vittime si verificano incidenti tra la polizia e i contestatori. Gli organi di informazione iraniani dipingono la protesta come tra studenti islamici e "sostenitori della sedizione" e affermano che il giovane ucciso sia uno studente delle milizie Basiji, che ha appoggiato la polizia anti-sommossa contro le manifestazioni dell'opposizione.[5] Slogan come "morte a Mussavi" e 'morte a Karrubi", leader dell'opposizione in Iran, vengono pronunciate da migliaia di sostenitori del regime, riuniti a Teheran per la preghiera collettiva del venerdì il 18 febbraio. Le autorità infatti promuovo in varie città, per screditare gli oppositori, manifestazioni di odio contro i capi dell'opposizione.[6]
Due navi militari iraniane il 22 febbraio, la fregata Alvand e l'imbarcazione di rifornimento Kharg, in conseguenza della caduta del regime di Mubarak, attraversano il canale di Suez (per la prima volta dal 1979, data della Rivoluzione khomeinista) dirette in Siria.[1][7] Israele definisce una "grave provocazione" l'ingresso nel mediterraneo delle navi iraniane.[1]

La repressione del regime

Dopo aver capeggiato il moto di protesta delle settimane precedenti, a fine febbraio i due leader dell'opposizione Karrubi e Mussavi vengono tradotti dalle rispettive case – dove si trovavano agli arresti domiciliari – in una località non precisata di Teheran (secondo alcuni il centro di detenzione di Heshmatiyeh) sotto il controllo dei Guardiani della rivoluzione.[8][9][10][11] Il provvedimento ha lo scopo di inibire il moto di protesta che nei giorni precedenti aveva sviluppato accesi scontri in diverse città del paese.
Una manifestazione dell'opposizione organizzata per chiedere la liberazione dei leader dell'opposizione recentemente incarcerati il 1º marzo degenera in scontri tra manifestanti e polizia.[12] Gli agenti ricorrono ai gas lacrimogeni (secondo alcuni anche a gas chimici) per allontanare i contestatori, dopo che le autorità avevano schierato migliaia di agenti per le strade della capitale per impedire la protesta.[13][14]
Le autorità iraniane procedono a arresti e catture di oppositori, tra cui dieci persone che falsamente accusate di traffico di droga vengono per questo condannate all'impiccagione.[13]
A inizio marzo una manifestazione non autorizzata dell'opposizione a piazza della Rivoluzione viene dispersa con l'ausilio dei gas lacrimogeni dalle forze di polizia iraniane.[15] Nello stesso periodo, l'8 marzo l'ex presidente iraniano Akbar Hashemi Rafsanjani abbandona il posto di capo dell'Assemblea degli esperti (organismo composto da 86 membri con l'autorità di estromettere l'ayatollah, leader supremo dell'Iran) dopo essere stato accusato della sua eccessiva vicinanza all'opposizione riformista.[1] Secondo gli analisti il rafforzamento degli integralisti all'Assemblea ha il risultato di cementare ulteriormente l'establishment riconducibile al regime.[16]
Il governo iraniano protesta forti critiche per l'intervento in Bahrain delle forze saudite e per l'atteggiamento assunto da altri paesi suoi alleati nei confronti delle proteste scoppiate nell'arcipelago a maggioranza sciita.[1]
1.  .

Voci correlate

·        Primavera araba

Primavera araba

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Primavera araba
Arab Spring map.svg
     Allontanamento o morte del capo di stato
     Conflitti armati e cambiamento nel governo
     Cambiamento del primo ministro
     Proteste maggiori
     Proteste minori
     Proteste collegate
     Guerra civile
     Assenza di proteste
Data
17 dicembre 2010 - dicembre 2012
Luogo
Causa
Corruzionepovertàfame, assenza di libertà individuali, violazione di diritti umanidisoccupazione, aumento del prezzo dei generi alimentari, malcontento popolare, desiderio di rinnovamento del regime politico
Schieramenti
Forze governative di:
Egitto Egitto
Siria Siria
Flag of Libya (1977–2011).svg Libia
Tunisia Tunisia
Yemen Yemen
Marocco Marocco
Iraq Iraq
Oman Oman
Arabia Saudita Arabia Saudita
Algeria Algeria
Giordania Giordania
Libano Libano
Sudan Sudan
Gibuti Gibuti
Bahrein Bahrein
Kuwait Kuwait
Libia Ribelli libici
Flag of Syria 2011, observed.svg Ribelli siriani
Ribelli degli altri Paesi nominati
Effettivi
2 000 000 soldati
35 000 mercenari
3 000 carri armati
5 000 cannoni
1.000 aerei
20 000 000 dimostranti
1 200 carri armati
2 400 cannoni
1 300 aerei
500 aerei NATO (solo in Libia)
Perdite
140 000 morti in totale
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/da/Arab_world.PNG
Mappa del mondo arabo.
Con Primavera araba (in arabo الربيع العربي al-Rabīʿ al-ʿArabī) si intende un termine di origine giornalistica utilizzato per lo più dai media occidentali per indicare una serie di proteste ed agitazioni cominciate tra la fine del 2010 e l'inizio del 2011.[1]
I paesi maggiormente coinvolti dalle sommosse sono la Siria, la Libia, l'Egitto, la Tunisia, lo Yemen, l'Algeria, l'Iraq, il Bahrein, la Giordania e il Gibuti, mentre ci sono stati moti minori in Mauritania, in Arabia Saudita, in Oman, in Sudan, in Somalia, in Marocco e in Kuwait.[2][3][4] Le vicende sono tuttora in corso nelle regioni del Medio Oriente, del vicino Oriente e del Nord Africa.[5][6]

Storia

La rivolta cominciò il 17 dicembre 2010, in seguito alla protesta estrema del tunisino Mohamed Bouazizi, che si diede fuoco in seguito a maltrattamenti subiti da parte della polizia, il cui gesto innescò l'intero moto di rivolta tramutatosi nella cosiddetta Rivoluzione dei Gelsomini.[7][8] Per le stesse ragioni, un effetto domino si propagò ad altri Paesi del mondo arabo e della regione del Nord Africa. In molti casi i giorni più accesi, o quelli dai quali prese avvio la rivolta, sono stati chiamati giorni della rabbia o con nomi simili.[9][10]
Nel 2011, quattro capi di Stato furono costretti alle dimissioni, alla fuga e in alcuni casi portati alla morte: in Tunisia Zine El-Abidine Ben Ali (14 gennaio 2011), in Egitto Hosni Mubarak (11 febbraio 2011), in Libia Mu'ammar Gheddafi che, dopo una lunga fuga da Tripoli a Sirte, fu catturato e ucciso dai ribelli il 20 ottobre 2011[11][12] e in Yemen Ali Abdullah Saleh (27 febbraio 2012).[13]
I sommovimenti in Tunisia portarono il presidente Ben Ali, dopo venticinque anni, alla fuga in Arabia Saudita. In Egitto, le imponenti proteste iniziate il 25 gennaio 2011, dopo diciotto giorni di continue dimostrazioni, accompagnate da vari episodi di violenza, costrinsero alle dimissioni (complici anche le pressioni esercitate da Washington) il presidente Mubarak dopo trent'anni di potere.[14] Nello stesso periodo, il re di Giordania ʿAbd Allāh attuò un rimpasto ministeriale e nominò un nuovo primo ministro, con l'incarico di preparare un piano di "vere riforme politiche".[15]
Sia l'instabilità portata dalle proteste nella regione mediorientale e nordafricana, sia le loro profonde implicazioni geopolitiche, attirarono grande attenzione e preoccupazione in tutto il mondo.[16]

I fattori scatenanti

Le proteste hanno colpito non solo paesi arabi, ma anche alcuni Stati non arabi, come nel caso della Repubblica Islamica dell'Iran, che ha in un certo senso anticipato la primavera araba con le proteste post-elettorali del 2009-2010; i due casi hanno in comune l'uso di tecniche di resistenza civile, come scioperi, manifestazioni, marce e cortei e talvolta anche atti estremi come suicidi, divenuti noti tra i media come auto-immolazioni, e l'autolesionismo. Anche l'utilizzo di social network come Facebook e Twitter per organizzare, comunicare e divulgare determinati eventi è stato molto diffuso, a dispetto dei tentativi di repressione statale. La Primavera araba ha avuto lo scopo di portare o riportare le tradizioni del mondo arabo al potere.[17][18][19] I social network tuttavia non sarebbero stati il vero motore della rivolta, secondo alcuni osservatori, per i quali "il network della moschea, o del bazar, conta assai più di Facebook, Google o delle email".[20][21] Alcuni di questi moti, in particolare in Tunisia ed Egitto, hanno portato a un cambiamento di governo, e sono stati identificati come rivoluzioni.[22][23]
I fattori che hanno portato alle proteste iniziali sono numerosi e comprendono la corruzione, l'assenza di libertà individuali, la violazione dei diritti umani e la mancanza di interesse per le condizioni di vita, molto dure, che in molti casi rasentano la povertà estrema.[24] Delle rivolte hanno poi cercato di approfittarne movimenti estremisti e terroristici di matrice islamica, come i Fratelli Musulmani che con trucchi, intimidazioni e corruzioni, sono riusciti anche a prendere il potere in alcuni stati, riportando in vigore assurde leggi ancora più opprimenti e antiquate. Anche la crescita del prezzo dei generi alimentari e la fame sono da considerarsi tra le principali ragioni del malcontento; questi fattori hanno colpito larghe fasce della popolazione nei Paesi più poveri nei quali si sono svolte le proteste, portando quasi a una crisi paragonabile a quella osservata nella crisi alimentare mondiale nel 2007-2008.[25][26][27] Tra le cause dell'aumento dei costi, secondo Abdolreza Abbassian, capo economista alla FAO, vi fu la "siccità in Russia e Kazakistan, accompagnata dalle inondazioni in EuropaCanada e Australia, associate a incertezza sulla produzione in Argentina", a causa della quale i governi dei Paesi del Maghreb, costretti ad importare i generi commestibili, decisero per l'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari di largo consumo.[28] Altri analisti hanno messo in risalto il ruolo della speculazione finanziaria nel determinare la crescita del prezzo dei generi alimentari in tutto il mondo.[29] Prezzi più alti si registrarono anche in Asia e in particolare in India, dove vi furono rialzi nell'ordine del 18%, e in Cina, con aumento dell'11,7% in un anno.[28]

Stati coinvolti

Tunisia

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Lo stesso argomento in dettaglio: Sommosse popolari in Tunisia del 2010-2011.

Zine El-Abidine Ben Ali, ex presidente della Tunisia
Le proteste nel Paese iniziarono dopo il gesto disperato di un fruttivendolo, Mohamed Bouazizi, che il 17 dicembre 2010 si diede fuoco per protestare contro il sequestro da parte della polizia della propria merce.[30] Il 27 dicembre il movimento di protesta si diffuse anche a Tunisi, dove giovani laureati disoccupati manifestarono per le strade della città e vennero colpiti duramente dalla polizia.[30]
Nonostante un rimpasto di governo il 29 dicembre, le rivolte nel paese non si placarono.[30] Il 13 gennaio il presidente tunisino Ben Ali, in un intervento trasmesso dalla televisione nazionale, si impegnò a lasciare il potere nel 2014 e promise che avrebbe garantito la libertà di stampa. Il suo discorso però non calmò gli animi e le manifestazioni continuarono.[30] Meno di un'ora dopo, venne decretato lo stato d'emergenza e imposto il coprifuoco in tutto il Paese.[30] Poco dopo, il primo ministro Mohamed Ghannushi dichiarò di aver assunto la carica di presidente ad interim fino alle elezioni anticipate.[31] In serata venne dato l'annuncio che Ben Ali, dopo ventiquattro anni al potere, aveva lasciato il Paese.[32]
A fine febbraio alcune decine di migliaia di manifestanti si radunarono nel centro di Tunisi per chiedere le dimissioni del governo provvisorio, insediatosi dopo la cacciata di Ben Ali.[33]

Egitto

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Lo stesso argomento in dettaglio: Rivoluzione egiziana del 2011Tamarod e Golpe egiziano del 2013.

Il 25 gennaio, in seguito ai diversi casi di protesta estrema, in cui diverse persone si erano date fuoco, violenti scontri si svilupparono al centro del Cairo, con feriti ed arresti, durante le manifestazioni della giornata della collera, convocata da opposizione e società civile contro la carenza di lavoro e le misure repressive.[34] Il fulcro delle manifestazioni è Piazza Tahrir, che si trova al centro della metropoli e rappresenta un punto nevralgico della capitale egiziana, ospitando importanti edifici amministrativi, hotel di lusso, l'università americana AUC e il Museo delle antichità egizie.
Il 29 gennaio il presidente Hosni Mubarak licenziò il governo e nominò come suo vice l'ex capo dell'intelligence, ʿOmar Sulaymān. Tuttavia gli scontri e le manifestazioni continuarono nelle città egiziane.[35] Il 5 febbraio intanto si dimise l'esecutivo del Partito nazionale democratico di Mubarak, mentre il rais alcuni giorni dopo delegò tutti i suoi poteri a Sulaymān.[36] L'11 febbraio il vice presidente annunciò le dimissioni di Mubarak mentre oltre un milione di persone continuavano a manifestare nel Paese.[37] L'Egitto fu lasciato nelle mani di una giunta militare, presieduta dal feldmaresciallo Mohamed Hussein Tantawi, in attesa che venisse emendata la costituzione e che fosse predisposta la convocazione di nuove elezioni presidenziali.[38][39]

Libia

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Lo stesso argomento in dettaglio: Prima guerra civile in Libia e Seconda guerra civile in Libia.

Il 16 febbraio 2011 si verificarono nella città di Bengasi scontri fra manifestanti, irritati per l'arresto di un attivista dei diritti umani, e la polizia, inviata da sostenitori del governo. In tutto il Paese nel frattempo si tennero manifestazioni a sostegno del leader Mu'ammar Gheddafi.[40]
Il 17 febbraio si registrarono numerosi morti in accesi conflitti a Bengasi, città simbolo della rivolta libica che intendeva cacciare Gheddafi, al potere da oltre quarant'anni. Testimoni vicini ai ribelli riferirono inoltre che sarebbero avvenute vere e proprie esecuzioni da parte delle forze di polizia.[41] Nella data del 17 febbraio, proclamata la giornata della collera, milizie giunte da Tripoli a Beida, nell'est della Libia, attaccarono i manifestanti, causando morti e numerosi feriti.[42]
Molti dei decessi registrati in Libia risultarono concentrati nella sola città di Bengasi, località tradizionalmente poco fedele al leader libico e più influenzata dalla cultura islamista.[43] Il 20 febbraio il numero delle vittime si avvicinava ai 300 morti.[44] Il sito informativo libico Libya al-Youm denunciò che i militari inviati dal regime libico per reprimere i manifestanti di Bengasi stanno usando in queste ore armi pesanti contro le persone riunite davanti al tribunale cittadino, come razzi Rpg e armi anticarro.[44]
Il 21 febbraio la rivolta si allargò anche alla capitale Tripoli, dove i contestatori diedero fuoco a edifici pubblici.[45] Nella stessa giornata a Tripoli si fece ricorso a raid dell'aviazione sui manifestanti per soffocare la protesta.[46] Il 21 febbraio cominciarono i tradimenti politici: la delegazione libica all'Onu prese nettamente le distanze dal leader Muʿammar Gheddafi. Il vice-ambasciatore libico, Ibrahim Dabbashi, a capo della squadra diplomatica libica, accusò il Colonnello di essere colpevole di genocidio e di aver praticato crimini contro l'umanità[47]. Il 20 ottobre 2011 Gheddafi venne catturato e ucciso vicino Sirte. Il suo cadavere fu poi sepolto nel deserto vicino a Misurata.

Siria

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Lo stesso argomento in dettaglio: Guerra civile siriana.

Il 26 gennaio Ali Akleh ad Amman si diede fuoco, in segno di protesta contro il governo siriano. A fine gennaio su Facebook vennero invocate manifestazioni in tutto il Paese dopo la preghiera settimanale islamica contro la monocrazia, la corruzione e la tirannia, nella prima giornata della collera del popolo siriano e della ribellione civile in tutte le città siriane[48].
In un'intervista rilasciata al quotidiano statunitense Wall Street Journal, Bashar al-Assad, Presidente siriano, si disse convinto del fatto che fossero necessarie riforme e che si stesse costruendo una nuova era in Vicino Oriente.[49]
La mobilitazione indetta però per il 4 e 5 febbraio, in contemporanea con la giornata della partenza proclamata in Egitto, non ottenne il risultato sperato, e le adesioni risultarono scarse da parte della popolazione, complice anche il cattivo tempo. Il giorno prima si era rivelato un insuccesso il sit-in indetto davanti alla sede del Parlamento in segno di solidarietà con studenti, lavoratori e pensionati privi di reddito[50].
Il 10 febbraio Damasco aprì definitivamente ai social network, e dopo cinque anni fece cadere il divieto che ne prevedeva l'oscuramento[51]. La decisione di eliminare le limitazioni, secondo quanto riferì il quotidiano filo-governativo al-Waṭan (La patria), dimostrò la fiducia del governo nell'uso della Rete. Secondo l'opposizione, la libera accessibilità ai social network sarebbe stato un tentativo delle autorità siriane di contrastare attività sediziose contro il regime.[51]
Il 17 febbraio Tal al-Mallouhi, giovane blogger siriana, venne condannata a cinque anni di carcere dall'Alta Corte per la Sicurezza dello Stato, con l'accusa di aver lavorato per conto della CIA.[52]
Tuttavia nel 2014, con l'affermarsi dell'ISIS e la cosiddetta 'balcanizzazione del territorio siriano', Assad assunse un ruolo nella guerra contro il Califfato, dalla quale l'immagine ottenne una riabilitazione[53].

Iraq

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Lo stesso argomento in dettaglio: Proteste in Iraq del 2011.

Yemen

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Lo stesso argomento in dettaglio: Rivolta yemenita.

Episodi correlati

Conflitti e sommosse

·        Guerra civile siriana

Proteste in altri paesi arabi

·        Proteste a Gibuti del 2011
·        Proteste in Iraq del 2011
·        Proteste in Libano del 2011
·        Proteste in Oman del 2011
·        Proteste in Sudan del 2011
·        Rivolta yemenita

Proteste in paesi non arabi

·        Proteste in Iran del 2011

Voci correlate

·        Guerra civile siriana
·        Golpe egiziano del 2013
·        Paesi arabi
·        Tamarod

Altri progetti

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Collegamenti esterni

·        (EN) Amr Hamzawy e Marina Ottaway, Protest Movements and Political Change in the Arab World (PDF), Carnegie Endowment for International Peace: Policy Outlook, gennaio 2011.
·        (EN) Nada Bakri: Street Battle Over the Arab FutureNytimes.com, 2 febbraio 2011.
·        (ENSlavoj ŽižekWhy fear the Arab revolutionary spirit?guardian.co.uk, 1º febbraio 2011.
·        Primavera araba, in Thesaurus del Nuovo soggettarioBNCF. Modifica su Wikidata

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